mercoledì 4 marzo 2015

domenica 1 marzo 2015

Le ombre divergenti sulla Luna

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=GYfMkq_0OaA
Massimo Mazzucco , regista e fotografo di professioe spiega perchè le ombre visibili nelle foto delle missioni Apollo, presentano delle strane anomalie. clicca sulla foto e seguid il video


di Massimo Mazzucco (luococomune.net)

martedì 24 febbraio 2015

Frasi celebri (42)

«Sapete cos'è la storia? Non è la verità, è la storia di qualcuno. Non ha niente a che fare con la verità»

Lloyde England

lunedì 23 febbraio 2015

Birdman, emozioni senza fine

Il 99% di coloro che hanno visto l'ultima fatica di Inarritu, Birdman, è uscito  dalla sala di proiezione estasiato, contento, soddisfatto. Insomma il film è piaciuto ed ha riscosso grande successo di pubblico e di critica (4 Oscar)
Ma perchè?

I commenti a caldo (in pizzeria dopo lo spettacolo) ed a freddo (le critiche sui media) hanno esaltato soprattutto il significato del film (il tentativo di rivalsa artistica di un uomo schizofrenico) , il contenuto (contrasto tra amore e ammirazione), il messaggio (la lotta comunque e contro chiunque), l'ambientazione (il dietro le quinte  di Broadway) eccetera, eccetera.

Noi , pur concordando con le suddette recensioni, pensiamo che la bellezza del film sia tutta nella eccelsa tecnica registica di Inarritu. Il film piace perchè è tecnicamente superbo. Qualunque fosse la trama, la storia o il messaggio, le modalità della sua realizzazione sono la cosa che (forse incosciamente) colpisce di più. Un po' come Blade Runner

Io, per esempio ho scelto, come foto simbolo , quello di una scena dal contenuto inconsistente. Quando Birdman entra in un negozio per acquistare un bottigia di pessimo whiskey, a soli 6 dollari. L'emozione che mi ha dato questa scena vale da sola il prezzo del biglietto. E il bello è che non riesco a spiegarmi il perchè. Ed è questo il bello del cinema. Emozionarti a prescindere dalla trama, dal messaggio , dai contenuti e via dicendo. Noi bistrattati cinefili italiani non possiamo neppure giudicare la recitazione degli attori a causa del doppiaggio. Un ottimo doppiaggio, è vero. Ma questa è un'altra cosa.

Anche la continuità della scena senza uno stacco (tranne per il maledetto ed inopportuno intervallo e tranne che nelle ultime scene in ospedale), non è una cosa nuova, ma in questo film, tale tecnica sorprende di più. Perchè? Non lo so, come non so perchè una colonna sonora in fondo banale se ascoltata fuoi dal contesto, riesca a tenerti in tensione tutto il tempo.Perchè? non lo so! E che dire delle scene per le vie di Brdodway? Luci, frenesia, oppressione del tutto. Scene da brivido. Perchè? non lo so. Ma tutto questo è quello che fa di Birdman un vero capolavoro. Senza un perchè!

amedeo contino


domenica 15 febbraio 2015

Palermo SpaccaNapoli!

 Palermo 3 Napoli 1 (Lazaar, Vazquez, Rigoni)

Un magia, un sogno, un tripudio, un trionfo, una goduria. Santa Rosalia oscura San Gennaro e San Valentino. Il cannolo sgomina la sfogliatella, le panelle si ammuccano la pizza, Giufà si inc...la Pulcinella, Vazquez fa un tunnel a Maradona!

Questi (e altri ancora) erano i possibuli ulteriori titoli di questo post che ci sono balenati in testa, poi abbiamo optato per una titolo più morbido e meno blasfemo. Ma la sostanza è stata questa. Ieri sera davanti ad appena 13.000 tifosi (ma dove sono gli altri?), la squadra di Iachini ha dato lezioni di calcio al Napoli di Benitez (altro titolone pertinente, ma troppo lungo).

Iachini ha sorpreso tutti, ma prorpio tutti mettendo in campo una formazione  inedita e spregiudicata. Rispolvera il tanto criticato duo Terzi, Andelkovic (tra i migliori), inserisce sulla trequarti il micidiale Quaison e Sostituisce Morganella con il più esperto Rispoli.
Ma soprattuto se ne fotte delle beghe di mercato e riesce a tenere calmi e motivati  sia Barreto che Dybala che lo ripagano con prestazioni maiuscole.

E' vero, il primp gol è veuto a un bello e fortunato tiro del concreto Lazaar (paperona di Rafael).Ma certo una squadra come il Napoli, che punta  a disputare la prossima Champions, non dovrebbe temere uno svantaggio iniziale davanti ad una neopromossa priva del suo tredicesimo uomo (il pubblico) 

I forti partenopei avevano oltre 65 muniti di tempo per capovolgere il risultato. E invece gli azzurri del piatuso Benitez sono definitavamente affogati travolti dallo tsunami rosanero che ha presidiato con autorevolezza ogni zolla del prato del Barbera, ripartendo con azioni fulminee, precise e micidiali. Non è facile dire chi sia stato il migliore in campo. E non estiste il peggiore. Tutti hanno dato il massimo e si sono sacrificati come non si era visto nella recente (ma da ieri del tutto dimenticata) disfatta del Meazza.

