giovedì 26 novembre 2009

la mafia passa all'incasso


Chiuse le quattro sezioni di Alta Sicurezza, che ospitano i detenuti mafiosi a Palermo (carcere Ucciardone), Termini Imerese, Enna e Ragusa. Il provvedimento, su ordine del ministero della Giustizia, è stato notificato ai direttori delle carceri interessate qualche giorno fa, con effetto immediato.

La disposizione ha riguardato circa 250 detenuti che sono stati trasferiti nelle altre carceri siciliane, una decina, che ospitano le sezioni di Alta Sicurezza. "Si tratta di un piano nazionale - dice Orazio Faramo, provveditore del Dap, Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria della Sicilia - Il numero dei detenuti di alta sicurezza è diminuito nel corso degli anni anche a causa della declassificazioni di alcuni reati mentre è aumentato il numero dei detenuti di media sicurezza. Tenere aperte tante sezioni era dispendioso e antieconomico".

(dal sito www.siciliainformazioni.com)

mercoledì 25 novembre 2009

appello di Don Ciotti


Cari amici,

Vi chiediamo un minuto del vostro tempo.
Avrete sentito che un emendamento introdotto in Senato alla recente finanziaria prevede la messa in vendita di quei beni confiscati alle mafie che non si riescono a destinare entro 3 o 6 mesi.

Un tale sciagurato emendamento rischia di compromettere seriamente quella che in Italia è uno degli strumenti più efficaci per il contrasto (sociale e non) alla criminalità organizzata: la Legge 109/96.

Vi chiediamo dunque di firmare l'appello lanciato da "Libera", per far sentire ancora una volta la voce di quella società civile che crede nell'antimafia e che ancora (nonostante tutto) crede nei valori dello Stato.
http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1780
Per favore, fate circolare questo appello quanto più possibile tra la vostra rete di amici, parenti e colleghi.
Buona giornata!

il codice Brunetta

Art. 589 CODICE PENALE
Omicidio colposo

Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni di reclusione.


Decreto BRUNETTA -rt. 55 quinquies
False attestazioni o certificazioni

1. Fermo quanto previsto dal codice penale, il lavoratore dipendente di una pubblica amministrazione che attesta falsamente la propria presenza in servizio, mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustifica l’assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o falsamente attestante uno stato di malattia è punito con la reclusione da uno a 5 anni e con la multa da euro 400 ad euro 1.600.

La medesima pena si applica al medico e a chiunque altro concorre nella commissione del delitto.

sabato 21 novembre 2009

In namibia (9) : le foto di Roberto

Ed ecco, infine , le ultime foto del viaggio in Namibia. Sono quelle di Roberto, l'eroe del volo SA 264 da Joannesburg a Monaco (leggi qui).
Per coloro che si fossero perduti le immagini già pubblicate, vi offriamo la possibilità di collegarvi ai due post precedenti che riportavano le foto di Cinzia, Pippo, Marcello e Valeria

foto di Cinzia (clicca qui)
foto di Pippo, Valeria e Marcello (clicca qui)



per le altre foto clicca qui

domenica 15 novembre 2009

buon compleanno

La Trazzera compie oggi 2 anni.
Siete quindi invitati a pranzo con le ricette di Antonella. Scegliete quella che più vi piace, cliccate sulla foto, leggete la ricetta, divertitevi e andate in cucina a prepararla. Quindi gustatevi la pietanza con tanti auguri al nostro e dal nostro blog!




per il menu completo clicca qui
grazie antonella
scrivete a latrazzera@libero.it

giovedì 12 novembre 2009

i rischi del pedone

Quella che vedete in questo videoclip è una scena normale a Palermo. Siamo ad un incrocio in una zona centrale della città. Il semaforo segna rosso per le macchine. Ed in effetti le macchine si fermano. Ma dopo le strisce pedonali. Ed i pedoni devono stare molto attenti ad attraversare la strada sulle strisce e con il segnale verde a favore! (osservate il segnale verde del semaforo, sul lato sinistro del video)


(pippo vinci)

lunedì 9 novembre 2009

gli affari sporchi dell'influenza

scorri la presentazione cliccando sulla freccia a destra sotto la diapositiva
Laffare Dellinfluenza A
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sabato 7 novembre 2009

A me, fa ridere!


la vignetta è stata pubblicata alla pag 141 del settimanale "Internazionale" del 7 novembre 2009
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lunedì 2 novembre 2009

a misura di uomo e di donna



Viaggiando in auto per le strade della nostra Italia mi sono accorta di quanto sono brutte tutte le periferie dei nostri centri abitati.

E non mi riferisco solo a quei centri abitati “scogniti” di cui nessuno sente parlare, no, parlo anche di bellissime città d’arte o di antichi paesotti magari di antiche e nobili origini medievali.
Anche lì le periferie sono orribili. E, per essere precisa, non mi riferisco ai soli abusi edilizi, no, ma a regolari zone di espansione con tanto di piano regolatore disinteressatamente approvato .

E allora diciamolo con tutta sincerità: l’umanità ha fatto passi in avanti in tutti i settori controllabili dalla sua intelligenza e dalle sue immense potenzialità. Ma un passo indietro lo ha fatto. E lo ha fatto nel settore della architettura abitativa. Almeno in Italia. E mi riferisco ovviamente e principalmente al lato estetico e non certo a quello strutturale e logistico. Anche se pure lì….….

Andate un po’ in giro in periferia ed osservate bene i nuovi edifici che vi circondano. Come vi sentite?

Poi fate una passeggiata in un qualunque centro “storico” e cercate di “percepire” anche lì il vostro stato d’animo. Dove vi siete sentiti più a vostro agio? Penso che la maggioranza di voi (non dico tutti) opteranno per il centro storico. E lo definiranno più a “misura d’uomo”.

E allora mi chiedo e vi chiedo: perché si è abbandonata la strada della architettura a misura d’uomo (e di donna) per percorrere quella senz’anima?
Beh è anche vero che oggi non si può più parlare di “misura d’uomo” senza aggiungere una appendice quasi inseparabile: l’automobile. E allora mi verrebbe da coniare l'espressione "a misura di autista"
Le periferie, infatti, sono state costruite pensando anche a lei (ossia all’automobile); lei che nel medioevo non c’era ancora.

Ma, dico io, la nostra cara appendice ha semplicemente bisogno di strade un po’ più larghe . Cosa c’entra l’estetica di un palazzo?
Comunque io mi chiedo e vi chiedo il perché di questo degrado estetico delle periferie italiane e della architettura abitativa ovunque.

Già mi sembra di sentire alcune risposte
1) Questione di economicità
2) Questione di spazi
3) Questione di materiali
4) Questione di praticità

Ma sono solo scuse che non mi convincono tanto, basta guardare cosa sono capaci di fare in terra britannica o scandinava.
Lì , pur non ripetendo le magnifiche linee dei palazzi antichi presenti anche nei loro centri storici, sono riusciti a trovare un valido compromesso e hanno costruito in modo più caldo e vicino alla sensibilità umana. Per non parlare degli spazi verdi. Ma quello è un altro discorso.

Patrizia Morello - Noto

domenica 1 novembre 2009

Via Bara all'Olivella


La notte tra l'uno ed il due novembre di ogni anno noi bambini dormivamo eccitati. Nell'aria si sentiva un odore di magico, di festoso , di austero, di misterioso.
Non si sa come e non si sa dove, quella notte sarebbero arrivati i nonni (morti) ed avrebbero lasciato, nascosti casa casa, i loro (e poi nostri) regali.

La mattina dopo ci si alzava bellopresto e si frugava negli angoli più nascosti della casa per scovare il giocattolo tanto desiderato. Il giocattolo che comunque era stato "commissionato" al nonno, morto tanti anni prima.
Ed era proprio quello visto da Studer, da Russo o sulle bancarelle della fiera dei morti di via Bara all'Olivella.
Insomma, per noi, i cari estinti andavano da Studer e compravano (?) i doni. E non c'era il minimo dubbio che fosse così!

Che emozione, che magia, che festa per noi piccoli . E che gioia anche per mamma e papà. Che anche per quell'anno erano riusciuti a creare l'atmosfera fiabesca della notte dei morti. Erano riusciti a ricreare la magia.

