lunedì 18 giugno 2018

Una donna uccisa, in media, ogni 60 ore. Resta impressionante, nonostante il trend in lieve calo, il numero dei casi di femminicidio nel nostro Paese, 3mila dal 2000 ad oggi: secondo l'Eures, dopo l'incremento dai 142 casi del 2015 ai 150 del 2016, l'anno scorso - ma il dato è ancora provvisorio - si è scesi a 140, cui vanno aggiunti i 27 di quest'anno. A colpire, considerato il costante calo del numero assoluto di omicidi volontari in Italia, è anche il fatto che l'incidenza di vittime di sesso femminile sia salita dal 26,4% del 2000 al 37,1% di due anni fa, la più elevata di sempre in assoluto. In realtà, in mancanza di una precisa identificazione normativa del reato, le statistiche delle donne uccise in quanto donne presentano delle diversità anche notevoli: sicuramente la stragrande maggioranza dei casi - l'81%, secondo i dati del Viminale - avviene tra le mura domestiche o in contesti di parentela, e nel 46% dei casi è il partner o l'ex partner a vestire i panni del killer.
La distribuzione territoriale appare sostanzialmente trasversale, con percentuali più alte, in termini assoluti, in Lombardia, Emilia-Romagna e Campania mentre in termini relativi, parametrati alla popolazione femminile residente, prevalgono Umbria, Calabria e ancora Campania.
Con riferimento all'età, ancora secondo l'Eures, l'indice di rischio più alto (5,9) riguarda le donne più anziane, davanti alle 25-34enni e alle 45-54enni: almeno un quarto dei 'femminicidi di coppia' ha una storia di pregresse violenze compiute dall'autore. Autore che, nel 44,6% dei casi, la futura vittima aveva denunciato senza tuttavia ottenere una qualche forma di protezione sufficiente a salvarle la vita.l
Dalla relazione finale della Commissione di inchiesta sul femminicidio, approvata ai primi di marzo, emerge in ogni caso che in Italia il tasso di omicidi di donne (0,5 ogni 100mila) è più basso di quello di tutti i Paesi avanzati, meno della metà di quello medio di Europa e America del Nord. Gli Usa, ad esempio, presentano un valore 4 volte quello italiano, assieme a Paesi come Lettonia, Estonia, Lituania; il Canada, la Finlandia e la Germania un valore doppio; Grecia, Spagna e Portogallo un valore simile all'Italia

venerdì 15 giugno 2018

La burocrazia non dovrebbe gestire denaro.

I continui e ripetuti  fatti "criminosi" che coinvolgono  funzionari della Pubblica Amministrazione  non fanno che confermare che il sistema di corruzione nella PA sia un fenomeno nazionale e praticamente impossobile da arginare. Ci hanno provato  quasi tutte le forze politiche. Chi più chi meno convintamente, ma la piaga non risparmia neppure aree della pubblica amministrazione ed aree geografice che sembravano impermeabili al fenomeno.

Ma allora sarebbe il caso di adottare una vera e propria rivoluzione nella catena dei progetti finanziati e tornare al passato quando, mi pare di ricordare, la gestione del denaro da parete della Pubblica Amministrazione era di livello enormemente inferiore.
Insomma la soluzione è proprio questa. Evitare che le PA gestiscano i soldi da destinare agli investimenti. Sappiamo che l'occasione fa l'uomo ladro. Evitiamo, quindi, che i funzionari pubblici abbiano questa tentazione.
1) le P.A. devono solo dettare le regole ed attuare eventuali controlli; non dovrebbero mai occuparsi della fase che porta all'assegnazione del finanziamento ok

2) gli unici soggetti deputati a "maneggiare denaro" dovrebbero essere le banche. Lo hanno sempre fatto ed i sistemi di controllo sono molto più collaudati (anche se non infallibili) ed omogenei di quelli che utilizzano le diverse pubbliche amministrazioni

3) la Pa dovrebe intervenire favorendo questo o quel settore economico attraverso la semplice agevolazione finanziaria con la riduzione dei tassi di interesse.

In pratica tutto avverrebbe così
1)  lo Stato decide di favorire gli investimenti , per esempio, sui trasporti, in Sardegna
2) la stessa regione detta le condizoni minime per avere il finanziamento
3) gli imprenditori che ritengono di avere possedere i parametri richiesti, vanno in banca, presentano il porgetto e ricevono il prestito dalla banca
4) lo Stato, per favorire questo investimento, interviene semplicemente contribundo al pagamento degli interessi a carico dell'imprenditore.

