venerdì 22 novembre 2013
domenica 17 novembre 2013
nessuna emozione
Domenica scorsa mi trovavo a Roma per partecipare al primo week end dell'ottavo festival del cinema. Di mattina ero "libero" da questo impegno ed avevo davanti due opzioni per me molto interessanti: la prima era di assistere alla proiezione dell'ultimo film-inchiesta di Massimo Mazzucco sull'11 settembre. Con il regista in sala.
La seconda quella di assistere all'angelus di Papa Bergoglio.
Alla fine, incredibile e dirsi, ho scelto quest'ultima opzione. Dico subito che la delusione è stata forte E lo stesso avranno provato le migliaia di fedeli e curiosi che gremivano Piazza San Pietro. Lo posso dire sia perchè ho ascoltato con attenzione i commenti, sia perchè gli appalusi durante e dopo la "performance" di Francesco sono stati brevi e pochissimo calorosi.
Lo posso dire perché agli angelus di Woityla (visto) o di Giovanni XXIII (letto) e persino di Paolo VI (visto) , c'era gente che alla fine piangeva di gioia e di emozione. Qui no!
Il fatto è che da questo Papa della svolta tutti si aspettano ogni giorno un pezzettino di questa svolta. Cosa che , in effetti, no è possibile; ma la sequenza di argomenti trattati e la incisività dei contenuti hanno lasciato quasi basiti (e non certo commossi) i "fedeli".
Ecco di cosa ha parlato Francesco:
1. ha letto (si, letto) una omelia che si riferiva al passo del vangelo della giornata. Una omelia ovvia e scontata di quelle che se ne sentono a migliaia nelle chiese. Nessuna sferzata di novità, nessuno slancio di ampio respiro o di nuova speranza che ha caratterizzato le sue prime mosse da papa. I soliti Dio vi ama; la morte non è la fine di tutto; o ancora tutti saremo uguali nell'aldilà;
2. poi ha ricordato, giustamente, la immensa tragedia del tifone nelle Filippine;
3. infine ha letto un breve elenco di saluti rivolti ad alcuni gruppi di fedeli organizzati presenti in Piazza che, a turno, sentendosi citati, sventolavano colorate bandierine o bianchi fazzoletti
fine!
Chi era andato a Roma solo per assistere a questo momento, non credo sia rimasto particolarmente commosso o soddisfatto. In fondo ad una predichetta del genere poteva assistere andando a piedi nella parrocchia sotto casa. Gli sarebbe anche costato molto di meno.
Ma quello che è mancato, a prescindere dalle parole, è proprio quello che tutti si aspettavano: ossia una sorta di atmosfera di novità, una tempesta di emozioni mistiche, un abbraccio caloroso e più umano da parte di un papa che tante speranze ha riacceso nel cuore del popolo dei credenti.
pippo vinci
La seconda quella di assistere all'angelus di Papa Bergoglio.
Alla fine, incredibile e dirsi, ho scelto quest'ultima opzione. Dico subito che la delusione è stata forte E lo stesso avranno provato le migliaia di fedeli e curiosi che gremivano Piazza San Pietro. Lo posso dire sia perchè ho ascoltato con attenzione i commenti, sia perchè gli appalusi durante e dopo la "performance" di Francesco sono stati brevi e pochissimo calorosi.
Lo posso dire perché agli angelus di Woityla (visto) o di Giovanni XXIII (letto) e persino di Paolo VI (visto) , c'era gente che alla fine piangeva di gioia e di emozione. Qui no!
Il fatto è che da questo Papa della svolta tutti si aspettano ogni giorno un pezzettino di questa svolta. Cosa che , in effetti, no è possibile; ma la sequenza di argomenti trattati e la incisività dei contenuti hanno lasciato quasi basiti (e non certo commossi) i "fedeli".
