martedì 16 gennaio 2018

Aiuta chi è più povero: fallo con Kiva, non costa nulla!

kiva.orgQuella che vedete nella foto è la signora Ama Genou.
Ama vive nel Togo , ha un figlio e ,tramite Kiva organization , ha chiesto un prestito di 850 dollari (circa 650 euro) per finanziarsi una piccola bottega per la vendita di pane e farina nella cittadina di Tseviè, in Togo.

Ama ha inoltrato la sua richiesta, tramite Kiva, nel dicembre del 2006.
Kiva ha inserito la sua proposta sul sito con la dettagliata descrizione del progetto e dei tempi di restituzione del denaro ricevuto (12 mesi).

All’appello hanno risposto, da ogni parte del mondo, 25 lenders (prestatori) che hanno inviato (sempre tramite Kiva) i soldi necessari alla signora Ama. Mediamente ogni lender ha inviato 34 dollari (26 euro)

Ama ha realizzato il suo progetto ed ha restituito i soldi ai lenders (tramite Kiva) in 12 mesi con rate di 70,84 dollari al mese. Ama ha restituito la stessa somma ricevuta in prestito (850 dollari) senza un centesimo di interesse.
Ogni lender ha quindi riavuto i soldi prestati, senza interessi. Io avevo prestato ad Ama 25 dollari, tutti tornati. Queste somme, restituite ai legittimi proprietari, possono essere da questi ritirate o essere utilizzate per finanziare un altro progetto.
Ci si chiederà: ma come fa KIVA a finaniare la sua organizzazione? Lo fa con donazioni volontarie dei lenders. Ad ogni prestito , infatti, Kiva chiede un contributo, anche di 50 centesimi, per finanziare l’organizzazione. Il contributo è volontario e non obbligatorio. Io per esempio dono a Kiva 1 euro per ogni prestito. In tutto 129 euro in 10 anni.
Muhammad Yunus, premio nobel per la pace e ideatore del microcredito

E mi sono fidato grazie anche alla esperienza fatta nel mondo ufficiale della cooperazione internazionale.
Un mondo dove il 65 – 70% dei soldi (pubblici) stanziati (e regalati) servono per la stessa gente che sostiene di portare aiuto alle popolazioni bisognose del 3° o 4° mondo.
Sono soldi utilizzati per i viaggi dei volontari, per i convegni di presentazione e di chiusura del progetto, per superflui corsi di formazione, per la stampa di inutili opuscoli e così via. Non mi fido neppure delle adozioni a distanza o di altri tipi di aiuti organizzati. Non perchè non siano vere, ma perchè il contributo versato non raggiunge intero il beneficiario. Con Kiva non è così.


Dal giorno in cui ho ricevuto tutta la somma prestata ad Ama (sono passati solo 12 mesi), ma non mi sono dermato : in circa 10 anni, ho già finanziato altri 128 progetti , per un totale di 5.550 euro con una media di circa 43 euro a progetto. Ed in tutto ho perso appena 11 euro! Infatti i casi di insolvenza sono al di sotto dell'1%


Per questo motivo la Trazzera si fida di Kiva e invita tutti a seguire il suo esempio


per saperne di più clicca qui 

per saperne di più (in italiano)


(pippo vinci)

sabato 13 gennaio 2018

Italiane (1) : Alfonsina Strada

Alfonsina Morini Strada (1891 - 1959) fu la prima donna ciclista in Italia a partecipare a competizioni riservate solo ad atleti maschi. Alfonsina partecipò a due giri di Lombardia ed al giro d' Italia del 1924, non espressamente vietato agli atleti di sesso femminile.   Fu esclusa per essere giunta fuori tempo massimo nella tappa L'Aquila - Perugia. Negli anni successivi le fu impedito di partecipare al giro.

Alfonsina partecipò anche a due giri di Lombardia , vinse ben 36 gare contro atleti maschi e conquistò , nel 1911 a  Moncalieri, il record mondiale femminile di velocità raggiungendo gli oltre 37 km/h

mercoledì 10 gennaio 2018

generale Mini: le scie chimiche non sono una follia

https://youtu.be/7l4C8btKs1w
In questa intervista l'ex generale dell'esercito italiano Fabio Mini che guidò la spedizione KFOR in Kosovo dal 2002 al 2003, parla della possibile esistenza della scie chimiche ed afferma di non essere a conoscenza di manovre che giustificano questa ipotesi che, comunque, giudica non essere improbabile. I governi di tutto il mondo, sostiene il generale, utilizzano da decenni queste pratiche soprattutto per scopi militari (controllo del clima, miglioramento sistemi di trasmissione ecc). E' quindi ragionevolmente possibile che questa pratica sia in atto nei cieli di tutto il mondo.

venerdì 5 gennaio 2018

Chi ha progettato la Tour Eiffel?

la tour Eiffel
Se si chiedesse in giro chi sia stato il progettista del monumento più famoso di Francia, ossia la Tour Eiffel, tutti risponderebbero all'unisono: l'architetto Gustave Eiffel. Ma sbaglierebbero. In effetti la storia della progettazione e realizzazione della torre è un po' diversa.

Il progetto iniziale fu in effetti stilato da  due architetti Hoechlin e Nouguier per  la impresa di Gustave Eiffel che ne era il titolare ed aveva finanziamenti ed appoggi politici tali da potere  portare a termine l'opera.

Lo stesso Eiffel scelse quindi il collega Stephen Sauvestre, per la realizzazione della torre di ferro e
Sauvestre modificò il progetto originale di Hoechlin e Nouguier dando al monumento la forma che tutti conosciamo. Il nome della torre fu invece dedicato al titolare della impresa che si aggiudicò l' appalto e portò a termine l'opera, Gustave Eiffel appunto.

E allora? Allora niente, basta ricordarsi di questi tre architetti  che vedete nella foto qui accanto,  e dare loro il giusto merito per questo prestigioso e bellissimo simbolo di Parigi e della Francia.

pippo vinci

lunedì 1 gennaio 2018

i colpi di genio nel calcio

https://youtu.be/hxaJgyWTwqo
 Renè Higuita / clicca sulla foto
Il gioco del calcio è uno di quegli sport che, dal momento della sua misteriosa e indatabile nascita, ha riservato poche novità se non di natura normativa.
In fondo c'è poco da inventare. Si tratta di tirare calci ad un pallone tentando di farlo entrare nella porta avversaria.

Ma nel corso decenni qualche novità di stile e di tecnica individuale si è vista, novità che sono state poi introdotte (non tutte) nel repertorio di qualche grande giocatore 
Risto Kallaste /clicca sulla foto

Mma quali sono queste "novità" e chi sono stati i loro relativi inventori lo vedete nello schema sotto riportato

Fa piacere notare che tra gli inventori ci siano due italiani Giovanni Roccotelli, che durante un Cagliari - Spal del torneo di A 1975/76 mostrò all'incredulo pubblico del S Elia il passo che poi divenne famoso con il nome di Rabona che tanti campioni oggi imitano con alterne fortune.  E il pugliese Vito Chimenti, attaccante del Palermo, che inventò la bicicletta, gesto reso famoso pochi anni dopo con il film Fuga della Vittoria dove il passo venne eseguito dall'argentino Ardiles.

Tra i gesti meno imitati, ma pur sempre molto originali ricordiamo la rimessa con capriola del lituano Risto Kallaste e la ancora più sorprendente parata dello scorpione dell'estroso portiere colombiano Renè Higuita.

Ma l'invenzione più difficoltosa da eseguirsi è senz'altro  l'elastico del peruviano Uribe, che i tifosi italiani ricordano per avere giocato anche nel Cagliari di Gigi Riva. L'elastico è poi stato lanciato e reso famoso dal brasiliano Ronaldinho che lo ha perfezionato e messo in pratica molto spesso durante la sua carriera. Ma lo stesso Ronaldimho non ha mai eseguito l'elastico come lo eseguì il connnazionale Igor Coronado nell'incontro che il Palermo pareggiò in casa contro l'Empoli lo scorso mese di ottobre. clicca qui



BUON ANNO A TUTTI

lunedì 25 dicembre 2017

Buon Natale, anche se siamo in guerra

di Ascanio Celestini

Siamo in guerra, ma non perché ci attaccano gli islamisti. Dopo l’11 settembre il giro d’affari dei produttori di armi è cresciuto quasi del 40% arrivando a 375 miliardi di dollari. Tra i primi ci sono gli americani Lockheed Martin con oltre 40 miliardi di commesse soprattutto grazie alle vendita dei caccia F-35 che anche l’Italia sta comprando con i costi che sono raddoppiati e un ritardo di “almeno cinque anni” nei lavori (dati Adnkronos). Ma tra i primi dieci che vendono bombe al mondo ci sono anche gli italiani della Leonardo con 8 miliardi e mezzo di fatturato.

