mercoledì 27 febbraio 2008

più spot che film


Fate questo esperimento. Chiedete ai vostri conoscenti se gli
piacerebbe vedere un film in tv senza interruzioni pubblicitarie.

Annotatevi la risposte e fate una semplice statistica:


1. in quanti hanno detto si (a favore dei film senza spot)
2. in quanti hanno detto no (a favore dei film con gli spot)
3. in quanti non hanno risposto.

Ad occhio e croce, ritengo che riteniate (come lo ritengo io) che la percentuale di coloro che diranno SI (film senza spot) sfiori il 100%.
Chi vorrebbe il film rovinato, interrotto e prolungato dalle rumorose e ripetitive interruzioni pubblicitarie? Ma è ovvio. Nessuno. Anzi qualcuno si. E sono quelli che sulle interruzioni pubblicitarie ci lucrano Si va beh, ma sono pochi rispetto alla maggioranza degli italiani. Pochi, ma potenti. Aggiungo io.

Ora: udite, udite. Questa domanda è già stata fatta agli italiani con un referendum tenutosi in data 11 giugno 1995. La domanda era più o meno proprio questa:
“volete abolire la norma che consente di interrompere i lungometraggi in tv con più spot pubblicitari?” Attenzione si chiedeva se ne volevano più di uno o se uno era sufficiente.

Ed ecco cosa hanno risposto gli italiani

Votanti 28.164.078 (quorum raggiunto)
Voti validi 27.030.205
Hanno detto SI (contro gli spot) 11.985670 (44,30%)
Hanno detto NO (a favore di molti spot) 15.044.535 (55.70)

Avete letto bene. Gli Italiani hanno voluto molti spot pubblicitari durante i film. Non uno ma più d'uno.
Chiaramente con questa bella autorizzazione da allora ad oggi i pubblicitari e le TV si sono sentiti autorizzati non solo a lasciare gli spot nei film, ma ad aumentarli fino a limiti oggi divenuti insopportabili.

Il risultato, che io giudico allucinante, è frutto della imponente campagna referendaria dei proprietari delle tv che nel periodo prereferendario hanno convinto il 55,70 % della popolazione che senza spot non avrebbero più visto un film in tv. Il risultato è che oggi vediamo più spot che film

Questo per dimostrare, a chi ancora non ci crede, che il potere della televisione sulle menti e sulle coscienze è immenso. E pericoloso!

(pippo vinci)

domenica 24 febbraio 2008

alias dirigenti


A) PROBLEMA: da molti anni oramai lavoro nella Pubblica Amministrazione Italiana e Siciliana. Ed in molti suoi settori grande è il disagio di chi ci lavora. Molti di questi disagi (non tutti, è chiaro) hanno spesso origine dal difficile e conflittuale rapporto tra chi dirige e chi è diretto. Ed è su questo punto che vorrei fare qualche considerazione partendo dalle critiche che “i diretti” rivolgono ai “direttori” alias dirigenti.
Riassumo le critiche in 4 punti :
1. molti dirigenti non dirigono nessuno se non se stessi;
2. spesso i dirigenti non hanno alcuna responsabilità;
3. i dirigenti si occupano e preoccupano solo degli obiettivi da consegnare al loro superiori (siano essi politici o burocrati);
4. i dirigenti sono spesso incapaci di organizzare il lavoro e/o di gestire il personale alle loro dipendenze

B) GIUDIZIO : ritengo queste critiche, quanto meno, non prive di fondamento.

C) SOLUZIONE: ora azzardo qualche proposta che potrebbe (e sottolineo potrebbe) risolvere o aiutare a risolvere qualcuno dei 4 inconvenienti prima elencati.
Come sapete la valutazione dei dirigente è fatta solo dall'alto (1 via). Essa comprende un giudizio sui risultati raggiunti (70%) ed uno sulle capacità gestionali ed organizzative (30%).
In breve io suggerirei tre correttivi:
1. conferire ai collaboratori il compito di valutare il dirigente nel merito delle sue capacità organizzative. In tal modo, pur di non vedersi intaccata la premialità del 30% il dirigente sicuramente rivolgerà maggiori attenzioni alle sue competenze gestionali ed organizzative; questa è la valutazione a 2 vie (dall'alto e dal basso). Non ho certo dimenticato che una valutazione completa prevederebbe una terza via . Quella dell'utenza. Ma, al momento, questa sarebbe una complicazione che farebbe impantanare la ricerca della soluzione.
2. obbligare i dirigenti (tutti, anche gli apicali) a frequentare corsi specifici di gestione e organizzazione del lavoro (l'ignoranza in tale settore è spaventosa)
3. condividere una parte della premialità (quel 70% derivante dal raggiungimento degli obiettivi) con i propri collaboratori.

E) CONTROCRITICA: a questo punto molti penseranno che i collaboratori avranno in mano una potente arma per “vendicarsi dei loro dirigenti”

Risposta:
è vero, i dirigenti si troveranno tra due fuochi e potranno adottare una di queste due soluzioni
1. combattere su due fronti (contro il dirigente superiore e contro i collaboratori) Sfiancandosi .
2. fare bene il proprio lavoro occupandosi sia degli obiettivi che della organizzazione del lavoro e gestione del personale. Per fare questo, studierà. Perchè la tecniche di direzione e gestione non si conoscono per natura SI STUDIANO