Ecco di cosa ha parlato Francesco:
1. ha letto (si, letto) una omelia che si riferiva al passo del vangelo della giornata. Una omelia ovvia e scontata di quelle che se ne sentono a migliaia nelle chiese. Nessuna sferzata di novità, nessuno slancio di ampio respiro o di nuova speranza che ha caratterizzato le sue prime mosse da papa. I soliti Dio vi ama; la morte non è la fine di tutto; o ancora tutti saremo uguali nell'aldilà;
2. poi ha ricordato, giustamente, la immensa tragedia del tifone nelle Filippine;
3. infine ha letto un breve elenco di saluti rivolti ad alcuni gruppi di fedeli organizzati presenti in Piazza che, a turno, sentendosi citati, sventolavano colorate bandierine o bianchi fazzoletti
fine!
Chi era andato a Roma solo per assistere a questo momento, non credo sia rimasto particolarmente commosso o soddisfatto. In fondo ad una predichetta del genere poteva assistere andando a piedi nella parrocchia sotto casa. Gli sarebbe anche costato molto di meno.
Ma quello che è mancato, a prescindere dalle parole, è proprio quello che tutti si aspettavano: ossia una sorta di atmosfera di novità, una tempesta di emozioni mistiche, un abbraccio caloroso e più umano da parte di un papa che tante speranze ha riacceso nel cuore del popolo dei credenti.
pippo vinci
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venerdì 15 novembre 2013
giovedì 14 novembre 2013
Hanno ucciso 500.000 civili!
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| Colin Powel con la provetta fasulla |
Ma se ragioniamo bene sui fatti dovremmo ammettere che il kamikaze, definito da tutti i media un "terrorista", altro non ha fatto che compiere una azione di guerra in una situazione di guerra contro un esercito nemico. Il kamikaze era un guerriero che combatteva contro un esercito che ha invaso il suo paese adducendo pretesti inesistenti (possesso di armi di distruzione di massa).
In questa guerra (chiamata missione di pace) gli eserciti occupanti (tra cui quello italiano) hanno ucciso ben 500.000 civili. CINQUECENTOMILA! (clicca qui).
E poi se un iracheno uccide, in guerra, 19 MILITARI in assetto di guerra, diventa un terrorista!
La guerra fa schifo e va sempre evitata. Sempre! Ma se si fa la guerra, a volte si viene anche uccisi dal nemico. Capita. Non mi pare di ricordare una guerra dove i morti ci sono stati solo a un lato. Proprio non la ricordo. Eppure, in storia, ero molto bravo!
pippo vinci
lunedì 11 novembre 2013
la trazzera vintage (13): San Martino
Secondo la nota leggenda, un giorno d’inverno, un cavaliere di nome Martino cavalcava per un sentiero in mezzo ad un bosco, armato di spada e avvolto nel suo caldo e rosso mantello. Faceva freddo. Molto freddo.Ad un certo punto il fiero cavaliere vide un povero vecchio mezzo ignudo che soffriva come un cane per il freddo cane. Il buon Martino cosa fece? Prese la spada, tagliò il mantello in due parti (spero uguali) e ne diede una all’infreddolito viandante.
Tosto, il buon Dio fece spuntare il sole e la temperatura divenne tersa: l’estate di S Martino. Che si festeggia ogni anno l'11 novembre
Fino a poco tempo fa, leggendo questa leggenda utile a dimostrare (nonostante la spada) la bontà di Martino, nulla mi sembrava fuori posto. Tutto concordava e tutto conduceva alla considerazione che si, Martino ha fatto un bel gesto e Dio, onnipotente, lo ha immediatamente gratificato (su questa terra) facendo spuntare il sole e imponendo alla temperatura di alzarsi, presumibilmente, di diversi gradi centigradi.
Poi ho prestato più attenzione all’episodio tramandato e mi sono venuti dei seri dubbi:
1° dubbio
Se Martino era veramente così buono da meritarsi poi la qualifica di santo perchè tagliare il mantello? Perchè non donarlo tutto al povero e nudo viandante? S Francesco, nove secoli dopo, donerà tutto ai poveri, non la metà!
