I continui e ripetuti fatti "criminosi" che coinvolgono funzionari della Pubblica Amministrazione non fanno che confermare che il sistema di corruzione nella PA sia un fenomeno nazionale e praticamente impossobile da arginare. Ci hanno provato quasi tutte le forze politiche. Chi più chi meno convintamente, ma la piaga non risparmia neppure aree della pubblica amministrazione ed aree geografice che sembravano impermeabili al fenomeno.
Ma allora sarebbe il caso di adottare una vera e propria rivoluzione nella catena dei progetti finanziati e tornare al passato quando, mi pare di ricordare, la gestione del denaro da parete della Pubblica Amministrazione era di livello enormemente inferiore.
Insomma la soluzione è proprio questa. Evitare che le PA gestiscano i soldi da destinare agli investimenti. Sappiamo che l'occasione fa l'uomo ladro. Evitiamo, quindi, che i funzionari pubblici abbiano questa tentazione.
1) le P.A. devono solo dettare le regole ed attuare eventuali controlli; non dovrebbero mai occuparsi della fase che porta all'assegnazione del finanziamento ok
2) gli unici soggetti deputati a "maneggiare denaro" dovrebbero essere le banche. Lo hanno sempre fatto ed i sistemi di controllo sono molto più collaudati (anche se non infallibili) ed omogenei di quelli che utilizzano le diverse pubbliche amministrazioni
3) la Pa dovrebe intervenire favorendo questo o quel settore economico attraverso la semplice agevolazione finanziaria con la riduzione dei tassi di interesse.
In pratica tutto avverrebbe così
1) lo Stato decide di favorire gli investimenti , per esempio, sui trasporti, in Sardegna
2) la stessa regione detta le condizoni minime per avere il finanziamento
3) gli imprenditori che ritengono di avere possedere i parametri richiesti, vanno in banca, presentano il porgetto e ricevono il prestito dalla banca
4) lo Stato, per favorire questo investimento, interviene semplicemente contribundo al pagamento degli interessi a carico dell'imprenditore.
Negli anni '60 e '70 era questo il metodo dei piani quinquennali che davano semplici agevolazioni sugli interessi. E' chiaro che l'imprenditore si impegnerà ad eseguire il progetto se lo stesso viene ritenuto sostenibile, ossia remunerativo al punto da potere almeno ripagare il prestito e quella parte di interessi non coperti dallo Stato. Tutto qui!
pippo vinci
venerdì 15 giugno 2018
giovedì 14 giugno 2018
venerdì 8 giugno 2018
Cecchinato viene eliminato, ma macchia il suo torneo con una bestemmia in diretta
Fin qui nulla di drammatico , sia perché Cecchinato(n 58 del Ranking prima del torneo) si è fermato solo alle semifinali, sia perché il siciliano ha perso di misura i due primi set (7- 5 e 7-6).
Ma quello che macchia il cammino di Cecchinato è la bestemmia che il venticinquenne palermitano ha urlato durante il tie break del secondo set.
Una bestemmia che tutto il mondo ha ascoltato e visto anche perchè il tennista italiano, in quel momento, era inquadrato in primo piano.
mercoledì 6 giugno 2018
Giuseppe Conte, ennesimo Premier non eletto dal popolo!
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| Conte, Di Maio e Salvini |
Diciamo , innanzi tutto, che questa "usanza" è perfettamente costituzionale e che il Premier in Italia non è scelto direttamente dagli elettori, ma i grillini sostenevano che il Premier, comunque, dovesse essere individuato tra i nuovi parlamentari
Cosa è successo allora a Di Maio e company?
È successo che le elezioni non sono andate come speravano e che quindi non era possibile formare un governo monocolore.
Che fare?
Se si voleva andare al governo ( per responsabilità o per ingordigia di potere nessuno lo può affermare con certezza) bisognava scendere a patti .
Se si voleva andare al governo ( per responsabilità o per ingordigia di potere nessuno lo può affermare con certezza) bisognava scendere a patti .
Ma anche questa strategia è stata criticata come fu scriticata , nel 2013, la strategia opposta , quella di non stringere alleanze.
Ma a patti con chi?
Pur essendo preferita la strada della coalizione con il PD ,(secondo partito più votato) i grillini hanno dovuto mutare ancora una volta obiettivo, a causa del diniego dei democratici, trovando un accordo con i razzisti della Lega di Salvini (ma questo merita un post a parte) , accordo sulla base di un contratto di programma.
Pur essendo preferita la strada della coalizione con il PD ,(secondo partito più votato) i grillini hanno dovuto mutare ancora una volta obiettivo, a causa del diniego dei democratici, trovando un accordo con i razzisti della Lega di Salvini (ma questo merita un post a parte) , accordo sulla base di un contratto di programma.