(pippo vinci)

mercoledì 20 febbraio 2008

i santi protettori del Kosovo


Così oggi il Kosovo – per meglio dire, la sua maggioranza albanese – dichiara la sua indipendenza dalla Serbia , con la benedizione della UE e quella degli Stati Uniti. In base al principio dell’autodeterminazione dei popoli.
Questo diritto, che viene invocato per i kosovari, non vale per i ceceni, per i curdi, per i palestinesi… per mancanza di santi protettori: quelli giusti s’intende.
A proposito dei palestinesi, il diritto internazionale si è espresso decine di volte: così avrebbero diritto ad uno Stato ( risoluzione 181, del 1947), a riavere le loro terre occupate dagli israeliani da 40 anni (la 242), a non esser chiusi dentro un muro (la sentenza del 9 luglio 2004 della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja lo dichiara illegittimo e illegale e ne ordina la demolizione), a non vedersi confiscare la terra e l’acqua, secondo la convenzione di Ginevra. Ma non hanno santi protettori, di quelli che contano; e così Israele, dei diritti dei palestinesi, se ne può bellamente infischiare, con l’appoggio incondizionato degli Usa e la totale acquiescenza dell’Europa.
I diritti sono tali quando valgono per tutti, sono cioè universali. Se valgono per alcuni soltanto, sono privilegi, meglio ancora sono la legge del più forte

(luigi Fioravanti)

domenica 17 febbraio 2008

soluzioni italiane

Arriva da Messina la speranza. Nel comune di Torrenova in provincia di Messina è in già in uso un nuovo impianto per lo smaltimento dei rifiuti. La nuova tecnologia si chiama Thor (Total House Waste Recycling) ed è un progetto tutto italiano ideato dai tecnici del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Riportiamo di seguito la descrizione de sistema tratta dallo stesso sito del CNR

Come un ‘mulino’ di nuova generazione, l’impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità.
“Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico”, aggiunge Paolo Plescia, ricercatore dell’Ismn-Cnr e inventore di Thor, “compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse. Infatti, le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici”. E’ possibile utilizzare il prodotto sia come combustibile solido o pellettizzato oppure produrre bio-olio per motori diesel attraverso la ‘pirolisi’. L’impianto è completamente autonomo: consuma infatti parte dell’energia che produce e il resto lo cede all’esterno.
Il primo impianto THOR, attualmente in funzione in Sicilia, riesce a trattare fino a otto tonnellate l’ora e non ha bisogno di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori. Inoltre, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro.
L’impianto può essere montato su un camion o su navi. In quest’ultimo caso, la produttività di un impianto imbarcato può salire oltre le dieci tonnellate l’ora e il combustibile, ottenuto dal trattamento, reso liquido da un ‘pirolizzatore’, può essere utilizzato direttamente dal natante o rivenduto all’esterno.
per maggiori informazioni visitate il sito del CNR (http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews?IDn=1758)

(la trazzera)

giovedì 14 febbraio 2008

eroi del 3° Reich

informazione n 1 : EROE : chi dà prova di straordinario coraggio e generosità; chi si sacrifica per un ideale: e. di guerra / morire, comportarsi da e. (dizionario De Mauro)

informazione n 2 : il candidato repubblicano alla casa Bianca , l’eroe della guerra in Vietnam McCain si avvia a conquistare la nomination per le elezioni presidenziali di novembre

considerazione n 1: può un marine americano reduce dalla guerra del Vietnam fregiarsi del titolo di eroe?
Rileggete bene l’informazione n 1. Passi per il coraggio (ma anche un kamikaze ne ha), come si può attribuire la medaglia di generosità e di idealità ad un militare di un esercito autore di una guerra di invasione che la storia ha oramai consacrato come una guerra sbagliata e imperialista?

considerazione n 2 : forse che chiamarlo semplicemente “reduce” o “veterano” pareva brutto?

provocazione : avete mai sentito parlare, a proposito della 2^ guerra mondiale, di eroi del 3° Reich?

(Amedeo Contino)

mercoledì 6 febbraio 2008

sei di sinistra se......

