lunedì 27 maggio 2013

Amministrative 2013



Io credo che sia successo questo:
1. il M5S è stato punito per l'occasione persa quando non si è voluto alleare con il PD avendo in pugno l'Italia e soprattutto avendo la possibilità di annullare per sempre berlusconi. Forse il PD ha fatto solo scena, ma gli elettori hanno letto così la vicenda

2. PDL: ennesima dimostrazione che senza B. in campo il PDL quasi non esiste

3. il PD è l'unico vero partito organzzato e quindi anche se fa minchiate, ha uno zoccolo duro sotto cui non scende.

Considerato però che in parlamento i grillini rimangono una forza rilevante, ritengo che Grillo e Casaleggio debbano rivedere un po' la loro strategia. Gli italiani alternatvi a PD e PDL non sono fidelizzati con nessun partito e nessun movimento e basta un errore per farli scappare. E' successo alla sinistra radicale, è successo all'Italia dei valori , è successo ai verdi, sta per succedere ai grillini. Ma questa volta c'è la possibilità di rimediare!

pippo vinci

venerdì 24 maggio 2013

Il furto del millennio.. scorso

La Gioconda di Leonardo da Vinci, ovvero Monna Lisa, è considerato il quadro più famoso e , forse, più prezioso dell'intera storia dell'arte. Come si sa il quadro è conservato presso il Museo Louvre di Parigi. Pochi sanno,però, che il quadro fu rubato nel 1911 da un falegname italiano, Vincenzo Peruggia (foto a sinistra) , che lo tenne in ottime condizioni nella sua modesta ed umida dimora parigina per ben 2 anni.
Il furto avvenne la mattina del 21 agosto 1911. Di lunedì. E il lunedì era , a quei tempi, un giorno di chiusura al pubblico del museo, giorno dedicato alle manutenzioni.

Peruggia, che aveva lavorato nella pinacoteca parigina come falegname, entra indisturbato nei locali del Louvre alle 7 del mattino e, senza alcun problema, si dirige verso il Salon Carrè dove si trovava il dipinto, lo stacca dalla parete, ne toglie vetro e cornice, avvolgendo  poi la preziosa tavoletta di legno di pioppo  in un panno. Poi esce indisturbato attraverso una normale porta di accesso.

Le indagini che seguirono portarono pure a sospettare del furto due importanti artisti come il poeta Apollinaire ed il giovane pittore Pablo Picasso in quanto, in qualche modo, coinvolti qualche tempo prima in piccoli furtarelli di statuette proprio del Louvre. Ma la polizia francese vagava nel buio e mai avrebbe ritrovato il prezioso dipinto. Nessun  indizio orientava i sospetti verso il modesto artigiano di Dumenza (Varese).

Solo 2 anni dopo il clamoroso furto, il Peruggia compie la mossa che lo tradisce: offre il quadro ad un gallerista italiano che convoca in un albergo di Milano anche il direttore del museo degli Uffizi di Firenze. Peruggia arriva con il quadro e viene immediatamente arrestato dai carabinieri.

Il quadro rimase per qualche tempo in Italia esposto agli Uffizi di Firenze ed alla galleria Borghese di Roma. Poi torna trionfalmente in Francia che ne detiene legittimamente il possesso.

Peruggia, durante il processo, si difese affermando di avere compiuto il reato  per motivi nazionalistici e patriottici. Voleva riportare l'opera di Leonardo in Italia. Ed ottenne una pena molto leggera, appena 8 mesi di galera da scontarsi in Italia

pippo vinci

giovedì 23 maggio 2013

Frasi celebri (35)

"Una delle punizioni che ti spettano per non aver partecipato alla politica è di essere governato da esseri inferiori."

 Platone

 

tutte le frasi celebri pubblicate

martedì 21 maggio 2013

interpreta questa frase

"I can normally tell how intelligent a man is by how stupid he thinks I am"

"Di solito riesco a dedurre quanto uno è intelligente da quanto pensa io sia stupido"

 Cormac McCarthy (All the pretty horses - Cavalli selvaggi)

 

domenica 19 maggio 2013

Pantani: il doping paga in eterno

il pirata Marco Pantani
Oggi il giro d'Italia è giunto sul Galbier, una montagna che nel 1998 vide trionfare il pirata Pantani, che da lì iniziò la sua scalata al tour dopo avere vinto, lo stesso anno, il giro. Pantani entrò, da quell'anno, nell'olimpo dei più grandi ciclisti di tutti i tempi.

Ma, poi, si seppe  che quelle vittorie erano frutto di una truffa sportiva, di un imbroglio, di una offesa allo sport ed ai suoi colleghi. Pantani vinceva con il decisivo aiuto di sostanze proibite. Patani era dopato! Fu squalificato e abbandonato (ahimè) al suo triste destino.