E il Premier?
Sia Salvini che Di Maio hanno posto un veto personale (e partitico) reciproco. Nessuno dei due accettava l'altro come premier. Ne' un parlamentare del partito alleato.
Cosa fare a questo punto?
Certo se si rimaneva fedeli ai proclami elettorali, la soluzione tecnicamente doveva essere proporre a Mattarella, come Premier, un deputato dell' opposizione , in quanto eletto !!
Certo se si rimaneva fedeli ai proclami elettorali, la soluzione tecnicamente doveva essere proporre a Mattarella, come Premier, un deputato dell' opposizione , in quanto eletto !!
Vi sarebbe sembrata una scelta logica? Una maggioranza parlamentare guidata da un deputato dell'opposizione. Ritengo che il Capo dello Stato si sarebbe fatto una risata così fragorosa e prolungata da mettere a rischio le sue coronarie
Si concorda , quindi, di proporre un autorevole professore universitario di diritto con un prestigioso curriculum, al netto delle accuse fattegli proprio sui contenuti dello stesso curriculum .
Ecco, gli ex ingenui grillini hanno imparato in fretta che la politica è compromesso e rinunce, e quelli che prima li criticavano per la mancanza di questo requisito indispensabile (dicevano) per un partito, ora li criticano per il motivo opposto sostenendo che gli uomini di Di Maio hanno sempre fatto della "diversitá" la loro bandiera.
Questo è verissimo, ma accogliamo i grillini nel melmoso mondo della politica e prima impareranno a galleggiare (senza immergersi) , più lunga sará la loro avventura all'interno delle istituzioni.
P.S. anche la "rimpianta" Democrazia Cristiana , quando nacque, si ispirava agli insegnamenti del cristianesimo. C'è qualcuno che pensa che tutte le azioni dei democristiani furono ispirate dalle parole di Gesù Cristo?....Con tutto il dovuto rispetto, s'intende!
P.S. anche la "rimpianta" Democrazia Cristiana , quando nacque, si ispirava agli insegnamenti del cristianesimo. C'è qualcuno che pensa che tutte le azioni dei democristiani furono ispirate dalle parole di Gesù Cristo?....Con tutto il dovuto rispetto, s'intende!
martedì 5 giugno 2018
Dove vuole arrivare Cecchinato?
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| Dominic Thiem |
Raggiungere i quarti di finale del prestigioso torneo parigino, rappresentava un traguardo mitico, incredibile ed esaltante.
Ma non è stato così: il 25 enne siciliano è andato ben oltre le aspettative dell' intero circo del tennis e, battendo l 'ex n 1 Novak Djokovich , ê approdato alle semifinali dove incontrerá il n 8 del Ranking , l'austriaco Dominic Thiem vincitore, in carriera,di oltre 10 milioni di euro
Pronostico? Come sempre favorevole all'avversario di Cecchinato che, questa volta però, viene quotato a 6,5 contro gli otto prima dell incontro vinto con Djokovich .
Beh , anche gli "allibratori" cominciano a non fidarsi del ranking visto che il
Nostro campione (n 58 del mondo) ha giá battuto i numeri 9 e 11 della classifica. E in fondo Thiem è "solo" il numero 8.
lunedì 4 giugno 2018
Roland Garros, Marco Cecchinato non si ferma più
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| Novak Djokovich |
Il tennista palermitano ha battuto, in quattro set, il numero 9 del mondo, il belga David Goffin e si è qualificato per i quarti di finale del prestigioso torneo, dove incontrerá Novak Djokovich ex numero 1 del ranking di cui ora occupa la posizione 22. Considerato che le ultime due "vittime" di Cecchinato erano il n 9 ed il n 11, il palermitano non parte battuto. Nell' incontro di ieri il 25enne siciliano ha pure confezionato un cappotto a Goffin vincendo il 3° set 6 - 0, per poi passeggiare al 4° e ultimo set con un comodo 6 - 3.
Cecchinato , dotato di un devastante primo servizio, è il nono tennista italiano di sempre ad entrare nei quarti di finale del torneo di Parigi definito il mondiale sulla terra rossa.
venerdì 1 giugno 2018
Strepitoso Cecchinato: agli ottavi al Roland Garros
Il 25enne palermitano Marco Cecchinato, impegnato nel torneo ATP del Roland Garros, ha battuto in 4 set lo spagnolo Carreno Busta, testa di serie n 10 del tabellone e 11° del ranking mondiale, conquistando così l'accesso agli ottavi di finale del prestigioso torneo parigino. Risultato mai raggiunto da un italiano negli ultimi sei anni.