Da un po’ di tempo corre la voce, mai smentita, che il comunismo non esista più. Anzi “la sinistra” non esiste più. Corre voce che la sinistra sia sbandata ed alla ricerca di una identità, di una terza via (ricordate Blair?) perché non riesce più ad individuare dei valori attorno cui aggregarsi.Valori in cui un tempo si credeva, valori per i quali si lottava e si moriva. C’erano gli operai, c’erano le imprese nazionalizzate, c’era l’Unione Sovietica, c’era Bologna e c’era Peppone.
Ma, a parte Peppone e l’Unione Sovietica, le altre cose ci sono ancora e, detto questo, scopriamo che i valori per cui lottare e in cui identificarsi a sinistra non solo permangono, ma si sono addirittura moltiplicati e diversificati.
Riprendendo, modificandolo, un recente noto incipit, vorrei indicare quelli che secondo me sono i modelli cui deve ispirarsi uno che si senta ancora e sempre di sinistra (e perché no, comunista) e dimostrare alla delusa e imborghesita popolazione di sinistra che forse quello che è cambiato non è la sinistra. Sono cambiati loro. Rassegnatevi: non siete più di sinistra. Semplice no?
Sei di sinistra se pensi che gli operai sfruttati ci siano sempre e che a questi si siano aggiunti, per esempio, gli operatori dei call center, gli insegnanti, gli impiegati, gli immigrati, i contadini, le commesse ed i commessi dei negozi.....….
Sei di sinistra se pensi che i moderati siano quelli che chiedono la pace senza se e senza ma e non quelli che appoggiano le guerre giuste
Sei di sinistra se pensi che il partito democratico (pur se apprezzabile) non sia di sinistra
Sei di sinistra se paghi tutte le tasse cercando di combattere non per ridurle, ma per ottenere servizi migliori per tutti
Sei di sinistra se credi che gli Stati Uniti abbiano appoggiato tutti regimi fascisti del sud america
Sei di sinistra se credi che i servizi segreti non debbano essere segreti
Sei di sinistra se pensi che le Università debbano essere liberate dai baroni
Sei di sinistra se ritieni che la protezione dell’ambiente sia una priorità e non una esagerata e dannosa forma di integralismo ecologista che blocca il progresso
Sei di sinistra se pensi che gli eserciti di tutte le nazioni dovrebbero rimanere a casa propria
Sei di sinistra se pensi che gli immigrati abbiano gli stessi diritti e doveri nostri e che siamo tutti cittadini di un mondo dove quelli più fortunati e ricchi (come noi) debbano sentire il dovere (e il piacere) di aiutare e di accogliere i più sfortunati e poveri
Sei di sinistra se pensi che i lavoratori del terzo millennio abbiano diritto ad una riduzione dell’orario di lavoro ed a più tempo libero da dedicare a se stessi ed alla famiglia
Sei di sinistra se pensi che l’etica ed il rispetto delle regole siano indispensabili in una società civile
Sei di sinistra se preferisci la bicicletta al SUV
Sei di sinistra se pensi che i marciapiedi li debbano usare solo i pedoni
Sei di sinistra se pensi che la gestione dell’acqua debba rimanere pubblica
Sei di sinistra se pensi che i servizi essenziali debbano essere gestiti dallo stato
Sei di sinistra se preferisci la puntualità, l'efficienza e la pulizia di tutti i treni italiani alla TAV
Sei di sinistra se non vuoi il ponte sullo stretto di Messina
Sei di sinistra se pensi che i giudici non siano comunisti, ma soltanto giudici
Sei di sinistra se pensi che la pubblicità ti stia massacrando il cervello
Sei di sinistra se pensi che gli insegnanti debbano essere pagati il doppio
Sei di sinistra se pensi che la scuola pubblica sia meglio di quella privata
Sei di sinistra se pensi che i PACS siano una conquista di civiltà
Sei di sinistra se pensi che se i cattolici leggessero e vivessero il vangelo sarebbero anche loro di sinistra (quelli che non lo sono già)
Sei di sinistra se pensi che lo stato debba essere fortemente laico
Sei di sinistra se ritieni che il PIL sia un indice sbagliato per misurare il benessere di un popolo
Sei di sinistra se invii alla trazzera altri motivi per sentirsi di sinistra . Usa il comando “commenti”

p.s. potete non condividere tutto, ma potreste anche non essere di sinistra!

(Pippo vinci)

lunedì 4 febbraio 2008

morire per la pelle

Vorrei dire qualcosa di interessante, di incisivo, qualcosa che possa scuotere le coscienze di tutti a tal punto da creare una reazione forte e utile per cercare di porre fine a questo scempio. Ma non ci sono parole….bisogna fermarsi e guardare. Guardare col cuore quei teneri occhi che chiedono aiuto. Non sono una “combattente animalista” ma sono una innamorata degli animali pronta ad imparare da chi già conosce le strade da percorrere per la loro tutela, e disposta ad intraprenderle con tutta la buona volontà necessaria. Quindi vi chiedo: “cosa si può fare?”

(ellebi)

sabato 2 febbraio 2008

la vespa faraona

L’altro giorno ho letto su la trazzera l’avviso relativo al raduno mondiale delle vespe. Piaggio. E ne ho parlato a tavola. Subito il nonno ha detto:”Cazzo, anch’io avevo una vespa quando voi eravate piccoli”. Ricordate? quelle degli anni 50 con la signora seduta di traverso. Perché non stava bene che stessero a cavalcioni come i ragazzacci.
Il nonno ci comunica che la vespa, se non è stata rubata, dovrebbe trovarsi nella casa di campagna “ex di villeggiatura” dove “voi non volete più andare”.
Chiamo Giovanni e mi precipito alla ricerca di questo “motore”.
Seguiamo le indicazioni del nonno e scoviamo, dietro la casa, il magazzino dove potrebbe esserci la vespa. Apriamo la porta e ci troviamo davanti questa scena apocalittica (foto 1) .

E' ovvio che il nonno si è sbagliato! Come puo esserci una vespa la' dietro? Poi pernsiamo che quelloche stiamo per intraprendere altro non è che uno scavo archeologico, ci torna il coraggio e iniziamo a “sbarazzare”.
Ad un certo punto salta fuori un indizio. La tomba è quella giusta, la spedizione avrà successo. E.. sbarazza e sbarazza, ecco spuntare il muso della mummia (foto 2)

Intanto fuori si accumulavano i detriti dello scavo.(foto 3)


Giovanni dice che lui ha visto un documentario su istoriciannel dove si diceva che gli archeologi che trovavano una mummia poi morivano tutti. Io gli dico che quelli morivano perché a quei tempi non c’era la penicillina. E lui si convince. E poi quella che stiamo riesumando non è una mummia.

La ruggine lo dimostra. Andiamo avanti. Il ritrovamento è completo (foto4).

E siamo felici come indianagions. Ma ora ci servirebbe un miracolo per far rinascere il cadavere ossia rimetterlo in moto e andare al raduno mondiale di Cefalù dove dovrebbe fare la sua bella figura.

