giovedì 23 ottobre 2014

razionalità, saggezza e conoscenza dei fatti: ecco chi è il "complottista"


Studi scientifici: i complottisti sono più sani di mente - See more at: http://guardforangels.altervista.org/blog/studi-scientifici-i-complottisti-sani-mente/#sthash.UpNSmPQH.dpuf

L'assassnio dei fratelli Kennedy

 Studi scientifici: i complottisti sono più sani di mente 
tratto dal sito  Guard for Angel

Studi scientifici: i complottisti sono più sani di mente - See more at: http://guardforangels.altervista.org/blog/studi-scientifici-i-complottisti-sani-mente/#sthash.UpNSmPQH.dpuf
           Recenti studi scientifici realizzati da psicologi e sociologi statunitensi e britannici hanno chiarito che, al contrario di quanto tradizionalmente affermato dagli stereotipi diffusi dalla cultura di massa, le persone etichettate come ‘teorici della cospirazione’ siano più sane ed equilibrate rispetto a chi accetti supinamente le versioni ufficiali dei fatti contestati.

              Lo studio più recente è stato pubblicato lo scorso 8 luglio dagli psicologi Michael J. Wood e Karen M. Douglas dell’Università del Kent (Regno Unito), ed intitolato E l’edificio 7? Studio Psicologico Sociale di Discussione Online sulle Teorie del Complotto sull’11 Settembre. Lo studio ha confrontato numerosi commenti di tipo ‘cospirazionista’ e ‘convenzionalista’ (anti-cospirazione) postati da utenti di siti di notizie online.

La strage di Ustica
           Con grande stupore i ricercatori hanno scoperto che i commenti a supporto della teoria del complotto fossero numericamente maggiori rispetto a quelli che continuano a reputare valide le versioni dei fatti diramate dai media convenzionali. “Dei 2.174 commenti raccolti, 1.459 sono stati catalogati come cospirazionisti e 715 come conventionalisti.” In altri termini, coloro che non credono alle versioni ufficiali di eventi come l’11 Settembre e l’omicidio di JFK sono risultati essere più del doppio rispetto a quelli che credono alle versioni ufficiali. Il che in parole povere significa che il rapporto si è invertito, e che la saggezza convenzionale oggi è espressa dai cosiddetti ‘complottisti’ mentre le persone che non credono alle cospirazioni stanno diventando una sparuta minoranza.

                 Forse anche perché il loro parere ha smesso di essere espressione della  maggioranza, i commentatori anti-cospirazione tendono a tradire una forte rabbia ed ostilità: “Lo studio ha dimostrato che i soggetti che supportano la versione ufficiale dei fatti dell’11 Settembre si esprimano generalmente in modo più ostile nel tentativo di persuadere chi la pensi in modo diverso da loro.”

11 settembre 2001
                        Si è inoltre appurato che gli avversatori delle teorie del complotto, oltre che fortemente ostili siano anche più tendenti al fanatismo. Secondo costoro la versione in base a cui 19 arabi – nessuno dei quali provvisto di adeguate competenze di pilotaggio aereo – sarebbero riusciti a commettere il crimine del secolo sotto la direzione di un dializzato nascosto in una grotta in Afghanistan – sia indiscutibilmente vera. I cosiddetti cospirazionisti – dal canto loro – non pretendono di avere una teoria del tutto esplicativa degli eventi: “Coloro che sostengono che gli attentati dell’11 Settembre siano stati in realtà una cospirazione governativa, non mirano a promuovere una specifica teoria esaustiva, ma solo a smentire la versione ufficiale. “
                         In breve, lo studio scientifico elaborato da Wood e Douglas suggerisce che lo stereotipo negativo del ‘complottista’ – un fanatico ostile che sostiene con piglio ideologico le versioni ipotizzate dalla propria ‘setta’ di appartenenza – in realtà descriva accuratamente le persone che difendono le versioni ufficiali, non quelle che le contestano.