Il 60% dei clienti delle aziende nostrane sono nordafricani e mediorientali. Cioè quelli che la politica considera tra i peggiori al mondo. Ma anche l’Italia è un ottimo cliente dei venditori di armi. Quasi 6 miliardi sono impegnati per il 2018, una cifra che ogni anno sale con percentuali importanti. Sul sito del Ministero della Difesa c’è scritto che “l’Esercito Italiano opera con la consapevolezza che le operazioni militari contribuiscono e stimolano la crescita del Paese ma soprattutto promuovono la coscienza dell’importanza per l’Italia di assumere ruoli di sempre maggiori responsabilità anche in campo internazionale” e vengono segnalate missioni in Iraq, Libia, Libano, Somalia, Mali, Kosovo e anche in Afghanistan. Francia, Canada e Spagna se ne sono andati da tempo da quest’ultimo Paese. Gli italiani restano e sono il secondo contingente più numeroso dopo quello statunitense. E perché restano? Dopo una montagna di morti (circa 150mila) nel paese non è cambiato niente, anzi la situazione è peggiorata. I talebani avanzano. In due anni il loro controllo del territorio è passato dal 21% al 29%, la guerra è costata 900 miliardi e l’Italia ne ha spesi 7 e mezzo, ma secondo alcuni studi questi costi potrebbero essere il doppio. L’analfabetismo è passato dal 68% al 62% e la condizione femminile è migliorata un pochino solo nelle città… questi gli unici miseri progressi (dati MIL€X).

Curzio Malaparte nel ’54 scriveva: “Tra pochi giorni è Natale e già gli uomini si preparano alla suprema ipocrisia. Perché nessuno ha il coraggio di dirsi che il mondo non è mai stato così poco cristiano come in questi anni? Non ci importa nulla di chi soffre; non facciamo nulla per impedire la sofferenza, la miseria, il male, il delitto, la violenza, la strage…”

il film che racconta l'episodio del Natale 1914
un film imperdibile
Ce lo ricorda l’immagine penosa del Senato svuotato dai politicanti che preferiscono non votare invece che prendersi una responsabilità davanti a migliaia di non-cittadini italiani e centinaia di migliaia che transiteranno nel nostro Paese nei prossimi anni. Eppure c’è stato qualche migliaio di soldati che un secolo fa, nei primi mesi della Grande Guerra, a Natale smisero di sparare e attraversarono la terra di nessuno per abbracciarsi. Era il Natale del 1914.


Un luogotenente inglese scrive che “le trincee sono così vicine che possiamo parlarci e ieri (Natale) siamo entrati un po’ in confidenza” e così un inglese e un tedesco si incontrano a metà strada, poi escono tutti e si scambiano cioccolata e sigarette. I tedeschi gli dicono che sono “stanchi di tutto questo, e hanno aggiunto: diamoci una mossa e finiamola con questa guerra“.

“La nottata era fredda. Noi cantavamo e loro applaudivano. Le nostre linee erano distanti soltanto un centinaio di metri. Noi suonavamo l’armonica a bocca, loro cantavano, e allora applaudimmo. Poi tirarono fuori delle cornamuse, e suonarono le loro melodie così poetiche. Gli uomini facevano oscillare delle torce e festeggiavano. Avevamo preparato un grog, e facemmo un brindisi” così scrive un soldato tedesco.

Il sergente C. Dobson ha perso 21 uomini su 50 e i sopravvissuti sono in buona parte feriti, ma la notte di Natale cantano, scambiano cioccolate e sigarette e seppelliscono i loro morti accanto ai tedeschi. In alcuni posti la tregua durò fino a Capodanno e c’è più di una testimonianza di partite di calcio improvvisate. Dicono che dalle parti di Ypres i tedeschi vinsero 3 a 2 contro gli inglesi.
Oswald Blundel, ufficiale inglese scrive che “è stata la cosa più incredibile del mondo, mescolarsi e intrattenere lunghe conversazioni con il nemico (…) Mi sono fatto dare un elmetto tedesco”. Fu un evento eccezionale tanto che negli anni a seguire i vertici decisero di comandare assalti e bombardamenti proprio nei giorni di Natale per impedire che i soldati si ricordassero di essere umani e fraternizzassero con quelli che i propri padroni di Stato definivano nemici.

Ma non mancarono negli anni a seguire episodi del genere. Antonio Rotunno, soldato 266° fanteria Brigata Lecce, 3° battaglione, 8^ compagnia nel suo diario, oggi all’archivio di Pieve S. Stefano, scrisse che i tedeschi si misero a suonare e a cantare e urlavano dalla loro trincea “O buoni italiani, lasciateci divertire tranquillamente in questa sera della vigilia di Natale! Non tirate! Non tirate alla nostra volta! Vedete? Anche le nostre batterie non tirano mica e da parecchie ore sono diventate mute! Divertitevi anche voi e buona notte!”

E persino nel corso della seconda guerra successe. Il pilota Amerigo Javarone ricorda che a largo di Corfù volò accanto a un aereo inglese senza che nessuno dei due sparasse un colpo. Era il 24 dicembre del 1940.
Siamo in guerra. I morti di Londra, Parigi, Barcellona e persino quelli dell’11 settembre sono ancora un numero piccolo rispetto a quelli che una guerra dichiarata potrebbe produrre. Le dichiarazioni folli di chi vuole chiudere le frontiere e, ancora peggio, di chi vuole segregare gli stranieri quando già sono nei nostri Paesi, chiuderli in un vuoto senza cittadinanza, buoni solo per essere sfruttati… sono il primo passo verso un conflitto che metterà tutti in pericolo

Il soldato Danny Doyle scrive che “con alcuni vecchi stracci e un po’ di spago fu fabbricato un improvvisato pallone da calcio, e alla luce delle torce si formarono due squadre dei due schieramenti, che giocarono una partita di calcio dimenticando ogni fatto bellico”. Si racconta di un barbiere inglese che andò coi suoi compagni verso i tedeschi portandosi la cassetta con sapone e rasoi. Quel giorno di Natale tagliò barba e capelli a un tedesco. Se invece dei cacciabombardieri l’Italia comprasse rasoi, sarebbe un Paese migliore.

dal sito ilfattoquotidiano.it

venerdì 22 dicembre 2017

Bernard Tapie non ha paura di morire



Il noto personaggio francese, Bernard Tapie, annuncia in questa intervista di essere affetto da un tumore mortale. Ma mostra una serenità ed una calma (non certo rassegnazione) da invidiare. Tapie è stato imprenditore, politico e attore francese di cinema e teatro. Tra il 1986 ed il 1994 ha anche guidato la società di Calcio del Marsiglia portandola a conquistare anche la prestigiosa Coppa die Campioni.

mercoledì 20 dicembre 2017

Minniti esulta ma i migranti, in Libia, muoiono

https://youtu.be/SrvmZj3j_XQ
Nel 2017 l'arrivo dei migranti in Sicilia è diminuito del 98%. Tutto frutto dell'accordo tra il governo italiano ed il premier libico Al Sarraj.

Bene, direte voi, e bene dicono tutti i media , il governo, l'Europa, i leghisti ed i razzisti in generale. Tutto a posto, risolto in un baleno il problema dei migranti sui barconi. E invece no.

Sapete dove sono finiti tutti i migranti? nelle carceri libiche, che sono dei veri lager; donne stuprate, uomini e donne torturati e  uccisi anche col fuoco. Clicca sulla foto e segui il video

E il Governo italiano (razzista, fascista  e leghista) sa e non interviene. Insomma "occhio che non vede cuore che non duole" . E la Chiesa del buon Francesco si limita  a qualche predichetta dal pulpito caldo, soffice e rassicurante. E noi siamo colpevoli di questo genocidio mentre in tv si comincia  festeggiare il Santo Natale e tutti si sentono più buoni.

