mercoledì 26 settembre 2018
lunedì 24 settembre 2018
sabato 22 settembre 2018
Frasi celebri
Nella vita vincono i prepotenti, i raccomandati e qualche genio. Io non appartengo a nessuna di queste tre categorie (J. Hachito)
domenica 16 settembre 2018
Leggere molto fa bene?
Ma è proprio vero che leggere molto faccia bene?
Ed ecco arrivare all' ultima categoria di persone considerate in funzione al loro rapporto con libri. È la categoria dei regalatori di libri. No amici. Come gli amori, i libri me li scelgo io!
O è solo un luogo comune?
Io non ho una risposta netta in merito, ma mi sovviene una frase detta da Umberto Eco, secondo cui non sarebbe importante QUANTO si legge ma COSA si legge.
Io, molto modestamente, aggiungerei che oltre a cosa leggere sarebbe importante anche sapere cosa si apprende da quella lettura. Insomma nutrirsi di qualcosa senza metabolizzarlo non giova a nessun organismo vivente.
Anzi nutrirsi senza assimilare porta comunque un essere vivente alla morte
Lo stesso succede alla coscienza ed all' intelletto di una persona che legge. A meno che non vi siano altri canali formativi da cui alimentarsi. Ma anche in questo caso il solo alimentarsi non è sufficiente.
Anzi nutrirsi senza assimilare porta comunque un essere vivente alla morte
Lo stesso succede alla coscienza ed all' intelletto di una persona che legge. A meno che non vi siano altri canali formativi da cui alimentarsi. Ma anche in questo caso il solo alimentarsi non è sufficiente.
Nella mia esperienza di vita io ho conosciuto persone di tutte le seguenti categorie, categorie che non esauriscono certo tutte le tipologie umane ma che utilizzo per meglio sintetizzare il mio pensiero:
A) gente intelligente e sensibile che ha letto poco
B)gente intelligente e sensibile che ha letto molto
C)gente non intelligente e per niente sensibile che ha letto molto
D) gente non intelligente e per niente sensibile che ha letto poco
Mia madre, per esempio, apparteneva al gruppo A. Una donna che per drammatiche vicissitudini familiari non potè neanche finire le scuole elementari ma che, nonostante questo, era una donna ed una madre di una levatura intellettuale , di una sensibilitá, di una saggezza e di una correttezza morale come pochissimi tra tutti quelli che io ho conosciuto in 63 anni
Di contro non è stato raro incontrare persone appartenenti alla categoria C. Persone stupide, inconstenti e spesso cattive che ,peró, avevano letto tutti i classici.
E allora invitare con insistenza la gente a leggere o vantarsi di avere letto tanto, spesso umiliando chi ha letto poco o tardi (....Dostojevsky? Io l' ho letto tutto a 16 anni!!!), credo che sia una ulteriore dimostrazione che il leggere non faccia diventare, esso solo , più intelligenti.
Dimenticavo di aggiungere una categoria alle 4 sopra elencate ed è quella categoria i cui rappresentanti si vantano apertamente ( e fastidiosamente di avere letto tanti libri o di stare leggendo i libri di questo o di quell'autore.
Io ammetto di essere un lettore debole , ma non amo parlare dei libri che leggo .Per me sono un argomento tabù perché credo che attraverso queste informazioni la gente possa entrare nel mio mondo, nei segreti nel mio personale . Ed io tutto questo lo voglio tenere per me, un mondo tutto mio che non voglio esporre alle critiche ad ai giudizi degli altri.
Dimenticavo di aggiungere una categoria alle 4 sopra elencate ed è quella categoria i cui rappresentanti si vantano apertamente ( e fastidiosamente di avere letto tanti libri o di stare leggendo i libri di questo o di quell'autore.
Io ammetto di essere un lettore debole , ma non amo parlare dei libri che leggo .Per me sono un argomento tabù perché credo che attraverso queste informazioni la gente possa entrare nel mio mondo, nei segreti nel mio personale . Ed io tutto questo lo voglio tenere per me, un mondo tutto mio che non voglio esporre alle critiche ad ai giudizi degli altri.
Ed ecco arrivare all' ultima categoria di persone considerate in funzione al loro rapporto con libri. È la categoria dei regalatori di libri. No amici. Come gli amori, i libri me li scelgo io!
venerdì 14 settembre 2018
Quattro giorni al gelo di Mosca (1)
Dopo 3 anni di cordiali ed affettuosi rifiuti, decido di cedere e di raggiungerlo, proprio nella settimana in cui il Padre Eterno ha fatto le prove per la prossima glaciazione: 28 gradi sotto zero! . “l'ideale” , esultava Molcin! -(nella foto la Moscova gelata) - leggi tutto -
martedì 11 settembre 2018
il faro di ... Yalta
Ci sono diversi motivi per i quali si può rompere una amicizia. Ma nessuno è grave o non grave in assoluto. Il giudizio di gravità, il movente della rottura è sempre molto soggettivo. E questo perché le amicizie (quelle serie) si basano più su fatti emozionali e sentimentali, che su elementi numerabili o tecnici. Più su storie vissute che su elementi statici ed oggettivi..
Per il mio modo di pensare, per il mio modo di “concepire” l’amicizia, uno dei motivi scatenanti la rottura (ovvio, unilaterale) è la mancanza di fiducia e di credibilità. Indipendentemente dall’oggetto in questione.
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In altre parole se un mio amico non crede ad una cosa che io conosco per certa, ad un fatto che io ho vissuto, osservato, toccato, ecco che in me scatta l’iter per la rottura definitiva dell’amicizia.
Ribadisco che non mi riferisco a scambi di opinioni, a diversità di vedute o di pareri, ma a fatti certi da me Tommasamante accertati, cui il futuro ex amico non crede.
Pochi di voi conosceranno il Faro di Capo San Vito, proprio a San Vito lo Capo, una bella località di mare situata sulla punta nord occidentale della Sicilia, in provincia di Trapani.
Una notte decisi di andare a vedere il faro da vicino, Molto vicino: ci andai proprio sotto. E con mia grande sorpresa mi accorsi che i fasci di luce che uscivano dal “lampione” posto in cima alla torre erano 3. Si, 3;divisi l’uno dall’altro da un angolo di 120 gradi (120 x 3 = 360).
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Questa fu una scoperta per me, che ero convinto che il fascio di luce proiettato verso il mare fosse uno solo che ruotava attorno ad un asse in modo da dare al navigante l’impressione di vedere un lampo ogni tot secondi. In tal modo, invece, la rotazione c'è sempre , ma l'intervallo di tempo tra un bagliore ed il successivo si accorcia fino a quel dato che è tipico del faro di San Vito e che i naviganti conoscono o possono ritrovare nei manuali di navigazione o cose simili.
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Bene, ricco di questa nuova scoperta , ne parlai subito agli amici. Molti ridendo, altri facendo spallucce come per dire ma che minchia dice questo!?, ma che cazzo ce ne importa del faro?!, non mi hanno creduto.
Ed il grave fu che pur essendo tutti riuniti in una villa proprio a San Vito, nessuno si disturbò di andare a vedere. A nessuno venne in mente neppure di verificare le mie affermazioni. Per loro io avevo detto una solenne minchiata. Punto.
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Eppure bastava fare 600 metri di comoda strada asfaltata (a piedi, in auto, in moto o in bici) per verificare se ero diventato pazzo o non vedente. E sarebbe stato comunque non molto elegante nei miei riguardi. E invece neanche questo. Niente. sono stato liquidato con un semplice: “non è possibile, chissà cosa hai visto!” Cambio di discorso e proseguimento della serata.
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Nessuno sospettò che per me quella serata con gli amici si era trasformata in una specie di congresso di Vienna o di Yalta. Tutto da allora non sarebbe stato lo stesso con i miei (ora ex) amici.
Nick Name de Bortolì
domenica 9 settembre 2018
L'angolo delle stelle
... superato il piano della fate , i nostri eroi arrivarono all'angolo delle stelle..