Il giovane palermitano, agli ottavi incontrerá un avversario difficile tra Goffin (9° del ranking mondiale o Monfils (37° del ranking), ma non proibitivo.
Cecchinato, prima del torneo di Parigi, occupava la 58^ posizione della classifica mondiale e dopo il rientro da una squalifica per scommesse, ha ritrovato una forma smagliante che quest'anno lo ha portato anche a vincere il torneo ATP di Budapest.
Il giovane palermitano, agli ottavi incontrerá un avversario difficile tra Goffin (9° del ranking mondiale o Monfils (37° del ranking), ma non proibitivo.
Cecchinato, prima del torneo di Parigi, occupava la 58^ posizione della classifica mondiale e dopo il rientro da una squalifica per scommesse, ha ritrovato una forma smagliante che quest'anno lo ha portato anche a vincere il torneo ATP di Budapest.
martedì 29 maggio 2018
Sono comunista, non sono grillino, ma difendo la democrazia rappresentativa
Molti sostengono che non posso dire quello che ho detto o scritto riguardo questa crisi istituzionale, perchè sarei colto (adulazione pelosa e sospetta).
Allora vi comunico che io non sono colto, sono un grande ignorante. Così posso dire quello che voglio.
Io non ho mai contestato le idee politiche di nessuno senza prima avere dichiarato le mie.
Molti miei conoscenti (non tutti si intende), da tempo (e ora con maggior forza), si scagliano contro il movimento di Di Maio, ma non dichiarano per chi hanno votato o, addirittura, dicono di non avere votato perchè gli fanno schifo tutti o perchè "votare non serve a niente perchè non cambia niente" !?!?!?!!?
Ora che qualcosa stava cambiando (in meglio o in peggio non si sa) si scagliano contro i vincitori che hanno vinto anche grazie a chi non ha votato.
Bisogna avere il coraggio di dire quello in cui si crede non solo quello in cui non si crede. Troppo facile. Io sono comunista (ho votato Potere al Popolo) e non certo grillino, ma hanno vinto le elezioni e, secondo la Costituzione, hanno tutto il diritto di governare. Se un giorno dovessero vincere le elezioni i comunisti arriverebbero i carri armati degli USA, che comunque sono già qui dal 1945.
Per non fare governare il PC, hanno salvato tanti criminali nazifascisti, hanno ucciso Moro ed hanno fatto le stragi di Stato. Per non fare governare i 5 stelle si sono limitati a fare una legge elettorale contro di loro ed ora li hanno bloccati per un ministro che ha il diritto di pensarla come crede e perchè un partito con il 20% dei voti (secondo partito in parlamento) si è escluso dalla gara.
Mattarella,se non gradiva il progetto politico dei vincitori, poteva bocciargli le leggi incostituzionali o contrarie agli accordi internazionali (art 117 della Costituzione) di cui non è lui il garante, se non a Governo operante. Ogni disegno di legge contrario agli accord internazionali è incostituzionale, ma un Governo , a priori, non può essere giudicato incostituzionale, tranne che non sia dichiaratamente di stampo fascista.
Mattarella non poteva impedire la formazione di un governo solo perchè non la pensa come un suo ministro, dopo che il presidente del Consiglio incaricato (da lui), gli dà tutte le garanzie del caso. Io non difendo i 5 stelle, ma la democrazia rappresentativa.
Onida contro Mattatella
Allora vi comunico che io non sono colto, sono un grande ignorante. Così posso dire quello che voglio.
Io non ho mai contestato le idee politiche di nessuno senza prima avere dichiarato le mie.
Molti miei conoscenti (non tutti si intende), da tempo (e ora con maggior forza), si scagliano contro il movimento di Di Maio, ma non dichiarano per chi hanno votato o, addirittura, dicono di non avere votato perchè gli fanno schifo tutti o perchè "votare non serve a niente perchè non cambia niente" !?!?!?!!?
Ora che qualcosa stava cambiando (in meglio o in peggio non si sa) si scagliano contro i vincitori che hanno vinto anche grazie a chi non ha votato.
Bisogna avere il coraggio di dire quello in cui si crede non solo quello in cui non si crede. Troppo facile. Io sono comunista (ho votato Potere al Popolo) e non certo grillino, ma hanno vinto le elezioni e, secondo la Costituzione, hanno tutto il diritto di governare. Se un giorno dovessero vincere le elezioni i comunisti arriverebbero i carri armati degli USA, che comunque sono già qui dal 1945.