(pepe)

giovedì 31 gennaio 2008

english style

I politici inglesi possono accettare doni del valore massimo di 200 sterline (circa 300 euro). Quando il sig. Tony Blair era Primo Ministro, durante i numerosi incontri politici con l’allora Presidente del Consiglio sig. Silvio Berlusconi ( ricordate? Insieme hanno anche deciso di aiutare il sig.George Bush ad invadere ‘ pacificamente’ l’Iraq) ricevette in dono ben 11 orologi. (Possibile? Ebbene, si). Dato che il valore dei regali era di gran lunga superiore al limite consentito, il Primo Ministro depositò nella cassaforte di Downing Street gli 11 orologi. Quando decise di dimettersi in anticipo rispetto alla scadenza del suo mandato (possibile? Ebbene, si), gli 11 orologi, essendo beni patrimoniali del governo inglese, sono stati messi all’asta.
Il sig.Tony Blair ha partecipato all’asta ed ha acquistato 2 orologi come privato cittadino e dunque pagando di tasca sua (possibile? Ebbene, si). I rimanenti 9 orologi sono stati acquistati da altre persone. I giornali inglesi hanno dato notizia del fatto solo per l’aspetto commerciale e per l’interesse degli aspiranti acquirenti quali collezionisti e gioiellieri.
All’amico inglese che mi ha raccontato questo esempio di stile politico ho risposto che in questi giorni sull’Italia piove molta…monnezza e che un diluvio di vergogna e di ridicolo ci sta sommergendo.
HELP ! Qualcuno sa come si fa a cambiare nazionalità ?

(Maria Grazia Nicoletti)

mercoledì 30 gennaio 2008

la regia trazzera

Nei giorni scorsi ho scritto una lettera riservata ai nostri collaboratori chiedendo loro di limitare l'invio di articoli che parlassero di politica nel senso più "italiano" de termine. Poi ho capito che il mio è stato un grave errore che poteva apparire come una sorta di "censura". Inoltre la gran parte dei pezzi che sarebbero stati esclusi dalla pubblicazione erano pezzi ( a mio avviso) molto ironici e piuttosto divertenti ed allora ho cambiato subito idea. A farmi cambiare idea c'è stata anche la constatazione che tali pezzi oltre ad essere ironici e divertenti erano anche interessanti e .. numerosi. E si capisce bene, vista la contingenza politica ed istituzionale che attraversiamo. Così è stata presa (in una notte insonne) una decisione che comunque impegna ancora di più la redazione di questo blog. ABBIAMO AGGIUNTO DUE PAGINE.
Le potete raggiungere cliccando sui link che trovate in alto a sinistra con il titolo le paginE de LA TRAZZERA. Nella sezione "la trazzera in dialetto" troverete articoli scritti in dialetto , nella pagina "la trazzera in politica" troveranno spazio, ovviamente, gli articoli di cui si parla all'inizio di questo pezzo.
la trazzera si allarga e diventa Regia. C'è spazio per tutti

(Pippo Vinci)

giovedì 24 gennaio 2008

what is it?

Sarà capitato a tutti, andando all’estero che – richiesti della nazionalità – alla parola “Italiano” l’interlocutore abbia a sua volta detto almeno una delle seguenti parole “spaghetti”, “pizza”, “Michelangelo”, “Armani”, “Craxi”(specialmente in Tunisia). Se poi precisiamo “Siciliano”, universalmente, con toni ammiccanti e sottovoce ci dicono “Mafia”. E noi subito a tentare di spiegare goffamente con il limitato vocabolario di una lingua straniera che non si deve generalizzare, che milioni di siciliani lavorano onestamente, che i nostri giovani tentano di rifiutare il sistema mafioso, che “Il Padrino” è un film e anche datato.
Ma se in questi giorni qualche straniero, letti i giornali e le notizie che fanno arretrare la Sicilia di 50 anni, ci chiede qualche spiegazione è meglio…..parlare del tempo meteorologico, salvo constatare che il nostro interlocutore ha imparato un altro vocabolo: CANNOLO. WHAT IS IT?

(M. G.Nicoletti)

lunedì 21 gennaio 2008

ubi maior mafia cessat

Notizia 1 : il governatore della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro è stato condannato a 5 anni di reclusione e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici per favoreggiamento semplice alla mafia. I giudici non hanno accolto totalmente la richiesta dell'accusa e quindi non hanno ritenuto di dover aggiungere anche l'aggravante del concorso in associazione mafiosa.
Notizia n 2 : appresa la sentenza, Totò Cuffaro ha esultato. Ha esultato? Si, ha esultato. Secondo il Governatore tale condanna equivale ad una assoluzione piena ed alla conferma della sua costante azione di contrasto alla criminalità organizzata. In effetti lui ha favorito solo la criminalità disorganizzata. O meglio ha favorito in modo disorganizzato la criminalità organizzata. No, forse ha organizzato favori alla criminalità organizzata in modo disorganizzato. No, no. Lui ha disorganizzato chi organizzava i favori alla criminalità organizzata disorganizzandone la organizzazione dei favori che lui stesso organizzava. Ecco!
Morale della favola: se siete un uomo pubblico ed un giorno verrete indagato, chessoio, per peculato, o per rapina a mano armata, o per furto con scasso, o, meglio ancora, per sequestro di persona, niente paura. E’ sufficiente fare in modo di aggravare la propria posizione processuale attraverso una accusa di GENOCIDIO. E’ chiaro che i giudici non potranno provare tale reato e voi verrete condannati solo per sequestro di persona e potrete esultare e proseguire il vostro cammino istituzionale, redento, immacolato e osannato.

(pippo vinci)

martedì 15 gennaio 2008

caru dutturi....

Supra i giurnali e ‘ nta televisioni e radiu sentu spesso parrari dell’oppinioni dell’ “omu della strata “. Certu mancu e’ bellu diri l’oppinioni di “ la fimmina della strata” picchi’ ognuno pensa a n’autru misteri ! Ma ju criu ca fussi giustu ascutari i pinseri dei fimmini comu a mmia cu’ picca struzioni, ca travagghianu tuttu u jornu, ca cummattunu cu figghi,mariti,matri,patri,soggeri e ca quannu ci spianu “ Lei lavora? “ arrispunnunu “no”, ‘ntel senso ca facemu tuttu aggratis e nuddu ni rici mancu grazie ! Ora ju avi picca tempu ca accuminciai ad appuntari li me’ pinseri e oppinioni e siccomu ca seppi di stu giurnali “ La Trazzera”, mi fici curaggiu e ci scrissi a Lei sta littra e ci mannu macari i me appunti. Facissi un poco Lei, ju la ringrazziu.