Ormai da mesi Emma Bonino si batte per abolire questo terribile accordo  con la Libia e l'ONU accusa l'Italia per avere stipulato questo accordo che definisc disumano. Leggi, a proposito, l'articolo del fatto quotidiano:
l'ONU: un patto disumano

Il ministro degli esteri del  Rwanda, Louise Mushikiwabo, nel frattempo, accusa l'Italia per linfame accordo e offre ospitalità a 30.000 migranti rinchiusi nei lager libici. leggi qui

sabato 16 dicembre 2017

un quartetto mondiale

il quartetto Cetra
Il video che oggi vi proponiamo rappresenta un omaggio ai grandissimi artisti che componevano il Quartetto Cetra (Savona, Mannucci, Chiusano e Giacobetti)

La canzone che interpretano nel video, in un  palco della Scala, che io ritengo essere la più bella del loro repertorio,  i Cetra danno il meglio di se dimostrando di essere stati uno tra i quartetti vocali più barvi di tutti i tempi e di tutto il mondo

lunedì 11 dicembre 2017

Pietro Grasso di sinistra?.. ma mi faccia il piacere!!!!


Quando pochi mesi fa è stata lanciata l'iniziativa di costituire un nuovo soggetto politico a sinistra del PD, un soggetto politico che per acchiappare i voti non rincorresse le iniziative di centro e di destra, un partito politico dichiaratamente antiberlusconiano e critico verso le politiche capitalistiche degli ultimi 30 anni, mi sono detto che era finalmente giunto il momento di tornare  a votare senza turarsi il naso. Di tornare a partecipare alla vita politica di questo paese, di tornare a sperare in un futuro più giusto.

Ed è per questo che alle recenti elezioni regionali svoltesi in Sicilia  ho votato convintamente per la lista 100 Passi che costituiva il primo laboratorio di questa nuova iniziativa politica.
Eleggemmo solo un deputato, Claudio Fava, ma quel 6% rappresentava solo l'inizio e costituiva un buon risultato considerato che la Sicilia era stata (ed è) da sempre un feudo fascista prima, democristiano  e berlusconiano poi, senza tralasciare la più recente  e non meno nefasta  fase Renziana.

Ma il sogno è durato poco, giusto il tempo di vedersi calare dall'alto il nome del nuovo leader di questa nuova formazione: Pietro Grasso!

Intendiamoci, io reputo il presidente Grasso un uomo onesto, capace, intelligente e coraggioso,  ma di sinistra no!
Ed ecco arrivare subito la conferma di quello che temevo. Pietro Grasso, dopo essere stato investito della carica di leader del nuovo soggetto, si presenta in TV alla trasmissione che tempo che fa del paraculo  Fabio Fazio.
E noi , ex comunisti rinvigoriti, tutti attenti ad ascoltare il nuovo comandante.

Ma il dramma e la disillusione erano fatalmente dietro l'angolo . In tutta l'intervista, Grasso non ha mai espresso ,  non dico un concetto, ma neppure una sola parola di sinistra. Anzi in tutta l'intervista io non ho capito una cippa di quello che il Presidente del Senato  ha detto. E subito mi sono venute alla mente le parole di Fasuto Bertinotti quando il leader di Rifondazione comunuista era un uomo di sinstra capace di condurre il suo partito alla soglia del 9% dei consensi elettorali. Ecco cosa disse ".. quando sento parlare uno di destra capisco quello che dice e capisco quello che vuole. Lo stasso mi succede quando sento parlare uno di senistra. Man mano si va verso il centro non capisco più nulla".

Ecco Grasso è questo, un uomo di centro che non fa capire nulla di quello che dice. Che lascia le porte aperte a qualsiasi accordo (inciucio) che non si schiera chiaramente contro o con qualcuno.
Il colpo di grazia doveva però ancora arrivare. Ed è presto arrivato quando l'attuale presidente del senato, ha presentato, in anteprima mondiale, il simbolo del nuovo partito Liberi e Uguali. Tutto normale  (anche il colore rosso) se non ci fosse stato ,sul simbolo, il suo nome! 

Cazzo! Un altro partito legato ad un uomo più che ad una idea un programma ad una speranza. E lì è caduto tutto , tranne.. tranne che al signor Grasso non si faccia una bella lezione full immersion su che cosa voglia dire essere di sinistra.

Che vuol dire sostenere il settore pubblico (scuola, sanità, energia, trasporti ecc); combattare criminalità, evasone fiscale ed abusivismo; mirare ad una società più giusta togliendo ai molto ricchi per dare ai molto poveri; difendere le classi sociali deboli, reintrodurre le tutele dei lavoratori; ridurre i finanziamenti alle forze armate, adottare politiche di accoglienza e integrazione degli immigrati; aumentare le pensioni minime e colpire redditi e pensioni d'oro, ridurre l'età pensionabile; difendere l'ambiente dall'abusivismo e  dall'attacco dei palazzinari, finanziare la ricerca, dichiararsi sempre contro le guerre, difendere la Costituzione e la indipendenza della magistratura; offrire più opportunità ai giovani, combattere il precariato, il lavoro nero e la nuova schiavitù, ridurre i privilegi esagerati dei politici, rendere la macchina giudiziaria più equa e più celere.

Ecco, quando Grasso imparerà queste cose, le condividerà e le proclamerà inserendole nel suo progetto per il Paese, allora  e solo allora io potrò fidarmi.
Ma, prima di tutto, tolga il suo nome dal simbolo. Non è così che gli elettori delusi della sinistra e dalla sinistra, torneranno a votare senza turarsi il naso.

pippo vinci.





sabato 9 dicembre 2017

Tribù indigene (mai contattate) continuano ad essere massacrate in Amazzonia


counterpunch.org
Dieci indigeni, tra cui donne e bambini, sono stati uccisi nella regione della Valle di Javari in Amazzonia nel settembre di quest’anno, secondo alcune fonti. I loro corpi sarebbero stati mutilati e scaricati in un fiume. Si pensa che l’assalto sia opera dei cercatori d’oro, due dei quali sono stati successivamente sentiti mentre se ne vantavano in un bar del posto.

Questa non è la storia di qualche conquistadores o di qualche cercatore di caucciù dell’era coloniale. Questo fatto è accaduto nel 2017 – solo poche settimane fa – nell’odierna Repubblica del Brasile. Nonostante tutti gli apparenti ‘progressi’ compiuti dall’umanità negli ultimi secoli, intere popolazioni di popoli indigeni vengono ancora sistematicamente annientate da chi invade le terre e dai coloni.

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mercoledì 6 dicembre 2017

karzai accusa gli USA

da globalist.it.



L'ex presidente afghano Hamid Karzai torna ad accusare pesantemente gli Stati Uniti di aiutare l'Isis che opera in Afghanistan, fornendo armi e la copertura di elicotteri. Tesi che Karzai ripete ormai da tempo, ma sino ad oggi non ha fornito prove sulla fondatezza delle sue affermazioni.

Nel corso di un incontro con i giornalisti, Karzai ha proposto la convocazione di una Loya Jirga (Gran Consiglio) per dare soluzione alla crisi afghana, criticando l'atteggiamento di Trump nei confronti dell'Afghanistan.

"Gli Usa - secondo l'ex presidente - debbono rispondere alle accuse rivolte loro di utilizzare elicotteri per sostenere i militanti dell'Isis sul territorio afghano. Ci aspettiamo questo chiarimento dagli Usa su un eventuale appoggio di elicotteri stranieri ai seguaci del 'Califfo' perchè Washington controlla il nostro spazio aereo". Giorni fa, nel corso di una intervista alla tv pachistana Waqt News, Karzai aveva detto che ''gli elicotteri dell'esercito americano vengono usati per fornire assistenza ai terroristi dell'Isis".

sabato 2 dicembre 2017

L imam di Barcellona lavorava per i servizi segreti

Abdelbaki Es Satty
Tanti amici che seguono questo blog mi criticano per i frequenti post di stampo complottista. Io rispondo che è mia natura non credere mai o quasi mai a gran parte delle notizie , che in qualche modo coinvolgono il mondo politico, istituzionale o militare, che vengono diffuse dai media.