Pur sapendo che ogni anno che passava rendeva sempre più prossimo il momento della verità. Il momento di confessare, mestamente, che non sono i nonni morti a compiere il miracolo.
I morti non tornano "..lasciamoli in pace lì dove sono". Ma sono i soldi di mamma e papà che fanno il miracolo. Che vanno da Studer e comprano (loro si) quello che tu hai chiesto ai nonni con una tenera, innocente e sgrammaticata letterina.

...E i pupi di zucchero ....e i frutti di martorana. E l'odore della polvere da sparo di tante pistolette che scoppiettavano per le vie ed i vicoli di Palermo che brulicano di bambni festosi in piagiama. Non ci si lava e non ci si veste se prima non si sono collaudati i doni dei morti.

Ora no. Ora tutta questa magia e tutta questa gioia sono finite per i bimbi di Palermo. Ora è arrivata la notte di Halloween. Con le sue zucche bucate, i suoi pupazzi scheletrici, i suoi dolcetti o i suoi scherzetti.
Di cui nessuno conosce il significato, di cui nessun adulto ha un ricordo, un racconto, un'immagine
E' l'America bello!. L'America che allarga il suo impero, con o senza armi!

(pippo vinci)

martedì 27 ottobre 2009

cobrador de frac


In Spagna esiste una professione che si chiama cobrador del frac
Si tratta di un libero professionista che si occupa del difficile compito di recuperare i soldi non restituiti dai debitori morosi. Su incarico del creditore.

La particolarità di questa professione è che il cobrador, una volta ricevuto l’incarico, si mette l’abito da lavoro, un frac, e si apposta sotto l’abitazione del moroso urlando i suoi debiti.
Non solo. Lo seguirà ovunque : lo aspetta fuori dal lavoro, lo segue al bar, al ristorante, davanti la scuola dove accompagna i figli. Proprio ovunque, rendendo pubblici i suoi problemi economici

E’ chiaro che, pur di non essere umiliato a tal punto il debitore preferirà saldare il suo debito.
E la fuga non è che una soluzione parziale . Egli, infatti, non potrà salvare l’onore visto che il cobrador de Frac, comunque, andrà sotto casa sua ad informare i vicini di casa del suo problema.
Ovviamente molto spesso i Cobradores vengono menati, minacciati e anche denunciati. Recntemente è successo che il proprietario di un ristorante ha denunciato un Cobrador del Frac vincendo la causa. Quest’ultimo, infatti, aveva secondo il giudice utilizzato dei metodi inaccettabili, entrando nel ristornate del debitore e raccontando a tutti i clienti la situazione economica dello stesso.
(pippo vinci)

sabato 24 ottobre 2009

una lingua ladresca


Da anni si sente parlare di semplificazione del linguaggio amministrativo e di burocratese. Questo termine (mi riferisco a burocratese) compare per la prima volta nel 1979, ma già nel ‘500 esisteva il problema della lingua burocratica e ufficiale che veniva definita “lingua ladresca”. Una definizione che è tutta un programma.

Tutti, ma proprio tutti, sono concordi nell’affermare che scrivere contorto e oscuro è un modo sbagliato per comunicare. E, sopratutto, è un modo poco rispettoso per il cittadino, o per chiunque sia destinatario della comunicazione.
In più: tanto più complessa e importante è la notizia da comunicare, da trasmettere, da far circolare, tanto più semplice deve essere il linguaggio.

La Pubblica Amministrazione, già da qualche decennio, ha deciso che questo malcostume deve finire. "Ora basta!" - disse con fermezza.
Ma invece di dire in modo diretto : “cari funzionari, scrivete in modo chiaro, semplice, comprensibile e sintetico. Scrivete quindi come scrivevate a scuola (media)”, cosa fa?
Produce tutta una serie di leggi, circolari, norme, corsi di formazione, seminari, disposizioni, manuali e via dicendo, scadendo nel ridicolo. In altre parole per ridurre le complicazioni della burocrazia, ne produce di nuove.

Nell’anno 2002, per esempio, il Ministero dell’Economia e Finanza, produce un manuale curato dal dott Alfredo Fioritto, dal titolo “il progetto per la semplificazione del linguaggio amministrativo”.
Un progetto? Un progetto.

114 pagine (centoquattordici) per dire, in pratica, che le frasi sono composte da un soggetto, un predicato verbale e qualche complemento.

Ok, ma perché un progetto? Semplice, perché i progetti sono finanziati. Specialmente se durano molto, occupano molte persone e si concludono con la produzione di libri o manuali, passando per seminari e convegni fatti in giro per la penisola.

Nella premessa del manuale si legge, infatti, che al progetto hanno partecipato ben 14 tra professori e alti funzionari (immagino ben pagati); che il progetto prevedeva un percorso articolato addirittura in tre fasi ; che il progetto si concludeva con la realizzazione dello stesso manuale.

Innumerevoli sono poi (nel merito) le circolari che circolano all’interno degli uffici. E non parliamo dei corsi di formazione.
Ma cosa mai insegneranno in questi corsi di formazione? Forse l’uso della punteggiatura? O forse le modalità di riesumazione del congiuntivo? Oppure, ancora, come andare a capo e dove mettere il punto! Chissà!?
Con grande soddisfazione degli U.R.P. …. pardon, Uffici per le Relazioni con il Pubblico, che sono incaricati di redigere e diffondere le circolari.

Ma quale è il risultato di questa lotta? Nessun risultato. Zero babà!
Il burocratese imperversa indisturbato negli uffici dove ci sono molti che, addirittura, lo difendono. Le circolari continuano a circolare, inascoltate, non lette, spesso mal scritte, ma circolano. Non solo.
Il Parlamento più antico del mondo, ossia l'ARS (ARS = Assemblea Regionale Siciliana) ha istituito una Commissione Speciale o Comitato detto “Comitato per la qualità della legislazioneche svolge il seguente compito istituzionale : "Il Comitato esprime parere sulla qualità dei testi legislativi con riguardo alla loro omogeneità, alla semplicità, chiarezza e proprietà della loro formulazione, ai sensi dell’articolo 160 ter del Regolamento interno". (verifica)

Il Comitato è composto da 9 deputati regionali di cui 1 è presidente (Orazio Ragusa), due sono i vicepresidenti ed uno svolge il compito di segretario (?!?).
Il Comitato deve quindi avere dato parere favorevole anche al comma 1 dell’articolo 4 della Legge regionale n 12 del 2008: (Norme di controllo del sovrappopolamento di fauna selvatica o inselvatichita in aree naturali protette.) che così recita:

1. All'articolo 16, comma 2, lettera d), della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 e successive modifiche, dopo la parola 'minerali' aggiungere le parole 'e sui piani di abbattimento controllato di specie selvatiche (inciso omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato, ai sensi dell'art. 28 dello Statuto).

.. per capire il quale , dovranno esser consultate almeno un’altra legge, uno Statuto (ma quale Statuto?) , l'atto di impugnazione del Commissario dello Stato , e tutte quelle norme (non si sa quali e quante) richiamate dalla dicitura … e successive modifiche.
... ed è solo un comma di un articolo!