Sembra l'incipit di una fiaba e invece è l'inizio di un mondano week end trascorso in una amena località siciliana.
Tutto era stato previsto ed organizzato alla perfezione, persino la presenza di un bambino (uno solo, per carità) che evrebbe dato alibi a chi si fosse comportato da irresponsabile. Giocare con un bimbo ti consente di fare e dire cose che a 50 anni nessuno ti perdonerebbe mai! leggi tutto
pippo vinci
mercoledì 5 settembre 2018
La trazzera vintage (12): è nato prima l'uovo o la gallina?

Se la teoria di Darwin è vera, ed è vera, la risposta alla domanda è semplice. E’ nato prima l’uovo.Secondo tale teoria, largamente dimostrata da evidenze scientifiche e sperimentali, l’evoluzione delle specie è avvenuta attraverso delle mutazioni genetiche che, sorte per caso, possono essere tramandate alla progenie.
Se la mutazione comporta una variazione che dà all’individuo capacità maggiori di resistenza e di sopravvivenza ad un habitat che muta, questa variazione diventa l’arma che ha il “diverso” per riuscire a sopravvivere ed a procrearsi a differenza dei suoi (ex) simili che, privi della nuova arma, sono destinati a soccombere.
Sono ovviamente “avvenimenti” che necessitano migliaia e anche milioni di anni per verificarsi ed assestarsi.
E’ allora evidente che la prima gallina, così come oggi noi la conosciamo aveva, come genitori, degli esseri molto simili a lei, ma non in tutto. La prima gallina era geneticamente differente dai suoi genitori (come sempre) ma questa volta la diversità era sostanziale, forse visibile, somatica, funzionale.
Una diversità che, per caso, era sopravvenuta, presumibilmente , nella fase che va dal concepimento alla “schiusa” dell’uovo. O anche prima, nell'ovocellula della mamma o nello spermatozoo del papà. L'uovo fecondato ha quindi originato un “coso” che per la prima volta appariva sulla faccia della terra: la gallina.
(amedeo contino)
post già pubblicato il 10 giugno 2009
Se la mutazione comporta una variazione che dà all’individuo capacità maggiori di resistenza e di sopravvivenza ad un habitat che muta, questa variazione diventa l’arma che ha il “diverso” per riuscire a sopravvivere ed a procrearsi a differenza dei suoi (ex) simili che, privi della nuova arma, sono destinati a soccombere.
Sono ovviamente “avvenimenti” che necessitano migliaia e anche milioni di anni per verificarsi ed assestarsi.
E’ allora evidente che la prima gallina, così come oggi noi la conosciamo aveva, come genitori, degli esseri molto simili a lei, ma non in tutto. La prima gallina era geneticamente differente dai suoi genitori (come sempre) ma questa volta la diversità era sostanziale, forse visibile, somatica, funzionale.
Una diversità che, per caso, era sopravvenuta, presumibilmente , nella fase che va dal concepimento alla “schiusa” dell’uovo. O anche prima, nell'ovocellula della mamma o nello spermatozoo del papà. L'uovo fecondato ha quindi originato un “coso” che per la prima volta appariva sulla faccia della terra: la gallina.
(amedeo contino)
post già pubblicato il 10 giugno 2009
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mercoledì 29 agosto 2018
palermo: vivibile fuori stagione
| Via Libertà in summer, by night |
La nostra città quindi fa il cambio di stagione e si scopre che quella “fuoristagione” è sempre più bella di quella “on time” Via Libertà torna quasi ai fasti sereni della bella èpoque, mentre ai tavoli dei pochi bar lungo il viale, i pochi avventori si godono fresco, silenzio, tanquillità e relax. Tutti in un unico drink, senza doversi spostare oltr'Alpe per godere delle stesse cose.
Piazza Bologni e Piazza San Domenico, liberate dalle macchine e dal racket dei posteggiatori abusivi, si vestono di colori e di atmosfere inusitate per la nostra città violenta e pesante da vivere. Addirittura ecco le eleganti divise dei vigili urbani, che fanno pendant con i colori della notte, che appaiono come completamento di un quadro quasi idilliaco e rassicurante. Dove siano questi vigili durante il caos autunnale, resta un mistero.
Spostarsi da una locale all'altro per consumare una cena leggera ed estiva, diventa un piacere. Birra e pizzetta al microbaretto di piazza Bologni, Cremolosa (cremolada o granitosa) al Fiamma, gelato ai tavoli del decentrato, ma sempre ottimo bar Esedra. Il tutto senza fudda e senza stress percorrendo le
vie più dritte , senza stressanti e continue deviazioni per evitare tappi, semafori, scavi perenni o misteriosi sensi unici.
Ma c'è pure la Palermo “on time”, quella delle coste, prese d'assalto dai villeggianti che in questi giorni tornano ad occupare le loro case abusive sulla costa (oggi sanate , per carità!) e che ricreano, sul litorale, la loro metropoli preferita fatta di urla , schiamazzi, macchine in seconda e terza fila, o adagiate ad occupare l'intero marciapiede. E poi ancora musica a manetta, munnizza ben distribuita ovunque (dico o v u n q u e), manifestazioni di palermitanismo estremo unnegghiè e tanto, tanto spargimento di stress.
Ma dove sono le rilassanti e rassicuranti divise azzurre di vigili urbani? Niente all'orizzonte. Sono nella zona “fuori stagione” a godersi qualche multa facile, facile.. senza fudda!
pippo vinci
post pubblicato anche ul sito rosalio.it
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martedì 28 agosto 2018
Pd e M5S unitevi!
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| Alcide De Gasperi |
I fatti del ponte Morandi collegati a quelli della Diciotti sono la prova che il Ministro Salvini non solo appartiene alla vecchia politica che i grillini dicono di volere combattere, ma anche che lo stesso Salvini sta prendendo per il culo lo stesso Di Maio con l obiettivo di aumentare i suoi consensi e arrivare alle prossime elezioni (che lui spera anticipate) con il vento in poppa.
Vediamo i fatti in sequenza
1) il 14 agosto tragico schianto del ponte Morandi a Genova. 43 i morti
2) parte l inchiesta mediatica e si cominciano a cercare i respondabili
3) l attenzione dei media cade sui decreti che affidano e prorogano la concessione della gestione delle autostrade al gruppo guidato dalla famiglia Benetton. Le condizioni contrattuali risultano essere estremamente favorevoli per il concessionario ed estremamente sfavorevoli per il concedente ossia lo Stato italiano. Cresce la rabbia contro i vecchi governi che hanno condotto questa trattativa
4) si va a caccia dei firmatari di questo vergognoso decreto e si scopre che tra i firmatari c è anche il neoministro Matteo Salvini.
5) Monta quindi la polemica su Salvini che appare in diffioltà
6) Scoppia il caso della Diciotti. Una nave italiana della Guardia Costiera italiana attracca a Catania con 177 migranti a bordo. Non ci sono ostacoli burocratici per lo sbarco, ma Salvini coglie la palla al balzo e comincia una commedia vietando lo sbarco dei migranti.
7) il caso Diciotti si prolunga e non trova soluzione, Salvini non cede e occupa l interesse di tutti i media italiani ed europei;
8) si mobilitano tutti i partiti dell'opposizione parlamentare ed extraparlamentare, i movimenti antirazzisti, i principali leader europei. Si riunisce il consiglio europeo, si muove la magistratura, si infiammano i social. Salvini da imputato per i fatti di Genova, diventa un eroe per molti italiani che, come sempre in questi casi, si dividono in due fazioni praticamente equivalenti.
8) Salvini riesce pure a dividere gli alleati grillini alcuni solidali con il leghista (Di Maio) altri fortemente critici (Fico).
Alla fine Salvini ottiene quello che cercava, l'attenzione generale sui problemi che lui domina meglio e, ciliegina sulla torta, una imputazione da parte della procura di Agrigento per sequestro di persona. Eroe e martire.