Non penso SEMPRE che la notizia sia falsa.. Ma, per sicurezza e curiosità , svolgo le mie indagini su web, libri e giornali al fine di conoscere meglio se si nasconda qualcosa di non detto su quella notizia. Una cosa che penso dovrebbe essere fatta da tutti quelli che hanno a cuore la verità invece di criticare chi, queste ricerche, le fa!

Tali dubbi, per esempio, mi sorgono sempre quando c'è un attentato terroristico che fa strage di civili. Fatti che richiamano alla mente le tristemente famose stragi di Stato degli anni 60 e 70 in Italia.
Torniamo,ad esempio, alla terribile strage del 17 agosto 2017 sulla rambla di Barcellona. La notizia venne data facendola precedere dal nome dei responsabili   autori del terribile attentato (ossia l'ISIS) così: "Strage dell'ISIS a Barcellona......"

È uno dei pochi reati in cui viene diramato il nome del colpevole nei minuti appena successivi al fatto quando ancora ci sono i soccorsi e molto prima dell'inizio delle indagini. Ci si chiede, ma come fanno a saperlo prima dell'inchiesta? Ok ci sono tutte le caratteristiche di un attentato di stampo terroristico islamico. Ma se qualcuno volesse organizzare una strage la cui colpa venga  attribuita all' ISIS , è ovvio che metterebbe in scena tutti gli elementi che si ritengono  tipici di un attentato by ISIS.
Strage di Piazza Fontana a Milano 12/12/69

Da pochi giorni ,invece, c' è una nuova e sorprendente (ma non per me) svolta nelle indagini.
Si è scoperto che l'Imam che organizzò l'attentato, era un collaboratore dei servizi segreti spagnoli, stranamente morto il giorno prima dell'attentato per una esplosione avvenuta nel covo dei terroristi! Strano, no?

E lo hanno ammesso persino i sevizi segreti spagnoli! L'Imam è stranamente morto il giornoprima dell'attentato... e anche qui la cosa suona strana....

Capite che ci sarebbe materiale per una spy story?


Ecco, comunque , l'articolo pubblicato sul quotidiano spagnolo El Pais ripreso dal blog RAI NEWS
Madrid ammette: imam Es Satty informatore servizi segreti spagnoli
L'imam della Moschea di Ripoll, in Spagna, Abdelbaki Es Satty, ritenuto la mente degli attentati di Barcellona e Cambrils del 17 agosto, era stato un informatore dei servizi segreti spagnoli, il CNI. La notizia, diffusa dal quotidiano 'El Pais', è stata confermata dai servizi segreti di Madrid. Il Centro Nacional de Inteligencia (CNI) aveva contattato Es Satty una prima volta durante un periodo di detenzione a Castellon, dove l'imam era stato incarcerato per reati legati all'immigrazione nel 2012.
Stazione di Bologna 2 agosto 1980
I servizi segreti non hanno chiarito per quanto tempo il rapporto di collaborazione con Es Satty sia durato e quanto l'uomo sia stato, eventualmente, pagato. L'imam è stato descritto come una persona schiva, sposato e con nove figli.
L'imam è morto il 16 agosto, il giorno prima dell'attacco, assieme ad un'altra persona nell'esplosione di un'abitazione ad Alcanar usata dal commando come covo per preparare gli attentati e dove tenevano armi, esplosivi, bombole di butano e propano. Se non ci fosse stata l'esplosione la strage compiuta dai terroristi a Barcellona e poi a Cambrils avrebbe avuto un'altra piega ben più sanguinosa e il numero delle vittime e dei feriti sarebbe stato maggiore. ( perchè? ndr)
strage rambla di Barcellona 17 agosto 2017
 L'ex presidente catalano in esilio a Bruxelles Carles Puigdemont ha definito su Twitter
estremamente grave la notizia dell'ingaggio da parte del CNI del cervello degli attentati di Barcellona e Cambrils, Abdelbaki Es Satty. "Conferma i nostri sospetti - ha scritto Puigdemont -è un fatto estremamente grave, che sicuramente non comporterà nello stato spagnolo dimissioni o denunce o detenzioni". 

mercoledì 29 novembre 2017

Quoque tu Giovanni Floris

Martedì 28 novembre è andato in onda il programma di LA7 di martedì condotto da Giovanni Floris.
Verso mezzanotte il presentatore riceve in studio il presidente della Croce Rossa Francesco Rocca e  il vicepresidente, nonchè  Direttore, dell'Istituto Studi di Politica Internazionale (ISPI), Paolo Magri
In collegamento, il direttore di Libero, Maurizio Belpietro.

Tutta questa messa in scena per cosa? Per presentare un libro di Belpietro che sostiene e diffonde la cultura della  islamofobia.

L'editoria è piena di ottimi testi che spiegano la cultura e le tradizioni dei paesi  di fede islamica allo scopo di evitare di considerare tutti i musulmani prototerroristi pericolosi  per la pace  e per la cultura occidentale; libri scritti  da autori sia occidentali che islamici.  
E cosa fa il buon Floris? Invita un giornalista notoriamete razzista a parlare del suo libro  becero e indecente.

Mentre i due ospiti, che esponevano interessanti argomentazioni piene di messaggi di accoglienza e di pace tra tutte le confessioni, supportate dal racconto di episodi e da messaggi di pace e condivisione (come la collaborazione tra la croce rossa italiana e quelle musulmane) erano stati messi lì solo per dare un minimo di credibilità  al notoriamente intollerante e xenofobo giornalista

Bravo Floris, ma da te non ce l'aspettavamo! Alla fine quello che ha perso quel minimo di credibilità  che tutti gli riconoscevano, sei proprio tu.

amedeo contino

domenica 26 novembre 2017

Files sull' assassinio di JFK? No grazie, sappiamo già tutto!


di Paul Graig

Se qualcuno mi domanda cosa si scoprirà dai files sulla morte di Kennedy, desecretati dalla CIA, la mia risposta è che già sappiamo molto di più di quanto sia scritto nei file, grazie ad esaurienti ricerche, quali il libro di James W. Douglass JFK and the Unspeakable (Simon&Schuster, 2008).

Douglass conclude che Kennedy fu ucciso perché optò per la pace. Stava per iniziare a lavorare con Chruščëv per far finire la Guerra Fredda. Rifiutò la copertura della CIA per l'invasione della Baia Dei Porci. Respinse l'operazione Northwoods predisposta dagli Stati Maggiori: un piano per condurre attacchi sotto falsa bandiera contro gli americani per accusare Castro e giustificare un cambio di regime. Rifiutò di confermare il generale Lyman Lemnitzer al comando degli Stati Maggiori Riuniti. Disse al Comandante Generale della Marina Statunitense David Shoup che era sua intenzione ritirare le truppe dal Vietnam. Disse che dopo la sua rielezione avrebbe «rotto la CIA in 1000 pezzi».

Tutto questo era una minaccia per il complesso militare e della sicurezza e fu questo che convinse esponenti di quei due apparati che egli era troppo morbido verso il comunismo e ciò rappresentava un rischio per la sicurezza nazionale.

Il filmato del corteo, girato da Zapruder, mostra che il proiettile che uccise Kennedy lo colpì di fronte, facendo esplodere il retro della sua testa. Si vede la moglie di Kennedy, Jackie, alzarsi dal sedile della Limousine per recuperare un pezzo della testa finito sul cofano. Altri filmati di turisti mostrano che pochi attimi prima dello sparo gli agenti del Secret Service vennero rimossi dalla vicinanza della limousine presidenziale per lasciare aperta la traiettoria dello sparo che doveva avere come bersaglio il presidente Kennedy. Esiste un filmato dove si vede un agente del Secret Service che protesta per l'ordine ricevuto.

Ai dottori venne ordinato di falsificare le prove mediche, in modo che si potesse sostenere che Kennedy fu colpito da dietro. Addetti del Corpo Medico della Navy che assistevano i medici nel corso dell’autopsia, testimoniarono che, con loro costernazione, ricevettero degli ordini dall'ammiraglio Calvin Galloway di ignorare qualunque ferita d'entrata nella parte anteriore del corpo. Uno di costoro disse, nel corso di una testimonianza: «all'improvviso capii che il mio paese non era molto meglio di un paese del terzo mondo. Da quel momento in poi non ho più avuto fiducia, né rispetto, per il governo».