Per non fare governare il PC, hanno salvato tanti criminali nazifascisti, hanno ucciso Moro ed hanno fatto le stragi di Stato. Per non fare governare i 5 stelle si sono limitati a fare una legge elettorale contro di loro ed ora li hanno bloccati per un ministro che ha il diritto di pensarla come crede e perchè un partito con il 20% dei voti (secondo partito in parlamento) si è escluso dalla gara.
Mattarella,se non gradiva il progetto politico dei vincitori, poteva bocciargli le leggi incostituzionali o contrarie agli accordi internazionali (art 117 della Costituzione) di cui non è lui il garante, se non a Governo operante. Ogni disegno di legge contrario agli accord internazionali è incostituzionale, ma un Governo , a priori, non può essere giudicato incostituzionale, tranne che non sia dichiaratamente di stampo fascista.
Mattarella non poteva impedire la formazione di un governo solo perchè non la pensa come un suo ministro, dopo che il presidente del Consiglio incaricato (da lui), gli dà tutte le garanzie del caso. Io non difendo i 5 stelle, ma la democrazia rappresentativa.
Onida contro Mattatella
domenica 27 maggio 2018
Conte lascia, Di Maio cade nella trappola di Berlusconi, Salvini e Mattarella
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| il finto candidato ministro Paolo Savona |
Come abbiamo detto nel post precedente, questa decisione del Presidente della Repubblica è decisamente anticostituzionale ma i suoi sostenitori ricordano che già , in un recente passato, un Presidente (Oscar Luigi Scalfaro) aveva rifiutato di nominare Cesare Previti come minstro della Giustizia.
Ma il paragone non regge. Primo perchè Previti era riconosciuto essere già un truffaldino , secondo perchè Scalfaro rifiutò si di nominarlo ministro della Giustizia, ma lo nominò comunque Ministro (della difesa)
I fatti di questi giorni sono i seguenti
1) Silvio Berlusconi , di nuovo ricandidabile, dà il nulla osta per la formazione di un governo Lega - 5 Stelle
2) Salvini propone come ministro dell'economia Paolo Savona;
3) Mattarella non approva questa decisione;
4) Salvini non fa un passo indietro ed insiste su Savona;
5) Silvio Berlusconi si apparta due volte con il capo dello stato.
6) il premier incaricato rinuncia all'incarico e si avvicinano nuove elezioni.
Questi 6 momenti hanno, secondo me, questa spiegazione logica:
Sivlio Berlusconi, ottenuta la ricandidabilità , è convinto che il suo partito possa ottenere un consenso elettorale molto elevato in caso di elezioni anticipate, quindi suggerisce la tattica da seguire a Salvini e Mattarella.
Salvini propone un candidato che viene dipinto come un pericolo per l'Europa. Mattarella lo rifiuta e Salvini, seguendo il copione scritto da Berlusconi, insiste e non cambia nominativo.
Risultato: Mattarella continua a sostenete che l'ostacolo per la formazione del Governo sia proprio il nome di Paolo Savona al dicastero dell'economia e non dà il suo consenso alla formazione del governo guidato dall'inconsapevole Giuseppe Conti.
Si va quindi ad elezioni dove il pregiudicato di Arcore conta di portare la coalizione oltre il 40% e di formare un Governo senza Savona come Ministro dell'Economia, apparendo così un politico responsabile.
Il gioco è fatto ed il paese, per l'ennesima volta, è guidato da un pregiudicato in odore di mafia.
martedì 22 maggio 2018
Il massacro dei palestinesi
Cos’è uno scontro? Se escludiamo quello verbale, la prima immagine che viene in mente è lo scontro che può avvenire tra due automobili o tra ultras di due tifoserie avverse o ancora tra manifestanti e poliziotti in assetto antisommossa. Sembra però che Garzanti e Treccani nonché l’Accademia della Crusca dovranno introdurre un nuovo concetto di scontro, almeno a giudicare dalla nuova accezione che i mezzi di informazione stanno dando a questo termine.
Dal 30 marzo scorso al momento in cui scrivo, a Gaza sono stati uccisi almeno 44 (oggi il nndei morti supera le 100 unità n.d.r.) palestines e ne sono stati feriti più di quattromila, con ferite particolarmente gravi e devastanti, stando a quanto dichiarato da Medici senza frontiere. La loro colpa? Manifestare ogni venerdì, pacificamente e disarmati, per chiedere il ritorno dei discendenti palestinesicacciati dalle loro case nel 1948.
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Come risposta vengono colpiti a morte da cecchini israeliani appostati al confine. La stessa sorte è toccata a due giornalisti palestinesi che filmavano la scena.