2° dubbio
Sappiamo, dalle Sacre Scritture, che la ricompensa per una vita cristiana sarebbe la vita eterna. O, in ogni caso, sarebbe una ricompensa importante, da godere nell’altro mondo perché il Suo regno non è di questo mondo. Qui la banale ricompensa (mitigazione del clima) avviene quasi in tempo reale!
3° dubbio (forse il più pesante!)
Perchè fare spuntare il sole ora che il vecchietto congelato aveva di che scaldarsi? Si presuppone infatti che se Martino non avese incontrato il pover’uomo , questi sarebbe rimasto infreddolito fino a morirne, no? Di conseguenza la mutazione climatica non è stata fatta per il poveretto, ma per il ricco e buon (?) Martino che oramai aveva solo mezzo mantello a disposizione, che quindi non lo tutelava totalmente. Povero Martino!
In sintesi : finchè il mantello lo aveva Martino, il tempo poteva rimanere inclemente ed il vecchio poteva morire di freddo. Appena Martino si è mezzo denudato ed il vecchio aveva di che coprirsi ecco che arriva l’estate.
Spero solo che Martino non sia diventato santo per questa leggenda, se dovessi scorprire questo, proporrei una sottoscrizione per annullare la santità del santo dell’11 novembre!
post già pubblicato in data 11 novembre 2012
venerdì 8 novembre 2013
una cena di gatti nel covo rosanero
Ogni tanto il Pigafetta scende a Palermo per "sistemare" i suoi affari. Onesti e legittimi, per carità.
Ed in queste circostanze non perde mai l'occasione per rivedere gli amici, scolarsi una bottiglia di rosso siciliano (sempre in compagnia) e chiacchierare del rosa e del nero, del palermo. Oggettivamente i suoi fedelissimi amici si contano oramai sulle dita di una zampa di pollo. Ma lui è sempre contento di vederli. (leggi tutto)
martedì 5 novembre 2013
lunedì 4 novembre 2013
detenuti di serie B
DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI
Libero pensieo
"Sono intervenuta per una detenuta che rischiava di morire, non siamo tutti uguali davanti alla legge? Escludo che ci siano detenuti di serie A e di serie B. Rispondo sempre a chiunque mi telefoni per sollecitarmi un caso importante".
Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, 2 novembre 2013
...........
Ecco, qui di seguito, i nomi dei deceduti per suicidio o perchè privi di adeguata assistenza sanitaria nei penitenziari dove erano stanziati dal luglio del 2013 a oggi, da quando Giulia Ligresti ha goduto di un "beneficio di carattere umanitario" (e come persona sono davvero contento per lei perchè è stata salvaguardata la sua salute privata).
Sono 30 esseri umani.
Non erano stati condannati a morte perchè la pena capitale è stata abolita in tutte le 28 nazioni della Unione Europea.
Eppure sono morti.
Nessuno si è occupato di loro. Corso Egidio 81 anni 26-ott-13 Malattia, carcere di Ferrara
Italiano anonimo 43 anni 20-ott-13 cause "ancora da accertare" carcere di Avellino
Nuvoletta Angelo 71 anni 20-ott-13 Malattia, carcere di Parma
Occania Amedi 41 anni 19-ott-13 cause "ancora da accertare" carcere di Teramo
Nahri Said 33 anni 17-ott-13 Suicidio, carcere di Pesaro
Simsig Giulio 50 anni 17-ott-13 Suicidio, carcere di Trieste
Vadalà Antonino 61 anni 16-ott-13 Malattia, non specificata nè definita, carcere di Secondigliano
Caccianti Sergio 82 anni 15-ott-13 Malattia, carcere di Roma Rebibbia
Valpiani Davide 49 anni 13-ott-13 Suicidio, carcere di Perugia
Asslamal Fouad 37 anni 23-set-13 cause "ancora da accertare" carcere di Livorno
