giovedì 22 settembre 2011

Ahmadinejad ha ragione quasi su tutto!


Dopo l'intervento del presidente dell'Iran all'assemblea dell'ONU, tutti i principali media occidentali si sono accaniti contro di lui accusandolo di avere negato l'olocausto, e di avere criticato la versione ufficiale sui fatti dell'11 settembre 2001.

Ma le cose non stanno proprio (e solo) così. Ahmadinejad ha invece parlato a lungo accusando gli USA (ed i suoi alleati) di arroganza e di eccessivo militarismo per risolvere le questioni internazionali spesso causate ad hoc dagli stessi americani, che poi interverrebbero per fornire sostegno finanziario ai paesi bombardati che si trasformano così in debitori insolventi nei confronti della potenza americana da cui poi dipenderanno a vita. E (aggiungo io) per ripagare questi debiti sono costretti a subire la costruzione di basi militari statunitensi sul loro territorio che diventa quindi assimilabile ad un possedimento coloniale*.

In più il presidente iraniano ha ricordato le colpe storiche dell'occidente a partire dalla "invenzione della schiavitu" , all'uso della atomica (unico caso nella storia) per finire con l'accusare Israele per a sua politica di odio contro i legittimi abitanti dell'area , i palestinesi.

In particolare il leader iraniano non ha (in questa sede) negato l'olocausto, ma ha detto che gli USA arrivano a minacciare militarmente chiunque cntesti la versione ufficiale dell'olocausto o dell'11 settembre letteralmente : they (USA) threaten anyone who questions the Holocaust and the September 11 event with sanctions and military actions,"

In attesa di avere una versione integrale del vero discorso , non filtrato dai media occidentali, vi riportiamo l'articolo ripreso dal sito di Al Jazeera

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Mahmoud Ahmadinejad, Iran's president, has accused the United States of using the September 11, 2001, attacks as a pretext to launch wars on Iraq and Afghanistan.

He also attacked the US for its history of slavery, causing two world wars, using a nuclear bomb against "defenceless people," and imposing and supporting military dictatorships and totalitarian regimes on Asian, African and Latin American nations.

Ahmadinejad, in his speech at the United Nations General Assembly in New York that prompted a walk-out by US and other western diplomats, also called the attacks on the World Trade Centre "mysterious" and said the United States and its allies "view Zionism as a sacred notion and ideology" but fail to respect the rights of other divine religions.

"By using their imperialistic media network which is under the influence of colonialism they threaten anyone who questions the Holocaust and the September 11 event with sanctions and military actions," he said.

Mass walkout

After the Holocaust remarks, the US led a mass walkout. After a US diplomat who was in the assembly hall to monitor the speech left halfway through, the 27 European Union nations then followed in a coordinated protest move.

Without naming any country, the Iranian leader strongly attacked the role of the US and its allies in wars and the financial crisis and called on major powers to pay reparations for slavery.

"They officially support racism," Ahmadinejad said. "They weaken countries through military intervention and destroy their infrastructures, in order to plunder their resources by making them all the more dependent."

Critics of the Iranian president said he could have used his time before the assembly more appropriately.

"Mr Ahmadinejad had a chance to address his own people's aspirations for freedom and dignity, but instead he again turned to abhorrent anti-Semitic slurs and despicable conspiracy theories," said Mark Kornblau, a US spokesman.

Bin Laden

The Iranian leader also criticised the US for killing Osama bin Laden.

Ahmadinejad said: "Would it not have been reasonable to bring to justice and openly bring to trial the main perpetrator of the incident in order to identify the elements behind the safe space provided for the invading aircraft to attack the twin World Trade Center towers?"

He continued: "Hypocrisy and deceit are allowed in order to secure their interests and imperialistic goal. Drug trafficking and killing of innocent human beings are also allowed in pursuit of such diabolic goals."

Philippe Bolopion, UN director for Human Rights Watch, said the remarks should be taken in perspective, mentioning that Iran publicly executed a young man on Wednesday.

"While President Ahmadinejad is lecturing the world from the UN podium dissent is still being crushed ruthlessly in Iran and basic rights demanded by millions in the Arab world are brutally denied to Iranians who are demanding the same," ,'' Bolopion said.


* per saperne di più si consiglia la lettura shock del libro : confessioni di un sicario dell'economia di John Perkins che spiega in modo chiaro come gli USA operano ancora oggi per conquistare "economicamente e militarmente" ampie ed influenti aree del pianeta.

leggi la recensione

Superata la velocita' della luce?


Attesa conferma ufficiale. L'evento potrebbe rivoluzionare la concezione dell'universo


mercoledì 31 agosto 2011

11 settembre : i "complottisti" hanno sempre più ragioni da vendere!





Per demolire le tesi dei sostenitori del "complotto" sull'11 settembre , molti seguaci della sempre più traballante versione ufficiale, hanno affermato che la "caduta delle torri gemelle" non può essere assimilata ad una demolizione controllata perchè queste provocano la caduta degli edifici dal basso. Ossia dai piani inferiori verso l'alto. In altre parole nelle demolizioni controllate gli esplosivi hanno una sequenza esplosiva dal basso verso l'alto.E non dall'alto verso il basso (top down) come è avvenuto a Ground Zero





Con il video che mostriamo si smonta anche questa critica fatta ai complottisti. Cliccate sulla foto e vedrete una demolizione controllata eseguita a Belfort in Francia proprio su due grattacieli gemelli. Come potete vedere la dinamica del crollo è identica (IDENTICA) a quella delle torri gemelle. Crollo top down.