Se fosse stato un vero scontro ci sarebbe
stato almeno un contatto fisico tra i due “gruppi” con morti e/o feriti in entrambi i lati, e i giornalisti non sarebbero stati colpiti. Più che uno scontro, mi sembra un macabro tiro al bersaglio, tanto cinico quanto quello delle risate e della soddisfazione che si può sentire provenire dagli stessi militari in un video pubblicato online del quotidiano israeliano Haaretz
Perché allora i giornali hanno paura di chiamare le cose con il loro vero nome? Eppure le parole nella nostra lingua non mancano: massacro? Strage? Crimine di guerra? Perché i mezzi di informazione, e i partiti (anche quelli che si dicono “rivoluzionari”), sembrano così timorosi?
Atra
Si può condannare la Shoah e provare orrore per i crimini atroci e le persecuzioni subite dagli ebrei durante laSeconda Guerra Mondiale ed essere critici anche verso gli abusi che il governo israeliano come nei confronti dei palestinesi?
Andrea D'Ambra / il fatto quotidiano
Andrea D'Ambra / il fatto quotidiano
giovedì 17 maggio 2018
la nazionale fa schifo per i troppi stranieri? FALSO!
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| gli italiani dopo la eliminazione con la Svezia |
È
un’analisi “da bar”, superficialmente convincente: se ci sono tanti
stranieri nel campionato italiano di calcio, meno calciatori italiani
avranno la possibilità di giocare ad alti livelli e meno ancora
diventeranno abbastanza forti per giocare in Nazionale. Il suo limite,
come accade spesso con le analisi che individuano una sola grande causa
per un problema complesso, è che probabilmente non tiene in
considerazione tantissime altre possibili concause dello stesso
problema. Se si confronta il numero degli stranieri nel campionato
italiano con quello di altri campionati, infatti, si capisce che non è
sufficiente a spiegare il buon o cattivo andamento della corrispondente
nazionale: anzi, i dati sembrano suggerire il contrario.
Secondo i dati di Transfermarkt,
un grande e affidabile database sul calcio, i calciatori stranieri nel
campionato italiano sono il 53,3 per cento del totale, mentre nel
campionato tedesco sono il 52,7 per cento del totale. Se fosse vero che
troppi calciatori stranieri in un campionato abbassano il livello della
nazionale, la squadra della Germania dovrebbe trovarsi in un periodo di
crisi come quella italiana: la nazionale di calcio tedesca però è
fortissima, è campione del mondo in carica ed è stabilmente in testa al ranking FIFA delle nazionali più forti del mondo.
Al terzo posto di quella classifica – in cui l’Italia è al 15esimo
posto – c’è invece il Portogallo campione d’Europa in carica e già
qualificato ai Mondiali: nel campionato portoghese, la Primeira Liga, i
calciatori stranieri sono il 57,6 per cento del totale, più che in Serie
A.
Altri esempi: in Spagna i calciatori stranieri sono il 42,8 per cento del totale (meno di quelli in Italia ma non radicalmente meno)
e la nazionale spagnola è stata una delle più forti e vincenti degli
ultimi quindici anni; in Francia gli stranieri nel campionato di calcio
sono il 49,7 per cento e la nazionale è all’ottavo posto del ranking
FIFA, e andrà ai Mondiali; in Inghilterra gli stranieri sono addirittura
il 67,2 per cento e la nazionale – seppur storicamente non fortissima –
si è qualificata facilmente ai Mondiali ed è davanti all’Italia nel
ranking FIFA; in Olanda gli stranieri sono intorno al 40 per cento del
totale (un numero simile a quello del campionato spagnolo) e la
nazionale non si è però qualificata ai Mondiali.
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| la nazionale tedesca |
Questo
non dovrebbe suggerire che non esista alcun legame tra il numero di
stranieri che giocano in un campionato e i risultati della squadra
nazionale. I controesempi con i campionati con pochi stranieri, per
esempio, potrebbero essere poco significativi perché relativi a paesi
meno popolosi e più poveri dell’Italia. Sembra evidente però
l’impossibilità di stabilire un rapporto di causalità diretta tra le due
cose; e anzi i dati sembrano suggerire che le nazioni che esprimono le
nazionali più forti abbiano un consistente numero di calciatori
stranieri nel proprio campionato (e spesso anche un significativo numero di calciatori che giocano in un campionato diverso da quello della propria nazione, cosa che in Italia invece è piuttosto rara).
da il post.it
da il post.it
lunedì 14 maggio 2018
La flat tax è incostituzionale, tranne che....
Durante l'ultima campagna elettorale, due sono state le promesse che hanno probabilmente convinto gli elettori a scegliere il partito da votare: la flat tax di Salvini e Berlusconi ed il redddito di cittadinanza del Movimento 5 stelle guidato da Luigi Di Maio.