Pellecchia Raffaele 55 anni 17-set-13 Malattia, carcere di Avellino
Faliero Vincenzo 43 anni 17-set-13 cause "ancora da accertare" carcere di Civitavecchia (RM)
Tunisino Anonimo 43 anni 16-set-13 Cause "ancora da accertare" carcere di Spoleto (Pg)
Continanza Nicola 39 anni 16-set-13 Cause "ancora da accertare" carcere di Bologna
Paiusti Francesco 66 anni 15-set-13 Malattia, carcere di Salerno
Ler Fulvio 53 anni 9-set-13 cause "ancora da accertare" carcere di Salerno
Panariello Angelo 64 anni 5-set-13 Suicidio, carcere di S. Angelo d. L. (Av)
Mokhar Ahmed Mohamed 24 anni 4-set-13 Suicidio, carcere di Caltanissetta
Spuzic Resad 35 anni 3-set-13 cause "ancora da accertare" Siena
Mariani Walter Luigi 58 anni 31-ago-13 cause "ancora da accertare" carcere di Opera (Mi)
Suladze Shota 29 anni 28-ago-13 Suicidio, carcere di Taranto
Daoudi Abdelaziz 21 anni 16-ago-13 Suicidio, carcere di Padova Circondariale
Italiano Anonimo 51 anni 13-ago-13 Suicidio, carcere di Prato
Anaki Moustapha 31 anni 10-ago-13 causa "ancora da accertare" carcere di Crotone (Cie)
Viorel Neicu 30 anni 1-ago-13 Malattia "ancora da definire" carcere di Sassari
Vignoli Mario 66 anni 29-lug-13 Suicidio, carcere di Cremona
Marsala Giovanni 40 anni 28-lug-13 Suicidio, carcere di Velletri (Rm)
Bottini Piero 53 anni 25-lug-13 Suicidio Roma, carcere di Rebibbia
Maragkos Nikolaos 53 anni 21-lug-13 Suicidio, carcere di Rossano (CS)
Tunisino Anonimoo 40 anni 3-lug-13 Suicidio carcere di Napoli Secondigliano
Sergio Di Cori Modigliani
Fonte: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it
Libero pensieo
"Sono intervenuta per una detenuta che rischiava di morire, non siamo tutti uguali davanti alla legge? Escludo che ci siano detenuti di serie A e di serie B. Rispondo sempre a chiunque mi telefoni per sollecitarmi un caso importante".
Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, 2 novembre 2013
...........
Ecco, qui di seguito, i nomi dei deceduti per suicidio o perchè privi di adeguata assistenza sanitaria nei penitenziari dove erano stanziati dal luglio del 2013 a oggi, da quando Giulia Ligresti ha goduto di un "beneficio di carattere umanitario" (e come persona sono davvero contento per lei perchè è stata salvaguardata la sua salute privata).
Sono 30 esseri umani.
Non erano stati condannati a morte perchè la pena capitale è stata abolita in tutte le 28 nazioni della Unione Europea.
Eppure sono morti.
Nessuno si è occupato di loro. Corso Egidio 81 anni 26-ott-13 Malattia, carcere di Ferrara
Italiano anonimo 43 anni 20-ott-13 cause "ancora da accertare" carcere di Avellino
Nuvoletta Angelo 71 anni 20-ott-13 Malattia, carcere di Parma
Occania Amedi 41 anni 19-ott-13 cause "ancora da accertare" carcere di Teramo
Nahri Said 33 anni 17-ott-13 Suicidio, carcere di Pesaro
Simsig Giulio 50 anni 17-ott-13 Suicidio, carcere di Trieste
Vadalà Antonino 61 anni 16-ott-13 Malattia, non specificata nè definita, carcere di Secondigliano
Caccianti Sergio 82 anni 15-ott-13 Malattia, carcere di Roma Rebibbia
Valpiani Davide 49 anni 13-ott-13 Suicidio, carcere di Perugia
Asslamal Fouad 37 anni 23-set-13 cause "ancora da accertare" carcere di Livorno
Pellecchia Raffaele 55 anni 17-set-13 Malattia, carcere di Avellino
Faliero Vincenzo 43 anni 17-set-13 cause "ancora da accertare" carcere di Civitavecchia (RM)
Tunisino Anonimo 43 anni 16-set-13 Cause "ancora da accertare" carcere di Spoleto (Pg)