           Lo studio ha anche rilevato come i cosiddetti ‘complottisti’ abbiano una migliore visione d’insieme e discutano il contesto storico (ad esempio la contestualizzazione dell’assassinio di JFK rispetto ai fatti dell’11 Settembre) in misura maggiore degli anti-cospirazionisti. Ed ha verificato che i cosiddetti complottisti non amino sentirsi definire ‘complottisti’ o ‘teorici della cospirazione.’

           Questi risultati sono amplificati nel nuovo libro Conspiracy Theory in America del politologo Lance DeHaven-Smith, pubblicato all’inizio di quest’anno dalla University of Texas Press. Il prof. DeHaven-Smith spiega come mai la gente non gradisca essere definita: ‘complottista.’ L’espressione – infatti – fu coniata ed ampiamente diffusa dalla CIA per diffamare coloro i quali sollevassero dei dubbi sulla versione ufficiale dell’assassinio di JFK!
Apollo 11
            “La campagna della CIA per diffondere l’espressione ‘teoria del complotto’ ebbe l’obiettivo di rendere chi non credesse alle versioni ufficiali oggetto di scherno e ostilità da parte del resto della collettività, e bisogna ammettere – purtroppo – che si sia rivelata una delle iniziative di propaganda di maggior successo di tutti i tempi.”

               In altri termini, coloro i quali usino sotto forma di insulto le espressioni ‘teoria del complotto’ e ‘complottista’ stanno reagendo nel modo preventivato ad una documentata, indiscussa, storicamente reale cospirazione posta in essere dalla CIA per coprire l’assassinio di JFK. Quella campagna, tra l’altro, era completamente illegale, e gli agenti della CIA che vi furono coinvolti erano dei criminali; alla CIA infatti è legalmente proibito di condurre operazioni sul territorio ‘amico’, tuttavia è dimostrato che essa infranga regolarmente il divieto, compiendo operazioni su territorio nazionale che spaziano dalla propaganda agli omicidi.

                DeHaven-Smith spiega anche il motivo per cui coloro che dubitano delle versioni ufficiali di eventi criminali tendano ad analizzare il contesto storico. Nel suo testo fa notare che un gran numero di sinistre cospirazioni che si rivelarono autentiche appaiano fortemente relazionate a molti crimini di stato contro la democrazia non ancora provati. Un esempio evidente è il legame tra gli omicidi di JFK ed il fratello Robert FK, i quali hanno dato via libera a presidenze intenzionate a proseguire la guerra del Vietnam (e a delegare l’emissione della moneta a banche private – n.d.t.). Secondo DeHaven-Smith, è necessario discutere gli “omicidi Kennedy” al plurale, in quanto i due omicidi sembrano essere aspetti di uno stesso grande crimine.

le scie chimiche
                       La psicologa Laurie Manwell della University of Guelph concorda sul fatto che l’etichetta coniata dalla CIA: “teoria della cospirazione” ostacoli le normali funzioni cognitive. In un articolo pubblicato sulla rivista America Behavioral Scientist (2010), asserisce che le persone ‘anti-complottiste’ non siano in grado di ragionare con lucidità su tali apparenti crimini contro la democrazia proprio per effetto della loro incapacità di elaborare informazioni che siano in conflitto con una linea di pensiero che è stata loro inculcata precedentemente.

                  Nello stesso numero di ABS, il professor Steven Hoffman dell’Università di Buffalo aggiunge che gli individui avversi alle teorie cospirative siano soggetti a un forte bias di conferma (v. correlati) – cioè, piuttosto che prendere atto della realtà dei fatti cercano informazioni che confermino le loro convinzioni preesistenti facendo ricorso a meccanismi irrazionali (come l’etichetta di ‘complottista’) per evitare di confrontarsi con informazioni contrastanti.