(pippo vinci) - post già pubblicato a Novembre 2008

venerdì 23 ottobre 2009

date ai rossi quello che è dei rossi

(admin - 23 ottobre 2009 - http://www.ilbriganterosso.info/ )
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Rispuntano i seggi comunisti al parlmento europeo?
Il Tar del Lazio ha ammesso i ricorsi alla Corte Costituzionale di Sinistra e libertà (all’epoca Partito Socialista, Verdi e Sinistra democratica) e di Rifondazione comunista e Partito dei comunisti italiani contro l’assegnazione di un seggio a un europarlamentare della Lega Nord e di un altro dell’Italia dei Valori, a favore di Oliviero Diliberto e Nichi Vendola. (leggi tutto)

dal sito http://www.ilbriganterosso.info/

sabato 17 ottobre 2009

In Namibia (8) : le foto di Cinzia

Ed ecco le splendide foto scattate da Cinzia durante il viaggio in Namibia. Nei prossimi giorni speriamo di offrirvi anche gli scatti di Roberto.
Prima di godervi lo spettacolo è necessario darvi qualche spiegazione circa la prima foto:
Uno spiedino.
In quello spiedino (consumato in un ristorante di Windhoek) ci sono tozzi di carne di zebra, kudu, struzzo, orice e pollo. E dopo averli gustati morti.... ce li siamo gustati vivi, il giorno dopo, al parco Etosha; dove Emiliano, con freddo cinismo, ci diceva : "quello è l'orice, il 2° dello spiedino ed alla vostra destra un bell'esemplare di kudu, che ieri sera era l'ultimo pezzetto di carne dello spiedino, quello vicino alla cipolla ... e così via.
Per ingrandire una foto cliccateci sopra diventerà un quadro!






















venerdì 16 ottobre 2009

latte caldo


Avete mai preso un latte caldo al bar? O un latte macchiato?
Bene, al momento di riscaldare il latte il barista prende una pezzuola e pulisce, con gesto masturbante, il beccuccio da cui esce il vapore. La lancia di vapore, che poi verrà immersa nel bricco contenente il latte che voi di lì a poco berrete!
Quindi con nonchalance riposa la pezzuola sul bancone di marmo o di acciaio. Questo gesto il barman lo farà 50, 100, 200 e piu volte in funzione del numero di clienti che chiedono di riscaldare il latte.

Bene, Avete visto il colore della pezzuola?
Avete osservato l’uso alternativo della pezzuola?
Spesso la stessa viene utilizzata per pulire lo stesso bancone. Ma anche se così non fosse la stessa pezzuola , se usata solo per la lancia di vapore , viene comunque utilizzata 50, 100, 200 volte senza mai subire un benché minimo trattamento igienizzante.
In definitiva l’igienicità della pezzuola è veramente nulla e prendere un latte caldo al bar fa veramente schifo.
Come mai non si trova un modo più pulito per questa operazione?
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(pippo vinci)

martedì 13 ottobre 2009

il nobel per la pace fa la guerra


Credo che nella storia del Nobel un fatto del genere non sia mai successo. Il freschissimo premio Nobel per la pace, Barak Obama, come primo suo atto , ha inviato altri 13.000 soldati in terra afgana a fare la guerra! Ci chiediamo cosa avrebbe fatto se gli avessero dato il Nobel per la Guerra!
Insomma: una vera barzelletta. Un vero nobel da ridere!

(amedeo contino)

sabato 10 ottobre 2009

Un nobel da ridere


Ed io che pensavo che il premio Nobel fosse un premio da meritarsi con i fatti e non un "incoraggiamento" per principianti. Non parliamo del Nobel per la pace! Come si fa a dare il premio al capo di una nazione che ha:
1. il più vasto arsenale di armi nucleari;
2. almeno due guerre di invasione in corso. Magari giuste (!?), ma sempre di invasione sono;
3. (di gran lunga) il maggior numero di basi militari distribuite in ogni parte del mondo;
4. la industria bellica più fiorente;
5. il campo di prigionia più illegale del mondo come Guantanamo.
6. la popolazione civile più armata del mondo ......
e mi fermo qui.

Va bene, di tutto ciò Obama non ha colpe e (dicono) che stia lavorando per un mondo migliore...
Anzi paradossalmente il sig Obama è avvantaggiato perchè problemi da risolvere ne ha così tanti che potrebbe scegliere lui quello da trattare per primo.

E che dire allora dei tanti ricercatori validi (e invisibili) che stanno lavorando per trovare la cura contro (chessoio) il cancro. E se qualcuno la scoprirà (o inventerà), il Nobel andrà a lui e solo a lui. Ma dopo!

Ad oggi Obama è solo il presidemte della nazione che domina il mondo e non certo con l'arma della pace.
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(pippo vinci)
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mercoledì 7 ottobre 2009

Me ne vado


(da Blogsicilia – di Oliviero Toscani)

Oliviero Toscani abbandona il suo incarico di Assessore alla creatività del comune di Salemi (Tp) e lo ha fatto perchè ha capito tutto, ma prorpio tutto della Sicilia e dei siciliani. Ecco solo alcuni stralci della sua dichiarazione di addio:

La creatività è l’opposto della sicilianità“. Mi sono ritrovato a Salemi affascinato dall’idea di un sogno che avrebbe potuto realizzarsi attraverso gli infiniti progetti che in poco più di un anno sono riuscito a concretizzare grazie all’amico Sindaco Vittorio Sgarbi, ai ragazzi del mio Assessorato del Progetto Terremoto e a tutti gli amici siciliani e non che hanno creduto in questo sogno.

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QUI, si opera in un sistema compromesso, fra rassegnazione e malcostume, dove tutto e il suo contrario trovano legittimazione. Un territorio con una natura straordinaria, dove però chi vuol fare, non riesce ad evitare d’infangarsi.
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QUI, prima di dar vita a qualsiasi progetto si cercano finanziamenti pubblici.
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QUI, manca completamente il senso di responsabilità e la consapevolezza che l’uso del casco oltre che essere una legge dello Stato, è concepito per la sicurezza e l’incolumità.
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QUI la regola è sottomessa al comodo di tutti. Questo è il costume, dove ogni forma di vita creativa come ogni pezzetto di vita attiva è perennemente mortificata dall’ignobile becera convenienza, dall’indifferenza e dall’assistenzialismo.
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QUI, per creare qualsiasi progetto utile alla comunità, sei costretto a chiedere favori per poterlo realizzare.
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QUI, devo chiedere per favore a chi sto facendo un favore.
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QUI, ogni idea creativa deve prendere la forma dell’imbecillità burocratica; qualsiasi progetto intelligente, utile e valido viene sempre abortito. Come si fa a pensare al progetto Case a un Euro con questi presupposti! Salemi rimarrà terremotata per sempre. È così che i suoi cittadini la vogliono.
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Io continuerò altrove.

(Oliviero Toscani)
estratto dal sito http://www.livesicilia.it/

martedì 6 ottobre 2009

Esiste "la giusta elemosina"?


L’elemosina da’ fastidio. Anzi chi chiede l’elemosina da’ fastidio. Anzi l’estracomunitario che chiede l’elemosina da’ fastidio. Anzi l’estracomunitario che fa finta di essere povero o malato e chiede l’elemosina da’ fastidio.

Poche sere fa in casa di amici ho potuto verificare che anche persone insospettabili provano un certo fastidio per le persone percepite, diciamo, “diverse” che chiedono l’elemosina, magari con l’inganno.

Io ho timidamente ricordato che per anni davanti alle nostre chiese cattoliche si sono visti malati poveri nostrani (della nostra…razza) chiedere l’elemosina. Sempre gli stessi davanti alle stesse chiese. Una vera e propria spartizione mafiosa del territorio. Anzi, della Diocesi.
E di alcuni di questi si scoprivano (a volte in vita, spesso dopo la morte) ingenti possedimenti in denaro se non addirittura in immobili.

Ma nessuno si lamentava di loro o della categoria cui presumibilmente essi appartenevano. Anzi ci si sentiva buoni facendo l’elemosina con la quale si riteneva, domenica dopo domenica, di conquistarsi un pezzetto di paradiso. Con l’approvazione, se non l’incoraggiamento, del sacerdote della domenica. Sicuramente in buona fede.

Diversa è l’elemosina verso un “estracomunitario”. Per meritarsela il malcapitato (una volta scampato alla morte nel Mediterraneo o nel Sahara libico) deve essere (con prova autenticata dal notaio) veramente povero (modello Biafra), veramente malato (modello Lourdes) e veramente extracomunitario (modello zulu’). Se no niente. Non deve rompere i coglioni. Non possiamo sprecare i nostri soldi così; i soldi per comprarsi il paradiso sono limitati e il rischio di fare un cattivo investimento sono alti.

Il fastidio verso una certa categoria di persone (e non verso una due o più persone anagraficamente individuate) io lo definisco solo con una parola: razzismo. La nostra lingua non ammette alternative valide

Chi ci da’ il diritto di condannare una persona soprattutto senza conoscere nulla di lui? E chi ci da’il diritto, addirittura, di condannare un popolo, partendo da pochi esempi riferibili a persone anonime dei quali non si conosce neppure la precisa nazionalità: estracomunitari.