Il dottor Charles Crenshaw, uno dei dottori che furono costretti a mentire, successivamente ruppe il suo silenzio con un libro. Ne ricevette una violenta campagna mediatica di discredito.

Il tenente comandante William Pitzer, direttore del reparto audiovisivo del Bethesda Naval Hospital, filmò l'autopsia. Il filmato mostra chiaramente il foro d'entrata sulla faccia. Pitzer venne trovato morto sul pavimento dello studio di produzione del National Naval Medical Center. Fu classificato come suicidio, dovuto a un colpo di proiettile. Come al solito.

J. Edgar Hoover e l'FBI sapevano che Oswald — che Douglass ritiene fosse a libro paga sia della CIA che dell’FBI — fu mandato a Cuba su ordine della CIA per predisporre in anticipo un suo ruolo come capro espiatorio. Ovviamente a sua insaputa. Tuttavia, Hoover, assieme a Lyndon B. Johnson, Earl Warren ed i membri della Warren Commission erano consapevoli dell’impossibilità di comunicare al popolo americano che il loro presidente era stato assassinato dai militari e dalle agenzie di sicurezza statunitensi. In una fase rischiosa della Guerra Fredda, sarebbe stato chiaramente sconsiderato distruggere la fiducia degli americani nel loro stesso governo.  

Finian Cunningham ha composto il riassunto di gran parte delle prove accumulate. Tutti gli esperti da tempo sono giunti alla conclusione che le affermazioni della Warren Commission furono una copertura.

Io non sono un esperto. Non ho speso 30 anni o più, come Douglass, investigando, intervistando testimoni, esaminando le risultanze di morti non chiarite di altri testimoni, e ricostruendo i fatti con le voluminose informazioni disponibili.

Se volete sapere cosa è successo, posate il vostro smartphone, spegnete il vostro schermo, e leggete il libro di Douglass o un altro libro analogo.

mercoledì 22 novembre 2017

pensioni: l'uovo di Colombo

Premetto che io non so quasi nulla di bilancio dello Stato e Previdenza, ma voglio fare una piccola considerazione che spero risulti logica e corretta. Se non lo fosse , invito qualcuno a spiegarmi il perchè.

Cominciamo col dire che da oggi in poi tutte le pensioni saranno calcolate con il metodo contributivo. Ossia non più in base all'ultimo o ultimi stipendi (retributivo), ma in base ai contributi previdenziali versati durante tutta la vita lavorativa.

Questo calcolo comporta che le pensioni risulteranno più basse di quelle di qualche tempo fa arrivando  ad assumere valori pari al 60/65 % dell'ultimo stipendio. Quindi se Tizio (impiegato pubblico) ha uno stipendio di 2.000 euro, la sua pensione potrà al massimo raggiungere  i 1.300 euro.

Bene, è facile calcolare che il risparmio per lo stato sarebbe di ben 700 (o più)  euro al mese per ogni Tizio che va in pensione indipendentemente dall' età . Anzi, prima Tizio va in pensione, maggiore  sarà il risparmio dello Stato visto che lo stesso Tizio avrà versato meno contributi e la sua pensione sarà di conseguenza più bassa.


Prima considerazione: ma se lo Stato risparmia 700 euro per ogni Tizio che va in pensione, perchè lo stesso Stato non facilita il pensionamento di Tizio invece che mantenerlo al lavoro fino a quasi 70 anni? Quando peraltro dovrà pagare per più tempo i 2.000 euro invece dei 1.300 di pensione.

Seconda considerazione : se è vero  quello che ho appena scritto, si potrebbe avanzare una proposta; considerata la difficoltà che hanno i giovani di trovare lavoro, si potrebbero assumere due giovani ogni quattro Tizi che vanno in pensione, magari pagandoli un po' meno dello stipendio di Tizio che, ricordo, era di 2.000 euro.

Ma facciamo un calcolo:

Stipendio di 4 Tizi : 2.000 x 4 = 8.000 euro
Pensione di 4 Tizi :  1.300 x 4 = 5.200 euro
Risparmio  dello Stato: 8.000 - 5.200 = 2.800 euro
Stipendio di due giovani: 1.400 x 2 = 2.800 euro

Il sistema resterebbe in pareggio, ma avremo quattro Tizi che vanno in pensione, anche a 60 anni, e due giovani in più che lavorano, con tutti i vantaggi sociali del caso.
Cosa c'è di sbagliato in questo ragionamento?

E inoltre mi chiedo che logica abbia la solfa di  certi politici che sostengono che mantenere i Tizi al lavoro per più tempo significa favorire l'ingresso nel mondo del lavoro dei giovani (?!?!?!)


Diverso e più complesso, ma alla fine simile, il caso dei Semproni che lavorano nel privato .
In questo caso sarà l'imprenditore a pagare gli stipendi ai Semproni e sarà sempre sempre l'imprenditore  a versare allo Stato i contributi previdenziali. 
Bene, ora che arriva il metodo contributivo, lo Stato userà questi contributi  per pagare le pensioni di Sempronio, mentre l'imprenditore, liberatosi del povero Sempronio, avrà a disposizione dei soldi (le mancate retribuzioni di Sempronio) per offrire del lavoro ai giovani magari con uno stipendio minore, ma questo lo deciderà ogni imprenditore, che a sua discrezione potrà utilizzare il risparmio, solo o anche, per effettuare investimenti nella sua azienda.

pippo vinci



lunedì 20 novembre 2017

Arrogante, vanesio e incompetente: vi presento Giovanni Malagò

Sabato sera il presidente del C.O.N.I. Giovanni Malagò (ex giocatore di calcio a 5 o calcetto) era ospite di Fabio Fazio nella trasmissione RAI "che tempo che fa".
Partiamo dalla fine dell'intervista. Fazio chiede a Malagò, presidente di una istituzione che gestisce tutto lo sport in Italia , cosa vorrebbe chiedere alla campionessa di nuoto Federica  Pellegrini ospite di Fazio il giorno dopo.

Il presidente dei presidenti, spaparanzato sulla sedia degli ospiti della trasmissione,  risponde così: "vorrei chiedere a Federica come mai ha questo nuovo look particolare anche se rimane molto carina"

Ossia : il presidente di tutti gli sport italiani chiede alla più forte nuotatrice italiana di tutti i tempi, delucidazioni sul suo look e poi le fa un complimento galante davanti agli italiani che si chiedono, dopo il flop della nazionale di calcio e i risultati ridicoli delle altre discipline, come bisogna ripartire per ottenere risultati più decenti per lo sport in Italia..

Pietro Mennea
Ecco per chiarire, Malagò è presidente di 24 federazioni sportive (record del mondo di ... poltrone, di spreco di denaro e di inefficienza) di cui 12 in bancarotta. La regina dello sport, l' atletica leggera,  non sforna campioni da decenni ( ultimo record del mondo italiano è quello di Mennea nei 200  metri piani  conseguito nel 1979 a Città del Messico), gli altri sport non sono da meno, a parte la scherma e il nuoto. E Malagò, ad una domanda precisa di Fazio, risponde che lo sport italiano non va poi così male, "ieri abbiamo fatto un secondo posto nello slittino". Con tutto il rispetto per lo slittino o per la canoa basket o per il tamburello, con questa puntualizzazione Malagò ha fatto ridere tutti gli italiani più o meno appassionati di sport.

Naturalmente il sig Malagò non si è risparmiato nell' attribuire le colpe del flop calcistico a varie figure come Ventura, Lippi, Tavecchio e via sputtanando. Il tutto con una boria ed una arroganza da competizione, che si vedono solo in molti uomini politici attaccati alla poltrona e incompetenti , che ignorano e sconoscono i veri problemi della popolazione. Ammesso che gliene freghi qualche cosa.

A questo punto , come suggerisce  l'ex campione del mondo Fabio  Cannavaro, dovrebbero "dimettersi tutti quelli che in un modo o nell'altro gestiscono il mondo del calcio"  a cominciare (aggiungiamo noi) proprio dal Presidente del CONI.