Se ne deduce che i due metodi demolitivi possono entrambi essere utilizzati a discrezione dei tecnici demolitori. E quindi il crollo top down quanto meno NON ESCLUDE la possibilità che si sia trattato di una demolizione controllata anche per le Twin Towers. Fatto, per noi, oramai , fin troppo evidente!




venerdì 19 agosto 2011

preconto o pretruffa?


L'altro giorno sono andato al bar Alba di Mondello- Quello nuovo aperto da poco al posto (chissàperchè) del più antico e tradizionale Caflish che pure faceva affari d'oro, sopratutto in estate e non solo.
Comunque, finita la consumazione al tavolo (un tost ed un latte macchiato), ho chiesto il conto.

E mi arriva un pizzino stampato simil scontrino con la somma da pagare ed una dicitura piccola in fondo che diceva : per lo scontrino fiscale rivolgersi alla cassa.
Mi avevano portato il famigerato preconto, un pezzetto di carta senza alcun valore fiscale che molti di noi per ignoranza o per lagnusia, scambiano per scontrino fiscale.

Ed io ho protestato dicendo che lo scontrino fiscale non lo deve chiedere il cliente , peraltro facendo la coda ad una cassa affollata di gente che paga, ma è obbligo del gestore emettere lo scontrino e consegnarlo al tavolo del cliente
OVVIAMENTE, dopo la mia protesta lo scontrino è arrivato al tavolo. Ma quanti clienti fanno questo?

E non devono farlo. Il preconto è un tentativo di truffa che riesce nell'80% dei casi .Inoltre il cliente corre pure il rischio di dovere pagare una multa se viene beccato all'uscita senza il pizzino fiscale.
Insomma lo scontrino fiscale deve essere emesso sempre anche se il cliente non lo chiede o non lo vuole e lo lascia sul tavolo a suo rischio e pericolo. Ed in un periodo dove si chiedono sacrifici a (quasi) tutti gli italiani è veramente scandaloso che il noto e ricco bar Alba di Mondello usi questi trucchetti per evadere il fisco.
Che forse, forse la colpa di questa stangata è anche di chi usa questi mezzucci?

Pippo Vinci

mercoledì 17 agosto 2011

frasi celebri (26)



L'età della pietra non è terminata per mancanza di pietre

lo sceicco Yamani,
già ministro del petrolio dell'Arabia Saudita

venerdì 12 agosto 2011

e nessuno lo dice, e nessuno fa niente, e nessuno sa niente


La North Atlantic Treaty Organization (NATO) ha inferto un attacco massiccio sui civili libici nella notte dell’8 agosto e nelle prime ore del 9 agosto del 2011, approssimativamente dalle 2:00 a.m. alle 4:00 a.m. EET.

I cittadini di Tripoli e di molte altre città in Libia sono stati bombardati in modo indiscriminato dalla NATO.

C’è stato un gran numero di vittime nella città di Zliten, nel distretto di Misurata. A Zliten 85 persone sono rimaste uccise, tra cui 33 bambini, 32 donne e 20 uomini per la deliberata individuazione di aree residenziali e di infrastrutture civili come obbiettivo della NATO. Molte delle vittime ferite sono in condizioni gravi e vicine alla morte

mercoledì 10 agosto 2011

lasciamo l'Afghanistan



Dobbiamo ritirarci al più presto dall'Afghanistan. Il Paese è per l'80% in mano ai talebani. La popolazione, dopo i massacri di civili di questi anni, è con i talebani. Il mullah Omar, che al momento dell'invasione della Nato voluta dagli USA era il capo di Stato del Paese, ha già vinto la sua guerra.


Non si può sconfiggere un intero popolo. I talebani stanno attuando due azioni contemporaneamente. Trattano in segreto con gli americani e alzano il tiro colpendo le forze di occupazione e uccidendo i loro principali collaboratori.


Tutti sanno che entro due/tre anni la Nato sarà costretta ad andarsene e che l'attuale presidente, Karzai, non ha alcuna possibilità di rimanere al comando (e neppure vivo). Perché aspettare allora, quando il finale è già scritto? L'Italia deve immediatamente lasciare l'Afghanistan. Prima di altri morti.

dal blog di Beppe Grillo

domenica 7 agosto 2011

Errore fatale: attenti, inseguire la crescita annienterà l'occidente!


Fa una certa impressione leggere i patti multilaterali, gli appelli bipartisan alla coesione nazionale in nome della Crescita invocata come se fosse la Madonna miracolosa. Ma di cosa parlano sindacalisti, industriali, banchieri, politici?

Scrivono i ricercatori del Wuppertal Insitute (Futuro sostenibile. Le risposte eco-sociali alle crisi in Europa, a cura di Wolgang Sachs e Marco Morosini, Ed. Ambiente, 2011): “Da tre decenni i politici cercano inutilmente di combattere la disoccupazione attraverso una crescita economica forzata. Ma se la produttività del lavoro aumenterà, come ha fatto finora, del 1,5-2% all’anno, il Pil dovrebbe aumentare del 3 o 4% all’anno o anche di più nel lungo periodo per eliminare davvero la disoccupazione. Puntare a tassi di crescita del genere è vano” (p. 289). E stiamo parlando della Germania, della “locomotiva” – irraggiungibile – dell’Europa, del “modello” – inimitabile – di economia. Dal 1970 al 2005 la produttività del lavoro è aumentata del 2,5%, il Pil è più che raddoppiato, ma le ore lavorate sono diminuite dell’86%. Insomma, nei paesi a capitalismo maturo, i posti di lavoro diventano più produttivi e diminuiscono di numero: jobless growth.