Negli anni '60 e '70 era questo il metodo dei piani quinquennali che davano semplici agevolazioni sugli interessi. E' chiaro che l'imprenditore si impegnerà ad eseguire il progetto se lo stesso viene ritenuto sostenibile, ossia remunerativo al punto da potere almeno ripagare il prestito e quella parte di interessi non coperti dallo Stato. Tutto qui!

pippo vinci

giovedì 14 giugno 2018

Escapando

Escapando, un' opera del pittore spagnolo Pere Borrell del Caso (1835-1910)

martedì 12 giugno 2018

Presidente Mattarella , cosa ha combinato?

Domanda agli italiani che hanno difeso Mattarella per il caso Savona: perché il nostro presidente non ha nominato lo sconosciuto Savona per difendere i risparmi degli italiani ed ha nominato Salvini (notoriamente e apertamente razzista e fascista) come ministro dell'interno?

 Al nostro caro presidente quindi interessava tutelare i risparmi degli italiani  (chi ce  li ha) e non i diritti umani e civili di tutti gli  uomini e le donne che vivono nel nostro paese , diritti (questi si) garantiti dalla nostra Costituzione.

Non solo,  Francia e Spagna si stanno rivoltando contro di noi e quindi Salvini sta pure mettendo in  crisi i nostri rapporti con i partners europei, come era facile prevedere . Sapete darmi una risposta?

sabato 9 giugno 2018

Populismo e antipopulismo

Il governo di Giuseppe Conte mette insieme due partiti definiti "populisti" che per molti partiti dell'opposizione sarebbe sinonimo di demagogia dando quindi al termine una accezione negativa.

Populismo può definirsi come  una modalitá di fare politica parlando alla "pancia"degli elettori, facendo promesse prive di credibilitá e fattibilitá

Ma come si combatte il populismo? Il metodo adottato oggi dai partiti del "vecchio sistema" è quello di utilizzare una critica feroce mettendo gli italiani in guardia rispetto alla scarsa probabilitá (finanziaria) di realizzazione delle promesse, o alla deriva fascista di cui vengono accusati

I risultati di questa tattica sono stati disastrosi visti i recenti risultati elettorali dove i partiti "populisti" hanno ottenuto un enorme successo a scapito dei partiti tradizionali, successo che ha consentito loro di formare un Governo.

In Italia un fenomeno populista simile , ma con minore successo, si riscontrò in prossimitá del referendum (Repubblica  o Monarchia) e la elezione della Assemblea Costituente nel 1946. Si trattava del movimento denominato "l' uomo qualunque" di Guglielmo Giannini fondato a Roma nel 1944 , che riuscì ad eleggere 30 membri nella assemblea costituente e 7 tra onorevoli e Senatori.  Il partito riuscì ad avere un enorme successo a Roma (
 ed al sud dove raggiunse punte del 30% dei consensi a Messina e 24% a Palermo.
Giannini


Il partito di Giannini venne accusato di avere   idee fasciste tanto che alcuni deputati ne chiesero la messa al bando. I successi del partito di Giannini furono inizialmente molto promettenti, ma il primo ministro DC Alcide De Gasperi, adottò contro il movimento, una tattica diversa dai politici odierni: invece di controbattere le tesi "qualuquiste" ne estrapolò le idee più popolari , inglobandole nel programma della DC.
Il movimento, di li a poco, fagocitato dalla DC, si sciolse nel 1953.

venerdì 8 giugno 2018

Cecchinato viene eliminato, ma macchia il suo torneo con una bestemmia in diretta

L'avventura del tennista palermitano
Marco Cecchinato si è oggi conclusa con una netta sconfitta contro il numero 8 del mondo, l' austriaco Dominic Thiem che, in finale, ritroverá il numero 1 del mondo Rafael Nadal.

Fin qui nulla di drammatico , sia perché Cecchinato(n 58 del Ranking prima del torneo)  si è fermato solo alle semifinali, sia perché il siciliano ha perso di misura i due primi set (7- 5 e 7-6).

Ma quello che macchia il cammino di Cecchinato è la bestemmia che il venticinquenne palermitano ha urlato durante il tie break del secondo set.