Detto questo ,però , i media e gli addetti ai lavori non stanno certo facendo un buon lavoro per lo sport e per i giovani che intraprendono la faticosa disciplina delle due ruote. L'esaltazione di Pantani come atleta è l'ennesima prova di come in Italia i furbi facciano strada a scapito di chi rispetta le regole.

L'ennesimo esempio è accaduto oggi sulle ardue salite del Galbier. Ha vinto il siciliano Giovanni Visconti dopo una lunga e gloriosa galoppata solitaria. Ed i cronisti della RAI (Francesco Pancani e Davide Cassani) non si sono lasciati scappare l'occasione per ricordare ed esaltare le imprese (?!) del "campione" Pantani,

I paragoni con l'impresa di Visconti si sono sprecati e lo stesso ciclista siciliano ha detto che l'essere nato lo stesso giorno del pirata (13 gennaio) gli ha dato una marcia in più. Speriamo solo psicologica!

Insomma una cronaca, quella della RAI sulla tappa di oggi, utilizzata in gran parte  per tessere e ritessere lodi sperticate al compianto campione di Cesena. Campione un cazzo! Io lo definirei piuttosto un uomo che ha truffato una intera generazione di sportivi. Ma sul Galbier c'era addirittura un monumento a lui dedicato, mentre a Cesenatico, ogni anno, si svolge il Memorial Pantani  , corsa per professionisti inserita nel calendario ufficiale dell 'UCI (Unione Ciclistica Internazionale).

E questo sia da insegnamento ai giovani: imbrogliate ragazzi,  dopatevi , comprate e vendete le vostre partite. La gloria (eterna) ed i soldi (immediati)  valgono più di qualsiasi altra cosa.

Aggiungo che questi che oggi lo esaltano per le imprese sportive sono gli stessi che lo hanno lasciato morire da solo, come un cane, in una squallida stanza d'albergo a Rimini il 14 febbraio 2004.

pippo vinci


venerdì 17 maggio 2013

IgNobel Prize


Nell'anno 1991 è stato ideato una sorta di premio nobel per gli studi più bizzari. Il Premio di chiama IgNobel e viene assegnato, con una pomposa cerimonia , a dieci ricercatori o scienziati... pazzi!

Vi diamo di seguito solo alcuni divertenti  esempi delle ricerche che si sono aggiudicate il premio.

2001  
Biologia- per aver inventatobiancheria intima a tenuta stagna con un filtro in grado di bloccare gli odori sgradevoli prima che sfuggano.
Fisica -  per la  parziale spiegazione dell'effetto tenda da doccia: la tendina della doccia tende a gonfiarsi quando si fa una doccia.
Tecnologia -  per aver brevettato la ruota nel 2001, e all'Ufficio Brevetti Australiano per aver concesso il brevetto.
Ricerche interdisciplinarie - per aver effettuato un'indagine completa sulla  lanugine ombelicale - chi l'ha, quando, di che colore e quanta.
Matematica - per la "Stima della superficie totale dell'elefante indiano"

2005
Biologia: per aver annusato 131 specie di rane e controllato se il loro odore cambiava in condizioni di stress.
Economia: per aver inventato una sveglia che corre via e si nasconde ripetutamente, assicurando così che le persone si alzino effettivamente dal letto, teoricamente aumentando le ore produttive di lavoro.
Fisica: per avere calcolato quanto impiega la pece a gocciolare da un imbuto. L'eperimento è cominciato nel 1927: siamo a una goccia ogni nove anni. (l'esperimento è ancora il corso e si può assistere in diretta cliccando qui -)

2006
Matematica: per aver calcolato il numero di scatti necessari per evitare che in una fotografia di gruppo qualcuno abbia gli occhi chiusi.
Medicina:  per il loro studio sulla terapia del singhiozzo intrattabile con il digitomassaggio rettale
Fisica: per lo studio sulle ragioni per cui, spezzando una manciata di spaghetti secchi, questi si rompono in più di due pezzi.

2007

Aviazione: per aver scoperto che il Viagra facilita il recupero del jet lag nei criceti
Linguistica:  per aver dimostrato che i ratti a volte non riescono a distinguere tra una persona che parla giapponese al contrario e una che parla olandese al contrario. 
Pace per aver sviluppato un'arma chimica, la cosiddetta "bomba gay", capace di sviluppare un'irresistibile attrazione sessuale tra i soldati nemici.

2009



Medicina veterinaria: per aver dimostrato che le vacche a cui viene dato un nomignolo fanno più latte di quelle "anonime". 


Economia aziendale: Alessandro Pluchino, Andrea Rapisarda, Cesare Garofalo (Univ di Catania), per aver dimostrato matematicamente che le aziende diventerebbero più produttive se promuovessero persone a caso anziché seguendo criteri meritocratici 

                                                    2011 
Fisica: per aver provato a determinare perché i lanciatori di disco hanno le vertigini, mentre i lanciatori di martello non ne soffrono per niente. 