Le ragioni di questa divaricazione, di questo divorzio tra crescita e benessere, sono molte: la delocalizzazione delle produzioni industriali di massa, l’allargamento dei sistemi di mercato in nuove aree geografiche e settori produttivi, la finanziarizzazione dell’economia con i tassi di rendimento esorbitanti pretesi dai possessori di titoli di credito, altro ancora. Ma è certo che inseguire questa crescita è un vero suicidio per le società occidentali. Senza contare il fatto che questa crescita economica si porta dietro un carico ambientale semplicemente insostenibile. Serve ricordare le guerre commerciali (e non solo) in corso per l’accaparramento delle materie prime, delle utilities, del suolo fertile, dei genomi, di internet… e di quanti altri beni comuni ancora rimangono da saccheggiare? Per quanta droga finanziaria (speculativa nelle Borse o di stato nel sostegno ai titoli del debito pubblico) si possa immettere, la cosiddetta “economia reale” europea, quella fatta di merci vendibili e di lavoro vivo remunerato, non riuscirà mai a tenere il passo nella guerra competitiva senza confini e senza regole che si chiama concorrenza intercapitalistica internazionale, dove 500 società di capitale controllano il 52% del Prodotto lordo mondiale, dove una microscopica casta di cosmocrati stile Marchionne ha il potere di determinare le politiche industriali degli stati nazionali.

Difficile pensare che la crisi di un sistema si possa risolvere perseverandolo a tutti i costi.

Un altro che se ne intende, Tim Jachson, a capo di uno staff di consulenti del governo britannico, (Prosperità senza crescita. Economie per il pianeta reale, Ed. Ambinete, 2011) ha scritto: “Sono state le politiche attuate per stimolare la crescita a portare l’economia al tracollo”.

Sarebbe forse giunto il momento di mettere in dubbio l’imperativo della crescita. Le alternative esistono, ma sono quelle che non scritte nel “patto sociale”: redistribuire il lavoro attraverso una diminuzione degli orari (in Germania lo chiamano “tempo pieno breve per tutti” o “società a mezza giornata”) e l’introduzione di nuovi modelli di reddito (fissazione di limiti massimi e minimi con un reddito di base garantito per la valorizzazione del lavoro oggi non retribuito per attività di cura per la famiglia, la natura, la società); nuova fiscalità puntando su tasse ecologiche (carbon tax, pubblicità) e socialmente eque (Tobin tax); diversa gestione trasparente e pubblica della finanza (imponendo tassi di rendimento differenziati a seconda del periodo di recupero); economia solare, investimenti ecologici (conversione ecologica dell’industria secondo i modelli della Bleu Economy, a zero emissioni), revisione della contabilità nazionale (superare il Pil come indicatore del benessere sociale ed della sostenibilità ambientale). Insomma è necessario “disaccoppiare” (decoupling, come dicono gli economisti) il benessere, lo star bene, da quanto il mercato è disposto a darci, cioè dalla nostra capacità di solvibilità.

Per uscire davvero dalla crisi dovremmo far recedere il mercato (cominciando da quello finanziario, dei titoli di debito) aumentando gli spazi anche economici di autonomia della società. Sottrarre beni e servizi comuni (l’acqua è solo il primo esempio, quanti altri sarebbero possibili?) dagli artigli della “messa a valore” (rendimento monetario, profittabilità) di ogni cosa e di ogni relazione sociale. Insomma servirebbe un progetto di nuovo modello economico per la sinistra. Esattamente il contrario della crescita.


fonte carta.org

sabato 6 agosto 2011

accadde (e accade) oggi: giornata nera per gli States


giornata nerissima oggi per gli States. Sia dal puno di vista storico che per l'attualità:

O G G I

1) S & P declassa, per la 1^ volta in 70 anni, la affidabilità finanziara USA dal livello AAA al livello AA+. I cinesi , che sono i più forti e credibili creditori, battono cassa! Un altro grande insuccesso del salvatore del mondo e premio Nobel per la pace Barack Obama.

2) 6 agosto 2011:
nella infinita ed inutile guerra in Afghanistan, i Talebani abbattono un elicottero delle forze d occupazione occidentali. Muoiono 31 marines e 7 soldati dell'esercio regolare afgano.


I E R I

3)
Il 6 agosto 1890 nel penitenziario di Auburn a New York viene eseguita per la prima volta una condanna a morte con la sedia elettrica. Il primo uomo ad essere ucciso in questo modo è William Kemmler, condannato a morte per omicidio. Sottoposto a due scariche, cessa di vivere dopo otto minuti.

4) 6 agosto 1945 ore 8.15 .Avviene la distruzione nucleare di Hiroshima. Un bombardiere americano B29 sgancia il primo esemplare operativo di bomba atomica. Tutti gli edifici nel raggio di 800 metri dal punto dell'esplosione sono completamente rasi al suolo. Degli oltre 800.000 abitanti della città, circa 100.000 muoiono all'istante. Moltissimi altri moriranno nei giorni, nei mesi e negli anni successivi a causa delle radiazioni.

pippo vinci

sabato 30 luglio 2011

italiani fanno esso meglio!


Ci sono 2 metodi infallibili per imparare (bene, bene) l'inglese:
1 studiarlo con un insegnante madrelingua, in età prescolare (dai 2 ai 5 anni)
2 (se si è già adulti) trasferirsi per almeno 4 o 5 anni in un paese di lingua inglese.