Ma, senza scendere sulla fattibilità e la efficacia dei due preovvedimenti, vorrei fare notare che quello sulla flat tax appare il meno attuabile, quanto meno, per un motivo ben preciso: è incostituzionale.
L'articolo 53 della Costituzione recita, infatti così " Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”
In altre parole l'aliquota contributiva deve cresecere al crescere del il reddito. Ed infatti l'IRPEF in Italia funziona così.
Facciamo un esempio per far capire cosa si intenda per progressività della aliquota con la seguente tabella
(scaglioni e aliquote non corrispondono alla tassazione in vigore in Italia)
da notare che man mano che sale il reddito la aliquota superiore si applica solo alla parte del reddito che eccede lo scaglione.
In altre parole se un lavoratore ha un reddito annuo di 28.000, sui primi 10.000 si applicherà la aliquota del 12% e sui restanti 18.000 euro la aliquota del 15%. Quindi se il reddito ammonta a 171.000 euro , si applicherà la aliquota del 45% solo sui 1000 euro eccedenti il reddito complessivo corrispondente allo scaglione precedente (170.000 euro).
Salvini, quindi per potere introdurre questa novità fiscale deve cambiare l'art 53 della Costituzione e questo comporterebbe un lungo ed accidentato percorso ricco di ostacoli e ed incerto nel risultato.
Dalle ultime indiscrezioni che filtrano dal tavolo Delle trattative M5S e Lega, pare che questo problema sia stato preso in considerazione e che i due leader si stiano mettendo d accordo per una "doppia" flat tax , una inferiore per i redditi bassi ed una superiore per i redditi alti. Ed allora non si tratta di flat tax, ma di Irpef con due sole aliquote . Una imposta progressiva che supererebbe il vincolo dell' articolo 53 della Costituzione.
Ma, senza scendere sulla fattibilità e la efficacia dei due preovvedimenti, vorrei fare notare che quello sulla flat tax appare il meno attuabile, quanto meno, per un motivo ben preciso: è incostituzionale.
L'articolo 53 della Costituzione recita, infatti così " Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”
In altre parole l'aliquota contributiva deve cresecere al crescere del il reddito. Ed infatti l'IRPEF in Italia funziona così.
Facciamo un esempio per far capire cosa si intenda per progressività della aliquota con la seguente tabella
(scaglioni e aliquote non corrispondono alla tassazione in vigore in Italia)
da notare che man mano che sale il reddito la aliquota superiore si applica solo alla parte del reddito che eccede lo scaglione.
In altre parole se un lavoratore ha un reddito annuo di 28.000, sui primi 10.000 si applicherà la aliquota del 12% e sui restanti 18.000 euro la aliquota del 15%. Quindi se il reddito ammonta a 171.000 euro , si applicherà la aliquota del 45% solo sui 1000 euro eccedenti il reddito complessivo corrispondente allo scaglione precedente (170.000 euro).
Salvini, quindi per potere introdurre questa novità fiscale deve cambiare l'art 53 della Costituzione e questo comporterebbe un lungo ed accidentato percorso ricco di ostacoli e ed incerto nel risultato.
Dalle ultime indiscrezioni che filtrano dal tavolo Delle trattative M5S e Lega, pare che questo problema sia stato preso in considerazione e che i due leader si stiano mettendo d accordo per una "doppia" flat tax , una inferiore per i redditi bassi ed una superiore per i redditi alti. Ed allora non si tratta di flat tax, ma di Irpef con due sole aliquote . Una imposta progressiva che supererebbe il vincolo dell' articolo 53 della Costituzione.
lunedì 7 maggio 2018
ma dove vanno le anime?
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| Il Giudizio Universaale di Michelangelo |
Ma è veramente così per i cristiani?
Nei testi sacri questo aspetto appare quantomeno confuso.
Ci sono passi della Bibbia che indicano che le anime degli uomini buoni salgono
subito “in cielo”
In verità ti dico. Oggi tu sarai con me in paradiso.
(Luca 23:39-43).
Chi non crede, è già condannato ... in verità, in verità
io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha
vita eterna; e non viene in giudizio, MA È PASSATO DALLA MORTE ALLA VITA.
(Giovanni 5:24).
E stabilito che gli uomini moiano una sola volta; e dopo la morte venga il giudizio. Paolo (Ebrei 9,27)
Atri brani indicano il contrario. Bisognerà aspettare il
Giudizio Finale:
E nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso
dal cielo: il Figliuol dell'uomo che è nel "cielo". (Giovanni
3:13)
Io vi dico in verità che questa generazione non passerà
prima che tutte queste cose siano avvenute. Il cielo e la terra passeranno, ma
le mie parole non passeranno.