Continanza Nicola 39 anni 16-set-13 Cause "ancora da accertare" carcere di Bologna
Paiusti Francesco 66 anni 15-set-13 Malattia, carcere di Salerno
Ler Fulvio 53 anni 9-set-13 cause "ancora da accertare" carcere di Salerno
Panariello Angelo 64 anni 5-set-13 Suicidio, carcere di S. Angelo d. L. (Av)
Mokhar Ahmed Mohamed 24 anni 4-set-13 Suicidio, carcere di Caltanissetta
Spuzic Resad 35 anni 3-set-13 cause "ancora da accertare" Siena
Mariani Walter Luigi 58 anni 31-ago-13 cause "ancora da accertare" carcere di Opera (Mi)
Suladze Shota 29 anni 28-ago-13 Suicidio, carcere di Taranto
Daoudi Abdelaziz 21 anni 16-ago-13 Suicidio, carcere di Padova Circondariale
Italiano Anonimo 51 anni 13-ago-13 Suicidio, carcere di Prato
Anaki Moustapha 31 anni 10-ago-13 causa "ancora da accertare" carcere di Crotone (Cie)
Viorel Neicu 30 anni 1-ago-13 Malattia "ancora da definire" carcere di Sassari
Vignoli Mario 66 anni 29-lug-13 Suicidio, carcere di Cremona
Marsala Giovanni 40 anni 28-lug-13 Suicidio, carcere di Velletri (Rm)
Bottini Piero 53 anni 25-lug-13 Suicidio Roma, carcere di Rebibbia
Maragkos Nikolaos 53 anni 21-lug-13 Suicidio, carcere di Rossano (CS)
Tunisino Anonimoo 40 anni 3-lug-13 Suicidio carcere di Napoli Secondigliano
Sergio Di Cori Modigliani
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martedì 29 ottobre 2013
fotopost: ridicolapolitica
domenica 27 ottobre 2013
giovedì 24 ottobre 2013
I nostri padroni ci spiano. Embè?
E’ di queste ore la notizia che Gli Stati Uniti d’America
spiano (anche) gli europei attraverso
milioni di intercettazioni che pare abbiano interessato anche gli stessi
governo sovrani.
Grande clamore nell’opinione pubblica e parole di sdegno e
condanna da parte di autorevoli politici del vecchio continente.
Io trovo paradossale non tanto la vile attività di
spionaggio degli USA, ma le reazioni
(falsamente) irritate dei politici e dei media dell'Europa
Fate finta o dite sul serio? Non vi siete ancora accorti che dal 1945 l’Europa è una colonia degli USA? Un loro possedimento privilegiato che usano a loro piacimento.
Fate finta o dite sul serio? Non vi siete ancora accorti che dal 1945 l’Europa è una colonia degli USA? Un loro possedimento privilegiato che usano a loro piacimento.
Vi irritate se vi intercettano e non dite nulla se avete
migliaia di militari USA a casa vostra con annesse armi atomiche?
Vi irritate se vi intercettano e non muovete un dito se i
marines compioni stragi (tipo cermis) e non vengono minimamente sfiorati da un
procedimento penale?
Vi irritate , ma non muvete un dito se dalle basi USA sui vs
territori partono missioni di morte contro inermi popolazioni colpevoli solo di
abitare su una tanica di petrolio?
Ora Obama dirà quatto paroline rassicuranti ai suoi sudditi d’oltremare
, i quali sudditi si ammuccheranno le parole di Pinocchio Barack e tutto finirò
a tarallucci e hamburger-
amedeo ciontino
amedeo ciontino
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sabato 19 ottobre 2013
la scriteriata logica della Pubblica Amministrazione
In un momento economico così drammatico (vero o inventato che sia) una delle massime contraddizioni che si vivono è nella contrapposizione surreale e ridicola tra la "spending review" o risparmio della spesa pubblica e lo scialo (spreco senza limiti) dei fondi comunitari . Ossia dei soldi che provengono dalla Unione Europea.