Ma il bluff viene scoperto (ma rimarrà poco noto) quando si scopre che mentre tutti si occupavano del caso Diciotti altri sbarchi avvenivano in Puglia, in Calabria e in Sardegna. Sbarchi di cui sicuramente il Viminale era a conoscenza.
Morale della favola Chi ci ha guadagnato? Ovviamente proprio il cattivo, ossia Matteo Salvini, che alla fine ha pure concesso lo sbarco dei migranti.
Morale della favola. A che serve sbraitare contro il governo se poi questo non fa che rafforzarlo?
Io, a questi punto, suggerirei ai geni dell'opposizione di studiarsi un po' di storia d'Italia
Il fenomeno populista organizzato si é già presentato nel nostro paese nel 1944 quando Gianfranco Giannini fondó il movimento dell'Uomo Qualunque. Il movimento conquistó 30 seggi alle elezioni del 1946 per l elezione della Assemblea Costituente. Alle amministrative dello stesso anno superó a Roma la DC raggiungendo oltre il 20% dei voti. Il Movimento cominció a preoccupare la DC di De Gasperi.
Cosa fece allora il grande statista presidente della DC e capo del governo? Invece di demonizzare, sfottere e sbeffeggiare il movimento di Giannini, ne catturó le idee migliori e le inserì nel progetto della DC.
Il Movimento si sciolse nel 1949 e Giannini si candidó con i democristiani alle politiche del 1953.
(fonte il tempo e la storia di Paolo Mieli, RAI storia)
domenica 26 agosto 2018
Diciotti, Salvini, la stampa, l'opinione pubblica,l Africa, l'Europa, il mondo, il Venezuela, i cellulari.
I recenti fatti legati al triste episodio della nave Diciotti, sequestrata dal governo italiano nel porto di Catania con oltre 150 migranti a bordo, mi ha fatto riflettere sulle contraddizioni di tutti i soggetti coinvolti, piú o meno direttamente, nella faccenda.
Premetto che il comportamento criminale del ministro Salvini e quello complice di tutto il governo, sono stati deprecabili e umilianti per tutto il Paese. Ma se il (condivisibile ed encomiabile) movimento antirazzista e antifascista si sente appagato da questa giusta lotta contro il fascista Salvini, lo stesso movimento, paradossalmente rinato grazie al cattivone di casa, dovrebbe considerare questa civile sollevazione come un punto di inizio di una piú vasta azione che ha come obiettivo la lotta alla discriminazione, alla povertà ed alle sanguinarie dittature presenti qua e là in tutti i continenti. Pur mantenendo salde le proprie posizioni in patria.
Diamo uno sguardo, per esempio, all'Africa. Ci limitiamo a citare solo due tragedie nascoste o sottovalutate dai media e dalle istituzioni mondiali come ONU, UE, UNICEF, UNHCR ecc.
Si tratta del Congo e dell' Eritrea. In Congo c é una guerra che dura da venti anni, una guerra fomentata dalle piú importanti multinazionali tecnologiche, perchè lí c'è il piú imponente giacimento mondiale di coltan, un metallo indispensabile per tutti i dispositivi hi tech da cui tutti noi, ricchi e opulenti occidentali, oramai dipendiamo.
Ebbene, il Congo sarebbe un paese ricco se i monumentali profitti derivati dalla estrazione di questo metallo, rimanessero lí dove si estrae. Ma l'occidente non ci sta e preferisce rubare il coltan per produrre i cellulari a prezzi competitivi.
In Eritrea, invece, c è una dittatura sanguinaria che terrorizza il paese dal 1993, anno in cui prese il potere Afewerki. Cosí i poveri eritrei, dopo essere stati sterminati dal nostro eroe nazionale, generale Graziani, ora sono "maltrattati" dal fascistaccio locale. Ma i media e le istituzioni non parlano né del Congo (non possiamo fare a meno dei cellulari) ne dell'Eritrea (troppo impegnati a denunciare SOLO la dittatura del comunista Maduro).
Non solo, molti paesi europei ex colonialisti, Francia su tutti, continuano a sfruttare economicamente le loro ex colonie impossibilitate ad affrancarsi da questa dipendenza a causa dell imponente debito nei confronti proprio di paesi come la Francia.
Anni fa mi occupavo proprio di cooperazione internazionale e, durante un convegno svoltosi a Casablanca, cui partecipavano rappresentanti di molti paesi africani oltre che quelli dei paesi "buoni" che finanziavano i finti progetti di sviluppo, il rappresentante (egiziano) di una sigla che riunisce gran parte dei paesi del continente nero, fece una dichiarazione sconcertante chiedendo a tutti i paesi ricchi di andarsene dall'Africa, di non aiutare piú i paesi poveri dell'Africa, di non inviare soldi, missioni, ingegneri, armi e imprenditori. A noi, disse l'egiziano, serve solo che voi ci diate la possibilità di sfruttare le nostre ricchezze e di aprire i mercati ai nostri prodotti. questo lo farete solo andandovene
pippo vinci
Premetto che il comportamento criminale del ministro Salvini e quello complice di tutto il governo, sono stati deprecabili e umilianti per tutto il Paese. Ma se il (condivisibile ed encomiabile) movimento antirazzista e antifascista si sente appagato da questa giusta lotta contro il fascista Salvini, lo stesso movimento, paradossalmente rinato grazie al cattivone di casa, dovrebbe considerare questa civile sollevazione come un punto di inizio di una piú vasta azione che ha come obiettivo la lotta alla discriminazione, alla povertà ed alle sanguinarie dittature presenti qua e là in tutti i continenti. Pur mantenendo salde le proprie posizioni in patria.
Diamo uno sguardo, per esempio, all'Africa. Ci limitiamo a citare solo due tragedie nascoste o sottovalutate dai media e dalle istituzioni mondiali come ONU, UE, UNICEF, UNHCR ecc.
Si tratta del Congo e dell' Eritrea. In Congo c é una guerra che dura da venti anni, una guerra fomentata dalle piú importanti multinazionali tecnologiche, perchè lí c'è il piú imponente giacimento mondiale di coltan, un metallo indispensabile per tutti i dispositivi hi tech da cui tutti noi, ricchi e opulenti occidentali, oramai dipendiamo.
Ebbene, il Congo sarebbe un paese ricco se i monumentali profitti derivati dalla estrazione di questo metallo, rimanessero lí dove si estrae. Ma l'occidente non ci sta e preferisce rubare il coltan per produrre i cellulari a prezzi competitivi.
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| miniere di coltan |
In Eritrea, invece, c è una dittatura sanguinaria che terrorizza il paese dal 1993, anno in cui prese il potere Afewerki. Cosí i poveri eritrei, dopo essere stati sterminati dal nostro eroe nazionale, generale Graziani, ora sono "maltrattati" dal fascistaccio locale. Ma i media e le istituzioni non parlano né del Congo (non possiamo fare a meno dei cellulari) ne dell'Eritrea (troppo impegnati a denunciare SOLO la dittatura del comunista Maduro).
Non solo, molti paesi europei ex colonialisti, Francia su tutti, continuano a sfruttare economicamente le loro ex colonie impossibilitate ad affrancarsi da questa dipendenza a causa dell imponente debito nei confronti proprio di paesi come la Francia.
Anni fa mi occupavo proprio di cooperazione internazionale e, durante un convegno svoltosi a Casablanca, cui partecipavano rappresentanti di molti paesi africani oltre che quelli dei paesi "buoni" che finanziavano i finti progetti di sviluppo, il rappresentante (egiziano) di una sigla che riunisce gran parte dei paesi del continente nero, fece una dichiarazione sconcertante chiedendo a tutti i paesi ricchi di andarsene dall'Africa, di non aiutare piú i paesi poveri dell'Africa, di non inviare soldi, missioni, ingegneri, armi e imprenditori. A noi, disse l'egiziano, serve solo che voi ci diate la possibilità di sfruttare le nostre ricchezze e di aprire i mercati ai nostri prodotti. questo lo farete solo andandovene
pippo vinci
venerdì 24 agosto 2018
Salvini vuole fare saltare tutto, Di Maio e la stampa abboccano!