IL GOLF
Ju stava cunsannu u lettu quannu ‘ntisi a radio ‘ntu Gazzettinu Sicilianu ca ‘n Sicilia si stava facennu ‘na liggi supra “il golf” e sparti cu’ scerri niuri ‘ntra i nostri politici.
U GOLF ??? Magghie, magghiuni e forsi macari birritta e sciarpe travagghiati a manu coi ferri ‘ppa lana ? Chiddi ca nudda fimmina travagghia chiu’ ‘n primis ‘n primis picchi’ mariti e figghi li schifianu e nun si li mettunu mancu morti, secunnu poi picchi’cu pochi euri ‘nte i negozi cinisi ti po’ vestiri da a testa ai peri. Pinsai allura ca sta liggi era fatta pi i fimmini di casa comu a mmia e contru sti cinisi ca rapuno negozi unu appressu a l’autru.
Circai allura intra a cassetta unni me maritu sarba marteddu e cacciaviti i me ferri ‘ppa lana ca iddu usa ppi stuppari u lavandinu e quannu l’attruvai li pigghiai, li puliziai e li sarbai ‘ntra li me cosi. A sira quannu ci cuntai u fattu ai me figghi e a me’ maritu, iddu mi taliau stortu comu sempre e mi rissi “ Ma tu chi minchia ni capisci di politica? U GOLF e’ ‘n jocu, uno sport ca si fa di jornu, ‘nta campagna e quannu nun chiove e ci jocanu chiddi ca nun hannu ‘n cazzo di fari !”. Ju mi stetti muta, pero’...pero’ pinsai ca ‘nta Sicilia ci n’e’ assai ca nun travagghianu, macari non sempre pi propria volonta’ e percio’ puteva esseri bbona na liggi pi farri addivertiri i disoccupati. Ma chissu a me’ maritu nun ci’u rissi !

IL GAZEBO NO !
L’autra sira me’ figghia turnau a casa cu na facci di culuri giarnu-niura. Bedda matri, l’itterizia ! pinsai. Idda mi taliau ccu sufficienza e mi rissi “ Mama’, mi fici a lampada !” e siccomu ju a taliava alluccuta idda mi spiego’ca esseri abbronzati sutta feste di Natale e Capodannu vali a ddiri ca unu ha statu in vacanza a sciari o a mari macari ‘ntall’isole esotiche comu a chidda dei famosi. Mi rissi macari c’ava avutu ‘n’autra bella pinsata : usari u nostru terrazzinu pi pigghiari ‘ u suli e siccomu ci sunu ‘ntenni televisive,parabole e cisterne pi l’acqua si putissiro assistemare quattru belli piante aute e muntari nu bellu gazebu. U GAZEBU ??? ‘Ntall’ultimi tempi aju ‘ntisu ‘nta televisioni e ‘nta radio ca unni ci sunu sti gazebi s’appresentanu centinaia e macari migliaia di cristiani n’aju caputu bbonu a fari cchi cosa. Ma ju a me casa nun vogghju a nuddu ‘straneu e ci gridai “niura si’ se propriu ti senti chiu’ bedda ma u gazebu NO!!”

(‘a signura Maria Grazia - Catania)

martedì 8 gennaio 2008

il lato B dei cerchi del grano ovvero the crop circle bottom: "la fanciulla di Castellana"

Non c’erano riusciti i Nasca (vedi le linee di Nasca in Perù) e non ci sono ancora riusciti neppure i misteriosi autori dei cerchi del grano (crop circle). Guardate questa foto. E’ il frutto del caso e di inconsapevoli agricoltori della campagna siciliana. Un’opera d’arte difficile da eguagliare soprattutto usando non il pennello, ma la più ingombrante mietitrebbia. Quello che vedete è autentico e spettacolare e si trova all’interno di un virtuale triangolo formato dai paesi di Castellana, Petralia e Polizzi a pochi chilometri da Palermo in Sicilia.
L’immagine è infatti visibile attraverso il programma Google Earth e si trova esattamente a queste coordinate geografiche LAT 37° 48’18.35”N / LON 14° 2’ 33.63” E

(pippo vinci)

martedì 1 gennaio 2008

avvisi parrocchiali

* Per tutti quanti tra voi hanno figli e non lo sanno, abbiamo un'area attrezzata per i bambini!
* Giovedì alle 5 del pomeriggio ci sarà un raduno del Gruppo Mamme.Tutte coloro che vogliono entrare a far parte delle Mamme sono pregate di rivolgersi al parroco nel suo ufficio.
* Il gruppo di recupero della fiducia in se stessi si riunisce Giovedì sera alle 7. Per cortesia usate le porte sul retro.
* Venerdì sera alle 7 i bambini dell'oratorio presenteranno l'"Amleto" di Shakespeare nel salone della chiesa. La comunità è invitata a prendere parte a questa tragedia.
* Care signore, non dimenticate la vendita di beneficenza! E' un buon modo per liberarvi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa. Portate i vostri mariti.
* Tema della catechesi di oggi: "Gesù cammina sulle acque". Catechesi didomani: "In cerca di Gesù".
* Il coro degli ultrasessantenni verrà sciolto per tutta l'estate, con i ringraziamenti di tutta la parrocchia.
* Ricordate nella preghiera tutti quanti sono stanchi e sfiduciati della nostra Parrocchia
* Il torneo di basket delle parrocchie prosegue con la partita di mercoledì sera: venite a fare il tifo per noi mentre cercheremo di sconfiggere il Cristo Re!
* Il costo per la partecipazione al convegno su "preghiera e digiuno" è comprensivo dei pasti.
* Per favore mettete le vostre offerte nella busta, assieme ai defunti che volete far ricordare.
* Il parroco accenderà la sua candela da quella dell'altare. Il diacono accenderà la sua candela da quella del parroco, e voltandosi accenderà uno a uno tutti i fedeli della prima fila.
* Martedì sera, cena a base di fagioli nel salone parrocchiale. Seguirà concerto.