Ruiz (Costarica) segna il gol della vittoria control'Italia
Tavecchio, in fondo, è solo l' ennesimo presidente della FGC che  fallisce. Nel 2008 (europei), 2009 (federation cup), 2010 (mondiali) 2012 (europei),  nel 2014 (mondiali) e nel 2016 (europei) la nazionale, seppur qualificata alle fasi finali (ma la qualificazione era più agevole), fece figure non esaltanti   perdendo addirittura con Slovacchia, Egitto, Costarica e Irlanda, pareggiando con la Nuova Zelanda o umiliati dalla Spagna  (0 a 4), ma non c'era Tavecchio. Mentre Malagò presiedeva già il Coni durante gli ultimi due flop. E da quando c'è il bel Giovanni (2013) è cominciato il declino di quasi tutto lo sport italiano, atletica in testa.

Il problema, quindi,  non è il presidente della F.I.G.C. ,ma l'intera gestione dello sport in Italia  a partire dalle strutture e dalla formazione ed educazione sportiva dei ragazzi. E chi è allora il maggior colpevole se non il presidente del CONI ? Tacendo sul ministro dello sport Lotti!

Ultima chicca. Malagò ricorda a Fazio che gli ultimi successi italiani nel calcio risalgono all' Inter di Murinho (coppa del mondo per club nel 2007) e all' Italia under 21 di Claudio Gentile nel 2004 (europei di categoria) , dimenticandosi del trionfo mondiale dell'Italia di Lippi nel 2006 in Germania.

Può un uomo del genere guidare lo sport in Italia? No, No e poi No,

pippo vinci

sabato 18 novembre 2017

i muri erano muri


E' una cosa di cui non tutti si sono accorti: ogni volta che in Tv c'è uno stacco pubblicitario, il volume aumenta "in automatico". Ed il messaggio pubblicitario, così invadente per la sua frequenza, diventa anche (subdolamente) invadente per il suo volume. E' una ulteriore ed eclatante prova che oggi tutti noi siamo considerati dei meri consumatori. Alto che cittadini, altro che gente, altro che opinione pubblica
Il problema della pubblicità invadente è tanto eclatante quanto sottostimato. Sottostimato sopratutto da coloro che dovrebbero pensare al bene comune. Ma eclatante è anche il fatto che se un cittadino (pardon..consumatore) alza la voce per lamentarsi ecco che gli si dice che la pubblicità serve, che senza pubblicità addio film o partite in tv; che senza pubblicità si perdono dei posti di lavoro e via discorrendo. E' ovvio che queste sono tutte giustificazioni di minchia!

Ricordo che la prima volta che andai in Russia, a Leningrado (ex e attuale San Pietroburgo) quello che più mi colpì fu la totale assenza di pubblicità per le strade. La città appariva avvolta in un romantico alone protettivo, quasi in bianco e nero (visto anche il clima) e fui pervaso da un senso di tranquillità e di serenità.

La città era unica. Nessun'altra città al mondo poteva essere uguale a Leningrado. Nessuna città al mondo infatti poteva avere quelle strade, quei palazzi, quei muri , quegli alberi, quei lampioni, quei marcipiedi , quelle vetrine dei negozi, quegli stadi, quelle piscine, quelle palestre, quei cinema, quei parchi : belli o brutti che fossero.

La stessa cosa mi successe pochi anni dopo, visitando le città povere dell'entroterra della Tunisia. Altra atmosfera, altro clima (politico e meteorologico), altro tutto. Ma il senso di serenità che avvertii fu lo stesso. Mi sentivo più presente, più vivo. Diciamo meno oppresso e condizionato da tutti quei suggerimenti gridati, giganteschi e colorati.

Era bello pure scoprire per caso un chiosco , un bar, un ristorante, un angolo caratteristico o un negozietto originale, piuttosto che esservi condotto per forza da tutti i suggerimenti gridati e sponsorizzati dal tour operator , dalla guida, dallo spot visto in TV o dal cartellone gigantesco e ammiccante che copre la facciata intarsiata di un antico palazzo.

Visitate oggi le città. Quasi tutte le città del mondo: ogni cosa è nascosta, deturpata, e trascurata dalla pubblicità che le usa semplicemente come supporto o, peggio, come pubblicità di se stessa. Si usa la splendida inferriata di uno splendido parco per apporvi un cartellone con reclame che sarà visto da tutti quelli che vanno a visitare lo splendido parco.

Non rimpiango certo il regime sovietico, o la povertà dell'entroterra maghrebino, ma , cribbio!, ci sarà una via di mezzo, no?

E torniamo alla pubblicità in TV. Negli anni 60 e 70 con la Tv in BN, i programmi erano riconoscibili e di qualità; raramente (credo mai ) venivano interrotti dalla pubblicità. Non certo i film, non certo le partite. La pubblicità che ora, addirittura, si permette di urlarci; si perchè la pubblicità non urla, ma CI urla. E ci urla perchè non gli basta più mostrarci il prodotto, no, ci urla per impor-ci il suo prodotto.

Eppure negli anni '60 e 70 i beni prodotti si vendevano come oggi e molto più di oggi. C'era addirittura il boom dei consumi! Ma la pubblicità era molto, ma molto discreta. Qualcuno rifletta su questo.

Ebbene, negli Stati Uniti, patria di questa tragedia che è la pubblicità, qualcuno si è accorto che si sta esagerando e ora (ma sarà troppo tardi?) tentano di fare qualche passo indietro. Il Parlamento USA nel 2012 aveva  promosso una legge per impedire l'innalzamento automatico del volume del televisore durante gli spot. Poi non se ne fece nulla. Che volete! Gli USA sono lapatria del consumismo e del marketing e della pobblicita, non possiamo sperare che in questo campo siano loro ad eliminare questo elemento di barbarie!



pippo vinci

mercoledì 15 novembre 2017

la trazzera compie oggi 10 anni

http://latrazzera.blogspot.it/2007/11/ogni-tavola-trazzera.html
Oggi, 15 novembre 2017 , questo blog compie 10 anni. In questo decennio sono stati pubblicati 955  post. Quasi 100 all'anno. La redazione ringrazia i suoi collaboratori e tutti quelli che, almeno una volta in questi 10 anni, hanno visitato il sito. Per l'occasione  potete rileggere il primo post pubblicato, cliccando sull'immagine della torta. Scoprirete perchè questo blog si chiama così!

martedì 14 novembre 2017

Disfatta Italia. E i giornalisti?

la disperazione di Bonucci e Buffon

Dopo la eliminazione dell'Italia dai Mondiali di calcio, ad opera della Svezia priva di Ibrahimovic, è cominciata la solita caccia ai colpevoli. Nell'ordine Il CT Ventura, Il Presidente della federazione Tavecchio, il campionato a 20 squadre, il settore giovanile, i troppi stranieri in squadra, le società di serie A, il calendario e via dicendo.

Io inserirei un altro elemento: i giornalisti ed in particolare i telecronisti. Se voi avete seguito qualche telecronaca dell'Italia o di una partita internazionale che coinvolgesse una società italiana, vi sarete sicuramente accorti di quanto siano faziosi i telecronisti. Per loro ogni giocata ed ogni intervento di un giocatore italiano è eccezionale, tutti i giocatori, in ogni ruolo, sono tra i migliori del mondo, ogni fallo subito è una aggressione, ogni fallo fatto è involontario, tattico o comunque frutto di simulazione degli avversari.

Le nostre simulazioni (spesso evidenti) continue e ridicole, non vengono mai sottolineate, mentre quelle degli avversari sono biasimate e ridicolizzate. Eppure sappiamo bene che più grandi simulatori del mondo sono proprio gli italiani.

il CT Ventura
Le partite dei nostri campionati sono continuamente spezzettate per i numerosi presunti falli cui gli arbitri abboccano continuamente. In Italia si cerca  sempre (o comunque più che altrove)   la punizione dal limite, l'ammonizione dell'avversaro, il calcio di rigore, la perdita di tempo, la protesta. Ed i telecronisti non dubitano MAI della correttezza dei giocatori. Provate a guardare una partita del campionato inglese. Quasi mai (o comunque raramente) si assiste a una simulazione, ed i giocatori , se subiscono un fallo, preferiscono tentare di rimanere impiedi per continuare l'azione. Ed anche per questo la partita appare più fluida ed avvincente. E il gioco effettivo  durà di più.