Ogni altro modo è pressocchè inutile e costoso: corsi in Italia, corsi all'estero, DVD o CD, love story con partner anglofoni (costoso se si è lui, meno costoso se si è lei) ecc. ecc.

Qui noi ne vogliamo proporre uno nuovo, originale, mai visto sulla faccia della terra e di dubbia efficacia in quanto nessuno lo ha mai sperimentato. Esso prende spunto dal fatto che una delle più grosse difficolta della lingua inglese (per un italiano) è quella della struttura della frase, ossia dell'ordine delle parole all'interno di un discorso. Insomma alla fine di un qualunque corso tutti imparano a conoscere molti vocaboli, le poche regole grammaticali, le semplici forme verbali e qualche modo di dire.

Ma al momento di elaborare una frase ci si trova davanti al solito e invalicabile muro: la struttura della frase e ogni tentativo spesso dà luogo a mostri linguistici o a divertenti (per gli inglesi che ascoltano) nonsense!

Spieghiamoci con un esempio. E prendiamo lo spunto da uno degli ultimi commenti del post pecedente: italians do it better! Ossia : gli italiani lo fanno meglio.

Se facciamo la traduzione letterale(dall'inglese) , la frase diventa : italiani fanno esso meglio
Ed ecco il metodo. Esso si sviluppa in tre fasi
1^ fase: imparare a parlare in italiano con la costruzione inglese (italiani fanno esso meglio);
2^ fase: studiare un po' di vocaboli inglesi (fase da saltare se si è già frequentato un corso di medio lvello)
3^ fase: tradurre letteralmente quello che si è detto: italians do it better

In tal modo una traduzione maccheronica, si trasformerà in un inglese perfetto.

Faccio notare (per inciso) che molti italiani che hanno frequentato i fatidici e inutili corsi direbbero "the italians do it better" anteponendo erroneamente l'articolo the al vocabolo italians. E questo è solo un piccolissimo esempio dei tantissimi errori che si fanno e che si potrebbero evitare con questo metodo.

Prendiamo altri esempi. Se io dovessi chiedere notizie sul tempo, in italiano direi più o meno come è il tempo? Per l'inglese la cosa si complica in quanto , come molti sanno (?) , per chiedere come è il tempo si deve usare what : what is the weather like?

E allora prima di imparare la frase in inglese il metodo prevede di dirla (letteralmete) in taliano:
1^ fase: cosa è il tempo come?
3^ fase: -traduzione letterale- cosa (what) è (is) il (the) tempo (weather) come (like)?

Allo stesso modo basta anche preporre l'aggettivo al sostantivo ed abituarsi a dire : giallo fiore, verde campo, blu cielo per avere subito (conosendo i vocaboli) la forma inglese yellow flower, green lawn, blue sky.

Per finire mi viene in mente un altro esempio. Tutte le fiabe del mondo iniziano (in italiano) così: c'era una volta. Bene per il nostro metodo dobbiamo abituarci a dire così: una volta sopra un tempo; che tradotto letteralmente diventa: once upon a time! Ed il gioco è fatto.

A questo punto la difficoltà diventa solo quella di imparare ad usare l'italiano con astruse costruzioni inglesi ma per lo meno utilizziamo la nostra lingua; poco a poco queste strane costruzioni ci verranno naturali ed al momento di cimentarsi in inglese, la traduzione diventerà facile facile.... o no?

P.S. so bene che questo metodo non sostituisce i 2 migliori citati all'inizio dell'articolo; so pure che è un metodo che presenta qualche dificoltà in quanto non è immediato e prevede (1^fase) un certo impegno ma, a mio avviso, potrebbe competere con tutti gli altri o almeno affiancarsi ad essi o integrarli nello stesso iter educativo. Basta sperimentarlo e (ovviamente) perfezionarlo. Io ho solo suggerito un'idea nuova.

amedeo contino

martedì 26 luglio 2011

Gli italiani si salvano più degli inglesi!


Vi ricordate la famosa battuta di Troisi sui nomi dei bambini? Chi ha il nome lungo (Massimiliano) crescerà scostumato, chi ha il nome corto (Ugo) crescerà educato e questo perchè il richiamo del genitore arriverà prima che il bimbo si sia allontanato

Prendiamo ora la parola aiuto! si, aiuto. Quando un italiano è in pericolo, può usare questa parola e la può gridare forte tenendo per lungo tempo l'ultima vocale: Aiutooooooooooo....! Oppure può optare di allungare anche la U: aiuuuuuuutoooooooo! Insomma, il grido è sicuramente efficace. Ed è molto facile che qualche soccorritore senta il grido e arrivi in tempo.

Molto più efficace di quando si debba usare una parola con una sola vocale e che per malasorte finisce pure per consonante: help!

Help, come tutti sanno, è il modo con cui gli anglosassoni gridano aiuto. Ma provate a gridare help. E provate a tenere la p per un po'. Impossibile. Anzi si annega meglio perchè la p ti impedisce pure di respirare.

Allora usando la stessa logica di Troisi gli italiani in caso di pericolo hanno molte più probabilità di essere salvati, no?

Propongo quindi di estendere l'uso della parola Aiuto in tutto il mondo, almeno in quello anglosassone. Forse ci sarebbero meno annegati...... nel Canale della Manica.