(da una pia ricerca di Davide Consoli)

lunedì 24 dicembre 2007

sta arrivando il Bambinello

Sta arrivando Gesù Bambino. Ed è il momento di ringraziare tutti coloro che ci seguono e che collaborano al nostro blog. Spesso le due figure coincidono ed infatti da noi vige il principio “chi lo scrive se lo legge” , Abbozziamo quindi un elenco (temo incompleto) degli amici della trazzera. A loro, e a tutti gli altri, i più cari e sinceri auguri.
In fondo anche il Natale è una trazzera!
pippo montedoro, leanne estreich, margherita bazzi, sudir, sasà modica, maria grazia nicoletti, gabriella bellorio,m carmela vinci, giovanni butti, benedetto mazzola, pietro vinciguerra, ramona balsano, giampaolo vincigurerra , lena aggio butti, monica butti, matilde, Lorenzo de gama, dacia di cristina, cesare rao camemi, marta terranova, francesca terranova, cosimo fermo, elisa deagostini, giovanna lui, angela alagna, giovanna sausa, valeria vinci, giovanni guccione, francesca orlando, maria licciardi, daniele arrigo, cosima ravello, monica picone, cosimo fermo, ninni picone, angelina nogara, stefano picone, ettore pinsolo, lorena balsano, pino potestio, paolo di matteo, marcello philippson, daniela tripisciano, anna maria turcato, ida agosta, armando guccione, anita moretti casartelli, assia, attilio guardaci, barbara grimaudo, daniela vinci, ninni vinci, pietro cavarretta, loredana cammarata, elio vitrano catania, irene zanca, enza di gangi, giovannella brancato, giovanni bonanno, angela sgadari, sciacca in my mind, sara casartelli, giacomo casartelli, margherita casartelli, margarete miceli, giovanna vesco, paola barbasso, paola pintacuda, slavo simeonov, nadejda vassileva, salvo barbaro, guido sireci, paola sconzo, salvo de caro, maria castri, pippo sole, neil snake, mario pasquotto, laura picone, patrizia lo campo, mimmo giubilaro, …..

(pippo vinci)

martedì 18 dicembre 2007

io, arrogante e preoccupato

Così, spesso, mi illuminano le supposizioni su di Essa.
Credo di sapere, a volte, cosa sta pensando;
del dopo odori
e calori e chiarori
e del dopo sudori e frescura e chiarori, ancora;
e dopo il caldo del sole dei cuori, di quegli altri: dei
vivi.
E chiarori, che non ci saranno.
E come farò per la paura?
E come, però, per il doloree per l’annientamento?
se durano, l’uno e l’altro. Potrei farcela..., però.
Per Caso, si supera tutto, ci si avvezza anche dopo e al
Dopo.
Ma come (eccome) farò per la NOIA?(!)
Mi preoccupa.
Mi ucciderà?

(Pippo Montedoro)

venerdì 14 dicembre 2007

.....e poi la bella della bella

Noi che la penitenza era “dire fare baciare lettera testamento”. Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo “Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini”. Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva. Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo. Noi che il Ciao si accendeva pedalando. Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa. Noi che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella. Noi che giocavamo a ”Indovina Chi?” e conoscevamo tutti i personaggi a memoria. Noi che giocavamo a Forza 4. Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città..(e la città con la D era sempre Domodossola). Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album Panini. Noi che avevamo il “nascondiglio segreto” con il “passaggio segreto”. Noi che ci divertivamo anche facendo “Strega comanda colori”. Noi che giocavamo a “Merda” con le carte. Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic. Noi che avevamo i cartoni animati belli. Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake, Mazinga, Daitan3, Gundam, UFO-Robot, Jeeg robot d’acciaio e Daltanious. Noi che “Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe più forte di Holly E Mark Lenders...”. Noi che guardavamo ‘La Casa Nella Prateria’ anche se metteva tristezza. Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o un francese, un tedesco e un italiano. Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia. Noi che si andava in cabina a telefonare. Noi che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto. Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l’albero. Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo. Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo. Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso più eri figo. Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti. Noi che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta. Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli. Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2. Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore. Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google. Noi che il “Disastro di Cernobyl” vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina. Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio. Noi che se andavi in strada non era così pericoloso. Noi che però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM. Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c’era Happy Days. Noi che il primo novembre era ‘Tutti i santi’, mica Halloween. Noi che andavamo a scuola con lo zaino Invicta e la Smemoranda. Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso. Noi che abbiamo avuto le tute lucide (acetate) che facevano troppo figo. Noi che all’oratorio le caramelle costavano 50 lire. Noi che si suonava la pianola Bontempi. Noi che la Ferrari era Alboreto, la Mc Laren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini e la Tyrrel a 6 ruote!!!!! Noi che la merenda era la girella e il Billy all’arancia. Noi che le macchine avevano la targa nera i numeri bianchi e la sigla della provincia in arancione!! Noi che guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari. Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars. Noi che giocavamo col Super Tele. Noi che il tango costava ancora 5 mila lire e.. “stai sicuro che questo non vola...” Noi che le All Star le compravi al mercato a 10.000 lire e c’erano le Nike Legend e le Clarck azzurre. Noi che avere un genitore divorziato era impossibile. Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli delle femmine. Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu/verde con l’interno arancione e i miniciccioli nel taschino. Noi che se eri bocciato in 3° media potevi arrivare con il Fifty o il Cobra truccato ed eri un figo della Madonna. Noi che camminavamo con il laverda 50 e il cagiva 125. NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE E SORRIDIAMO QUANDO CE LE RICORDIAMO. NOI CHE SIAMO STATI QUESTE COSE E GLI ALTRI NON SANNO COSA SI SONO PERSI!!! QUESTA E’ LA NOSTRA STORIA

(Giovanni Guccione)

lunedì 10 dicembre 2007

per favore, non potatele!