Medicinaper aver dimostrato che la gente effettua le decisioni migliori su alcune cose (ma anche le peggiori su altre) quando ha un bisogno urgente di urinare. 

Pace:  per aver dimostrato che il problema delle auto lussuose illecitamente parcheggiate può essere risolto passandoci sopra con un carro armato. 

2012 

Psicologia:  per aver dimostrato che se si guarda la Torre Eiffel pendendo verso sinistra, risulta più piccola.

 




martedì 7 maggio 2013

carciofata 2013

le birre in ghiaccio
Nell'anno 480 a.c. nei pressi della cittadina di Himera (oggi in provincia di Palermo), si svolse una cruenta battaglia che vedeva affrontarsi gli eserciti di Cartagine (attaccanti) ed un gruppo di fanti e cavalieri  che difendevano le città della Sicilia (attaccati)

la battaglia di Hymera (480 ac)
La battaglia fu cruenta e sanguinosa , molti furono i caduti di  entrambi gli schieramenti, ma alla fine la spuntarono i Sicelioti. E sebbene siano passati quasi duemila e cinquecento anni, i resti di quella battaglia sono stati portati alla luce solo pochi anni fa. Quello che si è ritrovato è la dimostrazione di quanto sanguinoso fu  quello scontro.leggi tutto

Quello che molti pensano del Divo.. ma che non si può dire

Pubblichiamo l'editoriale che Marco Travaglio ha voluto "dedicare" a Giulio Andreotti. L'editoriale è stato copiato integralmente dal giornale on line "il Fatto quotidiano"

DI MARCO TRAVAGLIO
ilfattoquotidiano.it

Uno straniero atterrato ieri in Italia da un paese lontano durante la lunga veglia funebre per Andreotti a reti unificate, vedendo le lacrime e ascoltando le lodi dei politici democristi e comunisti, berlusconiani e socialisti, ma anche dei giornalisti e degli intellettuali da riporto di tutte le tendenze e parrocchie, non può non pensare che l’Italia abbia perso un grande statista, il miglior politico di tutti i tempi, un padre della Patria che ha garantito al Paese buongoverno e prosperità, e ciononostante fu perseguitato con accuse false da un pugno di magistrati politicizzati, ma alla fine fu riconosciuto innocente e riabilitato agli occhi di tutti nell’ottica di una finalmente ritrovata pacificazione nazionale. La verità, naturalmente, è esattamente quella opposta. Non solo giudiziaria. Ma anche storica e politica.

È raro trovare un politico che ha occupato tante cariche (7 volte premier, 33 volte ministro, da 13 anni senatore a vita) e ha fatto così poco per l’Italia: nessuno – diversamente che per gli altri cavalli di razza Dc, da De Gasperi a Fanfani a Moro – ricorda una sola grande riforma sociale o economica legata al suo nome, una sola scelta politica di ampio respiro per cui meriti di essere ricordato.

Andreotti era il simbolo del cinismo al potere, del potere per il potere, fine a se stesso, del “meglio tirare a campare che tirare le cuoia”. Il primo responsabile, per longevità politica, dello sfascio dei conti pubblici che ancora paghiamo salato. Un politico buono a nulla, ma pronto a tutto e capace di tutto. Il principe del trasformismo, che l’aveva portato con la stessa nonchalance a rappresentare la destra, la sinistra e il centro della Dc, a presiedere governi di destra ma anche di compromesso storico, a essere l’uomo degli Usa ma anche degli arabi. Un politico convinto dell’irredimibilità della corruzione e delle collusioni, che usò a piene mani senza mai provare a combatterle, perchè – come diceva Giolitti e come gli suggeriva la natura – “un sarto che deve tagliare un abito per un gobbo, deve fare la gobba anche all’abito”.

Eppure, o forse proprio per questo, era il politico più popolare. Perchè il più somigliante a quell’“ italiano medio” che non è tutto il popolo italiano. Ma ne incarna una bella porzione e al contempo la tragica maschera caricaturale. Se però Andreotti spaccava gli italiani, affratellava i politici, che han sempre visto in lui – amici e nemici – il proprio santo patrono e protettore.

La sua falsa assoluzione, in fondo, era anche la loro assoluzione. Per il passato e per il futuro.

Per questo, quando le Procure di Palermo e Perugia osarono processarlo per mafia e il delitto Pecorelli, si ritrovarono contro tutto il Palazzo. Il massimo che riusciva a balbettare la sinistra era che, sì, aveva qualche frequentazione discutibile, ma che stile, che eleganza in quell’aula di tribunale dove non si era sottratto al processo (il non darsi alla latitanza già diventava un titolo di merito). Fu parlando del suo processo che B. diede dei “matti, antropologicamente diversi dalla razza umana” a tutti i giudici. Fu quando si salvò per prescrizione che Violante criticò l’ex amico Caselli per averlo processato e la Finocchiaro esultò per l’inesistente “assoluzione”. Anche i magistrati più furbi e meno “matti”, come Grasso, si dissociarono dal processo e fecero carriera.