Non conosco bene come si dica aiuto nelle altre lingue, ma sfido chiunque a trovarne una più efficace del nostro AIUUUUUTOOOOO!

pippo vinci

sabato 23 luglio 2011

Club 27

E' ormai tristemente noto come il "club 27". Amy Winehouse e' morta a 27 anni (sett '83 - lug 2011), cosi' come altre grandi rockstar: Jimi Hendrix (nov '42 - sett ' 70), Brian Jones (feb 42 - lug '69), Janis Joplin (gen '43 - ott '70), Jim Morrison (dic 43 - lug 71) e Kurt Kobain ('feb 67-apr '94).

Ministeri ovunque

Bella idea!
Il sottosegretario Villari ha deciso di aprire un ministero a Napoli. Penso che a questo punto per rendere ridicola la mossa della Lega che "avrebbe" aperto 4 ministeri a Monza, ogni membro del Governo ne dovrebbe aprire uno sotto casa.

giovedì 21 luglio 2011

Ciao, ciao pensione!


Chi oggi ha trent'anni e trova un lavoro non percepirà pensione. Far slittare l'età pensionabile innalzerà ancora di più il tasso di disoccupazione giovanile. La manovra votata dalla casta non va. Ma la classe politica attuale non capisce che sta segando il ramo sul quale è appoggiata

L'età pensionabile slitta a 70 anni. Che è un po' come dire, in pensione non ci vai più...

E' proprio così. Questo slittamento continuo è una disperata ricerca di far quadrare il cerchio, perché la sostanza è che da un lato noi abbiamo un'assoluta mancanza di posti di lavoro per le nuove generazioni che richiederebbero un avvicendamento.

da una intervista a Giulietto Chiesa

martedì 12 luglio 2011

per quelli che ritengono che siano in pochi a pensarla così!





11 settembre : I “Toronto Hearings” – 8/11 settembre 2011


L’11 settembre 2011 ricorrerà il decimo anniversario dei fatti di New York e Washington che hanno avuto un ruolo drammatico nella storia moderna.


Il Centro Internazionale per gli Studi sull’11 Settembre ha deciso di sponsorizzare quattro giorni di Pubbliche Conferenze nella città di Toronto, in Canada, per il decimo anniversario dei fatti dell’11 settembre 2001. Queste Conferenze non saranno un processo-farsa né un tribunale simbolico. Verranno presentate le più serie, accurate e documentate analisi sulle prove migliori che sono emerse nei dieci anni dagli eventi dell’11 settembre.


Scopo delle Conferenze:

1 - Presentare prove che l’indagine ufficiale del governo americano sui fatti dell’11 settembre 2001, …… come è stata perseguita dalle varie agenzie governative o incaricate dal governo, è seriamente lacunosa e manca di descrivere e di rendere accuratamente conto dei fatti dell’11 settembre.

2 - Presentare le prove più sostanziose sulla inadeguatezza dell’indagine governativa americana, organizzare e indicizzare queste prove, preservarle, renderle facilmente accessibili al pubblico e alle organizzazioni governative, non governative e intergovernative.

3 - Presentare una documentazione ed una sintesi delle Conferenze, insieme alle dichiarazioni firmate degli esperti, ai governi interessati, ai gruppi e alle agenzie internazionali, con la richiesta che venga istituita una indagine imparziale sugli eventi dell’11 settembre 2001, che sono serviti per dare inizio ad invasioni militari e a limitare i diritti dei cittadini.

4 - Coinvolgere l’attenzione del pubblico e dei media, attraverso le testimonianze come attraverso incontri con il pubblico e con la stampa, durante i quattro giorni delle Conferenze.Sede delle ConferenzeQueste Conferenze sono internazionali, e la scelta di una sede esterna agli Stati Uniti intende sottolineare questo concetto.

Allo stesso tempo vi sono buoni motivi per aver scelto un luogo ragionevolmente vicino agli attacchi dell’11 settembre 2001, in modo che le persone direttamente coinvolte in questi fatti, come ad esempio i familiari delle vittime, possano recarsi alle Conferenze. Toronto è a nove ore di macchina da New York. La sede specifica di queste Conferenze sarà l’università Ryerson di Toronto.

I partecipanti alle conferenze parteciperanno moderatori, esperti ed un Comitato di Cittadini. I moderatori guideranno gli esperti e il Comitato attraverso la presentazione e la discussione degli elementi di prova. Gli esperti (ma anche possibilmente dei veri e propri testimoni) parleranno dei risultati della loro ricerca e, laddove appropriato, presenteranno formalmente queste prove al Comitato.

Un gruppo internazionale di quattro personaggi altamente credibili ascolterà le testimonianze, prenderà in esame le prove, porrà domande, discuterà, e presenterà un rapporto finale alla conclusione delle Conferenze.

Ogni giornata delle Conferenze avrà uno o più temi. Ad esempio il terzo giorno delle conferenze (il 10 settembre 2011) sarà dedicato alla distruzione del World Trade Center. Le persone seguenti si sono dichiarate disponibili a partecipare come esperti in questa giornata: Niels Harrit, David Chandler, Richard Gage, Steven Jones and Jon Cole.

Le Conferenze saranno moderate da Michael Keefer e Matthew Witte, il rapporto finale sarà redatto da James Gourley. I temi delle giornate 1, 2 e 4 includeranno Al-Queda, la mancata difesa aerea, l’insider trading, anomalie del volo 77 e 93, la natura del terrorismo sotto falsa bandiera [false flag terrorism] e la resistenza psicologica verso le versioni che mettono in discussione quella ufficiale.