Ma quant'è a quel giorno ed a quell'ora nessuno li sa, neppure gli angeli dei cieli, neppure il Figliuolo, ma il Padre solo.Matteo 24:32-39
Ma quant'è a quel giorno ed a quell'ora nessuno li sa, neppure gli angeli dei cieli, neppure il Figliuolo, ma il Padre solo.Matteo 24:32-39
Insomma, cari amici cristiani, quando verrà giudicata la nostra anima? Subito dopo la morte o alla fine dei tempi in occasione del Giudizio Universale?
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| Pio X |
Insomma una religione che si basa sulla vita oltre la morte e che non chiarisce (anzi confonde) cosa avverrà in questo aldilà, lascia non pochi dubbi sulla sua validità. Questo dilemma non è da poco conto tanto che S PioX nel suo catechismo si è sentito in dovere di mettere chiarezza :
«Ci sono due giudizi: l’uno particolare, di ciascun’anima, subito dopo la morte; l’altro universale, di tutti gli uomini, alla fine del mondo».
.. e la confusione cresce. A cosa serve un secondo giudizio? Ed il secondo giudizio può ribaltare il primo?
amedeo contino
amedeo contino
sabato 5 maggio 2018
accadde oggi: Montagna Longa, la strage dimenticata
la sera del 5 maggio 1972, venerdì, alle ore 22.20, durante la fase di atterraggio, il DC 8 Alitalia volo AZ 112 proveniente da Roma, si schianta sulla montagna che sovrasta l'aeroporto di Palermo, Montagna Longa. Le vittime furono 115, molte delle quali tornavano in Sicilia per partecipare alle elezioni politiche del 7 e 8 maggio. La versione ufficiale parlò di errore del pilota (comandante Bartoli), ma molti elementi fanno supporre che a bordo dell'aereo ci fu una esplosione prima dell'impatto. Clicca sull'immagine e guarda il video di Repubblica.it
Altra ipotesi che si fece strada nel 2012, suggerita da alcuni fori presenti nella parte anteriore di un'ala, attribuirebbe le responsabilità ad un "abbattimento" dell'aereo nel corso di una esercitazione NATO che era in corso in quegli istanti sui cieli della Sicilia.
Clicca sull'immagine e leggi l'articolo di Repubblica.it
Secondo la Procura di Catania, però, non ci sarebbero nuovi ed importanti elementi per la riapertura delle indagini.
la pagina Wikipedia sul disastro
altro articolo su Repubblica
il video dopo il disastro
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| i "fori di entrata" (?) sull'ala del DC8 precipitato |
Clicca sull'immagine e leggi l'articolo di Repubblica.it
Secondo la Procura di Catania, però, non ci sarebbero nuovi ed importanti elementi per la riapertura delle indagini.
la pagina Wikipedia sul disastro
altro articolo su Repubblica
il video dopo il disastro
venerdì 27 aprile 2018
Il vescovo buono e l' Inquisizione santa
Fin dai tempi di Papa Giovanni XXIII, mi ha sempre sorpreso e infastidito l'accostamento dell'aggettivo buono al nome di un alto prelato o comunque al nome di un appartenente al clero cattolico.
Lo scorso 20 aprile Papa Francesco è andato a pregare sulla tomba del vescovo di Molfetta Antonino Bello.
Bello fu definito il vescovo buono perché era sempre a fianco dei poveri, degli ultimi.
Considerato che qualunque prete, una volta diventato tale, ha il compito, la gioia se non addirittura il dovere, di trasmettere ai fedeli un modello di vita caritatevole volto ad aiutare gli ultimi, è curioso che questo atteggiamento venga riscontrato solo in pochi prelati che, per questo, vengono definiti, appunto, buoni.
Cioè quello che dovrebbe essere la regola, nel clero cattolico, diventa una eccezione.
Ne consegue che la norma non è essere buoni, ma non esserlo. In certi casi quindi si può essere per giunta cattivi senza che questo porti ad associare il termine cattivo al nome del prelato.
Non si è mai sentito parlare, infatti, di Papi cattivi anche se , in questa categoria , dovrebbero entrarvi quantomeno i papi che inventarono e sostennero l'inquisizione, da Lucio III (1183) a Leone XIII sotto il cui papato venne condannato e arso vivo il Palermitano Antonino Canzoneri il 22 marzo 1732 nella piazza di S. Erasmo nel capologo siciliano.
Canzoneri fu l'ultimo siciliano condannato al rogo dalla santa (?!?!) Inquisizione.
In poco più di mezzo secolo di processi e roghi si succedettero decine di papi cattivi (Leggi qui). Nessuno di questi fu definito cattivo, mentre, sempre tra questi, alcuni vennero addirittura santificati.