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| La firma di Salvini sul decreto Autostrade |
Vediamo perché
Le indagini e le polemiche messe in atto dal giorno dopo il disastro di Genova stavano evidenziando delle gravi responsabilità del Ministro degli interni e segretario della Lega, Matteo Salvini.
Salvini, nel maggio del 2008, aveva firmato, con gli alleati dell'allora governo Berlusconi, il decreto per il rinnovo dell' assegnazione della gestione delle autostrade al gruppo Benetton. Il decreto era stato redatto ed emanato dal defunto governo Prodi e andava prorogato. Ma durante questa proroga la lega ed i suoi alleati, decisero di inserire delle clausole particolarmente favorevoli per il concessionario, gravemente sfavorevoli per il concedente, ossia lo Stato italiano, e decisamente pericolose per la sicurezza degli automobilisti.
E sono queste clausole che stanno per essere indagate come concausa dell'incidente di Genova.
Salvini annaspa ed ecco che spunta dal nulla il caso della nave Diciotti con 177 Migranti a bordo.
Il caso, sulla carta, é facile da risolvere visto che la nave non é di una ONG ma della Guardia Costiera italiana e visto che a bordo ci sono migranti che hanno diritto alla protezione internazionale provenendo in gran parte da Siria ed Eritrea ossia da paesi o in guerra (Siria) o devastati da una quasi trentennale dittatura sanguinaria e criminale (Eritrea). Eritrei che, dopo i massacri inferti dal nostro colonnello Graziani durante il periodo del colonialismo, dovrebbero essere accolti con tante scuse dal governo italiano.
Ma Salvini non conosce la storia e, soprattutto, non ha tempo da perdere; ha bisogno subito di un'idea per distogliere l' attenzione dal ponte Morandi e puntare di nuovo i fari sul fenomeno migratorio. E non si accontenta delle vecchie strategie.
Questa volta il ministro razzista, sicuro di un poderoso consenso popolare, gioca pesante e tenta scalzare dalle prime pagine della stampa europea il ponte Morandi ed suoi problemi legati al disastro di Genova.
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| Il Ponte Morandi dopo il crollo |
Questa volta il ministro razzista, sicuro di un poderoso consenso popolare, gioca pesante e tenta scalzare dalle prime pagine della stampa europea il ponte Morandi ed suoi problemi legati al disastro di Genova.
Il genio del male per dimostrare ai suoi coraggio e coerenza, si muove fuori dalla legalità e dalla Costituzione sequestrando di fatto i migranti sulla nave italiana ancorata al porto di Catania.
Salvini, per fare ancora più audience, sfida anche Magistratura, Capo dello Stato, e Presidente della Camera.
Il gioco é fatto, la stampa cade in questa trappola e il decreto infangante viene per ora dimenticato.
Obiettivo?
Non é peregrina l'ipotesi che il capo dei leghisti voglia fare saltare il governo sia per evitare grane con il problema autostrade , sia per andare ad elezioni anticipate e sgominare gli avversari.
E Di Maio? il leader del Movimento 5 Stelle, forse ignaro o forse complice delle meschine strategie del suo alleato, sostiene la linea dura e illegale del ministro razzista e, in piú, minaccia l' Europa di non pagare piú i 20 miliardi che lo Stato italiano versa ogni anno alla UE per il suo funzionamento.
A parte il fatto che i miliardi versati alla UE non sono mai stati piú di 16, non credo che l Unione Europe possa cedere ad un tal misero ricatto, e considerando che la minaccia di Di Maio appare una boiata pazzesca con conseguenze disastrose per la stessa Italia che avrebbe tutta l Europa contro, credo che si stia scivolando pericolosamente verso la caduta di questo schizofrenico governo. lunedì 13 agosto 2018
Un tempo per uno e prima angheria arbitrale
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| I tifosi rosa ieri a cagliari foto Pigafetta |
Primo tempo al piccolo trotto, non è che il Cagliari abbia fatto molto, ma con un Palermo così è stato abbastanza.
Gol dovuto all’eccessiva onestà di Rajkovic, che dopo un liscio clamoroso in area si è autoaccusato di aver deviato la palla in angolo, quando nessuno lo aveva reclamato. Sul casino susseguente, rimpallo sui piedi di Pavoletti e gol.
Il Palermo presenta un tridente d’attacco da paura, nel senso di 3 fantasmi. Migliore per i rosa il neoacquisto Salvi posizionato a destra nella difesa a quattro di mister Tedino. Segue...
lunedì 30 luglio 2018
Incendio in Grecia. Cosa c'entra l'Europa?
Dare la colpa dei morti dell incendio di Atene all Europa serve solo a evitare che si comprenda quali siano le vere cause del disastro. Forse é vero che i vigili del fuoco ateniesi non fossero ben attrezzati, ma quando scoppia un incendio in un bosco appiccato in piú punti da mani esperte e criminali, non c è Canadair che tenga. I piromani sanno anche sfruttare le condizioni climatiche come afa e vento. E sanno anche quale sia l ora migliore della giornata per entrare in azione anche per ostacolare i mezzi di soccorso terrestri ed aerei.
Chi non é mai stato dentro un incendio in un bosco non ha la minima idea di quanto siano violente, devastati e veloci le fiamme. Disastri simili sono successi e succedono anche in aree molto più ricche della Grecia come Australia, Canada, California dove non mancano certo mezzi ed uomini per contrastate i roghi. Nella stessa Grecia molti e frequenti sono stati gli incendi anche prima dei dolorosi tagli imposti dall 'Europa in seguito alla crisi economica scoppiata nel 2009, complice la devastante idea di organizzare le olimpiadi nel 2004
Chi non é mai stato dentro un incendio in un bosco non ha la minima idea di quanto siano violente, devastati e veloci le fiamme. Disastri simili sono successi e succedono anche in aree molto più ricche della Grecia come Australia, Canada, California dove non mancano certo mezzi ed uomini per contrastate i roghi. Nella stessa Grecia molti e frequenti sono stati gli incendi anche prima dei dolorosi tagli imposti dall 'Europa in seguito alla crisi economica scoppiata nel 2009, complice la devastante idea di organizzare le olimpiadi nel 2004
mercoledì 25 luglio 2018
La giustizia sportiva piú corrotta mondo
In questi giorni si sono svolti i processi sportivi che riguardavano, direttamente, 4 squadre (Parma, Spezia, Chievo e Cesena) e, indirettamente, altre 2 (Palermo e Crotone)
Nel primo caso (Spezia e Parma) l' accusa riguardava una presunta combine per far vincere al Parma l'incontro di campionato tra le due squadre permettendo cosí al club emiliano la promozione in A a scapito del Palermo.
Nel secondo caso ( Chievo e Cesena) l'accusa riguardava la compravendita di giovani calciatori tra le due società con valutazioni gonfiate per ottenere plusvalenze illegali.
Le sentenze sono arrivate ed ecco la sorpresa. La procura aveva chiesto per Parma e Chievo una penalizzazione di punti (rispettivamente - 2 e - 15 punti) che avrebbero compromesso la serie A sia per i veneti (retrocessione) che per gli emiliani (annullamento promozione).
Ma mentre entrambe le sentenza hanno riconosciuto la colpevolezza delle due Società, le pene non sono state coerenti con la stessa sentenza.
Al Parma sono stati dati solo 5 punti di penalità da scontare in A, al giocatore che ha organizzato la combine (il palermitano Calaió) due anni di squalifica a conferma che l'illecito (o il tentativo di illecito che é punito in egual modo) ci fu
Al Parma sono stati dati solo 5 punti di penalità da scontare in A, al giocatore che ha organizzato la combine (il palermitano Calaió) due anni di squalifica a conferma che l'illecito (o il tentativo di illecito che é punito in egual modo) ci fu
Il Chievo, invece, é stato assolto per un ridicolo cavillo procedurale mentre al Cesena (squadra corresponsabile degli illeciti) é stata data una penalizzazione pesantissima, 15 punti. Peccato, peró, che il Cesena quest'anno sia fallito. Insomma é come condannare a morte un defunto.