Esperti che hanno confermato la loro presenza sono Peter Dale Scott, David Ray Griffin, Laurie Manwell, Graeme MacQueen, Lance DeHaven-Smith e Kevin Ryan, è vi è una lista di altri esperti a cui presto verrà chiesto di partecipare.Vi saranno anche interventi, durante le giornate e le serate, da parte di testimoni oculari e di membri dei familiari delle vittime dell’11 settembre.

Chi sponsorizza questi eventi?Lo sponsor principale di queste conferenze è il Centro Internazionale per gli Studi dell’11 Settembre, fondato dall’avvocato americano James Gourley. Attualmente il Centro è conosciuto soprattutto per il suo successo nell’aver ottenuto il rilascio di circa quattro terabyte di materiale video finora trattenuti (e nascosti al pubblico) dal NIST.Organizzazione e pianificazione

Vi saranno un Comitato Dirigente, un Comitato Consulente e diversi Gruppi di Lavoro. Il Comitato Dirigente attualmente è formato da Kevin Ryan, Laurie Manwell, Graeme MacQueen and Adnan Zuberi. Il Comitato Consulente sarà un gruppo internazionale composto da circa una dozzina di esperti, familiari delle vittime dell’11 settembre, e personaggi importanti. Circa metà di questi consiglieri sono già stati scelti, gli altri verranno invitati nei prossimi mesi.

I gruppi di lavoro affronteranno videoconferenze, registrazioni, pubblicità, relazioni con i media, raccolta di fondi eccetera.Le prove Le prove che verranno presentate alle Conferenze saranno scelte secondo i seguenti criteri: alto livello di accertabilità, importanza, e consenso. “Alto livello di accertabilità” significa che le Conferenze si concentreranno non su ragionamenti ma su fatti che possono essere affermati con certezza. “Importanza” significa che le Conferenze si concentreranno su elementi della spiegazione governativa che sono fondamentali per tenere in piedi quella spiegazione. “Consenso” significa che le prove verranno scelte tra quelle che hanno causato minori controversie all’interno del movimento che critica la versione ufficiale.

[Traduzione di Massimo Mazzucco per luogocomune.net]FONTE: TORONTO HEARINGS HOMEPAGE

venerdì 8 luglio 2011

Amo le pareti nude.. o odio le "cose" appese?

Forse è una malattia delle psiche, o forse solo un alibi per non (potere) acquistare costosi quadri d'autore, ma io amo le pareti nude.
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mercoledì 29 giugno 2011

vita dura per gli inquirenti

Dopo mesi e mesi di indagini, dopo una sentenza di primo grado e dopo infinite discussioni anche al (da) bar, oggi si scopre che nel delitto di Meredith, forse i tecnici hanno sbagliato ad attribuire il DNA del sangue rinvenuto sulla lama del coltello alla stessa vittima così come si era stabilito. Non ho ben seguito il caso e non capisco cosa possa comportare questo "colpo di scena". Quello che si intuisce capisce con questa nuova notizia è che: la tecnica del DNA non è certa al 100%

Ed ecco che per gli inquirenti del mondo, il mondo si complica vieppiù: le impronte non danno mai la certezza; le intercettazioni non si possono (potranno) fare; davanti al giudice ci si puù avvalere della facoltà di non rispondere. E se uno dice una cosa durante le indagini , poi la può tranquillamente smentire in tribunale.

Insomma vita dura , anzi durissima per gli inquirenti.

e poi...... mi sovviene un altro dubbio: ma come hanno fatto gli americani con un test del DNA esaurito in poche ore (dico, poche ore) a stabilire con certezza che il tizio trucidato in Pakistan era propio il famigerato Bin Laden? boh?

pippo vinci

domenica 26 giugno 2011

Blogger uniamoci contro la pubblicità invadente!

Forse siete assuefatti e non ci fate più caso, o forse pensate che il mondo debba andare così e che non si possa fare niente. Ma io continuo a non digerire la prepotente invadenza della pubblicità. Badate bene. Non parlo solo di televisione. Uno potrebbe anche non vederla , la televisione (anche se la vedo un po' dura).

Riviste, quotidiani e simili hanno il 30- 40% dei fogli impegnati per dare spazio agli annunci delle ditte. Le strade ed i palazzi sono spesso e fastidisamente ricoperti e nascosti da coloratissimi e poco discreti (ovvio) cartelloni pubblicitari.



Su internet non c'è quasi sito che prima di mostrare i suoi interessanti contenuti non ti obblighi a visionare uno spot e tu lì a cercare di cliccare sull'introvabile icona X chiudi, che spesso ritarda a funzionare.

Se apri la tua casella email devi prima passare 4 o 5 minuti a eliminare lo spam indesiderato con il pericolo, in agguato dietro l'amlgolo, di eliminare messaggi che invece ti interessano .

Gli androni dei palazzi senza portinaio (il 90%) sono cosparsi di giganteschi fogli pubblicitari dei grandi magazzini e questa mondezza poi si spande sui marciapiedi antistani e si aggiunge a quella che scivola giù dai parabrezza delle auto. Un oceano di cartacce che svolazzano di qua e di là per ore oper giorni interi.

Ma, va beh, parliamo anche di televisione. Che uno può anche decidere di non vederla. Ma se la vede, no dico, se la vede gli passa la voglia in pochi istanti .

Tutti (TUTTI) i progammi sono costantemenet e fastidiosamente invasi da pubblicità per non parlare di quella "infiltrata"nel corpo delle stesse trasmissioni.

O i bassi trucchetti dei pagatissimi conduttori dei telegiornali, che avendo esaurito tutte le notizie pronunciano a volte questa frase: dopo la pubblicità vi daremi le ultime notizie di agenzia. E invece dopo la pubblicita: non sono arrivate altre notizie dalle agenzie e il Tg finisce qui.