In questi anni si sta assistendo alla diffusione di una ridicola e antistorica teoria revisionista tra gli intellettuali vicini al vaticano. Secondo questa teoria le vittime della inquisizione sarebbero state poco più di un centinaio a fronte di circa 100.000 processi intentati.
Considerato che in ogni caso 100 assassini per motivi "religiosi" sono comunque un obbrobrio, in questa teoria revisionista non vengono sottolineate alcune cose di un certo peso
1 - essere comunque inquisito non doveva comunque essere gradevole considerato che durante i processi della inquisizione (talvolta o spesso) si usava anche la tortura (pratica negata dai revisionisti) per costringere gli eretici ad abiurare
2 - non tutte le vittime della lotta alle eresie venivano prima processate; molti, anzi la maggior partese, venivano massacrati ancor prima di un regolare processo. È il caso (non certo unico) dei Catari nel sud della Francia, anche se la loro eresia voleva semplicemente riportare i credenti ad uno stile di vita più puro e più vicino alle parole dei Vangeli.
Ne furono trucidati decine di migliaia (bambini compresi), una vera e propria crociata indetta da Papa Innocenzo III. Lo stesso pontefice davanti al quale si inchinò S Francesco che evitò con questa mossa di essere considerato anch'egli un eretico. Ed eravamo ai primi anni del 13° secolo.
Ma torniamo ai Papi con questa domanda: se un papa non ne' buono ne cattivo, che cosa è?
pippo vinci
Lo scorso 20 aprile Papa Francesco è andato a pregare sulla tomba del vescovo di Molfetta Antonino Bello.
Bello fu definito il vescovo buono perché era sempre a fianco dei poveri, degli ultimi.
Considerato che qualunque prete, una volta diventato tale, ha il compito, la gioia se non addirittura il dovere, di trasmettere ai fedeli un modello di vita caritatevole volto ad aiutare gli ultimi, è curioso che questo atteggiamento venga riscontrato solo in pochi prelati che, per questo, vengono definiti, appunto, buoni.
Cioè quello che dovrebbe essere la regola, nel clero cattolico, diventa una eccezione.
Ne consegue che la norma non è essere buoni, ma non esserlo. In certi casi quindi si può essere per giunta cattivi senza che questo porti ad associare il termine cattivo al nome del prelato.
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| Giovanni XXIII |
Non si è mai sentito parlare, infatti, di Papi cattivi anche se , in questa categoria , dovrebbero entrarvi quantomeno i papi che inventarono e sostennero l'inquisizione, da Lucio III (1183) a Leone XIII sotto il cui papato venne condannato e arso vivo il Palermitano Antonino Canzoneri il 22 marzo 1732 nella piazza di S. Erasmo nel capologo siciliano.
Canzoneri fu l'ultimo siciliano condannato al rogo dalla santa (?!?!) Inquisizione.
In poco più di mezzo secolo di processi e roghi si succedettero decine di papi cattivi (Leggi qui). Nessuno di questi fu definito cattivo, mentre, sempre tra questi, alcuni vennero addirittura santificati.
In questi anni si sta assistendo alla diffusione di una ridicola e antistorica teoria revisionista tra gli intellettuali vicini al vaticano. Secondo questa teoria le vittime della inquisizione sarebbero state poco più di un centinaio a fronte di circa 100.000 processi intentati.
Considerato che in ogni caso 100 assassini per motivi "religiosi" sono comunque un obbrobrio, in questa teoria revisionista non vengono sottolineate alcune cose di un certo peso
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| Francesco e Innocenzo III |
1 - essere comunque inquisito non doveva comunque essere gradevole considerato che durante i processi della inquisizione (talvolta o spesso) si usava anche la tortura (pratica negata dai revisionisti) per costringere gli eretici ad abiurare
2 - non tutte le vittime della lotta alle eresie venivano prima processate; molti, anzi la maggior partese, venivano massacrati ancor prima di un regolare processo. È il caso (non certo unico) dei Catari nel sud della Francia, anche se la loro eresia voleva semplicemente riportare i credenti ad uno stile di vita più puro e più vicino alle parole dei Vangeli.
Ne furono trucidati decine di migliaia (bambini compresi), una vera e propria crociata indetta da Papa Innocenzo III. Lo stesso pontefice davanti al quale si inchinò S Francesco che evitò con questa mossa di essere considerato anch'egli un eretico. Ed eravamo ai primi anni del 13° secolo.
Ma torniamo ai Papi con questa domanda: se un papa non ne' buono ne cattivo, che cosa è?
pippo vinci
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