Ora si va a Roma a sfidare un'altra pretendente al 3° posto. Una Lazio scossa dalle telefonate simil-mafiose del suo Presidente (e c'è chi ancora si lamenta del nostro!!).

le pagelle della Trazzera
Sorrentino 9 - Rispoli 9 - Terzi 9 - Andelkovic 9 - Lazaar 9 - Bolzoni 9 - Rigoni 9 -Quaison 9 - Vazquez 9 - Dybala 9 . Barreto 9 - Belotti e Chochev s.v.

Iachini 10

mercoledì 11 febbraio 2015

accadde oggi: 11 febbraio


Nel corso della storia del mondo la data dell'11 febbraio  è diventata una data particolarmente importante per la chiesa cattolica: ecco tre fatti storici accaduti in questa data

11 febbraio 1858: (presunta) prima apparizione della Madonna a Bernadette Soubirous a Lourdes

11 febbraio 1929 : Lo Stato italiano e la Chiesa cattolica firmano il Concordato definito poi Patti Lateranensi

11 febbraio 2003 : si dimette papa Bendetto XVI. E' la 7^ dimissione  certa di un papa  nella storia della Chiesa

domenica 8 febbraio 2015

Il Mistero di Ettore Majorana

Ettore Majorana
di Calipep Quinoa

        Ettore Majorana è sempre stato un mistero. L'ultima volta fu visto imbarcarsi nella nave Palermo Napoli nell'anno 1938 e poi non se ne ebbe più notizia.

  La scomparsa del fisico
         Prima di scomparire prelevò tutti i suoi soldi dalla banca e lasciò una lettera preannunciando la sua scomparsa. Era un tipo introverso. Sulla sua scomparsa si fecero varie ipotesi. Dal suicidio al ritiro in un convento alla partenza per il Sud America.  Si fecero varie ed approfondite ricerche. Perfino Mussolini si interessò alla questione ed interessò i migliori "detectives".
         Ma niente.

         Genio paragonato ad Einstein ed  a Newton, scoprì leggi riguardanti gli atomi che forse stanno alla base della sua scomparsa.  Si ipotizza infatti che pensando alla terribile potenza e pericolosità dell'energia atomica "levò mano" alle sue ricerche.   Una volta nell'autobus scoprì e scrisse una formula riguardante gli atomi su una scatola di sigarette vuota che poi  (come aveva   fatto in passato spesso) buttava per terra.

         Tale scatola fu recuperata da qualcuno e la formula fu dimostrata decine di anni dopo.
il raffronto tra Majoraa e Bini: sono la stessa persona?
         Di alcuni giorni fa la notizia che la procura di Roma, che aveva aperto un'indagine nell'anno 2011 per la sua scomparsa,   è giunta alla conclusione che Ettore Majorana nel periodo 1955- 1959 era vivo e si trovava in Venezuela nella città di Valencia. In una foto scattata nel 1955 in tale città ,Majorana, conosciuto con il cognome di Bini, appare con un certo Francesco Fasani,   meccanico emigrato italiano, subito dopo avere ricevuto un prestito.   L'esame della foto ha evidenziato la perfetta compatibilità dei tratti somatici dell'uomo della foto con quelli del padre di Majorana ( fronte, zigomi, naso , mento ed orecchio).
annuncio sul Corriere della Sera

         A conferma di ciò, il ritrovamento di una cartolina di Quirino Majorana, zio di Ettore ed anche lui fisico di fama mondiale, con cui    Ettore aveva un  frequente rapporto epistolare, scritta nel 1920 ad un americano ( tale Conklin) e trovata dallo stesso Fasani nella vettura   di Bini- Majorana.
       La testimonianza di Francesco Fasani, morto di recente, avvalora tale tesi perché  lo stesso pur privo di conoscenze di natura   psichiatrica, fornisce anche sotto il profilo caratteriale e comportamentale un' ulteriore prova dell'identità tra il Bini ed Ettore  Majorana.
       La procura di Roma è arrivata a tale conclusione ed ha chiesto l'archiviazione del fascicolo non potendo stabilire che fine abbia fatto Ettore Majorana dopo il 1959.

Calipep Quinoa

mercoledì 4 febbraio 2015

il piota giordano bruciato vivo!

il pilota giordano bruciato "vivo"
Orrore  in Occidente per l'orribile morte del pilota giordano bruciato  vivo dai militanti dell'Isis.Ok è agghiacciante  e deprecabile .

Ma quando gli americani lanciavano le bombe al Napalm sulla giungla vietnamita, o quando gli stessi americani lanciavano ordigni al fosforo bianco a Falluja, i bambini e i civili, li bruciavano morti?

Effetti del Napalm  USA in Vietnam
Con questo non vogliamo certi giustificare gli orrori commessu dall'Isis,  da Al Quaeda o da chi per loro, ma solo far notare come la indignazione venga pilotata in funzione dealla natura del carnefice. Gli orrori commessi dagli occidentali, sono effetti collaterali di guerre giuste o preventive o inevitabili o provocate o di liberazione ecc. Gli orrori dei  nemici (ieri i comunisti oggi gli islamici) sono crudeltà nuda, cruda, ingiustificata.  Ma tutte le crudeltà sono nude, crude e ingiustificate


Effetti del fosforo bianco a Falluja -

domenica 1 febbraio 2015

Il Palermo vince, convince e sogna


il gol di Dybala
Palermo 2 Verona 1-una vittoria strameritata e convincente. Il palermo ora sogna l'Europa; Ma a noi, per ora importa solo vedere questa squadra giocare bene e vincere. Non posticipiamo le nostre gioie, godiamoci ora questo splendido giocattolo costruito da Zamparini e Jachini. leggi tutto

sabato 31 gennaio 2015

in bocca ai lupi, Sergio!