Oggi le stesse alte e medie e basse cariche dello Stato che l’altroieri piangevano la morte di Agnese Borsellino piangono la morte di Giulio Andreotti. Ma non è vero che fingano sempre: piangendo Andreotti, almeno, sono sincere.

Enrico Letta, alla notizia che la Cassazione aveva giudicato Andreotti mafioso almeno fino al 1980, si abbandonò a pubblici festeggiamenti: “Quante volte da bambino ho sentito nominare Andreotti a casa di zio Gianni. Era la Presenza e basta, venerata da tutti. Io avevo una venerazione per questa Icona!”. E giù lacrime per l’“ingiustizia” subìta dalla venerata Presenza anzi Icona, fortunatamente “andata a buon fine” tant’è che “siamo tutti qui a festeggiare” (un mafioso fino al 1980).

L’altro giorno Letta jr. è divenuto presidente del Consiglio. È stato allora che il Divo ha capito di poter chiudere gli occhi tranquillo.

mercoledì 1 maggio 2013

La trazzera vintage (10): il villino



Nei dintorni di Palermo, città dove vivo fin dalla nascita, c’è una mania molto diffusa: il villino. Il villino se lo possono permettere quasi tutti ma, principalmente, esso rappresenta una caratteristica peculiare del dipendente pubblico e del piccolo commerciante . I liberi professionisti ed i grandi commercianti hanno la villa.
Prima caratteristica del villino è la durata della sua costruzione che ha i tempi di una opera pubblica di grandi dimensioni. L'intervallo di tempo che passa dallo scavo delle fondazioni al completamento del manufatto oscilla tra i 2 ed i 5 anni. Il motivo è semplice: il povero impiegato non ha sempre a disposizione il denaro per pagare i “mastri” e così i lavori si interrompono spesso in attesa che arrivino i famosi “arretrati” per un ricorso fatto anni prima contro la Amministrazione che ti campa. Ricorsi che durano lustri, ma che, alla fine, si vincono sempre.
Ma niente paura, per utilizzare il villino non è necessario attendere che sia completato. Anche perchè il villino non si completa mai. E non è necessario neppure attendere il certificato di abitabiltà. Non serve : il villino, per norma, è abusivo. In più è inutile aspettare che sia completato perchè quando si finiscono i lavori è già tempo delle prime costose manutenzioni.

Insomma il villino, è meglio sfruttarlo subito. Nei giorni dedicati alla gita in campagna (pasquetta, 25 aprile, 1 maggio, e 15 agosto) girando per le campagne di Giacalone, San Martino, Lascari e Fraginesi o tra strade e stratuzze della ex conca d'oro si vedono banchetti organizzati nei cantieri o tra nudi pilastri. Quelle non sono le maestranze in un momento di pausa dal lavoro, no quella è la famiglia del proprietario che ha con orgoglio invitato tutti i parenti a trascorrere la festa al villino. Meglio, la festa al cantiere.
Altra caratteristica del villino è la sua abusività. Il villino è una costruzione abusiva, se no non è un villino. E sarà il geometra (magari lo stesso progettista e direttore dei lavori) che si occuperà di sanare il mostro inseguendo come una chiattidda le mille e mille norme che si susseguono citandosi ed annullandosi a vicenda. Anni ci vogliono!
Si, il mostro.
Il 97% dei villini è, esteticamente, un orrore, un mostro: sagoma semplice di un solido regolare, infissi in alluminio anodizzato, spianata di cemento per le automobili e 2 piani sopraterra. Colore bianco latte, beige o leggermente rosato, che spicca nella campagna brulla dove prima (si racconta) ondeggiavano dorate distese di grano o rigogliosi terrazzamenti ad agrumi.

Il giardino!
Il giardino del villino è una sconclusionata oasi tropicale in miniatura (gli alberi sono piantati piccoli piccoli per risparmiare e perchè è bello vederli crescere) in mezzo ad un paesaggio mediterraneo. I più anziani, però, preferiscono gli alberi da frutto che vengono impiantati senza alcuna cognizione agronomica e che fanno tutti una mala fine attacati da acari e mosche che vengono combattuti con massicce gettate di veleni.

Ma il gioiello da mostrare ai parenti è l'orto da dove si ricaveranno melanzane e pomodori senza sapore, ma dal costo unitario di produzione paragonabile ad un diamante fabbricato in laboratorio.