Si giudica una persona ed il suo presunto popolo di appartenenza solo dopo averlo visto di sfuggita 2 minuti ad un semaforo. Magari 2 minuti al giorno, e magari tutti i giorni. Ma 2 minuti!. E senza neanche scambiare due parole con lui. Anche perché lui parla bene 2 lingue tra cui l’inglese o il francese e noi no!

Io conosco personalmente un uomo di soli 40 anni, spagnolo, sano e nel pieno delle sue capacità fisico-intellettual-attitudinali, che, semplicemente, non ha voglia di lavorare e sbarca il lunario chiedendo l’elemosina. Conoscendolo potremmo dire di lui (nome, cognome e codice fiscale) che è uno scansafatiche, che è un poco di buono. Per me non lo è, ma è una definizione coerente con il suo atteggiamento, la sua storia, il suo modo di snobbare l’onesto e faticoso lavoro e così via. Ma, ripeto, stiamo parlando di un uomo di cui conosciamo tutto (o quasi).
Nessuno, tra coloro che lo incontrano per strada, si sognerebbe mai di prendere lui come esempio per parlare male degli spagnoli ….o dei comunitari.
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Amici come prima!
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(pippo vinci)

giovedì 1 ottobre 2009

In Namibia (7) : ecco a voi la Namibia vista da Marcello, Valeria e Pippo

Quelle che pubblichiamo oggi sono alcune delle foto scattate da Marcello, Pippo e Valeria. Nei prossimi giorni pubblicheremo quelle scattate dagli altri fotoreporter del gruppo (Cinzia, Roberto, Giovanni e Giacomo). Per ingrandire l'immagine , basta cliccare su di essa.














martedì 29 settembre 2009

In Namibia (6)





Di nuovo a Windhoek.
Emiliano ha confessato.
Quella che ci ha mostrato ieri e nei giorni scorsi non è la vera capitale della Namibia dove dominano ordine, modernità e pulizia .La vera capitale è Katatura (foto 1). Una baraccopoli in periferia dove vive circa il 60% della popolazione della città. Sono tutti neri e non sembrano contentissimi di vivere qui dato che lo stesso nome "Katatura" vuol dire "posto dove non vogliamo vivere". Ma qui li hanno messi e qui devono stare.
Dietro questo nome c'è una lunga storia di deportazioni e soprusi di cui riferirò in altre più serie occasioni. Ma Katatura, per essere una baraccopoli, è comunque un posto abbastanza pulito!
Anche a Katatura oggi è domenica; ma mentre nella Windhoek finta non c'è nessuno (sono tutti nella tristissima Cape Cross a suicidarsi a go go), qui la vita ferve e gorgoglia.

A Windhoek oggi dovrebbe essere tutto chiuso, ma Emiliano riesce a fare aprire tutto, persino il museo che di domenica è sempre chiuso (foto 2). In questo museo ci sono gli esempi di tutte le maggiori etnie di questo paese. Tutte etnie ancora presenti e pulsanti nel territorio della Namibia.

Un museo della contempoaraneità dove sono esposti oggetti ed abiti di tali gruppi di uomini: gonne, calzari, collane, capanne, pipe, archi, secchi, cesti, imbuti, cavigliere, orecchini. Tutte cose, ripeto, tutt'ora utilizzate.

Insomma, è come se a Roma vi fosse un museo con esposte le mie mutande (da 20 euro) o il calco della faccia di Marcello (in rappresentanza della tribù dei siciliani) di Roberto (esempio delle tribù brianzole) o Giovanni (campione vivente della tribù dei commercialisti di Como).

Finito il giro al museo andiamo a fare aprire un altro posto chiuso la domenica: la fabbrica di tessuti Penduka. E' una cooperativa tutta al femminile dove stampano e ricamano tessuti belli, unici e molto raffinati. Peccato che abbiano anche la cassiera più lenta e addormentata dell'emisfero australe. Ed Emiliano per svegliarla le frantuma una vetrina di esposizione*. E dire che penduka vuol dire "svegliati"
Il viaggio di ritorno in Italia si annuncia lungo e noioso, per foruna la South Africa Aerlines ha organizzato un fuori programma e dopo 9 ore di volo, poco prima della colazione di bordo, una giovane e bionda polacca comincia a pregare a voce alta e ad occhi chiusi tenendo in mano un vistoso crocifisso e respingendo a calci e pugni chiunque le si avvicini.
E' una crisi isterico-mistica.
La situazione sta per precipitare (si... precipitare) quando il nostro eroe Roberto getta la maschera e si dichiara dottore. Tutti gli credono e gli affidano il caso in carne ed ossa.

Dopo lunghi minuti di attesa il nostro eroe torna vincitore: ha iniettato del valium alla signorina polacca che nel frattempo cercava invano di convertirlo. Una battaglia tra il soprannaturale e il sapere illuminato.
Poco dopo tutto il gruppo si avvantaggia vergognosamente del sacrificio di Roberto e comincia a vessare l'equipaggio con richieste che questi non potevano rifiutare di esaudire. Siamo o non siamo amici dell'eroe? Giacomo, per esempio, è l'unico, dei 300 passeggeri, a ottenere un caffè caldo. E dopo 11 ore di volo non è un privilegio da niente!
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* di incidente si trattò!
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(pippo vinci)

sabato 26 settembre 2009

In namibia (5)




Questa mattina abbiamo abbandonato le rosse dune di sabbia del Namib (foto 1).
Ma non abbiamo abbandonato la sabbia.

Il pulmino sul quale viaggiamo e' infatti tutto bucato per consentire ai suoi passeggeri di portarsi nei polmoni la sabbia rossa del namib.
Poi tutti si ammaleranno di silicosi cronica . E questo e' il mal d'africa. Almeno nella sua versione namibiana.

Durante il viaggio verso la capitale Windhoek (pron. uindu'k), abbiamo anche visto la morte in faccia. E la faccia era quella di un cobra del capo (foto 2) che ha attraversato la strada proprio davanti a noi.

E anche lui aveva il colore della sabbia assassina. Pippo si e' schifiato alla vista del rettile, ma gli altri erano felici tanto che si sono avvicinati pericolosamente alla schifosa bestia per scattare alcune fotografie del viscido essere.
Insomma sabbia nei polmoni, cobra a due metri e caldo torrido. Un cocktail micidiale.

A questo punto del racconto e' giusto avvisare i parenti delle potenziali vittime che tutti siamo arrivati sani e salvi alla meta: Windhoek

La visita di Windhoek e' stata breve e gradevole. Meno gradevole e' stato farsi cacciare dalla chiesa madre a causa di un matrimonio tra boeri. Pippo, la nostra testa d'ariete, si era spinto fin sotto l'altare quando un anziano e borioso pastore tedesco lo ha spinto fuori dalla porta senza tanti complimenti e con lo sguardo truce e glaciale.

Pippo, rispettando l'invito del vecchio tunicato gli ha comunque detto in imperfetto inglese:" io esco , ma ricordati che questa non e' casa tua questa e' casa del Signore.

Ma lui se ne e' fottuto ed ha cacciato Pippo, Cinzia e tutta la compagnia bella. .. ma verra' il giorno....

Alla vecchia stazione di Windhoek , una piacevole sorpresa: in bella mostra un banchetto con tanti pacchetti di profilattici offerti gratuitamente ai viaggiatori oltre che vari pieghevoli che, in varie lingue, spiegavano come difendersi dall'AIDS (foto 3)

La citta' oggi e' spenta e desolata visto che e' sabato e, come tutti sabati, i windhoekers decidono di uscire dal solito tran tran e vanno a divertirsi a Cape Cross dove si sparano nelle palle la sera stessa stramazzando sulla skeleton cost che, infatti, abbonda di scheletri, come hanno potuto constatare di persona 4 giorni orsono Pippo, Cinzia e Roberto e Giacomo.
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(pippo vinci)

venerdì 25 settembre 2009

In Namibia (4)


Parco Sussusvlei, quello delle dune rosse.
La duna turistica e' la numero 45 (nella foto), chiamata cosi' perche' si trova al 45º km della strada che percorre il parco. Ed e' quella che tutti scalano perche' e' la piu vicina alla strada.