               L’estrema irrazionalità di chi attacca le ‘teorie della cospirazione’ è stata abilmente esposta anche dai docenti di comunicazione della Boise State University Ginna Husting e Martin Orr. In un articolo del 2007 dal titolo Meccanismi Pericolosi: l’Idea di Complottismo Come Strategia di Esclusione Transpersonale hanno scritto: «Se io ti definisco complottista, mi importa ben poco se tu stia effettivamente dibattendo di una cospirazione realmente esistente o se hai semplicemente sollevato una questione che preferisco non vedere … Attraverso questa etichetta sto strategicamente escludendoti dalla sfera in cui discorsi pubblici e dibattiti generano dei conflitti.”
l'assassinio di Aldo Moro

                    Ma ora, grazie a internet, le persone che mettono in dubbio le versioni ufficiali non sono più escluse dal dibattito pubblico; dopo 44 anni di dominio la campagna ordita dalla CIA per soffocare il dibattito pubblico con la scusa del complottismo è giunta alla frutta. Negli studi accademici, così come nei commenti postati sotto le notizie, le voci che sostengono la possibilità del complotto sono ormai più numerose – e più razionali – di quelle che continuano a supportare le versioni ufficiali.
Per cui c’è poco da meravigliarsi se i cosiddetti ‘anti-complottisti’ appaiano sempre di più come una setta di ostili, paranoici individui manovrabili.

Kevin Barrett

Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito Veterans Today
(la selezione delle foto è stata curata dal blog La Trazzera)


Fonte: anticorpi.info
Tratto da:
veteranstoday.com

venerdì 17 ottobre 2014

comprare un libro di 17 euro. Seeembra facile!!!


le premesse
Cosa ci vuole per comprare un libro da 17 euro?
1) conoscere il titolo del libro
2) avere 17 euro
3) andare in una libreria

Questo può farlo un semplice e libero cittadino, ma se l'acquisto deve essere fatto da un Pubblica Amministrazione le cose si complicano in modo esagerato e ridicolo.
la determina (?)

 Inoltre chi deve disporre  dell'acquisto del libro deve avere delle conoscenze giuridiche e burocratiche tali da potersi considerare quantomeno sprecato nel momento in cui queste sue  pesanti e preziose (senza ironia) conoscenze vengono utilizzate dalla PA per... acquistare un libro da 17 euro.
Quella che vedete è una determina (?!???) che la Avvocatura dello Stato di Bologna  ha dovuto partorire solo solo per potere acquistare un libro senza rischiare denunce per peculato o falso ideologico, o abuso d'ufficio  o chissacheccosa! 
Se cliccate sulle immagini e leggete il documento non potete non notare che nelle premesse vengono  citate ben 8 norme (otto) messe lì per potere giustificare questa enorme spesa!!!!

E questo solo per comprare un libro. Vi immaginate quello che si dovrà fare per acquistare un macchinario per la TAC in un ospedale pubblica o per costruire il MOSE a Venezia. O per l'inchiostro delle stampanti di una Procura o di una scuola? Mi sento male solo a pensarci!

pippo vinci

sabato 11 ottobre 2014

una bottiglia di rum da 130 euro



“ Il più bello dei mari è quello che ancora navigheremo”
Nagim Kissnett

Holly
Occhi menta e basilico, il biondo chignon raccolto con sapienza ammicca in cima al collo pelle di luna; le labbra pennellate con esattezza di rosso vermiglio, nel più puro Tiffany style.
L’Editore annaspa, ansima, infine con un rantolo di voce:” Io non ti ho mai vista….…perché?”
Domanda legittima, cui segue l’audacissima –manco iddu pare!- domanda:”Ci sposiamo?”
“Si vittero, s’amarono, si dissero:”Mio Bene, vuoi dividere le mie pene….”
Pene…?!?!
Eros moderno, anziché frecce, Riverino adagia sul tavolo una bottiglia di rum, marca XXX, costo 130 euro - leggi tutto


Guglielmina Gunt

giovedì 9 ottobre 2014

domenica 5 ottobre 2014

dalla pulla alla bionda



,
Se a Palermo qualcuno cita “ ’a trimmutura” non si riferisce certo alla birra che vedete nella foto-

Trimmuura, piuttosto, era una famosa pulla economica che operava nella zona del porto antico di palermo: la Cala

La ragazza, dalle fattezze poco eleganti ed eccitanti, è stata pure immortalata in un bello e pittoresco film di Franco Maresco (quello di cinico TV e Belluscone) dal titolo: Totò che visse due volte. Un filma oggettivamente blasfemo, ma di una enorme forza popolare. Un pugno nell’anima e nello stomaco.

a Trimmutura nel film di Maresco
Tre sere fa, invece, mi sono imbattuto in questa birra, costruita con aromi di fiori di fichidindia, ma , sorpresa sorpresa, prodotta e imbottigliata dal birrificio Math di Firenze.