Una volta finito (!?), il villino inizia la sua lenta ma inesorabile decadenza. Mancano i soldi per riparare l’autoclave, il bagno, il tetto, la crepa sul muro, la macchia di umidità sulla parete. Ma i soldi non ci sono. Gli arretrati sono un lontano ricordo del passato e gli inevitabili ritardi negli interventi trasformano il tutto in un luogo tetro, maleodorante e semiabbandonato, pieno di mobili riciclati e di giochi di quei bimbi che, ormai universitari, preferiscono la settimana bianca o l'Erasmus al noioso e triste soggiorno nel villino di mamma e papà.

I quali papà e mamma tornano saltuariamente al villino per trascorrevi qualche triste week end tra ricordi nostalgici e macchie di umidità sempre più gigantesche

La terza e ultima fase è la riscoperta del villino da parte dei nipoti. Che, giunti all’adolescenza, vi organizzano festini, orge e raduni, al riparo dalle fastidiose raccomandazioni di nonni e genitori.
pippo vinci

mercoledì 24 aprile 2013

Quei bravi ragazzi!


T. Muller 2 gol al Barcellona
El Sharawy. Milan

Ieri ed oggi ho visto in TV le due bellissime semifinali di Champions League ed ho notato una cosa che mi ha fatto riflettere.
Dei 53 giocatori scesi in campo (tra Bayern, Barcellona, Real e Borussia) quasi nessuno (o proprio nessuno) aveva una capigliatura ridicola tipo quelle che si vedono in Italia sulle teste di molti "pseudo campioni" (El Sharawi, Boateng, Balotelli, Morganella, Kurtic, Hmsik e cento altri). 



Lewandowski: 4 goal al Real
Solo qualche capellone, tipo Dante, o qualche pelato artificiale, tipo
Marek Hamsik. Napoli
Piquè. Tutti erano pettinati come dei bravi ragazzi (vedi Thomas Muller e Levandowski i due eroi delle semifinali). Ma tutti giocavano a calcio in modo fantastico. Aggiungo che ho visto pochissime sceneggiate e simulazioni, isterismi e insulti. E grande rispetto per gli arbitri.

Andujar picchia Barreto dopo il derby di Sicilia
Devo dedurre che questi campionissimi (e/o i loro allenatori) preferiscono vincere le partite con il gioco, la serietà e l'allenamento. E perderle con lo stesso stile. Tutti elementi secondari da noi in Italia che , infatti, è stata spazzata via dalle coppe europee. 

Noi intanto tra pettinature ridicole, tatuaggi baggiani, sputi, calci, gomitate, simulazioni, insulti, arbitri corrotti, presidenti evasori fiscali, partite truccate, procuratori paramafiosi e stadi vuoti ci godiamo il campionato più pietoso del mondo!

pippo vinci

martedì 23 aprile 2013

Un'invasione di cavallette!

The Blues Brothers
Sono passati già 3 giorni dal clamoroso esito della elezione bis di Napolitano  ed ancora persiste il clamoroso silenzio-mistero sul comportamento del PD nei confronti della candidatura di Stefano Rodotà al Colle

I molti volti (televisivamente ) noti del partito fintroppodemocratico non riescono a mettersi d'accordo sul motivo del rifiuto ad un loro padre fondatore. Ad ogni intervista spunta una scusa nuova, buttata lì. Improvvisata.
E già questo puzza di grande imbroglio. Se ognuno di loro porta scuse diverse evidentemente la verità è una sola, ma inconfessabile. Ricordate le scuse del Blues Brother  Belushi alla fidanzata che lo inseguiva per ucciderlo o per sposarlo? Molte scuse, tutte fasulle, incredibili, surreali (un'invasione di cavallette). Per ora assistiamo al remake di quella mitica scena.

Insomma, l'inciucio era già oranizzato fin dai tempi dei falsi tentatvi di accordo in streaming con le mummie di Grillo. Ricordate gli otto punti di Bersani? No? Bene neppure noi ce li ricordiamo e credo che nessuno in Italia ne abbia memoria. Neppure lo stesso Pierluigi   tanto erano fumosi e ridicoli. Buttati lì tanto per poi potere dire che "i grillini non ci hanno ascoltati, la colpa del mancato accordo è tutta loro!"

pippo vinci


domenica 21 aprile 2013

le ultime parole famose

Giano bifronte
Con questo articolo vogliamo lanciare una nuova rubrica: le ultime parole famose. Chiunque nella sua vita è stato testimone di questi verognosi voltafaccia. Voltafaccia nel senso più becero dell'epressione. Il voltafaccia  si associa alla faccia di bronzo e non ha nulla  a che fare con chi "cambia idea" perchè  , magari, sono cambiate le situazioni o le circostanze.