Sergio Mattarella è il nostro nuovo Presidente della Repubblica

venerdì 30 gennaio 2015

Mosca: il generale Ingorgo

di nicola lombardozzi

Mosca. E non dimenticatevi un buon libro. Se vi preparate ad andare in giro per Mosca in auto, è assolutamente

fondamentale. Perché appena finirete nell’ingorgo, e state tranquilli che ci finirete, il tempo si fermerà all’improvviso e non avrete scampo. leggi tutto


martedì 27 gennaio 2015

E' morto Demis Roussos

https://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=qIAx7KsK584&x-yt-ts=1421914688&x-yt-cl=84503534
Roussos ai tempi degli Aphrodite's child
All'età di 69 anni è morto  ad Atene  Demis Roussos il cantante greco ex voce degli Aphhrodite's Child. In questo video Demis, giovanissimo e senza barba, canta un pezzo in italiano. Lo riconoscerete dalla sua bella e particolare voce. cliccate sull'immagine e partirà il video tratto da You Tube

domenica 25 gennaio 2015

il Palermo vince , ma fa solo 1 punto

la palla batte sotto la traversa ed entra in rete
Sampdoria . Palermo 1 a 1 (Vazquez)

Dopo il furto dell'andata (pareggio della samp al 90°), arriva la rapina del  ritorno. Il Palermo a Marassi, dopo avere sofferto per 45 minuti e sotto di un gol, ritorna in campo e domina i blucerchiati. Pareggia con quel mostro  di bravura  che è  Vazquez e segna il gol della vittoria con Morganella. Ma l'arbitro di linea (in posizione ideale per vedere il gol) non vede la palla dentro (di mezzo metro)  e il risultato non cambia. Rimane un' ottima classifica con un 8° posto davanti alle nobili decadute Inter e Milan. leggi tutto

Le Shoah dimenticate: zingari, omosessuali, Testimoni di Geova

.
Era il 2 agosto 1944, ad Auschwitz 3000 Rom vengono condotti nelle camere a gas e uccisi. Ed è proprio il 2 agosto di ogni anno che ricorre il giorno della memoria per l'eccidio nazista della etnia zingara. Ma pochi lo sanno e nessuno lo riporta alla memoria.

La furia violenta del nazismo si scagliò non solo contro gli ebrei, ma anche contro: i tedeschi dissidenti (dall’apertura del campo di Dachau, 1933); gli zingari (discriminati già nel 1935 e deportati dal 1939); i Testimoni di Geova (perseguitati nel 1933 e internati dal 1935); i prigionieri di guerra (dall’inizio del 1939); i partigiani (dal momento in cui venivano annessi nuovi territori al Reich); gli omosessuali (incarcerati e condannati dal 1934); i portatori di handicap (sterilizzati dal 1933; nel 1939 i primi a essere gassati in apposite “case di cura” o su camion destinati alla gassazione, in base al Programma Eutanasia);

Bisogna però ricordare che, mentre ebrei e zingari furono vittime dello sterminio sistematico di interi gruppi familiari, colpevoli solo di esistere, tutti gli altri vennero perseguitati perché avversari del regime al potere o non adatti al nuovo ideale nazista di “uomo tedesco”. Questa differenza si rispecchiava anche nelle diverse tipologie di campi creati dai nazisti per i propri nemici
Un triangolo nero con il vertice capovolto, a volte affiancato dalla lettera z, che stava per zigeuner, "zingari". Questo era il segno che individuava i rom nello Zigeunerlager, ovvero il campo degli zingari. Un marchio che, come la stella gialla per gli ebrei, rappresentava l’appartenenza ad una razza pericolosa, una minaccia per la sublime razza ariana.

I nazisti, nella loro ossessiva ricerca della perfezione, avevano individuato teoricamente il gene che determinava l’istinto al nomadismo: il wandertrieb. Pertanto lo zingaro era considerato ladro, truffatore, assassino e nomade per cause genetiche. In questo modo, a distanza di mezzo secolo, erano state riportate in vita con maggior vigore e con l’avallo di una scienza fantasiosa le teorie lombrosiane, nelle quali si sosteneva che lo zingaro aveva un istinto ladresco. Insomma lo zingaro era predeterminato, nasceva ladro e delinquente e la logica conseguenza era l’incorreggibilità del suo comportamento.

Numerosi documenti testimoniano la loro presenza nei lager di Dachau, Lachenback, Majdanek, Mauthausen, Buchenwald, Natzweilera, Ravensbruck, Treblinka e ancora a Sobibor, Belzec, Gross-Rosen, Gusen, Theresienstadt. Però la documentazione più cospicua sulla deportazione degli zingari riguarda Auschwitz. Nel campo di sterminio, per un certo periodo, ci fu una sezione appositamente riservata alle famiglie zingare, anche se la presenza dei rom sarebbe documentata prima della costruzione di un apposito campo per loro.