Il suo ideatore ha sicuramente preso spunto dalla pulla palermitana e, forse, si tratta di un palermitano magari ex cliente della ragazza.

Maresco le ha dedicato un film, Math una birra….. che è buonissima!

Paolo Pintor

domenica 28 settembre 2014

Palermo batte Gerusalemme: 2 resurrezioni a 1

Iirazoqui sul set del Vangelo secondo Matteo
Palermo meglio di Gerusalemme. Si, proprio in questa caotica e sudicia città si è recentemente assistito alla resurrezione di ben 2 Gesù. Mica uno!

Questa estate, sul palco del teatro di Verdura , è stato presentato il musical Jesus Christ Superstar. Ad interpretare il ruolo principale (Gesù Cristo) c'era nientepopodimeno che Ted  Neeley, lo stesso attore che nel 1973 aveva interpretato Gesu nel fortunatissimo film di Norman Jewison. Oggi Neeley ha 70 anni.

Ted Neeley nel 2008
La stessa età di Enrique Irazoqui, l'attore spagnolo  (non professionista) che prestò la sua faccia al Gesu di Pasolini nel film "il Vangelo secondo Matteo", girato tra i Sassi di Matera esattamete 50 anni fa (ossia nel 1964).

Ebbene Irazoqui ieri sera era a Palermo per presentare l'edizione restaurata del film ed una mostra dedicata a Pier Paolo Pasolini.
Irazoqui (antifascista nella Spagna di Franco) ha dichiarato che lui, il film, non lo ha visto mai e mai lo vedrà; ed infatti, finita l'intervista, è scappato via dal palco della stracolma sala De Seta ai Cantieri culturali della Zisa dove l'evento ha avuto luogo.

Alla fine della proiezione Irazoqi sale di nuovo sul palco per rispondere alle domande del regista  Enzo Maresco e a quelle ...... della platea. Ebbene nessun palermitano ha avuto il coraggio di fare una domanda (a parte il sottoscritto). Ed anche gli applausi che sottolineavano i passaggi più interessanti della intervista sono stati freddi, isolati e ridicoli. Direi offensivi!

Ma alla fine della intervista un nutrito nugolo di persone ha circondato il Gesù di Pasolini per tempestarlo di domande, abbracci, sorrisi e selfies.  

palermitani Timidi ? beh diciamo..... timidi, per non aggravare il già pesante giudizio sulla mia città contenuto nell'incipit di questo post!

A questo punto i palermitani, comunque, si aspettano il vero Miracolo. Non c'è due senza tre. Ma ora pretendono quello originale: Gesù Cristo in.. carne ed ossa! E chissà se a LUI avranno il coraggio di fare domande ad alta voce!!

pippo vinci

lunedì 1 settembre 2014

Accadde oggi: morte del Re Sole

1 settembre 1715, muore Luigi XIV soprannominato Re Sole. Il suo regno durò oltre 72 anni. Una durata che lo pone al 9° posto nella classifica dei regni più duraturi di tutti i tempi.








Nome
Stato
Ascesa al trono
Fine del regno
Durata del regno
1
94 anni
2
93 anni
3
10 dicembre 1899
21 agosto 1982
82 anni e 254 giorni
4
11 agosto 1429
2 aprile 1511
81 anni e 234 giorni
5
26 maggio 1480
24 gennaio 1559
78 anni e 243 giorni
6
78 anni
7
17 marzo 1723
28 giugno 1800
77 anni e 103 giorni
8
75 anni
9
14 maggio 1643
1º settembre 1715
72 anni e 110 giorni
10
71 anni