Ora vi chiediamo un conributo per dare corpo a questa interessante rubrica suggerita dal nostro collaboratore Pigafetta, che per lanciare l'idea ha elencato alcuni di questi clamorosi esempi:                                                                                        



Monti:"non scenderò mai in politica".
Napolitano " non rifarò il presidente della Repubblica".
Bersani " mai larghe intese"
Berlusconi: " elezioni subito"
D' Alema: " ok all' accordo con la destra, ma senza Berlusconi".
Zamparini: "non licenziero' mai Sannino"
Sorrentino: "non farò minchiate"
Balzaretti: "Parigi o Palermo a vita"
Rios : "mi metterò a dieta"
Lo Monaco: "nuovi acquisti pronti, daranno la svolta".
L' ex moglie: "ti amerò per sempre"
Il figlio: "farò le divisioni senza calcolatrice"
La banca: " saremo sempre al suo fianco"
L' avvocato : " andrà benissimo"
Il meccanico : " vedrà che ora ci può fare 100.000 km."

il Pigafetta

la casta ha stravinto

il b-presidente napolitano
"Cari italiani, NOI siamo NOI  e voi non siete un cazzo!

sabato 20 aprile 2013

Grillo aveva ragione!

Ecco serviti tutti coloro che accusavano Grillo di volere solo distruggere. Grillo aveva ragione. I partititi sono finiti. Lo dimostra questa elezione del capo dello Stato dove l'unico partito serio e coerente si è dimostrato quello del l'ex comico di Genova. L'altra coerenza la concediamo al PDL, ma quello lì non è un partito è un gruppo di soldatini agli ordini di un capo. leggi tutto

lunedì 15 aprile 2013

Munnizza by night

la cattedrale di Palermo di notte
Palermo, sabato 13 aprile 2013

Anna mi telefona verso le 12. Lei e le sue amiche sono arrivate a Palermo dal continente da poche ore, ma sono già impegnate in faticose attività turistiche. La giornata è magnifica ma il tempo a disposizione poco: 2 giorni ed una notte per visitare la città.
E allora il metodo più sbrigativo è quello di coinvolgere un amico, consensiente, che vive qui. E quell'amico sono io.

Anna, Maria Chiara e Silvia vogliono farsi un' idea precisa su come sia la "movida" palermitana e, quindi, confrontarla con quelle di Roma, Milano, Mestre e Conversano.

Avendo superato da 8 anni la cinquantina, non sono poi tanto sicuro di svolgere bene il compito. Quella che conosco bene è la movida palermitana di un quarto di secolo fa quando i locali erano 4 o 5, non c'erano i telefonini, non c'erano le Smart e, soprattutto, i frequentatori della attuale movida erano tutti nella culla, qualcuno ancora nella pancia della mamma.

L'appuntamento è per le 8 e 30 di sera di fronte la magnifica cattedrale di Palermo. Nell'attesa osservo le vetrine della libreria delle suore Paoline. Ed è una visione che ti rasserena e che ti illude che il mondo sia popolato da persone buone che vivono solo per alleviare i dispiaceri del prossimo, e quindi anche tuoi. Titoli come Tutti hanno un cuore , Il sentiero della pace, Gesù è tuo amico,  Il cuore ti parla ti riempono di gioia e di fiducia verso il mondo.

Ma quello che sta per succedere nella movida palermitana  è la chiara dimostrazione che l'umanità , piuttosto, ti odia! O ti ignora.

suora paolina in libreria
La prima tappa, in effetti, è incoraggiante: si cena da Pino piscia e trema una trattoria di quelle recensite in questo blog. E la sorpresa è grande quando Silvia mi fa notare che su una parete , incorniciata, c'è proprio la stampa della nostra recensione (vedi).

E qui ripensi alle Paoline e decidi che il mondo ti ama. Purtroppo , mentre mi godo la fama, mi sfugge che Silvia ha appena messo del formaggio sulla pasta con anciova al posto della muddica atturrata! E l'oste mi rimprovera. La fama è stata effimera. Sono reo di attentato alle tradizioni culinarie palermitane. Ma mi sento amato comunque. Anche da Maria Chiara che mi dà ottimi consigli per migliorare questo blog. Ne vedrete delle belle! E che goduria finire la cena con la cassata al forno ricoperta da  un velo di caffè espresso, caldo e amaro. Una sorpresa anche per me!

Poi la decisione fatale: facciamo un giretto nella movida: Massimo, Candelai, Piazza Marina, Vucciria, Paternostro, Chiavettieri ecc.

Una folla asfissiante, sconclusionata e immobile ostruisce tutte le strade e le piazze, occupando quei pochi spazi lasciati dalle macchine in doppia, tripla e  quadrupla fila. Nell'aria un fetore misto di alcool, sudore, munnizza e fumo  . Dei quattro solo il terzo elemento è  visibile. I cumuli di rifiuti arrivano ai primi piani tra l'indifferenza generale. E' l'effetto dello sciopero dei dipendenti della società di nettezza urbana.Uno sciopero che ha oramai una cadenza semestrale.