Lo Zigeunerlager entrò in funzione alla fine del febbraio 1943 e cessò di esistere ai primi di agosto del 1944, quando tutti coloro che vi erano, fino a quel momento, sopravvissuti, vennero condotti nelle camere a gas. Il primo trasporto vi giunse il 26 febbraio 1943.

A partire dai primi di marzo dello stesso anno vennero regolarmente registrati trasporti di zingari dai territori occupati, tanto che in breve tempo risultò superato il limite della capienza: 10mila persone.
Gli zingari vennero assimilati, dunque, agli ebrei nella teoria razziale e di conseguenza anche al trattamento: deportazione e soluzione finale. Gli storici parlano di 500 -750 mila rom morti nei campi di sterminio.


Ma se sul genocidio del popolo ebraico grava il pericolo costante del revisionismo storico, sul genocidio degli zingari grava il pericolo dell’oblio, della dimenticanza più totale. Nei vari processi ai nazisti responsabili di crimini contro l’umanità non si è quasi mai affrontato il problema del loro sterminio.


******

(da leggere : Zigeuner. Lo sterminio dimenticato di Boursier Giovanna; Converso Massimo; Iacomini Fabio - editrice Sinnos collana Dati - anno 1998 / pag 92

domenica 18 gennaio 2015

Un punto facile contro una piccola Roma


Palermo Roma 1 a 1 (Dybala)
Sorrentino ha  17 metri vuoti davanti a lui
Brutta partita per un risultato che non accontenta nessuno. Non la Roma che vede fuggire la Juventus, non il Palermo che , andato in vantaggio con il solito numeo Vazquez-Dybala, ha fallito altre due occasioni da gol e si è visto raggiungere dall'unico tiro in porta della Roma- leggi tutto
amedeo contino

martedì 13 gennaio 2015

Makarov, la pistola che venne dal freddo

di Nicola Lombardozzi 

Quando in un racconto compare una pistola, questa prima o poi dovrà sparare. Anton Cechov, che non amava i fronzoli inutili in letteratura, usava questa immagine per invitare a una narrazione asciutta, senza particolari ininfluenti. E la userebbe certamente in questi giorni per mettere in guardia i cantori di un mito sinistro che celebrano l'addio delle forze armate russe alla Makarova o pistola Makarov, «simbolo di un'epoca», raccontata con una vena nostalgica degna di oggetti meno letali. Intellettuali e cronisti, alcuni perfino di animo pacifista, si perdono nei loro ricordi evocando esperienze personali, i film e i libri dell'infanzia, raccontando della Makarova come fosse l' automobile del nonno o la crostata casalinga negli stenti del dopoguerra. leggi tutto

nicola lombardozzi 
Copyright Repubblica.it 2012

lunedì 12 gennaio 2015

Le missioni Apollo sono false: ecco una originale e decisiva prova

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=NG7pjLZPeKY
la foto di un astronauta di una missione Apollo
Massimo Mazzucco, regista e fotografo professionista. ci spiega  perchè le foto sulle missioni Apollo non sono state scattate sulla superficie lunare.

Clicca sull'immagine e segui il filmato

domenica 14 dicembre 2014

il rapporto sulle torture della CIA conferma che...

".....A seguito della pubblicazione degli estratti del rapporto, sembra che tutte le prove citate nella relazione della Commissione presidenziale d'inchiesta sugli attacchi dell'11 settembre e che collegano i suddetti attacchi ad al-Qa'ida, siano false.

Ad oggi non esiste più un solo indizio per attribuire gli attacchi dell'11 settembre ad al-Qa'ida o a qualsiasi altra organizzazione al di fuori degli Stati Uniti: non esiste alcuna prova che le 19 persone accusate di essere i pirati dell'aria si trovassero quel giorno su uno dei quattro aerei e che le testimonianze degli ex appartenenti ad al-Qa'ida, che rivendicavano gli attacchi, siano autentiche". leggi tutto

thierry meyssan 

Frasi celebri ( 41)

"Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone oppresse e amare quelle che opprimono.” - Malcom X.

giovedì 11 dicembre 2014

un viaggio a Mosca

Un pub a Mosca presso "Gli Stagni del Patriarca"  (Патриаршие пруды)

Un viaggio di immagini, foto e caricature scaturite dalla mente sconclusionata di un viaggiatore di passaggio nella fredda capitale dell'ex impero sovietico. 

Comunismo, anticomunismo, ricordi, amicizie , affetti ed un omaggio al grande Palermo in questo folle e suggestivo montaggio. la colonna sonora , Ostrov 2, di  Andrej Makarevich è eseguita da Aleksej Teknenko simpatico interprete e collaboratore del corrispondente di Repubblica a Mosca, Nicola Lombardozzi. 