Mi spiego. Io lavoro presso un ente pubblico elefantiaco. Ebbene da molto tempo oramai la parola d'ordine è quella di risparmiare. Su tutto: stipendi, benzina, carta e inchiostro per stampante, carta igienica,straordinari, missioni, telefonate, uso degli ascensori, manutenzioni degli edifici e alle macchine, acquisti di forniture e servizi, mini progetti di sviluppo, visite mediche, menutenzione degli estintori, tutela e salvaguardia del territorio (ed è solo un elenco minimalista ed incompleto) . Si sa che esitono spese più inutili di altre. Ma non importa. Bisogna risparmiare su tutto. Non importa la qualità, ma la quntità della spesa evitata.
Negli stessi uffici , di contro, si gestiscono i "fondi comunitari" ossia i soldi che la Unione Europea dispensa con straordinaria generosità per finanziare qualsiasi tipologia di progetto. Qualsiasi. E vi risparmio l'elenco minimalista per non urtre la sensibilità di quelli che lavorano alacremente nel settore.
In questo campo la parola d'ordine è spendere il più possibile. Non importa la qualità della spesa, ma la quantità. I funzionari ed i dirigenti hanno addirittura un premio (in denaro) se riescono a spendere tutte le somme gestite.
Io, in tutto questo, vedo una profonda contraddizione da un lato ed un danno enorme alla economia ed allo sviluppo. Sia il risparmio scriteriato (fine a se stesso) che la spesa scriteriata (fine a se stessa) non portano altro che a inefficienza, degrado, diseconomia e sonforto, disimpegno (fisico e morale), desiderio di fuga dal lavoro! Inoltre diseducano il funzionario e il cittadino che non capiscono più quale debba essere la vera funzione e la giusta strategia della Pubblica Amministrazione: usare le risorse pubbliche per il bene del territorio o NON usare le risorse pubbliche per il bene del territorio?
pinco pallino
Mi spiego. Io lavoro presso un ente pubblico elefantiaco. Ebbene da molto tempo oramai la parola d'ordine è quella di risparmiare. Su tutto: stipendi, benzina, carta e inchiostro per stampante, carta igienica,straordinari, missioni, telefonate, uso degli ascensori, manutenzioni degli edifici e alle macchine, acquisti di forniture e servizi, mini progetti di sviluppo, visite mediche, menutenzione degli estintori, tutela e salvaguardia del territorio (ed è solo un elenco minimalista ed incompleto) . Si sa che esitono spese più inutili di altre. Ma non importa. Bisogna risparmiare su tutto. Non importa la qualità, ma la quntità della spesa evitata.
Negli stessi uffici , di contro, si gestiscono i "fondi comunitari" ossia i soldi che la Unione Europea dispensa con straordinaria generosità per finanziare qualsiasi tipologia di progetto. Qualsiasi. E vi risparmio l'elenco minimalista per non urtre la sensibilità di quelli che lavorano alacremente nel settore.
In questo campo la parola d'ordine è spendere il più possibile. Non importa la qualità della spesa, ma la quantità. I funzionari ed i dirigenti hanno addirittura un premio (in denaro) se riescono a spendere tutte le somme gestite.
Io, in tutto questo, vedo una profonda contraddizione da un lato ed un danno enorme alla economia ed allo sviluppo. Sia il risparmio scriteriato (fine a se stesso) che la spesa scriteriata (fine a se stessa) non portano altro che a inefficienza, degrado, diseconomia e sonforto, disimpegno (fisico e morale), desiderio di fuga dal lavoro! Inoltre diseducano il funzionario e il cittadino che non capiscono più quale debba essere la vera funzione e la giusta strategia della Pubblica Amministrazione: usare le risorse pubbliche per il bene del territorio o NON usare le risorse pubbliche per il bene del territorio?
pinco pallino
martedì 15 ottobre 2013
I parcheggi vuoti di Palermo
Palermo: quante volte avete visto (nell’ultimo mese)
macchine posteggiate in doppia e terza fila, sul marciapiede, sulle
strisce pedonali, sugli scivoli per gli handicappati ecc ecc? 100 volte?