Ad un certo punto il dramma: la stradina, incautamente percorsa per mostrare alle giovani amiche la Antica Focacceria S Francesco, è ostruita da una montagna di munnizza. E' la fine! Non si va ne' avanti ne' ndrè . La folla ignora il dramma, mentre dalla smart che segue parte un urlo di clacson che chiede strada. CHIEDE STRADA?  
"ma benedetto trentenne non svezzato, non si può andare avanti ! Non lo vedi?!?!?!"

Lui se ne fotte e continua  a suonare chiedendomi di infilarmi con la macchina nella munnizza cosi che lui (e solo lui) possa sgaiattolare da una stradina laterale in controsenso.  Gli altri vengono fuori dalle loro automobili e aspettano chissacheccosa. Forse la mamma. Questi non sono cattivi come quello, ma completamente inermi. Non muovono un dito. Penso alle Paoline  e capisco che il mondo è diverso dal loro paradiso terrestre.

Dalla nostra macchina, l'unica forse a contenere esseri umani dotati di cervello, scatta il piano di fuga per noi e per le altre 15 o 20 macchine imbottigliate:

1. Anna salta fuori dalla vettura come un grillo e manda indietro una fila di macchine che ostruiscono l'unica via di fuga;

2. io trascino fuori dalla strada , a mano, una cucina in ghisa buttata lì tra i rifiuti e che impediva qualsiasi manovra. Nessuno mi aiuta. Nessuno aiuta Anna. Nessuno protesta. Nessuno ringrazia. Niente! Stanno però tutti a guardare qualcuno che fa qualche cosa per risolvere un problema. Mai visto!

3 Seguendo Anna che sbraita e gesticola, conduco la macchina attraverso irrisori cunicoli (misteriosamente sgombri di munnizza)  fino a sfociare in una via a doppia corsia. Viva la libertà!

Eppure, ripensadoci, un fatto positivo lo posso pure trovare: in mezzo a tanta inedia, fare l'eroe è veramente facile!


pippo vinci


venerdì 12 aprile 2013

La Trazzera va al cinema : Viva la libertà


Toni Servillo
Spinto da amici, recensioni, tam tam e attacco serale di solitudine, decido di andare  a vedere questo nuovo film di Salvo Andò interpretato da Toni Servillo. Come si può intuire, non ero nelle migliori condizioni per essere obiettivo.
Aggiungo che sono alquanto negativamente prevenuto sui film italiani ed americani, ed ecco che quello che scriverò su questa opera cinematografica puzza molto di inaffidabilità, lo confesso. Ma quello che segue è quello che penso io ( e temo solamente io) su questo orribile film. Chiaro? leggi tutto

amedeo contino

mercoledì 10 aprile 2013

Fiabe per adulti. Inediti da “Les Trois Mousquetaires”




les trois mousquetaires
Ai cari spumeggianti osti Gianfranco e Giovanni

Il était une fois.....
Palerme, France / Correva l'anno1625…

Narra Alexandre Dumas (père) come "Les Trois Mousquetaires", Porthos, Athos et Aramis,  fiaccati e très affligés  dalle fatiche di imboscate e duelli con le guardie del perfido Cardinale Richelieu, le spade incrostate di sangue, calzettoni e stivali ormai inesorabilmente uniti a piedi fiorentissimi di calli, le natiche arrossate e piagate dal lungo strusciarsi alle selle, olezzanti  da giorni dello stesso greve tanfo delle loro fide cavalcature, au couche de soleil decidono  di riposare e ristorarsi alla celebre Locande de Canà, in Rue Allorò, numerò...chaipa!  leggi tutto

Oscurià

domenica 7 aprile 2013

Il modello sicilia funziona ancora!

E' bastata una legge non votata dai grillini siciliani per fare gridare alla stampa che il modello Sicilia vacilla o si è spezzato, non funziona più.

Innanzi tutto ricordiamo cosa si intede, giornalisticamente parlando, per modello sicilia.
Il presidente della Regione Siciliana,  Rosario Crocetta, non ha una maggioranza stabile all'ARS (Assembrea Regionale Siciliana) ossia al parlamento della regione siciliana. Deve quindi cercare,di volta in volta, dei parlamentari, al di fuori dello schieramento che lo sorregge, per l'approvazione di questa o di quella legge.

I grillini hanno riposto che loro agiranno in questo modo: se un provvedimento sarà condiviso verrà votato, se un provvedimento non sarà coerernte con la politica dei 5 stelle, non sarà votato.

Ed è' esattamente quello che sta succedendo.
I grillini hanno appoggiato provvedimenti quali lo stop alle antenne USA MUOS a Niscemi, hanno contribuito ad approvare il DPEF (documento di programmazione economico finanziaria) hanno votato pure per la abolizione delle province dell'isola.