Ma avete visto come potano le palme? No? Allora ve lo dico io come potano le palme. Male, anzi malissimo.
Diciamo, innanzi tutto, che le palme non si potano. Ma vediamo innanzi tutto perché a Palermo, in Sicilia e, temo, un po’ ovunque, invece, le palme le potano. Anzi le sminnano. Dicono che se no, le foglie cadono sulla testa alla gente. Io invece vi dico che se si potano come si fa a Palermo sarà l’intera pianta a cadere sulla testa della gente. Perché?
Alle elementari i maestri e le maestre ci insegnano che le piante si costruiscono il cibo con la fotosintesi, che avviene, giusto giusto, nelle foglie. Ed è proprio vero. Ergo : tagliando le foglie la palma non cresce bene, cresce di meno, cresce più debole e con il fusto più sottile. In sintesi è più disposta a cadere sana sana sulla testa della gente.
Le palme , inoltre, sono organismi da climi aridi e le foglie adagiandosi lungo il fusto mantengono l’umidità utile per la stessa vita della pianta. Inoltre la difendono dai parassiti e la vestono per farla sembrare più bella. Si, più bella. Guardate a proposito le due foto in cima a questo articolo. Quale delle due è più bella? Non c’è gara.

Pippo Vinci

lunedì 3 dicembre 2007

Sette anni dopo il matrimonio

... Lei: Ciao Luigi!
Lui: Finalmente, era tanto che aspettavo!
Lei: Vuoi che me ne vada?
Lui: NO! Come ti salta in mente? Il sol pensiero mi spaventa!
Lei: Mi ami?
Lui: Ma certo! Ogni momento del giorno e della notte..
Lei: Mi hai mai tradita?
Lui: NO! Mai!
Lei: Hai voglia di baciarmi?
Lui: Si, sempre.. Lo farei in qualunque momento mi sia possibile!
Lei: Mi picchieresti mai?
Lui: Ma sei matta? Dovresti conoscermi oramai..
Lei: Posso avere completa fiducia in te?
Lui: Si..
Lei: Amore mio...

.... Sette anni dopo il matrimonio
.....leggi il testo al contrario dall'ultima alla prima frase..

venerdì 30 novembre 2007

il nuovo partito non avrà alcun programma

Segue le lezioni con costanza ma è un po' lento nell'apprendere,necessita di avere ripetuto più volte lo stesso concetto.Manca di fiducia in se stesso.Quando gli viene fatto un torto cerca subito un capro espiatorio.Ecco,questo è il profilo dell'italiano a cui si rivolgeva Benigni nello spettacolo tv sull'ammiraglia rai1.Un italiano al quale rileggere per la quinta volta il quinto canto della Commedia,spiegarlo verso dopo verso con enfasi da auditel perchè non si distragga e cerchi su altro canale telefilm di sesso amore e morte.La poesie va gridata e soprattuto va ripetuto quanto è bella,bella,bella, se non non lo capisce.Un italiano al quale bisogna dare fiducia in se stesso perchè è lui e solo lui che ha inventato la bussola,il sonetto,l'architettura,il cielo il sole e l'altre stelle.Un italiano che va anche dolcemente redarguito e che la deve smettere di prendersela con Mastella,poverino,ci sono anche altri che sperperano il denaro pubblico,mica solo lui.Mi sono rifatta con Luttazzi,sul tardi su La7 da cui cito la premonizione"Casa delle libertà e Partito Democratico si metteranno insieme.Il nuovo partito non avrà alcun programma."Benigni stasera ha già dato il suo appoggio di uomo di cultura

(Paola Pintacuda)

mercoledì 28 novembre 2007

l'abito fa l'orchestrale, ma non lo spettatore

La notizia (scusate il ritardo) è di qualche mese fa. Alla Scala di Milano il sovrintendente ripristina la regola per gli spettatori di vestire secondo le regole – ritenute ormai desuete – del bon ton. Come per tutte le decisioni assunte in qualunque settore della vita pubblica è subito scoppiata la polemica fra i favorevoli ed i contrari con raffronti tra teatri italiani e quelli stranieri, dove -per inciso- non ci sono comunque regole sull’abbigliamento ma c’è una consolidata e tradizionale frequentazione da parte di un pubblico, spesso molto eterogeneo per età e per classe sociale, ma appassionato di musica e spettacolo. C’è da dire che tra le forme di spettacolo e cultura, le esibizioni di orchestre sinfoniche sono contraddistinte da una specie di ritualità, con precise regole di comportamento e rispetto dei ruoli. Il primo violino dà il la, gli orchestrali si alzano all’entrata in scena del direttore d’orchestra che, dopo l’inchino al pubblico comincia l’esecuzione. Direttore e orchestrali sono sempre in abito scuro o nero, gli uomini con cravatte uguali e monocromatiche, le donne senza accessori vistosi. E d’altronde pochi anni fa l’Orchestra Sinfonica di Palermo mise in atto una singolare protesta esibendosi senza l’abito di “ordinanza”: protesta silenziosa, rispettosa del pubblico perché lo spettacolo fu comunque tenuto e tuttavia significativa. Gli spettatori da parte loro dovrebbero rispettare poche regole di comportamento improntate, oltre che alla buona educazione, al rispetto nei confronti di chi sul palcoscenico ci lavora: non chiacchierare,spegnere i telefonini, non sbattere le porte dei palchi dove accade anche che qualcuno, in favore di luci di scena, sfoglia e legge il quotidiano ! (Giuro che a Palermo accade abbastanza spesso sempre con lo stesso spettatore). Ma non basta. E’ormai usuale, soprattutto negli spettacoli in abbonamento, vedere - durante l’esecuzione- spettatori che ad un certo punto sbirciano l’orologio, si alzano, magari salutano il vicino e vanno via. Supponiamo che la lunghezza del pezzo eseguito li annoi oppure che abbiano appuntamenti o altri impegni : basterebbe andare via durante l’intervallo. O ancora, appena finito il concerto, la fuga verso l’uscita mentre direttore e orchestrali, ancora sul palcoscenico, dovrebbero raccogliere l’applauso. Intendiamoci, si può anche non applaudire se l’esibizione non è piaciuta, ma mai mancare di rispetto ed ignorare del tutto dei professionisti della musica, alzandosi, andandosene, chiacchierando, salutando a destra e a manca come se ci si trovasse in un cinema. A questo punto la questione dell’abito adatto da indossare è certamente secondaria, ma , chissà, forse scoraggerebbe quelli che (sospettiamo fortemente essere non paganti! ) frequentano i concerti per tanti motivi tranne che per essere amanti della musica