Teknenko appare nella 3^ immagine della sequenza video, Lombardozzi nella 2^ entrambi sul posto di lavoro, la redazione moscovita del quotidiano italiano.- (clicca sull'immagine e goditi il video).

martedì 9 dicembre 2014

come fare un ottimo pane per chi non tollera il glutine

La nipote  con il pane dello Zio
Pochi mesi fa mia nipote (29 anni) ha scoperto di essere intollerante al glutine. Per fortuna questi sfortunati hanno oggi a disposizione molti negozi che vendono prodotti gluten free. Costano molto, per ora, ma ci sono. Insomma non è un gran problema se non per la tasca. Basta abituarsi  e fare un po' di attenzione.
Mia nipote, però, non era soddisfatta di un prodotto che per noi italiani, a tavola, significa tanto se non tutto: il pane. A parte il prezzo , anche il sapore del pane senza glutine che si trova in commercio, non la soddisfaceva. Da quel momento ho cominciato a cercare sul mercato della buona farina,  per fare questo pane. E gira e rigira, ho trovato quella giusta: "Miscela Pane Sacchi"  (amido di mais, farina di riso, fecola di patate).
il panetto pronto per la 1^ lievitazione

Ed ecco come ho realizzato un pane per chi non tollera il glutine che piace anche a chi questo problema non ce l'ha. Oltre alla farina giusta, il trucco sta nella doppia lievitazione.Vi spiego il procedimento.

ricetta
1^ lievitazione
ingredienti
 -un bicchiere di acqua tiepida
- un cucchiaino circa di lievito di birra in polvere
- 150-200 gr di farina senza glutine .
- un cucchiaino (da te) di zucchero

procedimento
si mette in un terrina un bicchiere di acqua  tiepida e vi si scioglie il lievito di birra. Dopo averlo fatto sciogliere, si comincia a metterci dentro (poco alla volta) la farina e la si amalgama  usando o un cucchiaio di legno o i guanti monouso. La farina per celiaci, infatti, rende l'impasto molto colloso e appiccicoso e difficile da lavorare a mani nude.

 Quando l'impasto è ancora abbastanza fluido , si aggiunge lo zucchero. Si continua  a mescolare con energia (per inglobare l'aria che è importante per la lievitazione) e ad aggiungere farina, cucchiaio dopo cucchiaio, fino a che l'mpasto non si si stacchi dalle pareti della terrina e diventi un panetto morbito e liscio.
Il panetto, a questo punto,  si lascia nella terrina coperto da un panno umido e lo si lascia lievitare per 20-24 ore in ambiente riparato. Anche dentro il forno spento.
questa è la prima lievitazione.


2^ lievitazione e infornata

ingredienti

- 500 - 550 cc di di acqua tiepida
- 5-6  grammi di lievito di birra in polvere
- 800 - 850 gr di farina senza glutine
- mezzo cucchiaio raso di sale
- una tazzina di caffè di olio extravergine di oliva
- rosmarino abbondante
n.b. le dosi di acqua e farina sono indicative e andranno modulate con abilità man mano che si aggiunge farina all'impasto
procedimento
Terminata la 1^ fase si prende di lievito e lo scioglie nell'acqua tiepida. Vi si aggiunge il panetto già lievitato. Quindi si ricomincia  a lavorare (sempre con guanti monouso e/o cucchiaio di legno) fino a quando non si sciolga tutto il panetto lievitato. A questo punto si  inizia ad aggiungere la farina cucchiaio dopo cucchiaio fecendo attenzione a non aggiungerne fino a quando non si siano già dissolti  i fastidiosi grumetti che si formano.
il pane di Laura
Quando la farina aggiunta è circa la meta del totale si mette nel miscugluo l'olio, il sale ed una parte del rosmarino. Si continua a mesolare ed impastare con energia aggiungendo, se necessario altra farina.
Quando il panetto si stacca dalle pareti ed  appare omogeneo, liscio e ancora morbido, si modella nella forma che si desidera. Io lo modello come lo si vede in foto. Quindi lo si pone a riposare per altre 4 o 5 ore per la seconda lievitazione.

Terminata la quale  il panotto ha raggiunto dimensioni più che doppie di quelle che aveva 4 ore prima ed è pronto per essere infornato; si pone quindiquesto panotto nella teglia ,lo si bagna leggermente in superficie per fargli aderire altro rosmarino tritato; si praticano dei tagli superficiali a mo' di scacchiera   e si mette nel forno (a gas) già acceso e caldo al punto giusto .

Nel forno si pone anche una scodella di metallo con dell'acqua, che ha lo scopo di  rendere più morbida la crosta.
Se la foma è quella che vedete nelle foto , la cottura dura cira 50- 60 minuti  di cui i primi 30 a 220 gradi , il resto a 180-190 gradi.
Ricordate di non aprite per alcun motivo il forno prima che siano trascorsi di 30-35 minuti dall'inizio della cottura.

Per verificare la cottura infilzate il pane con un coltello, la lama deve uscire ben asciutta. ed ecco , in foto il risultato dell'esperimento. Buon appetito.... proprio a tutti!

pippo vinci

p.s appena mia nipote ha assaggiato il Pane dello Zio Pippo è rimasta incantata ed estasiata. Mai aveva mangiato un pane gluten-free, così buono. E se lo nasconde per evitare che i suoi amici sani glielo rubino.

p.p.s. dopo 7 giorni di questo pane Laura ha ricominciato a "rompere". Lo vuole con meno mollica, a forma di toscanino, con più sale, con olio non aromatizzato e con la crosta più dura.

p.p.p.s.: sono schiavo di mia nipote. Aiutatemi!!!!

sabato 15 novembre 2014

Mons Romero lasciato solo da Papa Wojtyla!