Svezia - Italia a Soln. Al 1° minuto di gioco Toivonen, gigantesco attaccante scandinavo,  urta con un gomito il naso di Bonucci. I telecronisti urlano allo scandalo  al gioco aggressivo, provocatorio e violento. La tv inquadra il volto di Bonucci che non mostra alcuna conseguenza . No, non è vero. Secondo il telecronista Bonucci perde sangue! Con la radio o con la tv in bianco e nero forse potevano prenderci in giro, ma oggi no. Il sangue è rosso e si vede!! Invece, nessuna traccia.

Alla fine della partita Bonucci si presenta alle telecamere  della RAI. Il suo volto è integro, il suo naso aquilino intatto eppure il giornalista che lo intervista (!?!?) dice " sono evidenti sul volto di Bonucci i segni della battaglia..."
Dopo un po' gira la voce di una presunta  frattura del setto nasale (?), sùbito derubricata a microfrattura. Bonucci , 3 giorni dopo, entra in campo a Milano con una vistosa maschera protettiva, che dopo un po' butta via. Come, hai il naso microfratturato e butti via la maschera protettiva? gatta ci cova.

E' chiaro che bonucci non avesse nulla, ma i giornalisti hanno contribuito ad accentuare la favole che voleva gli svedesi violenti e antisportivi.
giornalisti, telecronisti e opinionisti di Sky Calcio

Tutto questo (non solo il fatto Bonucci, s'intende) ha contribuito a creare (se non a creare direttamente)  attorno alla nazionale, un alone di gloria , di eroismo, di forza, di imbattibilità che ha nociuto agli stessi protagonisti che si sono creduti veramente degli eroi  imbattibili . Ed ha illuso tutti i tifosi italiani convinti di avere una nazionale molto competitiva. Anche dopo la disfatta di Madrid (0 a 3)  o dopo le ridicole prestazioni contro Macedonia (1 a 1), Albania (1 a 0) e Israele (1 a 0).

Ovviamente in tv non sentirete mai una critica ai giornalisti, perchè le trasmissioni sportive sono condotte proprio da loro!

pippo vinci

domenica 12 novembre 2017

A me piace il sud

Diego Fusaro
“Ad esempio a me piace il Sud”. Così cantava Rino Gaetano. Mi permetto di essere d’accordo con lui. Anche a me, ad esempio, piace il Sud. E non per la semplice ragione – già di per sé valida – per cui, per mia natura, parteggio sempre per i vinti e non per i vincitori: il Sud è stato sconfitto, e quella che resta, ad oggi, l’aggressione violenta e sanguinaria che ha subito continua a essere celebrata enfaticamente come “Risorgimento” e “unificazione”.

Ad esempio a me piace il Sud anche per altre ragioni, non meno valide credo. Non solo per una soggettivissima motivazione, da cui pure non posso fare astrazione: come Goethe, ritengo anch’io di poter dire di me di sentirmi un caldo animo mediterraneo gettato in un freddo corpo del nord.

Rino Gaetano
Non si fraintenda questo mio discorso. Non ho alcuna intenzione di favorire l’ennesimo scontro in orizzontale: come se, dopo destri e sinistri, migranti e autoctoni, eterosessuali e omosessuali, fosse ora il turno di nord e sud. Lo scrivente è fermo sostenitore dell’interesse nazionale, da Torino a Trapani, da Bolzano a Catanzaro, da Aosta a Lecce.

campagna iblea
Ad esempio a me piace il Sud perché – e reputo questa la ragione più importante – resiste ed è meno facilmente permeabile alla postmodernizzazione capitalistica dei costumi, dell’immaginario e degli stili di vita. Il Sud è – diciamolo – meno facilmente sussumibile sotto il nuovo ordine reale e simbolico: tutta una lussureggiante gamma di tradizioni e di credenze, costumi e stili di vita (essi stesso spesso non esenti da contraddizioni) rivelano una scarsissima compatibilità con i codici della postmodernità liquido-finanziaria tarata per individui cinici e isolati, post-identitari e post-tradizionali, consumisti e svuotati di ogni credenza che non sia quella nel libero mercato.

Pur con le sue contraddizioni, il Sud è ancora in larga parte distante dall’organizzazione postmoderna della vita e del pensiero: è ancora tradizionale e comunitario, ha le sue lingue e le sue usanze. È, anche per questo, un’isola felice di resistenza alla postmodernizzazione capitalistica che ha già letteralmente colonizzato cuori e menti al Nord. Da questo punto di vista, è al Sud che dobbiamo guardare. Con rispetto e gratitudine. Ci insegna a resistere. Non tutto è perduto.

Diego Fusaro
Fonte: www.interessenazionale.net

venerdì 10 novembre 2017

ditemi cosa sono

Guardate bene questa foto. Si vedono delle nubi e, al di sotto di esse, delle scie. Mi pare che nessuno possa obiettare su questo, no?

Ora vi do qualche altra informazione. Le nubi che vedete sono dette tecnicamente altocumuli del tipo 5. queste nuvole si formano ad una altitudine tra i 3.000 ed i 3.700 metri. (metereologo e maresciallo dell'aeronautica Domenico Azzone)


Sotto queste nuvole si vedono numerose scie. Di che scie si tratta? Non sappiamo esattamente cosa siano, ma una cosa è certa non sono scie di condensazione rilasciate dai jet, Queste scie, infatti , si formano a determinate condizioni di altitudine, temperatura e umidità. Tralasciamo il secondo e terzo parametre e concentriamoci sulla altitudine; ebbene le scie di condensazione (ossia quelle che sono costituite da particelle di ghiaccio formatesi per il contatto tra gli"scarichi dei jet" e l'aria fredda) si possono formare ad altitudini di  almeno 8.000 metri,

Quelle che vediamo nella foto saranno più o meno a 3.000 metri, quindi NON SONO scie di condensazione. Vi chiedo, cosa sono?

frasi celebri: come è semplice ingannare il popolo


giovedì 9 novembre 2017

Crozza e la Sicilia

Maurizio Crozza imita Rosario Crocetta
Giovedì scorso, in TV, c'era lo show di Maurizio Crozza. In occasione delle elezioni regionali che si sarebbero svolte due giorni dopo, il comico ha dedicato un grande spazio alla Sicilia con una imperdibile imitazione al Presidente uscente Rosario Crocetta, una frecciatina per ogni candidato alla poltrona di presidente ed una pesante critica alla burocrazia regionale.

Le critiche hanno fondamento, ma i dati spiattellati dal comico genovese fanno acqua da tutte le parti; il pubblico però è così abituato a sentire le critiche verso i dipendenti della regione siciliana, che non dà più peso ai numeri, il fatto è universalmente accettato: i dipendenti della Regione Siciliana sono troppi e i conseguenti sprechi  senza controllo.

Lasciamo per un attimo il capitolo degli sprechi della Regione che, in effetti, ha un fondamento di verità. Parliamo invece del numero di dipendenti .I dipendenti della Regione Siciliana non sono 28.000 come dice Crozza, ma meno di 17 mila. Che sembrano troppi, ma a guardare bene non lo sono ed ora spiego il perchè.

Tutti sanno che la Sicilia, come il Trentino, la Sardegna , il Friuli e la Valle D' Aosta, è una regione a Statuto speciale. Ciò significa che molte competenze, che in altre regioni sono esercitate da uffici statali, da noi sono tutte concentrate nella burocrazia regionale. Come  esempio, prendiamo i beni culturali una competenza regionale:  in Sicilia ci sono 9 sovrintendenze provinciali  tutte a carico della Regione, mentre in Lombardia  le sovrintendenze provinciali (che peraltro sono 12) sono statali. Lo stesso vale per il genio civile, per il corpo forestale, per gli Ispettorati provinciali per l'agricoltura, i servizi fitosanitari  ecc. Pertanto (tranne una lodevole  eccezione che citeremo alla fine del post) non è corretto confrontare il numero dei dipendenti della regione siciliana con quello dei regionali di regioni a statuto ordinario. E' più corretto, quindi, fare il confronto sulla base di tutti dipendenti pubblici di una regione in rapporto alla popolazione.