 Una bestemmia che tutto il mondo ha ascoltato e visto anche perchè il tennista italiano, in quel momento, era inquadrato in primo piano.

giovedì 7 giugno 2018

Il M5S non ê di destra

Dopo le grandi polemiche  per le parole del neo-ministro della Famiglia nel governo gialloverde Lorenzo Fontana, il comune di Firenze (del sindaco PD Nardella) nega il patrocinio al gay Pride che si svolgerá il 16 giugno a Siena  .

Votano contro il patrocinio  PD, Forza Italia e Fratelli d' Italia. La proposta del patrocinio era stata firmata dal M5S, Firenze riparte a Sinistra e MDP. Un altro fatto che dimostra che il M5S  non è di destra come molti sostengono.

mercoledì 6 giugno 2018

Giuseppe Conte, ennesimo Premier non eletto dal popolo!

Conte, Di Maio e Salvini
Durante l'ultima campagna elettorale , ed anche prima di essa, uno dei cavalli di battaglia del Movimento fondato da Beppe Grillo è stato quello di criticare la pratica di nominare come Presidente del Consiglio dei Ministri , uno che non fosse passato dalla selezione elettorale , un non eletto dal popolo. Una offesa alla tanto decantata democrazia diretta.

Diciamo , innanzi tutto, che questa "usanza" è perfettamente costituzionale e che il Premier in Italia non è scelto direttamente  dagli elettori, ma i grillini sostenevano che il Premier, comunque, dovesse essere individuato tra i nuovi parlamentari 

Cosa è successo allora a Di Maio e company? 
È successo che le elezioni non sono andate come speravano e che quindi non era possibile formare un governo monocolore. 

Che fare?
Se si voleva andare al governo ( per responsabilità  o per  ingordigia di potere nessuno lo può affermare con certezza) bisognava scendere a patti . 
Ma anche questa strategia è stata criticata come fu scriticata , nel 2013, la strategia opposta , quella di non stringere alleanze.

Ma a patti con chi?
Pur essendo preferita la strada della coalizione con il PD ,(secondo partito più votato) i grillini hanno dovuto mutare ancora una volta obiettivo, a causa del diniego dei democratici,  trovando un accordo con i razzisti della Lega di Salvini (ma questo merita un post a parte) , accordo sulla base di un contratto di programma. 

E  il Premier?
Sia Salvini che Di Maio hanno posto un veto personale (e partitico)  reciproco. Nessuno dei due accettava l'altro come premier. Ne' un parlamentare del partito alleato.

Cosa fare a questo punto?
 Certo se si rimaneva fedeli ai proclami elettorali, la soluzione tecnicamente doveva essere proporre a Mattarella, come Premier, un deputato dell' opposizione , in quanto eletto !!

Vi sarebbe sembrata una scelta logica? Una maggioranza parlamentare guidata da un deputato dell'opposizione. Ritengo che il Capo dello Stato si sarebbe fatto una risata così fragorosa e prolungata  da mettere a rischio le sue coronarie

Si concorda , quindi, di proporre un autorevole professore universitario  di diritto con un prestigioso curriculum, al netto delle accuse fattegli proprio sui contenuti dello stesso curriculum .

Ecco, gli ex ingenui grillini hanno imparato in fretta che la politica è compromesso e rinunce, e  quelli che prima li criticavano per la mancanza di questo requisito indispensabile (dicevano) per un partito, ora li criticano per il motivo opposto sostenendo che gli uomini di Di  Maio hanno sempre fatto della "diversitá"  la loro bandiera. 

Questo è verissimo, ma accogliamo i grillini nel melmoso mondo della politica e prima impareranno a galleggiare (senza immergersi) , più lunga sará la loro avventura all'interno delle istituzioni.

P.S. anche la "rimpianta" Democrazia Cristiana , quando nacque, si ispirava agli insegnamenti del  cristianesimo. C'è  qualcuno che pensa che tutte le azioni dei democristiani furono ispirate dalle parole di Gesù Cristo?....Con tutto il dovuto rispetto, s'intende!

martedì 5 giugno 2018

Dove vuole arrivare Cecchinato?

Dominic Thiem
Lunedì scorso, scrivendo il post che celebrava l' accesso di Marco Cecchinato ai quarti di finale del Roland Garros, pensavamo di non dovere più scrivere un articolo sulle imprese del tennista palermitano al Roland Garros.