L'assassinio di Romero il 24 marzo 1980, mentre celebrava la S Messa
La vicenda di Oscar Romero

di Giovanni Franzoni*

È in atto il tentativo – così a me sembra, leggendo i più recenti libri su monsignor Oscar Romero scritti da persone «sensibili» ai desiderata della curia romana – di descrivere come idilliaci i rapporti tra l’arcivescovo di San Salvador e il papa. Credo che tale descrizione non corrisponda alla realtà, e che, al contrario, essa sottenda il forte desiderio di proporre, sulla vicenda, un Wojtyła «comprensivo» che non è esistito.

Varie testimonianze, tutte basate su affermazioni di monsignor Romero, concordano nel dire che il papa accolse con freddezza Romero quando (1979) a Roma lo ricevette in udienza. In proposito posso portare anche un’esperienza personale.

Nel febbraio 1989 ho incontrato a Managua una religiosa – suor Vigil – che lavorava presso il Centro ecumenico Valdivieso. Ella mi confermò di aver incontrato a Madrid monsignor Romero di ritorno da Roma (siamo sempre nella primavera del 1979) e di averlo trovato «costernato» per la freddezza con cui il papa, durante l’udienza, aveva valutato l’ampia documentazione, da lui stesso fatta pervenire in Vaticano, circa la violazione dei diritti umani e della vita di quanti si erano opposti, anche fra i suoi diretti collaboratori, all’oppressione esercitata dal governo salvadoregno sulla popolazione. Oscar Romero avrebbe ricevuto dal papa una secca esortazione ad andar «più d’accordo» con il governo.
D'Aubuisson il mandente dell'omicidio del vescovo

A commento di quell’udienza – mi riferì ancora suor Vigil – Romero disse alla religiosa: «Non mi sono mai sentito così solo come a Roma».

Il «clima» di quella famosa udienza non appare nella sua drammaticità dal diario di Romero, che di essa pure fa cenno. Ma trarre da tale silenzio prova per smentire la successiva, e ben più realistica, «confessione» dell’arcivescovo, mi sembrerebbe un’operazione apologetica per salvare Wojtyła. È evidente, infatti, che nella difficilissima situazione in cui si trovava, Romero «non poteva» condannarsi da solo, dicendo che il papa lo aveva rimproverato di «fare politica». Tanto meno poteva dirlo dal pulpito della cattedrale del Salvador. E, tuttavia, perché la verità si sapesse, e quasi a futura memoria, agli amici più intimi raccontò quanto disse anche a suor Vigil.

Al di là della vicenda dell’udienza, è un fatto che Wojtyła non fece gesti pubblici e inequivocabili per mostrare di essere dalla parte di Romero, e di sostenerlo. Del resto, se avesse voluto dire al mondo, con un gesto riconoscibile anche dai più umili, di essere dalla parte di Romero, Wojtyła lo avrebbe pur potuto creare cardinale nel suo primo concistoro (giugno 1979). Il che non fece.

Del resto, in oltre 26 anni di pontificato – e, cioè, sia prima che dopo la caduta del Muro di Berlino – Wojtyła ha mostrato, mi pare, un’incapacità radicale di cogliere la sensibilità di quei milioni di persone che vedevano in Romero un martire della giustizia, e la fondatezza pastorale ed evangelica di quei cristiani – religiose, preti, vescovi, laici, uomini e donne – che si ispiravano alla Teologia della liberazione. Una teologia con la quale, agli inizi, lo stesso Romero riteneva di non essere in sintonia, e della quale poi finì per incarnare in modo esemplare lo spirito.

Nessun vescovo dell’America Latina apertamente schierato con la Teologia della liberazione è stato creato cardinale da Wojtyła: non che essi cercassero tale onore, ma, nell’attuale sistema ecclesiastico, sarebbe pur stato importante che il papa mostrasse apertamente la sua stima dando all’uno o all’altro la porpora. Non solo: ma Wojtyła ha portato nella curia romana prelati latinoamericani apertamente ostili a Romero, accaniti avversari della Teologia della liberazione e, anche, talora, non troppo coperti amici di dittatori.

Se, in tutte queste vicende, Wojtyła si sia segnalato per la virtù della prudenza è tema che, ritengo, meriti approfondita riflessione. Molti dubbi, comunque, sono leciti. In particolare, non vi sono segni che egli si sia chinato per cercare di capire una «pastorale» e una «teologia» diversissime dalle sue.

leggi tutto (da Micro Mega)

*Giovanni Franzoni
 già abate di San Paolo fuori le Mura (nella cui veste – equiparata a quella di vescovo – ha partecipato al Concilio Vaticano II), è stato convocato agli inizi del 2007 dalla Postulazione per la causa dei santi per portare la sua testimonianza nel processo di beatificazione di Karol Wojtyła. Il ritratto del pontefice che emerge dalla sua deposizione giurata, che qui riproduciamo fedelmente, è assai distante dall’iconografia ufficiale.

martedì 11 novembre 2014

Accadde oggi: 2004 muore Arafat

11 novembre 2004, muore Yasser Arafat . Dopo 10 anni sono in molti a credere che il presidete dell' ANP e premio Nobel per la pace nel 1994,  sia Stato assassinato con il veleno.

lunedì 10 novembre 2014

ritorno a l'Avana

Chi ha sessant'anni ed ha Cuba nel cuore non può non vedere questo film. Un film che si svolge tutto su una sgummata terrazza sul Malecon (lungomare) dell'Avana.