O ancora le notizie di sport (vera passione degli italiani ) , che sono messe in onda sempre dopo la pubblicità aopratutto alla radio.

Fate un esperimento: accendete la TV e spostatevi con il telecomando su 10 canali. Sono sicuro che su almeno la metà di essi vi imbatterete in un spot pubblicitario.

Allora usciamo e andiamo a goderci un film a cinema. Uguale! prima, durante (all'intervallo) e dopo il film ecco gli spot, sul grande schermo
Andiamo allo stadio. Uguale: cartelli e annunci pubblicitari ovunque a partire dalla maglietta dei giocatori della tua squadra del cuore e anche di quella degli odiatissimi avversari

Un'ultima considerazione la voglio riservare alla formula 1: fino ai tempi di Niki Lauda e Clay Regazzoni, su ogni monoposto risaltava, gigantesco, il numero di gara. A partire dal numero 1 che era riservato al campione del mondo in carica. E uno poteva seguire la competizione guardando i numeri di gara stampigliati praticamente su ogni lato della vettura e pure sul casco.
Oggi i numeri o non ci sono più o sono troppo piccoli da vedere. Perchè? Ovvio: perchè devono lasciare il posto alla pubblicità esplicita o submliminale richiamata da simboli e colori.

Provate a vedere un gran premio senza audio. Dovrete sforzarvi molto per capire se in testa ci sia Massa o Alonso e se sia stato Vettel a superare Webber o viceversa:

Si, la pubblicità è l'anima del commercio, serve per vendere e se vendi produci , e se produci dai posti di lavoro. Ma allora perchè c'è tanta crisi?

Io proporrei una piccola rivoluzione e inviterei tutti blogger a inziare una seria campagna non contro la pubblicità, ma contro questa eccessiva sua invadenza. Chissà se si potrà un giorno fare un bel referendum o, meglio, inserire in un programma elettorale la promessa per una norma che umanizzi la pubblicità e torni a considerare il cittadino come tale e non come mero e becero consumatore!

pippo vinci

martedì 21 giugno 2011

le tagliatelle

Di nonne, io, ne ho avuto due!

Così nonna Lilì, gilusedda, mi suggerisce di iniziare il mio nuovo racconto.

Ma come, io che t’haiu annacato, sprucchiatu, pasciutu, nutricato un cunti nenti di mia”?leggi tutto

martedì 14 giugno 2011

i visi pallidi col casco celeste!


Quando frequentavo le scuole elementari mi ritenevo abbastanza bravo nel disegno. Disegnavo bene gli alberi, le montagne , i fiori, i prati, le nuvole, gli animali. E anche le persone. Ma al momento di colorare le facce degli uomini e delle donne, dei vecchi e dei bambini, non riuscivo mai ad azzeccare il colore.

Si diceva che noi eravamo i bianchi, ma la faccia con la pelle bianca non rappresentava nessuna persona sulla terra, anche se morta o malata. Allora si tentava di interpretare il "colorito roseo" , ma anche usando questo pastello veniva fuori un faccione ridicolo e caricaturale.

Lo stesso avviene per i giapponesi che si dice siano gialli, come i cinesi. Io ho avuto una fidanzatina giapppnese e vi assicuro che il colore della sua liscia pelle non era affatto giallo, piuttosto diciamo che era sul grigio perlato chiaro.

Vogliamo parlare allora dei pellerossa? o dei nemici visi pallidi?

Insomma per farla breve il colore della pelle , per me, era ed è irriproducibile sulla carta. E infatti non faccio il pittore, ma il problema resta.

Nessuno sa definire con un solo termine il colore della pelle di un essere umano a qualsiasi etnia esso appartenga.

Ed infatti i colori delle pelli umane sono davvero indefinibili.

Alla fine si è arrivati ad una soluzione leggermente razzista: Il colore delle pelle è definito semplicemente "color pelle". Ma questo vale solo per i bianchi caucasici. E gli altri?

Ma se il colore delle pelli è indefinibile ed il vocabolario non aiuta , perchè ci dobbiamo complicare la vita dove il problema non esiste?


Insomma perchè i caschi dei caschi blu sono di colore celeste? E si che la parola celeste identifica esattamente il colore dell'elmetto dei soldati delle forze ONU . Molti dei quali sono americani, ossia visipallidi.

pippo vinci

venerdì 10 giugno 2011

SI

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martedì 7 giugno 2011

strategia per il quorum: votare Domenica prima di mezzogiorno


Questo articolo è rivolto a tutti coloro che hanno deciso di andare a votare per i referendum di domenica e lunedì. E di votare SI.

Tutti sappiano che il problema principale è il raggiungimento del quorum. Ebbene una delle tattiche da usare è quella di andare a votare tutti la domenica mattina. In tal modo gli indecisi, constatata la alta affluenza saranno invogliati a recarsi alle urne.

Chi è per il SI correrà a votare in quanto vede concretizzarsi la possibilità del raggiungimento del quorum e considererà il suo voto decisivo; chi è per il NO , constatato il rischio della validità della consultazione , cercherà di contrastare con il suo NO la possibile onda plebiscitaria dei SI. E in tal modo farà il gioco dei referendari.

Quindi Domenica 12 giugno andate a votare tutti molto presto, possibilmente prima del rilevamento delle ore 12.00

pippo vinci

La cultura non ti dà da mangiare, ma l’etimologia ti può salvare la vita.