Raggiungere i quarti di finale del prestigioso torneo parigino, rappresentava un traguardo mitico, incredibile ed esaltante.

Ma non è stato così: il 25 enne siciliano è andato ben oltre le aspettative dell' intero circo del tennis e, battendo l 'ex n 1 Novak Djokovich , ê approdato alle semifinali dove incontrerá il n 8 del Ranking , l'austriaco Dominic Thiem vincitore, in carriera,di oltre 10 milioni di euro

 Pronostico? Come sempre favorevole all'avversario di Cecchinato che, questa volta però, viene quotato a 6,5 contro gli otto prima dell incontro vinto con Djokovich .

Beh , anche gli "allibratori" cominciano a non fidarsi del ranking visto che il
 Nostro campione (n 58 del mondo) ha giá battuto i numeri 9 e 11 della classifica. E in fondo Thiem è "solo" il numero 8.

lunedì 4 giugno 2018

Roland Garros, Marco Cecchinato non si ferma più

Novak Djokovich
Marco Cecchinato continua a stupire e ieri, al Roland Garros di Parigi ,ha scritto un'altra epica  pagina della sua carriera.

Il tennista palermitano ha battuto, in quattro set, il numero 9 del mondo, il belga David Goffin e si è qualificato per i quarti di finale del prestigioso torneo, dove incontrerá Novak Djokovich ex numero 1 del ranking di cui ora occupa la posizione 22. Considerato che le ultime due "vittime"  di Cecchinato erano il n 9 ed il  n 11, il palermitano non parte battuto. Nell' incontro di ieri il 25enne siciliano ha pure confezionato un cappotto a Goffin vincendo il 3° set 6 - 0, per poi passeggiare al 4° e ultimo set con un comodo 6 - 3.

Cecchinato , dotato di un devastante primo servizio,  è il nono tennista italiano di sempre ad entrare nei quarti di finale del torneo di Parigi definito il mondiale sulla terra rossa.

venerdì 1 giugno 2018

Strepitoso Cecchinato: agli ottavi al Roland Garros

Il 25enne palermitano Marco Cecchinato, impegnato nel torneo ATP del Roland Garros, ha battuto in 4 set lo spagnolo Carreno Busta, testa di serie n 10 del tabellone e 11° del ranking mondiale, conquistando così l'accesso  agli ottavi di finale del prestigioso torneo parigino. Risultato mai raggiunto da un italiano negli ultimi sei anni.

Il giovane palermitano, agli ottavi incontrerá un avversario difficile tra Goffin  (9° del ranking mondiale o Monfils (37° del ranking), ma non proibitivo.

Cecchinato, prima del torneo di Parigi, occupava la 58^ posizione della classifica mondiale e dopo il rientro da una squalifica per scommesse, ha ritrovato una forma smagliante che quest'anno  lo ha portato anche a vincere il torneo ATP di Budapest.

martedì 29 maggio 2018

Sono comunista, non sono grillino, ma difendo la democrazia rappresentativa

Molti sostengono che non posso dire quello che ho detto o scritto riguardo questa crisi istituzionale, perchè sarei colto (adulazione pelosa e sospetta).
Allora vi comunico che io non sono colto, sono un grande ignorante. Così posso dire quello che voglio.

Io non ho mai contestato le idee politiche di nessuno senza prima avere dichiarato le mie. 
Molti miei conoscenti (non tutti si intende), da tempo (e ora con maggior forza), si scagliano contro il movimento di Di Maio, ma non dichiarano per chi hanno votato o, addirittura, dicono di non avere votato perchè gli fanno schifo tutti o perchè "votare  non serve a niente perchè non cambia niente" !?!?!?!!? 

Ora che qualcosa stava cambiando (in meglio o in peggio non si sa) si scagliano contro i vincitori che hanno vinto anche grazie a chi non ha votato.

Bisogna avere il coraggio di dire quello in cui si crede non solo quello in cui non si crede. Troppo facile. Io sono comunista (ho votato Potere al Popolo) e non certo grillino, ma hanno vinto le elezioni e, secondo la Costituzione, hanno tutto il diritto di governare. Se un giorno dovessero vincere le elezioni i comunisti arriverebbero i carri armati degli USA, che comunque sono già qui dal 1945.