Certo, Palermo e Crotone (ripescabili in A in caso di condanna di Parma e Chievo) presenteranno un ricorso ma oramai chi si fida piú della (in)giustizia sportiva?
martedì 24 luglio 2018
Il caffé freddo piú "bello" del mondo
Tanti anni fa era d'uso, in estate, consumare al bar il caffé freddo. Il barista tirava fuori dal frigo un bottiglione pieno di caffé semighiacciato e lo versava in un bicchierino di vetro. Il caffé freddo era, di solito, già zuccherato.
Se oggi si chiede un caffè freddo al bar il barista ti propone, al suo posto, due alternative, visto che nessuno piú conserva il caffé nel bottiglione: il cremino (bevanda che sa di tutto tranne che di caffé) o il caffé shakerato.
Ma un giorno sono capitato al Victorian bar di Saronno ed ecco cosa mi hanno servito. Cliccate sull'immagine e seguite il sorprendente video.
pippovinci
venerdì 20 luglio 2018
Marmellata di peperoncino Habanero
Pochi conoscono questa prelibatezza calabrese e molti associano la marmellata al sapore dolce.
Questa marmellata, infatti, è sì dolce, ma anche piccante, molto piccante. Noi vi spieghiamo come si prepara. Ma chi non sopporta troppo il piccante, può prepararla nella sua versione light che, rispetto alla versione strong, prevede semplicemente l'utilizzo di una quantitá inferiore di peperoncino o l'uso di una varietá meno piccante.
A tal proposito vi invito a consultare questo sito dove sono indicati i gradi di piccantezza (scala Scoville) delle diverse varietá di peperoncino .
Ingredienti per 6 vasetti (vedi foto):
Peperoni gialli e rossi: kg 1,400
Zucchero: kg 0,850
Vino rosso corposo: un bicchiere
Sale: un cucchiaino
Peperoncino Habanero: 2 (light) o 3 (strong)
Preparazione:
Tagliate a pezzetti i peperoni ed i peperoncini* (puliti e senza semi), mettete tutti gli ingredienti in un tegame e cuocete a fuoco molto lento per circa 90 minuti. Se dovesse addensarsi troppo, aggiungete dell'acqua calda. Al termine della cottura, frullate il tutto con un frullatore ad immersione (minipimer) e passate al setaccio.
Rimettete sul fornello a fuoco più vivo e mescolate di continuo fino a che il composto non assume la consistenza di una crema
Spegnete il fuoco , riempite i vasetti e fateli riposare una notte senza coperchio.
Prima di conservarli procedete con la pastorizzazione
Potete gustare la marmellata su crostini, formaggi stagionati, fette biscottate o sulla frittata!
* maneggiare i peperoncini con i guanti
pippovinci
Questa marmellata, infatti, è sì dolce, ma anche piccante, molto piccante. Noi vi spieghiamo come si prepara. Ma chi non sopporta troppo il piccante, può prepararla nella sua versione light che, rispetto alla versione strong, prevede semplicemente l'utilizzo di una quantitá inferiore di peperoncino o l'uso di una varietá meno piccante.
A tal proposito vi invito a consultare questo sito dove sono indicati i gradi di piccantezza (scala Scoville) delle diverse varietá di peperoncino .
Ingredienti per 6 vasetti (vedi foto):
Peperoni gialli e rossi: kg 1,400
Zucchero: kg 0,850
Vino rosso corposo: un bicchiere
Sale: un cucchiaino
Peperoncino Habanero: 2 (light) o 3 (strong)
Preparazione:
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| .. su formaggi stagionati... |
Rimettete sul fornello a fuoco più vivo e mescolate di continuo fino a che il composto non assume la consistenza di una crema
Spegnete il fuoco , riempite i vasetti e fateli riposare una notte senza coperchio.
Prima di conservarli procedete con la pastorizzazione
Potete gustare la marmellata su crostini, formaggi stagionati, fette biscottate o sulla frittata!
* maneggiare i peperoncini con i guanti
pippovinci
giovedì 19 luglio 2018
Frasi celebri. Governati da esseri inferiori
Una delle punizioni che ti spettano per non aver partecipato alla vita politica, é quella di essere governato da esseri inferiori
Platone
Platone
lunedì 9 luglio 2018
Dio pagano e Dio cristiano
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| Edinson Cavani |
Bene. Su Facebook , cloaca dove vengono scaricati fiumi di rifiuti ,insulti, offese, ma anche cose buone, qualcuno ha ringraziato dio per il probabile buon esito della vicenda.
I commenti a questo ringraziamento mistico sono stati variopinti, ma uno mi ha colpito in particolare. E diceva così : anche noi atei siamo contenti del buon esito della vicenda, ma se il tuo Dio esistesse veramente, non avrebbe permesso che accadesse una cosa del genere .
Ecco il problema : Dio che decide i destini del mondo. Ma questo è un pensiero decisamente pagano, pensiero secondo il quale ogni evento sarebbe influenzato (o voluto) da Dio, anzi dal dio "specifico" quello dei venti, dei raccolti , dei vulcani, della guerra, dell' amore, del sole, della luna, delle caverne ecc.
Ricordiamo che, a tal proposito, è spesso capitato che prima di una battagli i due schieramenti avversari , pregassero lo stesso Dio perché li aiutasse a vincere lo scontro! Che dovrebbe fare Dio in questo caso? Lo stesso avviene persino prima di una partita di calcio.
Ma purtroppo questo è anche il pensiero di molti credenti che si affidano al Signore per le più svariate evenienze , financo per fare promuovere i figli a scuola o per guarire da una malattia .
Per il vero credente le cose, pero', non funzionano così . Dio, attraverso i suoi canali (profeti e sacre scritture) ha semplicemente indicato agli uomini la strada da percorrere per ottenere "la vita eterna".
Tutti qui 😏
Non solo . Tutti coloro che offrono voti, sacrifici e privazioni per ottenere dal loro Dio una "soluzione" ad un problema umano , non fanno altro che comportarsi come dei moderni pagani, mentre, almeno nel cristianesimo, la ricompensa ai sacrifici ed alle preghiere avverrá nell'aldilá perché ha detto Gesù " il mio regno non ê di questo mondo .."
Insomma cari credenti, come ricompensa ai vostri sacrifici, non vi basta la vita eterna? O piuttosto preferite guarire da una malattia, che per la vita eterna c è sempre tempo, ammesso che non sia una favola?
nessun cristiano (e nessun credente in generale) dovrebbe mai incolpare (o ringraziare) il suo Dio per avvenimenti umani e terrestri.
E se proprio vogliamo vedere il disegno di Dio nei fatti della umanità ciò avviene nella misura in cui la fede cambia il modo di agire e di pensare di molte persone, ma le malattie, le guerre, le carestie e.. le partite di calcio sono solo miserie umane
venerdì 15 giugno 2018
La burocrazia non dovrebbe gestire denaro.
I continui e ripetuti fatti "criminosi" che coinvolgono funzionari della Pubblica Amministrazione non fanno che confermare che il sistema di corruzione nella PA sia un fenomeno nazionale e praticamente impossobile da arginare. Ci hanno provato quasi tutte le forze politiche. Chi più chi meno convintamente, ma la piaga non risparmia neppure aree della pubblica amministrazione ed aree geografice che sembravano impermeabili al fenomeno.
Ma allora sarebbe il caso di adottare una vera e propria rivoluzione nella catena dei progetti finanziati e tornare al passato quando, mi pare di ricordare, la gestione del denaro da parete della Pubblica Amministrazione era di livello enormemente inferiore.