Ma sulla legge elettorale i grillini siciliani non sono d'accordo ed ecco che non hanno votato il provvedimento. Ed è questo, preciso preciso, il modello sicilia. Che invece molti hanno furbescamente tradotto in accordo stabile con il PD di Crocetta. Ma non è così

Dove stà quindi la fine di questo “modello Sicilia”?
Non c'è peggiore sordo di chi non vuol sentire o peggiore cieco di chi non vuol vedere.

pippo vinci

mercoledì 3 aprile 2013

una vita difficile

il PM di palermo Nino Di Matteo
Il Magistrato di Palermo, Nino Di Matteo è stato oggetto di una incresciosa e deprecabile minaccia mafiosa. La vita di questo valoroso nostro concittadino è diventata ancora più blindata e più dfficile.

Ma nonostante tutto Di Matteo cerca di condurre una vita normale: lavora, incontra gli amici, copre di affetto i suoi familiari e di gentilezza e garbo i suoi interlocutori.

Ricordiamoci che il suo lavoro, come quello di molti suoi colleghi è utile, indispensabile e insostituibile. Non tutti hanno la forza ed il coraggio di andare avanti in  condzioni  così estreme per chi in fondo fa solo il proprio lavoro.

Di Matteo, quando ha scelto di fare il magistrato, non lo ha certo fatto per sfidare il pericolo,  lo ha scelto per passione e spirito di servizio verso il suo paese. Di Matteo non è De Gajardon, non è Fogar,  non è Messner e non è neppure  Angelo  Arrigo, gente che ha voluto sfidare il pericolo solo per il gusto di farlo.

D Matteo, suo malgrad, si è trovato in questa difficile situazione solo perchè vive (viviamo) in un paese dove l'uguaglianza di ogni cittadino di fronte alla legge è un sogno , una meta diffcile da raggiungere.

Ma se un giorno questo alto principio della convivenza civile dovesse realizzarsi, sicuramente dovremo ringraziare persone come Nino Di Matteo.

La Trazzera quindi esprime solidarietà al Pm Nino Di Matteo e si augura che anche lui possa un giorno godersi la vità non blindata come tutti noi, che, invece, facciamo così poco!

pippo vinci

domenica 31 marzo 2013

Auto collettive e autista blu

Cameron in bici
Le polemiche sull'uso delle macchine di rapprsentanza istituzionale, le auto blu, in Italia degenera sempre in polemica da tifo calcistico. Si va dall'integralismo grillino alla tracotanza berlusconiana.
Io credo che il ragionamento più equlibrato non sia SE si debbano omeno utilizzare, ma COME.
Insomma credo che lo scandalo stia nel loro abuso più che nel loro uso.
Quando si parla di auto blu molti fanno l'esempio del premier inglese Cameron che pare vada a lavorare, uscedo da Downing street 10 in bicicletta. leggi tutto

mercoledì 27 marzo 2013

Laura ci racconta ... la Storia Patria


Palermo è una città ricca di storia , di fascino, di folkore e di cultura. La storia è quella che è. Anzi è quella che è stata, non scalfibile come il diamante; il fascino resiste: ogni angolo della città ne dispensa  oggettivamente e soggettivamente; il folklore incalza e stordisce il visitatore. 
E la cultura? 
La cultura invece soffre e si esaurisce ogni anno sempre di più. La cultura di una città  è come una pianta perenne. E’ li pronta  ad accompagnarti per sempre, ma ad una condizione: la devi curare, innaffiare, accudire.
Palermo, purtroppo, perde ogni anno foglie e rami della sua pianta perenne. La cultura a Palermo è in agonia e si spegne lentamente. E una dei sue utlime foglie avvizzite è la Società Siciliana per la Storia Patria che ha definitivamente interrotto le sue attività  lo scorso ottobre per mancanza di fondi.- leggi tutto

domenica 24 marzo 2013

un parlamento di analfabeti


il presidente egiziano Mohammed Morsi
Sono shoccato ed incazzato nello stesso momento.
Per avere scoperto che gran parte dei nostri parlamentari sono di un' ignoranza sconcertante. C’è chi ignora chi sia Assad o chi sia Morsi, chi dove si trovi Kabul, chi chi fosse il Re Sole  e chi, ancora, non sa di cosa si parli quando legge sul giornale la parola Hamas.

E questi sarebbero i nostri rappresentanti? Sarebbero quelli che ci devono portare fuori dalla crisi? Quelli  che si rappresentano ml mondo  e che guidano una nazione di 60 milioni di abitanti? Aiuuuutooooo!!!!

Io capisco che ogni cittadino abbia diritto a concorrere per la elezione ad un seggio parlamentare, ma non sarebbe il caso di premettere alla elezone una sorta di esame. Lo si fa anche per guidare un motorino, non sarebbe corretto farlo anche (e soprattutto) per chi deve guidare un Paese?