Passando davanti alla 35 Pippo chiede quindi il permesso di scalare la 35, piu' alta e meno turistica. Non ci sono impronte.
Nessuno dice niente e la richiesta cade nel vuoto. Meno male. La salita fuori pista e' faticosissima.

Si arriva alla 45 e ,a piedi, si inizia la dispendiosissima scalata. Subito le gerarchie sono evidenti: in testa al gruppo il campione della montagna Giacomo; in seconda posizione , ma a debita distanza, la mascotte del gruppo Cinzia che ha energia da spendere vista l'enorme quantita' di dolci che assume giornalmemte. In terza posizione il redivivo Giovanni che vuole arrivare sempre primo per fare delle foto mitiche ed esclusive. Ma oggi Giacomo non si batte. Ed ha pure la macchina fotografica che gronda dei giga acquistati a Swakopmund! Imbattibile.
Gli altri arrancano a distanza senza dignita'; Pippo, addirittura, avanza carponi e Roberto senza scarpe per testare una sua personalissima teoria secondo la quale a piedi scalzi si fa meno fatica... mah!

Valeria, Lena e Marcello restano al palo in vista degli impegni successivi.

Giunti in cima, lo spettacolo si presenta magnifico . Il colore rosso mattone della sabbia si staglia contro il blu di un cielo terso. Si sta anche molto bene con la temperatura. Fresca come un amattina di Maggio a Posillipo.

Giacomo, cosi' come era stato il primo a salire e', ovviamente, anche il primo a scendere. Forse per il gusto di incontrare noi che, sfiniti, lo guardiamo come se fosse un Guru, un Monumento alla montagna, un Icona vivente dei ghiacciai. Due anni fa, in Argentina, ci facevamo umiliare da Anita, sua moglie. Oggi tocca a lui.

Eppure Giacomo, scendendo, brontola. E oggi non si capisce perche' visto che, per la prima volta, tutto gli sembra vero.

2a tappa.
Piu' avanti nel parco si va a visitare la valle della morte. Un lago asciutto, bianco d'argilla e cosparso di alberi secchi arsi dal sole che comincia a dare fastidio.

La depressione e' circondata da alte dune rosse. Una magia della natura.Un quadro dai colori netti
Brava Valeria che ci ha portato qui.

Questa volta anche Lena, Valeria e Marcello partecipano alla sfacchinata mentre Emiliano raccoglie da terra mostri viventi per mostrarli ai suoi clienti.

Tra questi (mostri) una lucertola con il becco da paperino che l animale usa per scavare nella sabbia e mimetizzarsi. Emiliano non cade nell inganno, la raccoglie e la porta al suo orecchio per farselo mordere. Pazzo da legare.

A questo punto pensiamo che qui tutti gli animali abbiano un passato nel circo Togni.

Al ritorno, dopo un frugale ma soddisfacente pranzo Cinzia , Roberto e Valeria salgono su un Cessna per vedere le dune dall'alto. Noi siamo qui ad aspettare!
l loro ritorno ci raccontano di paesaggi immensi e strepitosi. Siamo tutti molto, ma molto invidiosi.
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(pippo vinci)

mercoledì 23 settembre 2009

In Namibia (3)



Swakopmund. E' il nome di citta' piu' difficile da imparare a memoria. Ogni sera ce lo ripetevamo 15 o 20 volte per essere pronti al momento del bisogno. Ed il bisogno e' arrivato. Siamo a Swak.....und.




La citta' (40.000 anime) e' sul mare. Il nostro lodge no. Si trova lontano 6 km dal centro abitato.
Non ci sono taxi (non sempre), ed il clima cambia completamente appena giungi al bivio.
La Namibia (almeno questa Namibia) e' il posto piu' pulito del pianeta. Per le strade non trovi un pezzetto di carta, un mozzicone, una bottiglia, un niente di niente. E fare l'accattone e' un'impresa. Cosa si potra' mai raccattare?
Comunque oggi siamo andati in giro per la baia tra petroliere, pescherecci e piattaforme petrolifere in avaria, a caccia di emozionanti incontri con gabbiani, pellicani, otarie, delfini e (udite, udite) balene!
Poi ad un certo punto una otaria (che poi e' una foca) e' saltata sul nostro gozzo e si e' coricata sopra Cinzia stritolandola e insudiciandila mentre Emiliano, molto professionalmente, ne enunciava il nome scientifico, le caratteristiche anatomiche e le usanze alimentari.

A guidare il gozzo un australiano del tutto simile al cugino povero di Russel Crow che ci ha offerto le sue ostriche carnose , dello champagne e varie tapas.

Il tutto mentre attorno a noi veri e propri yacht , catamarani e velieri regali facevano lo stesso nostro giro (allo stesso prezzo), ma con maggiore dignita'. Noi risultavamo i pezzenti di Swak...und ma , ci diceva Emiliano, siamo soli e indipendenti... vuoi mettere?
P.S. ma in quale altro paese al mondo trovate un segnale di divieto di accesso agli uguali?
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(pippo vinci)





lunedì 21 settembre 2009

In Namibia (2)



In Namibia ci sono piu otarie che uomini. Con questo slogan i tour operator costringono gli indifesi turisti a visitare una delle localita piu' tristi del mondo : Cape Cross. Sulla costa nord occidentale del paese africano.

In effetti il primato non e' granche' considerato che i namibiani sono in tutto 2 milioni. Ma quello che colpisce di piu' a Cape Cross e' la insopportabile puzza di merda che proviene dalla spiaggia dove giacciono le otarie.

Per giungere in questo isolato angolo del pianeta abbiamo percorso per oltre 4 ore una della strade piu affascinanti del mondo. Corre parallelamente alla costa atlantica della Namibia e attraversa un panorama lunare, desertico, dunesco, fibesco e irreale. Sulla cartina la strada e' definita una salt road.

Su queste coste si sono registrati numerosi naufragi e gli ignari naufraghi dopo avere festaggiato la raggiunta terra, sono crepati di sete.

Ieri mattina sono arrivati Giovanni e Lena su un Cessna che e' atterrato su una pista rossa appena visibile.

Appena arrrivati , i due sono stati infilati su uno dei due mezzi anfibi paramilitari posteggiati nel parking del lodge e mandati (in maniche corte) alla ricerca degli elefanti del deserto.
Alla spedizione (che qui bonariamente chiamano escursione) non hanno partecipato solo Giacomo (che dice che qui tutto e' finto) e Pippo che vuole colludare il suo costume color pesca in una piscina miniscola circondata da rocce infestatate da rettili schifosi e velenosi.

Alle otto della sera, mentre gli ospiti tedeschi avevano gia' finito di cenare, la spedizione non aveva ancora fatto ritorno.
Il preoccupante ritardo (piu di un'ora sul previsto) indispettiva Giacomo per la fastidiosa prospettiva di dovere iniziare in ritardo la cena.

Alle 20 e 15 i due camion , finalmente, sono arrivati e da entrambi sono scesi i nostri 7 amici (Emiliano incluso) completamente congelati essendo calata la temperatura di oltre 20 gradi durante il percorso di ritorno effettuato con un mezzo privo di freni.

... tu chiamala se vuoi ....escursione!

(pippo vinci)

sabato 19 settembre 2009

In Namibia (1)

Finalmente ce l ho fatta.
Qui in Namibia non e facile trovare un punto internet e quello che sto usando in questo momento e lentissimo w costoso. Inoltre, come vi sarete accorti , non riesco a trovare la e con l accento! E neppure l apostrofo. Tastiera africans

Siamo nel lodge Ugab vicino la localita di Khorixas. Fino a ieri siamo stati invece immersi nello splendido parco di Etosha. Una specie di Superquark dal vivo. Giaraffe, elefanti, springbok, struzzi, orici, zebre, leoni e leonesse. Per dire solo dei piu belli e numerosi.