Insomma la soluzione è proprio questa. Evitare che le PA gestiscano i soldi da destinare agli investimenti. Sappiamo che l'occasione fa l'uomo ladro. Evitiamo, quindi, che i funzionari pubblici abbiano questa tentazione.
1) le P.A. devono solo dettare le regole ed attuare eventuali controlli; non dovrebbero mai occuparsi della fase che porta all'assegnazione del finanziamento ok
2) gli unici soggetti deputati a "maneggiare denaro" dovrebbero essere le banche. Lo hanno sempre fatto ed i sistemi di controllo sono molto più collaudati (anche se non infallibili) ed omogenei di quelli che utilizzano le diverse pubbliche amministrazioni
3) la Pa dovrebe intervenire favorendo questo o quel settore economico attraverso la semplice agevolazione finanziaria con la riduzione dei tassi di interesse.
In pratica tutto avverrebbe così
1) lo Stato decide di favorire gli investimenti , per esempio, sui trasporti, in Sardegna
2) la stessa regione detta le condizoni minime per avere il finanziamento
3) gli imprenditori che ritengono di avere possedere i parametri richiesti, vanno in banca, presentano il porgetto e ricevono il prestito dalla banca
4) lo Stato, per favorire questo investimento, interviene semplicemente contribundo al pagamento degli interessi a carico dell'imprenditore.
Negli anni '60 e '70 era questo il metodo dei piani quinquennali che davano semplici agevolazioni sugli interessi. E' chiaro che l'imprenditore si impegnerà ad eseguire il progetto se lo stesso viene ritenuto sostenibile, ossia remunerativo al punto da potere almeno ripagare il prestito e quella parte di interessi non coperti dallo Stato. Tutto qui!
pippo vinci
Ma allora sarebbe il caso di adottare una vera e propria rivoluzione nella catena dei progetti finanziati e tornare al passato quando, mi pare di ricordare, la gestione del denaro da parete della Pubblica Amministrazione era di livello enormemente inferiore.
Insomma la soluzione è proprio questa. Evitare che le PA gestiscano i soldi da destinare agli investimenti. Sappiamo che l'occasione fa l'uomo ladro. Evitiamo, quindi, che i funzionari pubblici abbiano questa tentazione.
1) le P.A. devono solo dettare le regole ed attuare eventuali controlli; non dovrebbero mai occuparsi della fase che porta all'assegnazione del finanziamento ok
2) gli unici soggetti deputati a "maneggiare denaro" dovrebbero essere le banche. Lo hanno sempre fatto ed i sistemi di controllo sono molto più collaudati (anche se non infallibili) ed omogenei di quelli che utilizzano le diverse pubbliche amministrazioni
3) la Pa dovrebe intervenire favorendo questo o quel settore economico attraverso la semplice agevolazione finanziaria con la riduzione dei tassi di interesse.
In pratica tutto avverrebbe così
1) lo Stato decide di favorire gli investimenti , per esempio, sui trasporti, in Sardegna
2) la stessa regione detta le condizoni minime per avere il finanziamento
3) gli imprenditori che ritengono di avere possedere i parametri richiesti, vanno in banca, presentano il porgetto e ricevono il prestito dalla banca
4) lo Stato, per favorire questo investimento, interviene semplicemente contribundo al pagamento degli interessi a carico dell'imprenditore.
Negli anni '60 e '70 era questo il metodo dei piani quinquennali che davano semplici agevolazioni sugli interessi. E' chiaro che l'imprenditore si impegnerà ad eseguire il progetto se lo stesso viene ritenuto sostenibile, ossia remunerativo al punto da potere almeno ripagare il prestito e quella parte di interessi non coperti dallo Stato. Tutto qui!
pippo vinci
giovedì 14 giugno 2018
venerdì 8 giugno 2018
Cecchinato viene eliminato, ma macchia il suo torneo con una bestemmia in diretta
Fin qui nulla di drammatico , sia perché Cecchinato(n 58 del Ranking prima del torneo) si è fermato solo alle semifinali, sia perché il siciliano ha perso di misura i due primi set (7- 5 e 7-6).
Ma quello che macchia il cammino di Cecchinato è la bestemmia che il venticinquenne palermitano ha urlato durante il tie break del secondo set.
Una bestemmia che tutto il mondo ha ascoltato e visto anche perchè il tennista italiano, in quel momento, era inquadrato in primo piano.
mercoledì 6 giugno 2018
Giuseppe Conte, ennesimo Premier non eletto dal popolo!
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| Conte, Di Maio e Salvini |
Diciamo , innanzi tutto, che questa "usanza" è perfettamente costituzionale e che il Premier in Italia non è scelto direttamente dagli elettori, ma i grillini sostenevano che il Premier, comunque, dovesse essere individuato tra i nuovi parlamentari
Cosa è successo allora a Di Maio e company?
È successo che le elezioni non sono andate come speravano e che quindi non era possibile formare un governo monocolore.
Che fare?
Se si voleva andare al governo ( per responsabilità o per ingordigia di potere nessuno lo può affermare con certezza) bisognava scendere a patti .
Se si voleva andare al governo ( per responsabilità o per ingordigia di potere nessuno lo può affermare con certezza) bisognava scendere a patti .
Ma anche questa strategia è stata criticata come fu scriticata , nel 2013, la strategia opposta , quella di non stringere alleanze.
Ma a patti con chi?
Pur essendo preferita la strada della coalizione con il PD ,(secondo partito più votato) i grillini hanno dovuto mutare ancora una volta obiettivo, a causa del diniego dei democratici, trovando un accordo con i razzisti della Lega di Salvini (ma questo merita un post a parte) , accordo sulla base di un contratto di programma.
Pur essendo preferita la strada della coalizione con il PD ,(secondo partito più votato) i grillini hanno dovuto mutare ancora una volta obiettivo, a causa del diniego dei democratici, trovando un accordo con i razzisti della Lega di Salvini (ma questo merita un post a parte) , accordo sulla base di un contratto di programma.
E il Premier?
Sia Salvini che Di Maio hanno posto un veto personale (e partitico) reciproco. Nessuno dei due accettava l'altro come premier. Ne' un parlamentare del partito alleato.
Cosa fare a questo punto?
Certo se si rimaneva fedeli ai proclami elettorali, la soluzione tecnicamente doveva essere proporre a Mattarella, come Premier, un deputato dell' opposizione , in quanto eletto !!
Certo se si rimaneva fedeli ai proclami elettorali, la soluzione tecnicamente doveva essere proporre a Mattarella, come Premier, un deputato dell' opposizione , in quanto eletto !!
Vi sarebbe sembrata una scelta logica? Una maggioranza parlamentare guidata da un deputato dell'opposizione. Ritengo che il Capo dello Stato si sarebbe fatto una risata così fragorosa e prolungata da mettere a rischio le sue coronarie
Si concorda , quindi, di proporre un autorevole professore universitario di diritto con un prestigioso curriculum, al netto delle accuse fattegli proprio sui contenuti dello stesso curriculum .
Ecco, gli ex ingenui grillini hanno imparato in fretta che la politica è compromesso e rinunce, e quelli che prima li criticavano per la mancanza di questo requisito indispensabile (dicevano) per un partito, ora li criticano per il motivo opposto sostenendo che gli uomini di Di Maio hanno sempre fatto della "diversitá" la loro bandiera.
Questo è verissimo, ma accogliamo i grillini nel melmoso mondo della politica e prima impareranno a galleggiare (senza immergersi) , più lunga sará la loro avventura all'interno delle istituzioni.
P.S. anche la "rimpianta" Democrazia Cristiana , quando nacque, si ispirava agli insegnamenti del cristianesimo. C'è qualcuno che pensa che tutte le azioni dei democristiani furono ispirate dalle parole di Gesù Cristo?....Con tutto il dovuto rispetto, s'intende!