Per non fare governare il PC, hanno salvato tanti criminali nazifascisti, hanno ucciso Moro ed hanno fatto le stragi di Stato. Per non fare governare i 5 stelle si sono limitati a fare una legge elettorale contro di loro ed ora li hanno bloccati  per un ministro che ha il diritto di pensarla come crede e perchè un partito con il 20% dei voti (secondo partito in parlamento) si è escluso dalla gara.

Mattarella,se non gradiva il progetto politico dei vincitori, poteva  bocciargli le leggi incostituzionali o contrarie agli accordi internazionali (art 117 della Costituzione) di cui non è lui il garante, se non a Governo operante. Ogni disegno di legge contrario agli accord internazionali è incostituzionale, ma un Governo , a priori, non può essere giudicato  incostituzionale, tranne che non sia dichiaratamente di stampo fascista.

Mattarella non poteva impedire la formazione di  un governo solo perchè non la pensa come un suo ministro, dopo che il presidente del Consiglio incaricato (da lui), gli dà tutte le garanzie del caso. Io non difendo i 5 stelle, ma la democrazia rappresentativa.

Onida contro Mattatella


domenica 27 maggio 2018

Conte lascia, Di Maio cade nella trappola di Berlusconi, Salvini e Mattarella

il finto candidato ministro Paolo Savona
Il premier incaricato Giuseppe Conti ha oggi rimesso il mandato nelle mani del Capo dello Stato Mattarella. Il motivo ufficiale è il rifiuto di Mattarella di nominare al dicastero dell'economia Paolo Savona per le sue vedute antieuropeiste.

Come abbiamo detto nel post precedente, questa decisione del Presidente della Repubblica è decisamente anticostituzionale ma  i suoi sostenitori ricordano che già , in un recente passato, un Presidente (Oscar Luigi Scalfaro) aveva rifiutato di nominare Cesare Previti come minstro della Giustizia.

Ma il paragone non regge. Primo perchè Previti era riconosciuto essere già un truffaldino , secondo perchè Scalfaro rifiutò si di nominarlo ministro della Giustizia, ma lo nominò comunque Ministro (della difesa)

I fatti di questi giorni sono i seguenti
1) Silvio Berlusconi , di nuovo ricandidabile,  dà il nulla osta per la formazione di un governo Lega - 5 Stelle
2) Salvini propone come ministro dell'economia Paolo Savona;
3) Mattarella non approva questa decisione;
4) Salvini non fa un passo indietro ed insiste su Savona;
5) Silvio Berlusconi si apparta due volte con il capo dello stato.
6) il premier incaricato rinuncia all'incarico e si avvicinano nuove elezioni.

Questi 6 momenti hanno, secondo me, questa spiegazione logica:
Sivlio Berlusconi, ottenuta la ricandidabilità , è convinto che il suo partito possa ottenere un consenso elettorale molto elevato in caso di elezioni anticipate, quindi suggerisce la tattica da seguire a Salvini e  Mattarella.

Salvini propone un candidato che viene dipinto come un pericolo per l'Europa. Mattarella lo rifiuta e Salvini, seguendo il copione scritto da Berlusconi, insiste e non cambia nominativo.

Risultato: Mattarella continua a sostenete che l'ostacolo per la formazione del Governo sia proprio il nome di Paolo Savona al dicastero dell'economia e non dà il suo consenso alla formazione del governo guidato dall'inconsapevole Giuseppe Conti.

Si va quindi ad elezioni dove il pregiudicato di Arcore conta di portare la coalizione oltre il 40% e di formare un Governo senza Savona come Ministro dell'Economia, apparendo così un politico responsabile.
Il gioco è fatto ed il paese, per l'ennesima volta, è guidato da un pregiudicato in odore di mafia.

sabato 26 maggio 2018

Quirinale incostituzionale

giuseppe conte
Quello che sta succedendo in Italia in questi giorni presso  i vertici istituzionali, è, a dir poco incredibile . Ricapitoliamo: il 4 marzo 2018 si tengono le elezioni politiche. Nessuna coalizione raggiunge la soglia per usufruire del premio di maggioranza.

Cominciano le consultazione del capo dello stato con i leader dei partiti che hanno conquistato seggi in Parlamento. Dopo oltre due mesi, due partiti, Lega e Movimento 5 stelle,che in Parlamento, uniti, hanno la maggioranza dei seggi ,  si mettono d accordo su un programma condiviso che deriva dalla sintesi dei due distinti programmi elettorali.