Noi lo abbiamo fatto ed in questa tabella ci sono i risultati, per molti versi sorprendenti.

La Sicilia , udite udite, si trova esattamente alla metà della tabella con 18.32 abitanti per ogni dipendente pubblico, peggio di lei regioni  insospettabili come Toscana. Umbria, Liguria, Lazio, Friuli Venezia Giulia. Esaminando solo le regioni a Statuto speciale la Sicilia occupa il secondo posto superata dal solo dal virtuoso Trentino Alto Adige.

Certo, riconosciamo che Lombardia, Trentino e Veneto risultino  le regioni  più virtuose, ma credo che i toni usati da Crozza contro la Sicilia siano stati esagerati alla luce dei dati di questa tabella e in considerazione che il confronto lo abbia fatto solo tra Sicilia e Lombardia. Mentre la sua (di Crozza) Liguria si posiziona al quint'ultimo posto tra le regioni più virtuose, 5 posizioni al di sotto della Sicilia..
Rangers canadesi

L'unico dato eccezionale è quello del Trentino, che pur essendo una regione a Statuto speciale , si colloca al primo posto superando di gran lunga la Lombardia.

Crozza ha anche fatto un paragone tra Sicilia e Canada! confrontando graficamente le due entità geografiche e sottolineando che il Canada , 400 volte più esteso della Sicilia, ha solo 4.000 forestali contro la Sicilia che ne avrebbe ben 24.000.

Innanzi tutto diciamo che i 24.000 forestali siciliani non sono affatto forestali.  I veri forestali della Regione siciliana, ossia quelli  in divisa come i rangers, appartenenti al corpo forestale, paragonabile ai Rangers canadesi, sono poco meno di 700 unità, mentre i 24.000 di Crozza sono operai, per altro part time. Io non credo che i Rangers Canadesi svolgano attività "operaie" , quali quella di costruire materialmente stradine, viali tagliafuoco, rifugi, impianti di boschi, staccionate, torrette di avvistamento , diradamenti , tagli, pulizie dei boschi ecc. Ci  saranno pure operai forestali in Canada, ma nessuno si preoccupa di conoscerne il numero. I Rangers , invece, sono una forza di polizia (come i veri firestali siciliani) che sostanzialmente vigila sulla applicaione delle norme ambientali che regolano un bosco o un territorio. Altro che operai!
.
Ma restiamo in Italia  e facciamo il  rapporto tra superficie regionale (in mq) e dipendenti pubblici di tutte le regioni italiane. Ne viene fuori la tabella qui accanto. Si, la Sicilia si trova nelle parti basse della graduatoria ma , incredibilmente, è enormemente più virtuosa della intoccabile Lombardia , della Liguria del comico genovese e della leghista Veneto. Lazio e Campania essendo ultime con superfici per dipendenti che sono la metà del dato siciliano.

PS faccio notare, infine, che il parlamento siciliano (consiglio regionale nelle regioni a statuto ordinario), è stato l'unico a ridursi i seggi. Si è passati dai 90 fino all'ultima legislatura ai 70 di questa. Non mi sembra cosa da poco!Sfido le altre regioni, ed il parlamento di Roma, a fare lo stesso.


pippo vinci



martedì 7 novembre 2017

Elezioni in Sicilia: ecco com' è andata

il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci
Ora è ufficiale Nello Musumeci è il nuovo presidente della Regione Siciliana. Ha vinto grazie al suo carisma e grazie soprattutto alla coalizione che lo sosteneva, tutti i partiti di destra italiani che, per l'occasione, hanno messo da parte i dissapori ed hanno sostenuto, uniti, il candidato catanese.

Al secondo posto Giancarlo Cancelleri , candidato del Movimento 5Stelle, che ha ottenuto un ottimo risultato anche se in cuor loro, i grillini, speravano nella vittoria.
Terzo, a debita distanza il candidato del PD e Rettore dell'Ateneo palermitano  Fabrizio Micari. Ultimo Claudio Fava sostenuto dai partiti(ni) dell'estrema sinistra.

Come mai Musumeci ha battuto Cancelleri ed i 5S?
Io propongo una chiave di lettura.

I 5 stelle si sono sempre considerati un partito (o un movimento) ne' di destra ne' di sinistra. Ed all'inizio del loro (comunque trionfale) cammino politico ,  non era in effetti semplice  collocarli in nessuno delle due storiche fazioni politiche. Perchè , per quanto si dica, pur senza un riferimento concreto ad una potente realtà politica di matrice destrorsa o sinistrorsa ( i cosiddetti regimi fascisti o comunisti) il modo di pensare , di agire, di vivere , di prendere delle scelte per se o per la propria famiglia, di discutere su un conflitto bellico o sulla chiesa cattolica, di interpretare la questione palestinese, di affrontare il dramma dell'immigrazione, di affrontare i temi della difesa, della sanità o dell'istruzione, di occuparsi degli ultimi ,di impegnarsi o meno  nell'ambito ambientalista, dà una indicazione netta sulla ideologia di un individuo. E sulla base di questi ed altri elementi è sempre stato possibile classificare le persone sulla base di questa distinzione: o sei di destra o sei di sinistra. Dei centristi non ne parlo in quando non si riesco proprio a definirli o a capire  cosa vogliano o come pensino queste persone. Tanto ch euna volta Fausto bertinotti, ex leader di Rifondazione comunista ed ex Presidente dalla Camera dei Deputati affermò: " se parla uno di destra comprendo quello che dice e capisco quello che vuole. Lo stesso succede se parla uno di sinistra, ma via via ci si avvicina al centro comincio a non capire più niente"

Giancarlo Cancelleri M5S
Ebbene i grillini, sulla base delle loro ultime dichiarazioni, sono sembrati dare più forza a idee destrorse. Mi riferisco, per fare solo qualche esempio,  alla posizione (contraria) sullo Jus soli, alla giustificazione dell'abusivismo di necessità, alle teorie complottiste contrarie all'obbligo delle vaccinazioni (no vax), al disprezzo dei sindacati. Senza contare la antidemocratica modalità di scelta del candidato premier (Luigi Di Maio) attraverso una consultazione online nella quale erano stati preliminarmente fatte fuori le altre concrete candidature (Di Battista e Fico) , opponendo a Di Maio nomi di sconsciuti militanti  solo per cercare di dare credibilità e legittimità alla competizione

Detto questo, torniamo alle elezioni siciliane. Gli elettori di sinistra, che fino a poco tempo fa hanno pure sostenuto e votato per il Movimento di Grillo, non hanno sopportato questa evidente virata a destra del movimento ed hanno preferito votare un candidato con poche chanches di vittoria, ma sostenuto dall'ala più estrema (!?!?) della stessa sinistra. Io mi metto in questo vagone.

Di contro gli elettori di destra, cui i grillini facevano spudoratamente la corte , hanno trovato in Musumeci e nella sua coalizione, una vera e solida forza di destra con concrete potenzialità di vittoria. Non c'era quindi motivo di dare il voto al Movimento 5S.

cose
Federico Piccitto sindaco di Ragusa
Ma c'è dell'altro. La destra ha scelto un candidato , Musumeci, che è comunque una persona che appare moralmente corretta, esperta di politica, educata, conosciuta anche come buon amministratore (fu un apprezzato presidiente della provincia di Catania). I grillini, di contro, hanno presentato un candidato, Cancelleri, che pochi apprezzavano non essendo capace di parlare in pubblico, non avendo affronato alcuna esperienza politica di responsabilità  alle spalle, un candidato che appariva come un pupazzo in mano ai leaders del Movimento. 

L'errore dei grillini, quindi,  è stato anche quello di avere scelto un candidato di  poco spessore e semisconosciuto . Sarebbe stato meglio optare per un candidato più forte come ,ad esempio, il Magistrato Nino Di Matteo (ammesso che avrebbe accettato) o il Sindaco di Ragusa, che sta facendo il suo lavoro così bene, che nessun giornale ne parla.

Ora la battaglia passa al Parlamento siciliano dove ancora non sono chiari i numeri e la forza dei vari schieramenti entrati a Palazzo dei Normanni.

pippo vinci