P.S. anche la "rimpianta" Democrazia Cristiana , quando nacque, si ispirava agli insegnamenti del cristianesimo. C'è qualcuno che pensa che tutte le azioni dei democristiani furono ispirate dalle parole di Gesù Cristo?....Con tutto il dovuto rispetto, s'intende!
martedì 5 giugno 2018
Dove vuole arrivare Cecchinato?
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| Dominic Thiem |
Raggiungere i quarti di finale del prestigioso torneo parigino, rappresentava un traguardo mitico, incredibile ed esaltante.
Ma non è stato così: il 25 enne siciliano è andato ben oltre le aspettative dell' intero circo del tennis e, battendo l 'ex n 1 Novak Djokovich , ê approdato alle semifinali dove incontrerá il n 8 del Ranking , l'austriaco Dominic Thiem vincitore, in carriera,di oltre 10 milioni di euro
Pronostico? Come sempre favorevole all'avversario di Cecchinato che, questa volta però, viene quotato a 6,5 contro gli otto prima dell incontro vinto con Djokovich .
Beh , anche gli "allibratori" cominciano a non fidarsi del ranking visto che il
Nostro campione (n 58 del mondo) ha giá battuto i numeri 9 e 11 della classifica. E in fondo Thiem è "solo" il numero 8.
lunedì 4 giugno 2018
Roland Garros, Marco Cecchinato non si ferma più
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| Novak Djokovich |
Il tennista palermitano ha battuto, in quattro set, il numero 9 del mondo, il belga David Goffin e si è qualificato per i quarti di finale del prestigioso torneo, dove incontrerá Novak Djokovich ex numero 1 del ranking di cui ora occupa la posizione 22. Considerato che le ultime due "vittime" di Cecchinato erano il n 9 ed il n 11, il palermitano non parte battuto. Nell' incontro di ieri il 25enne siciliano ha pure confezionato un cappotto a Goffin vincendo il 3° set 6 - 0, per poi passeggiare al 4° e ultimo set con un comodo 6 - 3.
Cecchinato , dotato di un devastante primo servizio, è il nono tennista italiano di sempre ad entrare nei quarti di finale del torneo di Parigi definito il mondiale sulla terra rossa.
venerdì 1 giugno 2018
Strepitoso Cecchinato: agli ottavi al Roland Garros
Il 25enne palermitano Marco Cecchinato, impegnato nel torneo ATP del Roland Garros, ha battuto in 4 set lo spagnolo Carreno Busta, testa di serie n 10 del tabellone e 11° del ranking mondiale, conquistando così l'accesso agli ottavi di finale del prestigioso torneo parigino. Risultato mai raggiunto da un italiano negli ultimi sei anni.
Il giovane palermitano, agli ottavi incontrerá un avversario difficile tra Goffin (9° del ranking mondiale o Monfils (37° del ranking), ma non proibitivo.
Cecchinato, prima del torneo di Parigi, occupava la 58^ posizione della classifica mondiale e dopo il rientro da una squalifica per scommesse, ha ritrovato una forma smagliante che quest'anno lo ha portato anche a vincere il torneo ATP di Budapest.
Il giovane palermitano, agli ottavi incontrerá un avversario difficile tra Goffin (9° del ranking mondiale o Monfils (37° del ranking), ma non proibitivo.
Cecchinato, prima del torneo di Parigi, occupava la 58^ posizione della classifica mondiale e dopo il rientro da una squalifica per scommesse, ha ritrovato una forma smagliante che quest'anno lo ha portato anche a vincere il torneo ATP di Budapest.
martedì 29 maggio 2018
Sono comunista, non sono grillino, ma difendo la democrazia rappresentativa
Molti sostengono che non posso dire quello che ho detto o scritto riguardo questa crisi istituzionale, perchè sarei colto (adulazione pelosa e sospetta).
Allora vi comunico che io non sono colto, sono un grande ignorante. Così posso dire quello che voglio.
Io non ho mai contestato le idee politiche di nessuno senza prima avere dichiarato le mie.
Molti miei conoscenti (non tutti si intende), da tempo (e ora con maggior forza), si scagliano contro il movimento di Di Maio, ma non dichiarano per chi hanno votato o, addirittura, dicono di non avere votato perchè gli fanno schifo tutti o perchè "votare non serve a niente perchè non cambia niente" !?!?!?!!?
Ora che qualcosa stava cambiando (in meglio o in peggio non si sa) si scagliano contro i vincitori che hanno vinto anche grazie a chi non ha votato.
Bisogna avere il coraggio di dire quello in cui si crede non solo quello in cui non si crede. Troppo facile. Io sono comunista (ho votato Potere al Popolo) e non certo grillino, ma hanno vinto le elezioni e, secondo la Costituzione, hanno tutto il diritto di governare. Se un giorno dovessero vincere le elezioni i comunisti arriverebbero i carri armati degli USA, che comunque sono già qui dal 1945.
Per non fare governare il PC, hanno salvato tanti criminali nazifascisti, hanno ucciso Moro ed hanno fatto le stragi di Stato. Per non fare governare i 5 stelle si sono limitati a fare una legge elettorale contro di loro ed ora li hanno bloccati per un ministro che ha il diritto di pensarla come crede e perchè un partito con il 20% dei voti (secondo partito in parlamento) si è escluso dalla gara.
Mattarella,se non gradiva il progetto politico dei vincitori, poteva bocciargli le leggi incostituzionali o contrarie agli accordi internazionali (art 117 della Costituzione) di cui non è lui il garante, se non a Governo operante. Ogni disegno di legge contrario agli accord internazionali è incostituzionale, ma un Governo , a priori, non può essere giudicato incostituzionale, tranne che non sia dichiaratamente di stampo fascista.
Mattarella non poteva impedire la formazione di un governo solo perchè non la pensa come un suo ministro, dopo che il presidente del Consiglio incaricato (da lui), gli dà tutte le garanzie del caso. Io non difendo i 5 stelle, ma la democrazia rappresentativa.
Onida contro Mattatella
Allora vi comunico che io non sono colto, sono un grande ignorante. Così posso dire quello che voglio.
Io non ho mai contestato le idee politiche di nessuno senza prima avere dichiarato le mie.
Molti miei conoscenti (non tutti si intende), da tempo (e ora con maggior forza), si scagliano contro il movimento di Di Maio, ma non dichiarano per chi hanno votato o, addirittura, dicono di non avere votato perchè gli fanno schifo tutti o perchè "votare non serve a niente perchè non cambia niente" !?!?!?!!?
Ora che qualcosa stava cambiando (in meglio o in peggio non si sa) si scagliano contro i vincitori che hanno vinto anche grazie a chi non ha votato.
Bisogna avere il coraggio di dire quello in cui si crede non solo quello in cui non si crede. Troppo facile. Io sono comunista (ho votato Potere al Popolo) e non certo grillino, ma hanno vinto le elezioni e, secondo la Costituzione, hanno tutto il diritto di governare. Se un giorno dovessero vincere le elezioni i comunisti arriverebbero i carri armati degli USA, che comunque sono già qui dal 1945.
Per non fare governare il PC, hanno salvato tanti criminali nazifascisti, hanno ucciso Moro ed hanno fatto le stragi di Stato. Per non fare governare i 5 stelle si sono limitati a fare una legge elettorale contro di loro ed ora li hanno bloccati per un ministro che ha il diritto di pensarla come crede e perchè un partito con il 20% dei voti (secondo partito in parlamento) si è escluso dalla gara.
Mattarella,se non gradiva il progetto politico dei vincitori, poteva bocciargli le leggi incostituzionali o contrarie agli accordi internazionali (art 117 della Costituzione) di cui non è lui il garante, se non a Governo operante. Ogni disegno di legge contrario agli accord internazionali è incostituzionale, ma un Governo , a priori, non può essere giudicato incostituzionale, tranne che non sia dichiaratamente di stampo fascista.
Mattarella non poteva impedire la formazione di un governo solo perchè non la pensa come un suo ministro, dopo che il presidente del Consiglio incaricato (da lui), gli dà tutte le garanzie del caso. Io non difendo i 5 stelle, ma la democrazia rappresentativa.