Nessuno dei due leader però accetta che sia l' altro a presiedere il Consiglio dei Ministri. Si sceglie quindi un terzo soggetto (Giuseppe Conte) ,che metta d accordo entrambi , e  si stila una lista di ministri.

Tutto fatto?
Per niente. Con un atteggiamento mai visto e non previsto dalla Costituzione di cui è garante, il capo dello Stato pone il veto sul nome di un ministro, il ministro della economia, in quanto considerato troppo critico nei confronti della Unione Europea.  Il Governo non decolla e ,ad oggi, sembra fallire .

Sembra impossibile che il Presidente Mattarella possa creare questo ostacolo "politico" bloccando il Governo di due formazioni che hanno la Maggioranza in Parlamento. L' Italia, infatti, è una Repubblica parlamentare e non Presidenziale.

 Mai e poi mai il capo dello Stato  può mettere veti politici al governo nascente e , visti i precedenti a noi più vicini,  è strano (ma corretto) che nessun predecessore di Mattarella abbia messo mai il veto contro qualunque governo neppure quando il Consiglio era presieduto da un uomo giá allora sospettato di essere collegato alla mafia come verrá poi certificato da sentenze della Cassazione che portetanno ad una pesante condanna per  cofondatore del partito denominato Forza Italia.

C è quindi il concreto pericolo di un ritorno alle urne che ,secondo logica e sondaggi, porteranno   i due partiti che hanno composto la maggioranza per formare un Governo , ad ottenete un risultato esaltante.

Ma un dubbio ci assale: che sotto ci sia lo zampino di Berlusconi che più volte, in questa crisi , si è soffermato a parlare da solo con il Capo dello Stato.

 Il pirata di Arcore, forse convinto di portare tutto il centrodestra alla vittoria elettorale, avrebbe forse intenzione di formare un governo senza i grillini e con lo stesso Berlusconi garante degli impegni Europei dell' Italia.

Per questo starebbe convincendo il Presidente Mattarella a non dare il via al governo lega / 5 stelle.

Sarebbe l ennesima prova del profilo delinquenziale del capo di Forza Italia e della inspiegabile sudditanza delle Istituzioni all'Eurooa ed al pregiudicato di Arcore.

martedì 22 maggio 2018

Il massacro dei palestinesi

Cos’è uno scontro? Se escludiamo quello verbale, la prima immagine che viene in mente è lo scontro che può avvenire tra due automobili o tra ultras di due tifoserie avverse o ancora tra manifestanti e poliziotti in assetto antisommossa. Sembra però che Garzanti Treccani nonché l’Accademia della Crusca dovranno introdurre un nuovo concetto di scontro, almeno a giudicare dalla nuova accezione che i mezzi di informazione stanno dando a questo termine.
Dal 30 marzo scorso al momento in cui scrivo, a Gaza sono stati uccisi almeno 44 (oggi il nndei morti supera le 100 unità n.d.r.) palestines e ne sono stati feriti più di quattromila, con ferite particolarmente gravi e devastanti, stando a quanto dichiarato da Medici senza frontiere. La loro colpa? Manifestare ogni venerdì, pacificamente e disarmati, per chiedere il ritorno dei discendenti palestinesicacciati dalle loro case nel 1948.
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Come risposta vengono colpiti a morte da cecchini israeliani appostati al confine. La stessa sorte è toccata a due giornalisti palestinesi che filmavano la scena.
Se fosse stato un vero scontro ci sarebbe 
stato almeno un contatto fisico tra i due “gruppi” con morti e/o feriti in entrambi i lati, e i giornalisti non sarebbero stati colpiti. Più che uno scontro, mi sembra un macabro tiro al bersaglio, tanto cinico quanto quello delle risate e della soddisfazione che si può sentire provenire dagli stessi militari in un video pubblicato online del quotidiano israeliano Haaretz
Perché allora i giornali hanno paura di chiamare le cose con il loro vero nome? Eppure le parole nella nostra lingua non mancano: massacro? Strage? Crimine di guerra? Perché i mezzi di informazione, e i partiti (anche quelli che si dicono “rivoluzionari”), sembrano così timorosi?
Atra
Si può condannare la Shoah e provare orrore per i crimini atroci e le persecuzioni subite dagli ebrei durante laSeconda Guerra Mondiale ed essere critici anche verso gli abusi che il governo israeliano come nei confronti dei palestinesi?