L'attuale epidemia provocata dall’Escerichia coli, l’O104:H4 (la sigla indica il mutante, ne esistono tantissimi) ha provocato in Germania 21 morti (dato aggiornato al 5 giugno) e circa 500 ricoveri. Anche numerosi turisti si sono ammalati e persino morti dopo avere visitato la Germania.


Inizialmente le autorità tedesche, con la loro solita efficienza, hanno identificato come la sicura fonte di questa infezione, una partita di cetrioli importata dalla Spagna, ma le analisi di laboratorio lo hanno escluso.


Il 5 giugno le efficcienti fonti ufficiali riferiscono che la possibile causa dell’infezione sia quella di germogli di soia prodotti da un’azienda di Amburgo (Hamburg in tedesco). Ma anche in questo caso la notizia è risultata falsa.


L’unico caso di infezione da Escherichia coli O104:H4 riportato nella letteratura scientifica si è verificato in Corea nel 2005 ed i ricercatori indicarono come possibile fonte l’ingestione di hamburger contaminati.


Ora secondo voi perché gli hamburger si chiamo cosi?


Ebbene sì gli hamburger prendono il nome dalla citta di Hamburg, il principale porto tedesco da cui partivano le navi che portano gli emigranti in America, insieme alla prepazione della carne allo stile di Hamburg che divenne il famoso hamburger.


Nella mappa sulla destra , sono evidenziate le zone di diffusione della epidemia. Le zone più scure indicano una maggiore incidenza.


Negli USA, nazione dove si consuma il maggior numero di hamburger, ogni anno si registrano circa 600 morti causati da infezione da Escherichia coli.


juncu

lunedì 6 giugno 2011

Cassazione, Corte Costituzinale, Consulta e.... referendum



La Corte Costituzionale è l’organo che ha il potere di dichiarare l’illegittimità delle leggi volute dal Parlamento, di sindacare sulla legittimità delle leggi. e' organo costituzionale che non riconosce altro potere proveniente da altri organi.

La Corte di Cassazione si configura come giudice di legittimità, cioè competente a conoscere le sole violazioni di legge compiute dagli organi giurisdizionali di grado inferiore (quindi non si occupa della ricostruzione dei fatti).

La Corte di Cassazione risolve i conflitti di competenza insorti fra i giudici ordinari e i conflitti di giurisdizione fra giudice ordinario e giudice speciale.

In questo senso la Corte di Cassazione, si configura come organo di chiusura del sistema giudiziario (3° e ultimo grado di giudizio) a cui le disposizioni dell’ordinamento giudiziario affidano la funzione di nomofilachia, cioè la soluzione delle questioni interpretative più controverse al fine di indirizzare l’attività giurisdizionale degli organi giudicanti e requirenti.

Infine il termine Consulta, che per definizione vuol dire consiglio id persone riunite allo scopo di decidere su date questioni , si riferisce alla Corte Costituzionale



detto questo, veniamo al referendum sul nucleare.

Dopo avere ricevuto il via libera dalla Corte di Cassazione, si aspetta ora (martedì) il via libera definitivo dalla Consulta ovvero dalla Corte Costituzionale cui si è rivolto il Governo come ultimo tentativo per bloccare il temuto referendum



pico de paperis

domenica 5 giugno 2011

Egitto, esplosione in centrale nucleare Certa perdita di acqua radioattiva

Una perdita di acqua radioattiva sarebbe avvenuta nelle ultime ore nella piccola centrale nucleare di Anshas, in Egitto, dopo l'esplosione di una pompa del reattore. Lo rivela una fonte dell'Autorità egiziana per l'energia atomica, coperta da anonimato, al giornale locale Rose el Youssef, che titola 'L'Egitto si salva da un disastro nucleare. La fonte ricorda che il primo reattore di ricerca di Anshas è stato rimesso in funzione di recente senza l'autorizzazione del Centro per la sicurezza nucleare e senza rispettare le norme di sicurezza dei reattori. La fonte ha spiegato al giornale che un'esplosione è avvenuta ieri nella «pompa del reattore» e ha provocato la perdita di dieci metri cubi di acqua radioattiva. In base ai criteri dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, ha aggiunto la fonte, il «disastro» è classificabile al terzo livello. La centrale di Anshas si trova a nord del Cairo, nel Delta del Nilo.

dal sito www.liberazione.it

sabato 4 giugno 2011

Il marocco in 2 x 2 (10° giorno)

Essaouira - El Jadida

Sono le 23 e trenta e siamo nella nostra cella del bagno penale di El Jadida che la nostra guida considera un hotel a tre stelle. In effetti l'hotel Palais Andalouse ha un passato da sontuosa residenza di Pascià. E' ricco di marmi, mosaici e stucchi, ma le stanze sono allineate lungo corridoi alcatrazeschi che danno su un cortile interno pressoché invisibile per la presenza di alti muraglioni che non lasciano passare ne' luce ne' aria. leggi tutto

mercoledì 1 giugno 2011

IL REFERENDUM E' SALVO



La Cassazione ha salvato il referendum sul nucleare. Nulla è servito il maldestro tentativo del Governo di inserire una norma per "rimandare" la decisione sulle scelte legate alla rischiosa e costosa energia atomica.

Quindi il popolo dei referendum ottiene una decisiva iniezione di fiducia e si avvia a festeggiare dopo lunghissimi anni un referendum con il quorum che oggi sembra più raggiungibile.

Tutti al voto il 12 e 13 Giugno!

E NOTIZIE DA FUKUSHIMA?