Certo fa molto, ma molto caldo e le distanze percorse in pulmino sono, a dir poco , impegnative. Ma la sensazione che proviamo tutti (siamo in sei) e (con l accento) magica.

Purtroppo gli stessi animali che vediamo liberi in natura spesso ce li troviamo cotti nei piatti.
La prima sera, infatti, nello stesso spiedino erano infilzati struzzo, orice e springbok.

Ogni mattina la svegia suona alle 5, ma consderata l eta media del gruppo, le 5 sono un orario ......fin troppo comodo.

Giacomo si lamenta perche vuole camminare.. in salita. E poi dice che i vilaggi Himba sono finti!
Roberto ha perso la valigia e ne ha fatto a meno per 2 giorni. Durante i quali ha tirato fuori dala sua borsetta 6 o 7 ricambi. Ma come minchia ha fatto? Bob Poppins!
Poi la valigia e arrivata con il suo comodo. ma non serviva.
Valeria e felice e gia organizza un viaggo per tornare qui
Marcello compete con Cinzia per fare le foto piu belle. Hanno difficolta con i tramonti.
Pippo (cioe io) parla , ma nessuno lo segue nei suoi percorsi mentali.
Emiliano (la guida) e preparatssimo e sa tutto della Namibia e dei suoi animali... turisti compresi.

In effetti ci mancano ancora 2 bestie. Cheetaa, che saebbe il ghepardo e, sopratutto, il teminbile mamba nero il serpente nero e velenoso che terroriza le notti di Pippo. Che ogni sera controlla tra le lenzuola se il rettile si presenti nel modo piu orribile.

Ora accontentiamo Giacomo e faremo un piccolo percorso a piedi verso una valle che sa di monument valley. Incredibie!
Qualcuno spera di incontrare il mamba. Pippo no!

P.S. domani arrivareno Giovanni e Lena.
Atterreranno con un piccolo veivolo su una pista appena visbile nella savana.
Il gruppo sara completo.

(pippo vinci)

giovedì 10 settembre 2009

il deflettore


Chi mi conosce personalmente, sa che ho due passioni: le macchine vecchie (non antiche, vecchie) e i luoghi sguarniti e squallidi, siano essi pubblici (ristoranti, hotel) o privati (abitazioni, terrazze)
Tralasciando momentaneamente la passione per gli ambienti squallidi, per la quale servirebbe l’intervento di un valente e costoso psicanalista, vorrei condurre la vostra attenzione sulla mia passione per le macchine vecchie.

Cominciamo a delimitare il territorio. Per macchine vecchie intendo quelle che erano in voga negli anni ‘70 ‘80 e (inizi) ‘90. Queste macchine avevano 2 caratteristiche peculiari (non optional) la cui importanza si è rivelata nel momento in cui le case automobilistiche le hanno escluse dai nuovi modelli. In sintesi: l'ampia visibilità posteriore ed i deflettori. La prima , dicunt, sostituita dagli specchietti retrovisori, i secondi dall’aria condizionata. Ma non è la stessa cosa.

Prendiamo il deflettore. Per chi non lo sapesse il deflettore (nella foto) era quella porzione anteriore dei vetri delle portiere laterali anteriori. Avevano forma di triangolo rettangolo e potevano aprirsi autonomamente (ruotando su un asse parallelo al cateto verticale) consentendo di forzare aria pura dall’esterno, in una zona limitata e mirata dell’abitacolo.
Se ci pensate bene la mancanza di questa possibilità oggi nelle macchine moderne risulta drammatica in almeno 3 casi :
1 – la zia che siede nel sedile posteriore che non ama il vento sui capelli
2 – l’amico cagionevole che non sopporta l’aria condizionata
3 – il passeggero fumatore in autostrada quando i 150 all’ora sconsigliano di aprire completamente l’intero finestrino.
E' anacronistico, lo so, ma propongo una petizione da inviare alle poche case automobilisioche rimaste, per la reintroduzione del deflettore.
... ed una sottoscrizione onerosa per lo psicanalista.
(pippo vinci)

sabato 5 settembre 2009

portavoce senza voce


Il Ministro degli esteri Frattini ,pur di difendere il suo capo e creatore Silvio Berlusconi afferma delle cose assurde e ridicole. Dice infatti , il buon FF (Franco Frattini), che i portavoce dei Commissari europei non devono parlare. Gli unici che hanno diritto a parlare sarebbero (dice FF) gli stessi Commissari.
Ma caro FF lo sai cosa vuol dire PORTAVOCE?.
Forse in Italia si ha in mente il fu portavoce di Prodi , Sircana, unico portavoce di cui non si è mai sentita la voce!

(pippo vinci)

mercoledì 2 settembre 2009

fermiamoli, per favore!


In una intervista pubblicata su You Tube Licio Gelli, il "capo " della loggia massonica P2 e grande ispiratore delle azioni dell'attuale governo in Italia, propone di sostituire centri di raccolta per gli immigrati con i campi di concentramento. Non ci posso credere!!!!
Sarebbe ora di muoversi prima che sia troppo tardi.
Clicca qui e guarda il video. Dura meno di 2 minuti.

giovedì 27 agosto 2009

oggi si, domani no


Un giorno di settembre del 2008, tutti i giornali economici (e non) hanno cominciato a terrorizzare il mondo dicendo che era iniziata una tremenda crisi economica. Ed era vero!
Ma già dal mese successivo si sprecavano i titoli tranquillizzanti secondo cui la crisi stava per terminare e che già si annunciavano segnali di ripresa. E così per un intero anno.

Un giorno c’è crisi , il giorno dopo la crisi è finita. Ma se state bene attenti questo altalenarsi di crisi e non crisi era (ed è ) solo nelle parole di politici, banchieri, imprenditori ed economisti. Solo dichiarazioni che , presumibilmente, avevano (ed hanno) degli scopi ben precisi. A volte serve spaventare l’opinione pubblica, a volte è necessario incoraggiarla e darle fiducia.

Se ci fate caso chi oggi afferma che il peggio è passato, in quel passato non ha mai ammesso la gravità della crisi. Ed allora perché dovremmo credergli proprio ora?

In effetti quello che ognuno di noi vorrebbe sapere è cosa sta succedendo realmente nelle fabbriche, nei negozi, nelle famiglie. Non c’è bisogno di nessun economista o politico o saccente che filtra la realtà per puri fini speculativi.

Le fabbriche chiudono e non riaprono, i negozi non vendono e licenziano i commessi, le famiglie non vanno più in vacanza e restano in città. Questa è la crisi e non ci venite a raccontare balle!

(pierre lo dico)

domenica 23 agosto 2009

Adnan e Mameli.


Adnan, Asghar, Fort, Islam Swad, Alamin Mia, Faysal Mia, E. Scanu, Rahman, Rajamanthri, Shaikh, Singh, Starost e Zaman.
Questa che avete letto è la formazione che ha vinto l'oro ai campionati europei under 15 di Cricket.
La finale si è svolta ieri 22 agosto a Bologna. E l'inno ascoltato per i campioni era quello di Mameli.
Si di Mameli. Perchè questi nomi sono nomi dei giocatori della nazionale italiana di Cricket under 15. Tutti italiani, figli di immigrati asiatici.
Una grande risultato. Un grande orgoglio ed un calcio in c... all'on Bossi. Anche perchè l'unico giocatore della squadra non figlio di immigrati è Edoardo Scanu. Sardo.....
E un calcio anche nel c... di Borghezio!
(pippo vinci)
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sabato 22 agosto 2009

polli da spennare


I presidenti si rassegnino. I polli da spennare preferiscono il calcio in TV

clicca qui (o sulla foto) e leggi l'articolo di amedeo contino

mercoledì 12 agosto 2009

scarcerate (e condannate) Luigi Campise


di Marco Travaglio
dal sito antefatto.it
12 agosto 2009

Ci siamo arrivati, finalmente: ora abbiamo gli arresti a furor di popolo e a gentile richiesta del ministro della Giustizia. Nell’ambito della progressiva privatizzazione della sicurezza e della giustizia, è bastato che un giornale, Il Corriere della Sera, raccogliesse il comprensibilissimo allarme del padre di una ragazza uccisa due anni fa a Soverato, che Il Giornale titolasse in prima pagina “La giustizia sta dalla parte dell’assassino”, che altri quotidiani strillassero alle “scarcerazioni facili” e che il Guardagingilli Alfano minacciasse di sguinzagliare i suoi ispettori, perché i giudici di Catanzaro rimandassero in galera il presunto assassino (presunto perché, nonostante la sua confessione, non è stato condannato in via definitiva, ma solo in primo grado).