200 volte? 1000 volte? 2000 volte? Ebbene.Se provate a chiedere ad uno di questi che sono i veri posteggiatori abusivi (ossia i proprietari delle auto parcheggiate in posti dove non dovrebbero parcheggiare) essi ripeteranno come una litania che «a Palermo non ci sono posteggi e non c’è alternativa alla sosta selvaggia».
Niente di più falso. O, perlomeno, questa affermazione non è sempre vera. Prendiamo il caso del modernissimo ed efficientissimo parcheggio sotterraneo di piazza Vittorio Emanuele Orlando. Al Tribunale, insomma. Adiacente il frequentatissimo mercato del Capo.
Giriamo ora lo sguardo, et voilà .Ecco che, a dispetto dei 207 posti liberi, comodi, vicini, al coperto ed economici, i palermitani scelgono sempre la sosta selvaggia, infischiandosene del fatto che potrebbero dare un po’ di fastidio a quei fortunati e onesti automobilisti che hanno trovato il posto in modo legittimo e coerente con il codice della strada e lontano dai cartelli di divieto di sosta.
Non importa se poi verrà il posteggiatore abusivo (quello vero) a chiedere il pizzo (anche 1 euro). L’importante è non mettere la macchina in un comodo, vicino ed economico parcheggio dove c’è pure il bagno (pulito) e la musica di sottofondo, alla modica somma di 1 euro e 60!
Ah…dimenticavo: per uscire dal parcheggio dopo avere posteggiato comodamente ed al sicuro la propria macchina, il bravo cittadino è costretto (mischinu!) a farsi a piedi (orrore!) una piccola salitina di 15 metri (lo scivolo del garage) ed un percorso di 70 metri (fino a Porta Carini). Un po’ troppo, no? P.s.: Ovviamente le quattro immagini sono state scattate lo stesso giorno alla stessa ora.
pippo vinci
l'articolo è già stato pubblicato sul sito rosalio.it
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domenica 13 ottobre 2013
musulmani e cristiani insieme contro il terrore
Una
catena umana composta da trecento musulmani ha protetto una chiesa
cristiana durante la messa per evitare possibili attacchi terroristici. E’
avvenuto in Pakistan, per proteggere la chiesa cristiana di Lahore.
L’iniziativa è stata organizzata dal gruppo Pakistan For All che annuncia una nuova catena umana per il 13 ottobre a Islamabad, davanti alla chiesa Our Lady Fatima. "I terroristi ci hanno fatto vedere cosa fanno la domenica", ha detto in piazza il coordinatore dell'associazione, il musulmano Mohammad Jibran Nasir, "e noi gli abbiamo mostrato cos'è per noi la domenica. Un giorno di unità"
fonte: goleminformazione.it
L’iniziativa è stata organizzata dal gruppo Pakistan For All che annuncia una nuova catena umana per il 13 ottobre a Islamabad, davanti alla chiesa Our Lady Fatima. "I terroristi ci hanno fatto vedere cosa fanno la domenica", ha detto in piazza il coordinatore dell'associazione, il musulmano Mohammad Jibran Nasir, "e noi gli abbiamo mostrato cos'è per noi la domenica. Un giorno di unità"
fonte: goleminformazione.it
Una
catena umana composta da trecento musulmani ha protetto una chiesa
cristiana durante la messa per evitare possibili attacchi terroristici.
E’ avvenuto in Pakistan, per proteggere la chiesa cristiana di Lahore.