Onida contro Mattatella
domenica 27 maggio 2018
Conte lascia, Di Maio cade nella trappola di Berlusconi, Salvini e Mattarella
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| il finto candidato ministro Paolo Savona |
Come abbiamo detto nel post precedente, questa decisione del Presidente della Repubblica è decisamente anticostituzionale ma i suoi sostenitori ricordano che già , in un recente passato, un Presidente (Oscar Luigi Scalfaro) aveva rifiutato di nominare Cesare Previti come minstro della Giustizia.
Ma il paragone non regge. Primo perchè Previti era riconosciuto essere già un truffaldino , secondo perchè Scalfaro rifiutò si di nominarlo ministro della Giustizia, ma lo nominò comunque Ministro (della difesa)
I fatti di questi giorni sono i seguenti
1) Silvio Berlusconi , di nuovo ricandidabile, dà il nulla osta per la formazione di un governo Lega - 5 Stelle
2) Salvini propone come ministro dell'economia Paolo Savona;
3) Mattarella non approva questa decisione;
4) Salvini non fa un passo indietro ed insiste su Savona;
5) Silvio Berlusconi si apparta due volte con il capo dello stato.
6) il premier incaricato rinuncia all'incarico e si avvicinano nuove elezioni.
Questi 6 momenti hanno, secondo me, questa spiegazione logica:
Sivlio Berlusconi, ottenuta la ricandidabilità , è convinto che il suo partito possa ottenere un consenso elettorale molto elevato in caso di elezioni anticipate, quindi suggerisce la tattica da seguire a Salvini e Mattarella.
Salvini propone un candidato che viene dipinto come un pericolo per l'Europa. Mattarella lo rifiuta e Salvini, seguendo il copione scritto da Berlusconi, insiste e non cambia nominativo.
Risultato: Mattarella continua a sostenete che l'ostacolo per la formazione del Governo sia proprio il nome di Paolo Savona al dicastero dell'economia e non dà il suo consenso alla formazione del governo guidato dall'inconsapevole Giuseppe Conti.
Si va quindi ad elezioni dove il pregiudicato di Arcore conta di portare la coalizione oltre il 40% e di formare un Governo senza Savona come Ministro dell'Economia, apparendo così un politico responsabile.
Il gioco è fatto ed il paese, per l'ennesima volta, è guidato da un pregiudicato in odore di mafia.
martedì 22 maggio 2018
Il massacro dei palestinesi
Cos’è uno scontro? Se escludiamo quello verbale, la prima immagine che viene in mente è lo scontro che può avvenire tra due automobili o tra ultras di due tifoserie avverse o ancora tra manifestanti e poliziotti in assetto antisommossa. Sembra però che Garzanti e Treccani nonché l’Accademia della Crusca dovranno introdurre un nuovo concetto di scontro, almeno a giudicare dalla nuova accezione che i mezzi di informazione stanno dando a questo termine.
Dal 30 marzo scorso al momento in cui scrivo, a Gaza sono stati uccisi almeno 44 (oggi il nndei morti supera le 100 unità n.d.r.) palestines e ne sono stati feriti più di quattromila, con ferite particolarmente gravi e devastanti, stando a quanto dichiarato da Medici senza frontiere. La loro colpa? Manifestare ogni venerdì, pacificamente e disarmati, per chiedere il ritorno dei discendenti palestinesicacciati dalle loro case nel 1948.
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Come risposta vengono colpiti a morte da cecchini israeliani appostati al confine. La stessa sorte è toccata a due giornalisti palestinesi che filmavano la scena.
Se fosse stato un vero scontro ci sarebbe
stato almeno un contatto fisico tra i due “gruppi” con morti e/o feriti in entrambi i lati, e i giornalisti non sarebbero stati colpiti. Più che uno scontro, mi sembra un macabro tiro al bersaglio, tanto cinico quanto quello delle risate e della soddisfazione che si può sentire provenire dagli stessi militari in un video pubblicato online del quotidiano israeliano Haaretz
Perché allora i giornali hanno paura di chiamare le cose con il loro vero nome? Eppure le parole nella nostra lingua non mancano: massacro? Strage? Crimine di guerra? Perché i mezzi di informazione, e i partiti (anche quelli che si dicono “rivoluzionari”), sembrano così timorosi?
Atra
Si può condannare la Shoah e provare orrore per i crimini atroci e le persecuzioni subite dagli ebrei durante laSeconda Guerra Mondiale ed essere critici anche verso gli abusi che il governo israeliano come nei confronti dei palestinesi?
Andrea D'Ambra / il fatto quotidiano
Andrea D'Ambra / il fatto quotidiano
giovedì 17 maggio 2018
la nazionale fa schifo per i troppi stranieri? FALSO!
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| gli italiani dopo la eliminazione con la Svezia |
È
un’analisi “da bar”, superficialmente convincente: se ci sono tanti
stranieri nel campionato italiano di calcio, meno calciatori italiani
avranno la possibilità di giocare ad alti livelli e meno ancora
diventeranno abbastanza forti per giocare in Nazionale. Il suo limite,
come accade spesso con le analisi che individuano una sola grande causa
per un problema complesso, è che probabilmente non tiene in
considerazione tantissime altre possibili concause dello stesso
problema. Se si confronta il numero degli stranieri nel campionato
italiano con quello di altri campionati, infatti, si capisce che non è
sufficiente a spiegare il buon o cattivo andamento della corrispondente
nazionale: anzi, i dati sembrano suggerire il contrario.
Secondo i dati di Transfermarkt,
un grande e affidabile database sul calcio, i calciatori stranieri nel
campionato italiano sono il 53,3 per cento del totale, mentre nel
campionato tedesco sono il 52,7 per cento del totale. Se fosse vero che
troppi calciatori stranieri in un campionato abbassano il livello della
nazionale, la squadra della Germania dovrebbe trovarsi in un periodo di
crisi come quella italiana: la nazionale di calcio tedesca però è
fortissima, è campione del mondo in carica ed è stabilmente in testa al ranking FIFA delle nazionali più forti del mondo.
Al terzo posto di quella classifica – in cui l’Italia è al 15esimo
posto – c’è invece il Portogallo campione d’Europa in carica e già
qualificato ai Mondiali: nel campionato portoghese, la Primeira Liga, i
calciatori stranieri sono il 57,6 per cento del totale, più che in Serie
A.
Altri esempi: in Spagna i calciatori stranieri sono il 42,8 per cento del totale (meno di quelli in Italia ma non radicalmente meno)
e la nazionale spagnola è stata una delle più forti e vincenti degli
ultimi quindici anni; in Francia gli stranieri nel campionato di calcio
sono il 49,7 per cento e la nazionale è all’ottavo posto del ranking
FIFA, e andrà ai Mondiali; in Inghilterra gli stranieri sono addirittura
il 67,2 per cento e la nazionale – seppur storicamente non fortissima –
si è qualificata facilmente ai Mondiali ed è davanti all’Italia nel
ranking FIFA; in Olanda gli stranieri sono intorno al 40 per cento del
totale (un numero simile a quello del campionato spagnolo) e la
nazionale non si è però qualificata ai Mondiali.
![]() |
| la nazionale tedesca |
Questo
non dovrebbe suggerire che non esista alcun legame tra il numero di
stranieri che giocano in un campionato e i risultati della squadra
nazionale. I controesempi con i campionati con pochi stranieri, per
esempio, potrebbero essere poco significativi perché relativi a paesi
meno popolosi e più poveri dell’Italia. Sembra evidente però
l’impossibilità di stabilire un rapporto di causalità diretta tra le due
cose; e anzi i dati sembrano suggerire che le nazioni che esprimono le
nazionali più forti abbiano un consistente numero di calciatori
stranieri nel proprio campionato (e spesso anche un significativo numero di calciatori che giocano in un campionato diverso da quello della propria nazione, cosa che in Italia invece è piuttosto rara).
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Kim Collins è un