Andrea D'Ambra / il fatto quotidiano

giovedì 17 maggio 2018

la nazionale fa schifo per i troppi stranieri? FALSO!

gli italiani dopo la eliminazione con la Svezia
La mancata qualificazione ai Mondiali della nazionale maschile italiana di calcio ha spinto a molte affrettate analisi sulla “fine del calcio italiano”, una questione che è stata subito posta a Gianluigi Buffon ancora in lacrime al termine della partita contro la Svezia. Tra le prime analisi che sono state fatte – anche dal leader della Lega Nord Matteo Salvini e da Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia – c’è stata quella secondo cui i problemi del calcio italiano si debbano al troppo alto numero di stranieri che giocano in Serie A, che con la loro presenza toglierebbero spazio ai giovani giocatori italiani.

È un’analisi “da bar”, superficialmente convincente: se ci sono tanti stranieri nel campionato italiano di calcio, meno calciatori italiani avranno la possibilità di giocare ad alti livelli e meno ancora diventeranno abbastanza forti per giocare in Nazionale. Il suo limite, come accade spesso con le analisi che individuano una sola grande causa per un problema complesso, è che probabilmente non tiene in considerazione tantissime altre possibili concause dello stesso problema. Se si confronta il numero degli stranieri nel campionato italiano con quello di altri campionati, infatti, si capisce che non è sufficiente a spiegare il buon o cattivo andamento della corrispondente nazionale: anzi, i dati sembrano suggerire il contrario.
Secondo i dati di Transfermarkt, un grande e affidabile database sul calcio, i calciatori stranieri nel campionato italiano sono il 53,3 per cento del totale, mentre nel campionato tedesco sono il 52,7 per cento del totale. Se fosse vero che troppi calciatori stranieri in un campionato abbassano il livello della nazionale, la squadra della Germania dovrebbe trovarsi in un periodo di crisi come quella italiana: la nazionale di calcio tedesca però è fortissima, è campione del mondo in carica ed è stabilmente in testa al ranking FIFA delle nazionali più forti del mondo. Al terzo posto di quella classifica – in cui l’Italia è al 15esimo posto – c’è invece il Portogallo campione d’Europa in carica e già qualificato ai Mondiali: nel campionato portoghese, la Primeira Liga, i calciatori stranieri sono il 57,6 per cento del totale, più che in Serie A.
Altri esempi: in Spagna i calciatori stranieri sono il 42,8 per cento del totale (meno di quelli in Italia ma non radicalmente meno) e la nazionale spagnola è stata una delle più forti e vincenti degli ultimi quindici anni; in Francia gli stranieri nel campionato di calcio sono il 49,7 per cento e la nazionale è all’ottavo posto del ranking FIFA, e andrà ai Mondiali; in Inghilterra gli stranieri sono addirittura il 67,2 per cento e la nazionale – seppur storicamente non fortissima – si è qualificata facilmente ai Mondiali ed è davanti all’Italia nel ranking FIFA; in Olanda gli stranieri sono intorno al 40 per cento del totale (un numero simile a quello del campionato spagnolo) e la nazionale non si è però qualificata ai Mondiali.
la nazionale tedesca
Se – al contrario – si provano a guardare le nazionali dei campionati con un numero molto più basso di stranieri rispetto a quelli che giocano in Italia, non si trovano esempi di grandissimo successo. Ci sono per esempio pochi stranieri nel campionato ucraino (20 per cento), in quello ceco (27 per cento) e in quello serbo (25 per cento) senza che quelle stesse nazionali siano considerate particolarmente forti (sono tutte sotto l’Italia nel ranking FIFA).
Questo non dovrebbe suggerire che non esista alcun legame tra il numero di stranieri che giocano in un campionato e i risultati della squadra nazionale. I controesempi con i campionati con pochi stranieri, per esempio, potrebbero essere poco significativi perché relativi a paesi meno popolosi e più poveri dell’Italia. Sembra evidente però l’impossibilità di stabilire un rapporto di causalità diretta tra le due cose; e anzi i dati sembrano suggerire che le nazioni che esprimono le nazionali più forti abbiano un consistente numero di calciatori stranieri nel proprio campionato (e spesso anche un significativo numero di calciatori che giocano in un campionato diverso da quello della propria nazione, cosa che in Italia invece è piuttosto rara).

da il post.it

lunedì 14 maggio 2018

La flat tax è incostituzionale, tranne che....