E sulla terrazza cinque ultrasessantenni  che parlano del loro passato, dei sogni infranti dei post rivoluzionari e di tante altre cose che provocano sensazioni presumibilmente diverse in funzione della storia personale di ogni spettatore.

           Ma non voglio fare la critica al film o tantomeno  al regime castrista. Ognuno ha la sua opinione  e credo che il film la rafforzi (qualunque essa sia). No, voglio solo accennare alla presenza, nel film, di un personaggio che, per molti, è  inatteso: ... una bottiglia di Coca Cola. E tutti si chedono se la Coca Cola a Cuba esiste o se quella bottiglia sia stata importata clandestinamente  da uno dei personaggi che , per il suo lavoro , gira il mondo. E invece no. La Coca Cola a Cuba esiste. Ed esiste perchè non viene importata direttamente dagli USA, causa embargo, ma dal Messico. Anche se a guadagnaci è sempre la casa di Atlanta.  Ma che embargo è?




giovedì 23 ottobre 2014

razionalità, saggezza e conoscenza dei fatti: ecco chi è il "complottista"


Studi scientifici: i complottisti sono più sani di mente - See more at: http://guardforangels.altervista.org/blog/studi-scientifici-i-complottisti-sani-mente/#sthash.UpNSmPQH.dpuf

L'assassnio dei fratelli Kennedy

 Studi scientifici: i complottisti sono più sani di mente 
tratto dal sito  Guard for Angel

Studi scientifici: i complottisti sono più sani di mente - See more at: http://guardforangels.altervista.org/blog/studi-scientifici-i-complottisti-sani-mente/#sthash.UpNSmPQH.dpuf
           Recenti studi scientifici realizzati da psicologi e sociologi statunitensi e britannici hanno chiarito che, al contrario di quanto tradizionalmente affermato dagli stereotipi diffusi dalla cultura di massa, le persone etichettate come ‘teorici della cospirazione’ siano più sane ed equilibrate rispetto a chi accetti supinamente le versioni ufficiali dei fatti contestati.

              Lo studio più recente è stato pubblicato lo scorso 8 luglio dagli psicologi Michael J. Wood e Karen M. Douglas dell’Università del Kent (Regno Unito), ed intitolato E l’edificio 7? Studio Psicologico Sociale di Discussione Online sulle Teorie del Complotto sull’11 Settembre. Lo studio ha confrontato numerosi commenti di tipo ‘cospirazionista’ e ‘convenzionalista’ (anti-cospirazione) postati da utenti di siti di notizie online.

La strage di Ustica
           Con grande stupore i ricercatori hanno scoperto che i commenti a supporto della teoria del complotto fossero numericamente maggiori rispetto a quelli che continuano a reputare valide le versioni dei fatti diramate dai media convenzionali. “Dei 2.174 commenti raccolti, 1.459 sono stati catalogati come cospirazionisti e 715 come conventionalisti.” In altri termini, coloro che non credono alle versioni ufficiali di eventi come l’11 Settembre e l’omicidio di JFK sono risultati essere più del doppio rispetto a quelli che credono alle versioni ufficiali. Il che in parole povere significa che il rapporto si è invertito, e che la saggezza convenzionale oggi è espressa dai cosiddetti ‘complottisti’ mentre le persone che non credono alle cospirazioni stanno diventando una sparuta minoranza.

                 Forse anche perché il loro parere ha smesso di essere espressione della  maggioranza, i commentatori anti-cospirazione tendono a tradire una forte rabbia ed ostilità: “Lo studio ha dimostrato che i soggetti che supportano la versione ufficiale dei fatti dell’11 Settembre si esprimano generalmente in modo più ostile nel tentativo di persuadere chi la pensi in modo diverso da loro.”

11 settembre 2001
                        Si è inoltre appurato che gli avversatori delle teorie del complotto, oltre che fortemente ostili siano anche più tendenti al fanatismo. Secondo costoro la versione in base a cui 19 arabi – nessuno dei quali provvisto di adeguate competenze di pilotaggio aereo – sarebbero riusciti a commettere il crimine del secolo sotto la direzione di un dializzato nascosto in una grotta in Afghanistan – sia indiscutibilmente vera. I cosiddetti cospirazionisti – dal canto loro – non pretendono di avere una teoria del tutto esplicativa degli eventi: “Coloro che sostengono che gli attentati dell’11 Settembre siano stati in realtà una cospirazione governativa, non mirano a promuovere una specifica teoria esaustiva, ma solo a smentire la versione ufficiale. “
                         In breve, lo studio scientifico elaborato da Wood e Douglas suggerisce che lo stereotipo negativo del ‘complottista’ – un fanatico ostile che sostiene con piglio ideologico le versioni ipotizzate dalla propria ‘setta’ di appartenenza – in realtà descriva accuratamente le persone che difendono le versioni ufficiali, non quelle che le contestano.