La storia è quella di Barbara Bellorofonte, assassinata – secondo la prima sentenza – dal suo fidanzato Luigi Campise nel febbraio del 2007 in un raptus di gelosia dopo l’ennesima lite.

Questa la successione degli eventi. Reo confesso, Campise viene subito arrestato. Ma due mesi dopo viene rimesso in libertà perché non ricorre nessuna delle tre esigenze cautelari: né pericolo di fuga (si è consegnato ai giudici), né inquinamento delle prove (ha confessato), né ripetizione del reato (non è un serial killer: ce l’aveva solo con la sua ragazza, che ormai è morta). Poche settimane dopo, però, viene di nuovo arrestato per un altro reato: un’estorsione.

Intanto, in tempi relativamente rapidi per la giustizia italiana, prosegue il processo per l’omicidio, che si chiude in primo grado nel dicembre del 2008 con la condanna a 30 anni in primo grado: il massimo della pena col rito abbreviato (il pm aveva chiesto l’ergastolo, ma la scelta del rito alternativo ha imposto ai giudici di applicare lo sconto).

I difensori dell’imputato ricorrono in appello per chiedere una pena più lieve. Dunque Campise è un imputato detenuto in attesa di giudizio definitivo. I giudici decidono di non applicargli una nuova custodia cautelare per l’omicidio perché, dopo la condanna in primo grado, essa può essere giustificata solo col pericolo di fuga. Che non sussiste: sia perché Campise non ha mai tentato di fuggire e ha sempre collaborato, sia perché è già in galera per l’estorsione.

Anche in quel processo il giovane opta per il rito abbreviato e viene condannato ad altri 4 anni e mezzo: condanna non appellata, dunque definitiva e scontata in carcere. Purtroppo però la condanna per estorsione viene vanificata dall’indulto, che abbuona 3 dei 4 anni e mezzo e il mese scorso provoca la scarcerazione di Campise.

Vedendolo gironzolare per Soverato, il padre della povera Barbara scrive scandalizzato al Corriere: “L’assassino di mia figlia è libero”. Nonostante il comprensibile dolore dei famigliari, non c’è nulla di illegale in tutto ciò: secondo la Costituzione, nessuno è colpevole fino a condanna definitiva e, per arrestare qualcuno, occorrono esigenze cautelari che qui non sussistono (in base alla controriforma del 1995, voluta dai politici terrorizzati dalla galera dopo Tangentopoli, il pericolo di fuga dev’essere “concreto”: in pratica, bisogna sorprendere il tizio con la valigia pronta e il biglietto aereo per l’estero in tasca).

Se e quando Campese sarà condannato in via definitiva, dovrà finire in galera e restarci, possibilmente, fino all’ultimo giorno. Prima, no. Ma i giornali, anziché informare correttamente l’opinione pubblica (per farlo, dovrebbero informarsi a loro volta), preferiscono vellicare le fregole dei rondisti ferragostani e tambureggiare sulle “scarcerazioni facili” (che ovviamente non esistono).

Gli house organ di Al Pappone ne approfittano per associare quel che accade a Soverato con l’immancabile “riforma della giustizia” in arrivo in autunno (riforma che, detto per inciso, renderà ancora più lente le procedure della custodia cautelare, visto che sarà disposta non più da un solo gip, ma da un collegio di tre giudici, e ovviamente senza più intercettazioni). Angelino Jolie riesce addirittura a dichiarare che “a volte l’ossequio formale della legge contrasta con il senso profondo di giustizia di ciascuno di noi”. Cioè, ad avviso del ministro dell’Ingiustizia, i giudici non dovrebbero applicare la legge: dovrebbero rivolgersi alla piazza e interrogarla sul suo “senso profondo di giustizia”. Come Pilato dal balcone: chi volete libero, Gesù o Barabba? La risposta della piazza, notoriamente dotata di un senso profondo di giustizia, la conosciamo: Barabba libero e Gesù a morte. Detto, fatto.

Al Fano sguinzaglia gli ispettori, i giudici si prendono paura e, a furor di popolo, rimettono in galera un imputato che fino a qualche giorno fa, secondo gli stessi giudici, non meritava di tornarci. Infatti Campese viene arrestato a casa sua, da dove avrebbe potuto comodamente fuggire durante tutto il can-can politico-mediatico di questi giorni: invece non l’ha fatto, a riprova dell’assenza di qualsiasi pericolo di fuga (unico motivo in base al quale poteva essere riarrestato).

Chiunque abbia a cuore la Giustizia, quella vera, dovrebbe chiedere la scarcerazione immediata di Campese e una condanna rapida in secondo e terzo grado, cosicchè possa finalmente scontare la pena, ma solo quando la legge lo prevede, e non quando lo chiedono i giornali o i politici.

Ultimo particolare: senza l’indulto del 2006, Campise oggi sarebbe ancora in carcere a scontare la pena per l’estorsione, dunque la sua scarcerazione non è stata né facile né difficile: è stata disposta in base a una legge, quella dell’indulto, approvata con i voti del centrosinistra (tranne Idv e Pdci), dell’Udc e del centrodestra (tranne An e Lega). Cioè anche con il voto di Angelino Al Fano. Che gli ispettori non dovrebbe mandarli a Catanzaro, ma a casa propria.

Ce ne sarebbe abbastanza per far insorgere i soliti garantisti un tanto al chilo, i vari Pigi Battista, Galli della Loggia, Panebianco, Sergio Romano, Piero Ostellino. I quali invece tacciono: per loro sono sempre “facili” le scarcerazioni degli imputati comuni. Invece, quando si tratta di un potente, sono "facili" le manette

Marco Travaglio

mercoledì 5 agosto 2009

11/9: il mondo si muove, l'Italia sta ferma



Caro Giulietto,
ho letto, in una tua recente risposta, che sarebbe in preparazione a Parigi (in ottobre?) una giornata sull'11 settembre per rilanciare, a livello mondiale, la richiesta di riapertura delle indagini. Sono molto interessato all'evento tanto che vorrei parteciparvi personalmente. Si possono avere maggiori dettagli?
grazie
Pippo Vinci

*********(risponde giulietto chiesa)
In Europa molte cose si stanno muovendo. L'incontro di Parigi attende ancora una data, ma dovrebbe essere un evento importante per lanciare l'iniziativa Artisti e Attori del Mondo per la riapertura dell'inchiesta sull'11 settembre.
Diversi nomi di rilievo dello spettacolo e del cinema francesi e americani stanno scegliendo di pronunciarsi. Daremo informazone di tutto non appena potremo farlo.

Io sono stato invitato a Londra per partecipare a un incontro con diversi parlamentari britannici. L'incontro dovrebbe tenersi ai primi di novembre. Un altro incontro di giornalisti inglesi e' previsto per la fine di ottobre e anche in quella occasione andro' per presentare "Zero".
Altra iniziativa in programma, per ottobre, riguarda la Germania, dove i gruppi di iniziativa sull'11 si sono recentemente attivati. Piu' cose all'estero, purtroppo, che in Italia. Almeno per ora.
Cari saluti
Giulietto Chiesa
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scrivete a latrazzera@libero.it

domenica 2 agosto 2009

il passante per non passare


Il gigantesco ingorgo (30 km di coda) al passante di Mestre mette ancora una volta in evidenza quanto sia cieco, bieco e truffaldino il modello di sviluppo italiano nel settore dei trasporti.

Il passante, inaugurato poco tempo fa, era stato indicato come soluzione definitiva al problema delle code durante gli esodi ed i controesodi.