(Maria Grazia Nicoletti)

venerdì 23 novembre 2007

mercoledì 21 novembre 2007

Non me la sarei mai sognata

Molto brevemente… ma non pacatamente.
Ecco perché ce l’ho con alcuni ultras e con certuni rappresentanti delle forze dell’ordine. Ecco perché, io abbonato in Curva Sud e rosanero (colori che ho sempre ritenuto trasversali alla politica), ce l’ho con quella quarantina di ragazzoni e ragazzone che, in un ambiente decisamente competente e razionale qual è quello della Sud, continua, partita dopo partita, a non guardare verso il campo e a non tifare sul serio per abbandonarsi ai semplici cori contro sbirri e catanesi: “Noi odiamo il Calcio Catania”, per esempio urlacchiano, tanto da costringermi a organizzarne altri, di cori, contro la Bocciofila Ragusa e il Tennis Tavolo Foggia…
E devo pur soffermarmi a dir peste e corna di chi spara ad altezza d’uomo e di chi si fa sponda di questi episodi di idiozia criminale per mettere a soqquadro le città e per affermare la propria vocazione al nihil, anche bloccando le partite di quel trionfo della geometria armonica che è il gioco del Calcio.
Ecco perché ce l’ho con loro: perché mi costringono ad affermazioni da benpensante.
Non me la sarei mai sognata, una così brutta fine, per me stesso!

Pippo Montedoro

lunedì 19 novembre 2007

Auguri, se non ci vediamo

“Auguri, Se non ci vediamo, ”questa è la frase che segna l’avvicinarsi di una delle seguenti 3 ricorrenze: Il Natale, il Capodanno, la Pasqua.
1° problema: da quanti giorni prima si può cominciare ad usare questa frase? E fino a quanti giorni prima si può continuare a dirla? Se è detta troppo presto può esser interpretata come un atto liberatorio che autorizza chi la dice a non vedere più chi la riceve. Almeno per il periodo che separa entrambi dall’augurato giorno
Se è detta troppo tardi lascia trapelare un eccessivo attaccamento alla persona destinataria la quale potrebbe non gradire il rivedere così spesso il suo affezionato interlocutore.
La logica vuole che, caso per caso, uno dovrebbe capire quando ed a chi rivolgere questo tipo di augurio, ma noi vogliamo lo stesso tentare di regolamentare il fenomeno assegnando delle date limite per ognuna delle tre occasioni. Date da—a quando è sensato pronunciarla
Natale :dall’8 al 19 dicembre
Capodanno: dal 26 al 28 dicembre
Pasqua: dal martedì al giovedì santo.

Amedeo Contino

giovedì 15 novembre 2007

ogni tavola è trazzera

Siamo in campagna. E' una bella giornata di primavera ed abbiamo organizzato una tavolata con gli amici, 8 amici. Un gruppo affiatato e compatto. Nel bel mezzo del pranzo il gruppo viene avvicinato da due sconosciuti. Due uomini in abiti sportivi che chiedono informazioni relativamente ad un bosco nelle vicinanze. Si scambiano due parole e si decide di invitarli a pranzo.

7 dicembre, vigilia della Madonna. A Palermo si festeggia, ci si riunisce a cena e , a volte, si gioca a carte con i piccioli. Nel bel mezzo della cena suona il citofono. Sono tre vecchi amici che passavano di lì per caso. Li invitiamo a salire e ad unirsi al gruppo. Cenano con noi.

I due casi descritti sono quelli che ispirano il detto ogni tavola è trazzera. La trazzera , come è noto, è una strada di campagna dove a tutti è consentito il passaggio. Analogamente in Sicilia (ma può darsi anche in altre parti del mondo... non lo so) si è abituati  ad accogliere al nostro desco tutti quelli che, anche per caso, vi si approssimano. Tutti. Conosciuti o no. Ed ecco che si dice "a tavula è trazzera"

Anche questo blog è una trazzera nel senso che chiunque voglia può inviare un articolo, una poesia, un racconto, una vignetta, una riflessione o chessoio. Basta spedire il materiale all'indirizzo emai  latrazzera@libero.it.


 Si gradiscono toni umoristici e sarcastici, gioiosi e colti. Potete scrivere di cucina, di viaggi, di politica , di sport , di cinema, di arte, di costume, di codice della strada, di Siena e di Toronto. Fate voi.. che poi facciamo noi

pippo vinci