           Lo studio ha anche rilevato come i cosiddetti ‘complottisti’ abbiano una migliore visione d’insieme e discutano il contesto storico (ad esempio la contestualizzazione dell’assassinio di JFK rispetto ai fatti dell’11 Settembre) in misura maggiore degli anti-cospirazionisti. Ed ha verificato che i cosiddetti complottisti non amino sentirsi definire ‘complottisti’ o ‘teorici della cospirazione.’

           Questi risultati sono amplificati nel nuovo libro Conspiracy Theory in America del politologo Lance DeHaven-Smith, pubblicato all’inizio di quest’anno dalla University of Texas Press. Il prof. DeHaven-Smith spiega come mai la gente non gradisca essere definita: ‘complottista.’ L’espressione – infatti – fu coniata ed ampiamente diffusa dalla CIA per diffamare coloro i quali sollevassero dei dubbi sulla versione ufficiale dell’assassinio di JFK!
Apollo 11
            “La campagna della CIA per diffondere l’espressione ‘teoria del complotto’ ebbe l’obiettivo di rendere chi non credesse alle versioni ufficiali oggetto di scherno e ostilità da parte del resto della collettività, e bisogna ammettere – purtroppo – che si sia rivelata una delle iniziative di propaganda di maggior successo di tutti i tempi.”

               In altri termini, coloro i quali usino sotto forma di insulto le espressioni ‘teoria del complotto’ e ‘complottista’ stanno reagendo nel modo preventivato ad una documentata, indiscussa, storicamente reale cospirazione posta in essere dalla CIA per coprire l’assassinio di JFK. Quella campagna, tra l’altro, era completamente illegale, e gli agenti della CIA che vi furono coinvolti erano dei criminali; alla CIA infatti è legalmente proibito di condurre operazioni sul territorio ‘amico’, tuttavia è dimostrato che essa infranga regolarmente il divieto, compiendo operazioni su territorio nazionale che spaziano dalla propaganda agli omicidi.

                DeHaven-Smith spiega anche il motivo per cui coloro che dubitano delle versioni ufficiali di eventi criminali tendano ad analizzare il contesto storico. Nel suo testo fa notare che un gran numero di sinistre cospirazioni che si rivelarono autentiche appaiano fortemente relazionate a molti crimini di stato contro la democrazia non ancora provati. Un esempio evidente è il legame tra gli omicidi di JFK ed il fratello Robert FK, i quali hanno dato via libera a presidenze intenzionate a proseguire la guerra del Vietnam (e a delegare l’emissione della moneta a banche private – n.d.t.). Secondo DeHaven-Smith, è necessario discutere gli “omicidi Kennedy” al plurale, in quanto i due omicidi sembrano essere aspetti di uno stesso grande crimine.

le scie chimiche
                       La psicologa Laurie Manwell della University of Guelph concorda sul fatto che l’etichetta coniata dalla CIA: “teoria della cospirazione” ostacoli le normali funzioni cognitive. In un articolo pubblicato sulla rivista America Behavioral Scientist (2010), asserisce che le persone ‘anti-complottiste’ non siano in grado di ragionare con lucidità su tali apparenti crimini contro la democrazia proprio per effetto della loro incapacità di elaborare informazioni che siano in conflitto con una linea di pensiero che è stata loro inculcata precedentemente.

                  Nello stesso numero di ABS, il professor Steven Hoffman dell’Università di Buffalo aggiunge che gli individui avversi alle teorie cospirative siano soggetti a un forte bias di conferma (v. correlati) – cioè, piuttosto che prendere atto della realtà dei fatti cercano informazioni che confermino le loro convinzioni preesistenti facendo ricorso a meccanismi irrazionali (come l’etichetta di ‘complottista’) per evitare di confrontarsi con informazioni contrastanti.

               L’estrema irrazionalità di chi attacca le ‘teorie della cospirazione’ è stata abilmente esposta anche dai docenti di comunicazione della Boise State University Ginna Husting e Martin Orr. In un articolo del 2007 dal titolo Meccanismi Pericolosi: l’Idea di Complottismo Come Strategia di Esclusione Transpersonale hanno scritto: «Se io ti definisco complottista, mi importa ben poco se tu stia effettivamente dibattendo di una cospirazione realmente esistente o se hai semplicemente sollevato una questione che preferisco non vedere … Attraverso questa etichetta sto strategicamente escludendoti dalla sfera in cui discorsi pubblici e dibattiti generano dei conflitti.”
l'assassinio di Aldo Moro

                    Ma ora, grazie a internet, le persone che mettono in dubbio le versioni ufficiali non sono più escluse dal dibattito pubblico; dopo 44 anni di dominio la campagna ordita dalla CIA per soffocare il dibattito pubblico con la scusa del complottismo è giunta alla frutta. Negli studi accademici, così come nei commenti postati sotto le notizie, le voci che sostengono la possibilità del complotto sono ormai più numerose – e più razionali – di quelle che continuano a supportare le versioni ufficiali.
Per cui c’è poco da meravigliarsi se i cosiddetti ‘anti-complottisti’ appaiano sempre di più come una setta di ostili, paranoici individui manovrabili.

Kevin Barrett

Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito Veterans Today
(la selezione delle foto è stata curata dal blog La Trazzera)


Fonte: anticorpi.info
Tratto da:
veteranstoday.com