Ma così come i mega parcheggi, anche i mega passanti, le mega autostrade i mega ponti, le mega rotonde e così via, non fanno che incoraggiare e stimolare l'uso dell'auto. E mettiamoci pure i contributi per l'acquisto. E ecco i risultati.
La soluzione?
Ovvia: scoraggiare (e non incoraggiare) l'uso dell'auto e dei tir

Aumentare i vantaggi per chi viaggia in treno, in autobus, in taxi e, in genere, per chi opta per il mezzo pubblico o collettivo. Per chi trasporta le merci su mare o su rotaia.
Ma si sa. Il mezzo pubblico non rende ai privati e non non siamo certo comunisti. No ?
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.************
Ma ecco (per essere precisi e per non domenticare) la notizia che lo scorso 9 febbraio 2009 era su tutti i giornali d'Italia:


Sono stati inaugurati , oggi alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, i 32,5 chilometri del Passante di Mestre, opera pubblica iniziata quattro anni fa e finalizzata al decongestionamento dell'attuale tangenziale di Mestre, percorsa fino a ieri da 130 mila veicoli al giorno.

Costato 968 milioni e 400 mila euro, il passante attraversa 15 Comuni congiungendo i due tratti (Brescia-Venezia e Venezia-Trieste) della Serenissima, e rappresenta la prima autostrada completata in Veneto negli ultimi 30 anni.

Pietro Ciucci, presidente dell'ANAS, ha dichiarato: «Il Passante di Mestre un'opera imponente, che è stata realizzata in tempi record per gli standard italiani ed europei, grazie all'eccellente lavoro del commissario Vernizzi e alla collaborazione quotidiana e positiva tra il Ministero delle Infrastrutture, l'Anas, la Regione Veneto e tutti i Comuni e le istituzioni interessate».
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RIDETE, PER FAVORE, RIDETE!
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(pippo vinci)
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giovedì 30 luglio 2009

frasi celebri


Il sonno è un prestito che ci concede la morte per meglio sopportare i dolori della vita

(paolo poli)

domenica 26 luglio 2009

mi tolgono il quiz preferito!


Fa caldo.
Un caldo bestiale.
E io non ne posso più. Di che?
Degli esperti.
Esperti di alimentazione che ci invitano a consumare frutta e verdura in quantità, che ci invitano a bere in abbondanza ...
Ma vi pare normale che uno in estate non beva? L'acqua intendo. Con la bella anguria che c'è, i fagiolini, i pomodori, le melanzane, che ci vuole a consumarne in abbondanza?
Poi ci sono i metereologi.
Il colonnello di turno che ci comunica che "da domani la colonnina di mercurio salirà" "che le città saranno bollenti" eccetera.
A me viene l'ansia, l'ansia da calore.
Che ci posso fare?
E siccome devo stare in casa perché "aumenta il rischio di furti negli appartamenti", "perché bene come a casa mia con il condizionatore acceso non si sta a nessuna parte" che cosa fanno le due televisioni di Stato?
Mi ripropongono le stesse mattonate che sono riuscita ad evitare in inverno, o, peggio, che in inverno ho già visto. Mi tolgono anche il quiz preferito, mi levano gli approfondimenti in prima serata e il sabato trasmettono le commedie sentimentali "made in India".
Rivoglio Totò, le repliche delle commedie di quando ero piccola, le repliche di Canzonissima, eccetera.
Lo so. Fa caldo e io non ne posso più.
Buone vacanze a tutti.
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Stefania
.
scrivi a latrzzera@libero.it

martedì 21 luglio 2009

la luna dei bimbi


Dedicato a chi, come noi, è stato un bambino della scuola elementare proprio in quell'estate là. L'estate del 1969.
Avevo otto anni, essendo nata a gennaio del 1961 e, se la volete sapere tutta, non ero molto interessata alla luna e a tutto ciò che vi accadeva sopra.
Ero una bimbetta abituata a fare giochi "da femmina" e sono certa che l'evento destasse un certo interesse per mio fratello che, sebbene più piccolo, era maschio e avrebbe potuto ambire a fare l'astronauta nel corso della sua vita adulta.
Io, al massimo, potevo fare la maestra e insegnare ai miei alunni ciò che mio fratello vedeva dalla luna.
Frustrante, decisamente frustrante.
Abitavo in provincia di Salerno, a Battipaglia, e fui convinta dai miei genitori e dalla vicina di casa dell'importanza di questo evento. Convincermi non fu un'impresa difficile, perché, abituata com'ero ad orari di sonno e veglia molto rigidi, non mi capacitavo del permesso di stare sveglia fino a così tardi.
Mi ricordo una grande eccitazione, sui pianerottoli le porte aperte e gli scambi di chiacchiere per le scale animatissime, fino a quando ...
Mi sono addormentata e ho visto l'allunaggio tanti anni dopo, durante i vari anniversari, decennali, eccetera.
Che serata. Indimenticabile.

Stefania.

sabato 18 luglio 2009

Lu verbu

... di antonella gullo

Ogni sera, mio padre prima di addormentarsi recita le sue belle preghiere, anche se a messa ci ha sempre jutu ‘nto piccaredda ma trattandosi di un, così come lui ama definirsi, “Cristiano Cattolico Apostolico di Santa Romana Chiesa” preghiere non se fa mancare e quasi ad alta voce, recita: un’avimmaria, un pater nostru, un gloria o patri e tri verbu, si, recita u verbu tri voti, picchi è costretto dalla stessa preghiera, picchì chi lu dici tri voti è scanzatu di tanti guai, ma soprattuttu da mala morti.

Lu verbu sacciu, lu verbu vogghiu diri
Lu verbu chi lassau nostru signuri

continua su la trazzera in terza
.

martedì 14 luglio 2009

svegliamoci




In uno degli ultimi commenti , un amico della Trazzera ha chiesto perchè la trazzera sia ferma da tempo.
E' vero, da un po' di tempo gli aggiornamenti della trazzera sono molto radi ed il motivo è allo stesso tempo semplice e drammatico (esagero).

Nelle prime fasi successiva alla pubblicazione, questo blog ha prosperato grazie anche e sopratutto all'aiuto di m0lti attivissimi amici che, con entusiasmo, inviavano di continuo contibuti (.. intendo articoli e non denaro) con una certa costanza. Tanto che si è deciso di triplicare e poi di quadruplicare le pagine del blog.

Poco a poco, però, i contributi si sono ridotti fino ad esaurirsi completamente.
Non è stato quindi facile, negli ultimi tempi, coprire da solo tutti questi spazi. E lo è ancora meno in un periodo in cui tutti (io compreso) cominciano a prendersi meritate (o immeritate) vacanze.

Ma ciò che appare drammatico è che nessuno pare abbia più voglia di dire qualcosa, di lamentarsi, di farsi sentire, di dare un parere, di gioire o di disperarsi per nulla o per qualcosa. Niente di niente.

Siamo tornati ad esser utenti passivi. Eppure io so che tra di voi ci sono molte persone validissime che potrebbero aiutare tutti noi a non dormire.
Ne incontro tante cui chiedo di aiutare la trazzera. La risposta è sempre : "mi piacerebbe ma non ho tempo!" Ed io non ci credo!

Sarebbe meglio che mi confessassero quanto sono oramai sfiduciati e disarmati di fronte all'impossibilità di potere contribuire a cambiare qualcosa che sia appena al di fuori del loro mondo privato; sarebbe meglio che mi dicessero che oramai si sono arresi e che si occupano solo dei fatti loro (pieno diritto) , della loro famiglia (molto nobile,per carità) , della pizza del sabato (quella fatta bene però), della squadra del cuore (che dà dispiaceri a ripetizione), della rata dell'automobile e così via... scusate lo sfogo...

Chiedo dunque a queste persone di inviare articoli, suggerimenti , foto e tutto quanto possa servire a tenere sveglia l' attenzione di tutti su tutto.

Come sapete la trazzera accoglie ogni genere di sollecitazione senza nascondere o censurare nulla (di lecito, educato e rispettoso verso gli altri).

Potete inviarci anche qualcosa dalle vostre zone di villeggiatura, diari di viaggio, foto o chessoio; basta scrivere, leggere, commentare, riscrivere, ricommentare e così via. In altre parole basta usare la testa, il cuore e il PC.

(pippo vinci)