L’iniziativa è stata organizzata dal gruppo Pakistan For All
che annuncia una nuova catena umana per il 13 ottobre a Islamabad,
davanti alla chiesa Our Lady Fatima. "I terroristi ci hanno fatto vedere
cosa fanno la domenica", ha detto in piazza il coordinatore
dell'associazione, il musulmano Mohammad Jibran Nasir, "e noi gli
abbiamo mostrato cos'è per noi la domenica. Un giorno di unità"
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venerdì 11 ottobre 2013
La Trazzera va al cinema : le mele di Adamo
la trama
Adam, neonazista appena uscito di prigione, deve trascorrere un periodo
di recupero in un vicariato di campagna, sotto la tutela di Padre Ivan,
curioso e inquieto parroco protestante. Dovendo indicare un obiettivo
finale della sua permanenza, Adam dichiara di voler realizzare una torta
di mele con i frutti di un albero che cresce vicino alla chiesa.
la recensione di Concetta
Film geniale e pieno di grande significato.
A primo acchito in effetti si resta un po’ col giudizio
sospeso perché presta il fianco a varie interpretazioni.
Ma, ripensandoci nei giorni, ciò che ho trovato davvero
interessante, oltre a tutto ciò che ha evidenziato bene “sentieri del cinema”
nella sua recensione e cioè, la capacità di quest’uomo di tenere insieme e di
dare uno scopo, una via da seguire a varie cellule impazzite attraverso la sua
amicizia, è il suo personale rapporto
con Dio.
Cosa voglio dire: il tumore,
introdotto mirabilmente da chi ha scritto tale storia, non è affatto ciò che
determina o meno la sua fede, la sua condotta, le sue convinzioni, la sua
adesione o meno alla realtà.
Il tumore è introdotto come fatto determinante per il dottore e non per il Pastore
protestante, anche se ad una lettura superficiale svia lo spettatore.
E’ il dottore. che ad esso
imputa tutta la personalità strana del Pastore.
E’ il “miracolo”
della pallottola che non solo non uccide ma addirittura salva la vita, che gli
fa “chiudere bottega” anche dinnanzi all’evidenza che in Dio 2+2 non fa mai 4.
Il tumore, con la
storia del Pastore, nel senso di rapporto con Dio, non c’entra nulla.
Invece, il vero leitmotiv di tutto il film è dato dal Libro di Giobbe, che si impone
in varie scene, e la Croce,
dapprima rinchiusa nel cassetto, poi usata come spaventapasseri ed infine
“libera” in tutta la Sua potenza salvifica.
Ciò che mancava al Pastore era il rapporto diretto,
dialettico, anche “gridato”, con Dio
che, come nel Libro di Giobbe, aveva permesso nella sua vita tante disgrazie.
Fino a quando il Pastore non sarà messo, attraverso
l’energumeno di turno, come Giobbe e come Cristo nel Getsemani, dinnanzi a
tutta la crudezza del dramma della vita e non “griderà” a quel Tu che tanto
predica, tutta la verità del suo non
volere tutto ciò, il suo rapporto con Dio non potrà essere vero e
quindi libero.
Solo quando, come Gesù in croce, potrà gridare: “Dio mio, Dio mio, PERCHE’ mi hai abbandonato?” e lo farà avvertendo tutto il
silenzio di Dio, tutta l’esperienza della solitudine, dell’abbandono, della
quasi “cattiveria” di Dio
dinnanzi al suo dolore, solo allora, potrà recuperare un vero rapporto con Dio.
E solo allora, anche il rapporto con gli altri della sua
comunità diventa più vero fino al rimanere dell’energumeno con lui che diventa,
anche fisicamente, una persona diversa.
Fino a quando non osiamo anche gridare verso/contro
Dio, laddove ne ravvisiamo la necessità, il nostro rapporto è spirituale e non
reale. E, per dirla con Chesterton: “Il reale, il carnale viene da Dio; lo spirituale dal diavolo!”
Ecco perché trovo geniale l’accostamento di Giobbe e della Croce.
Solo passando attraverso
tutto ciò, attraverso le prove e la naturale “ribellione” come domanda di senso
a quel Dio che dice di amarci, si può fare davvero l’esperienza della Sua
presenza, del Suo amore e del Suo “promuovere” una pallottola a miglior
chirurgo e bisturi possibili.
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ulrich thomsen
lunedì 7 ottobre 2013
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