Durante l'ultima campagna elettorale, due sono state le promesse che hanno probabilmente convinto gli elettori a scegliere il partito da votare: la flat tax di Salvini e Berlusconi ed il redddito di cittadinanza del Movimento 5 stelle guidato da Luigi Di Maio.

Ma, senza scendere sulla fattibilità e la efficacia dei due preovvedimenti, vorrei fare notare che quello sulla flat tax appare il meno attuabile, quanto meno, per un motivo ben preciso: è incostituzionale.

L'articolo 53 della Costituzione recita, infatti così " Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

In altre parole l'aliquota contributiva  deve cresecere al crescere del il reddito. Ed infatti l'IRPEF in Italia funziona così.
Facciamo un esempio per far capire cosa si intenda per progressività della aliquota con la seguente tabella
                         (scaglioni e aliquote non corrispondono alla tassazione in vigore in Italia) 

da notare che man mano che sale il reddito la aliquota superiore si applica solo alla parte del reddito che eccede lo scaglione.
In altre parole se un lavoratore ha un reddito annuo di 28.000, sui primi 10.000 si applicherà la aliquota del 12% e sui restanti 18.000 euro la aliquota del 15%. Quindi se il reddito ammonta a 171.000 euro , si applicherà la aliquota del 45% solo sui 1000 euro  eccedenti il reddito complessivo corrispondente allo scaglione precedente (170.000 euro).

Salvini, quindi per potere introdurre questa novità fiscale deve cambiare l'art 53 della Costituzione e questo comporterebbe un lungo ed accidentato percorso ricco di ostacoli e ed incerto nel  risultato.

Dalle ultime indiscrezioni che filtrano dal tavolo Delle trattative M5S e Lega, pare che questo problema sia stato preso in considerazione e che i due leader si stiano mettendo d accordo per una "doppia" flat tax , una inferiore per i redditi bassi ed una superiore per i redditi alti. Ed allora non si tratta di flat tax, ma di Irpef con due sole aliquote . Una imposta progressiva che supererebbe il vincolo dell' articolo 53 della Costituzione.


lunedì 7 maggio 2018

ma dove vanno le anime?



Il Giudizio Universaale di Michelangelo
Tutti noi, purtroppo, abbiamo partecipato ad un funerale e molto spesso, se non sempre, il sacerdote, durante la sua omelia dice che l'anima del defunto è già nel regno dei cieli accanto al Padre Nostro.
Ma è veramente così per i cristiani?

Nei testi sacri questo aspetto appare quantomeno confuso. Ci sono passi della Bibbia che indicano che le anime degli uomini buoni salgono subitoin cielo

In verità ti dico. Oggi tu sarai con me in paradiso. (Luca 23:39-43).

Chi non crede, è già condannato ... in verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, MA È PASSATO DALLA MORTE ALLA VITA. (Giovanni 5:24).

 E stabilito che gli uomini moiano una sola volta; e dopo la morte venga il giudizio. Paolo (Ebrei 9,27)

Atri brani indicano il contrario. Bisognerà aspettare il Giudizio Finale:

E nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figliuol dell'uomo che è nel "cielo". (Giovanni 3:13)

Io vi dico in verità che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Ma quant'è a quel giorno ed a quell'ora nessuno li sa, neppure gli angeli dei cieli, neppure il Figliuolo, ma il Padre solo.Matteo
24:32-39


 Insomma, cari amici cristiani, quando verrà giudicata la nostra anima? Subito dopo la morte o alla fine dei tempi  in occasione del Giudizio Universale?
Pio X

Insomma una religione che si basa sulla vita oltre la morte e che non chiarisce (anzi confonde) cosa avverrà in questo aldilà, lascia non pochi dubbi sulla sua validità. Questo dilemma non è da poco conto tanto che S PioX nel suo catechismo si è sentito in dovere di mettere chiarezza :

 «Ci sono due giudizi: l’uno particolare, di ciascun’anima, subito dopo la morte; l’altro universale, di tutti gli uomini, alla fine del mondo».

.. e la confusione cresce. A cosa serve un secondo giudizio? Ed il secondo giudizio può ribaltare il primo?

amedeo contino