domenica 30 ottobre 2011

il Marocco in due x due: la fine del viaggio


lunedì 18 agosto 1997 - undicesimo giorno

El jadida - Casablanca

Ultimo giorno di viaggio. A colazione Pippo si affretta a sfruttare l'ultima occasione per trovare una moglie marocchina: la caffettiera del bar. E' una donna molto spregiudicata ed è lei a fare le prime avance.

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sabato 29 ottobre 2011

TAV, NO TAV .. le ragioni tutte da una parte!


Domenica scorsa ho visto con grande interesse il servizio di Report (quello della Gabanelli) che si occupava della TAV o, meglio dei NO TAV.

Pur mostrando il tifo per i NO TAV, l'inchiesta ha posto delle interessanti, domande a rappresntanti di entrambe le fazioni. Ed è venuto fuori questo scenario.

I NO TAV sostenevano la loro tesi con solidi e documentati elementi di merito. Con convinta passione e con lodevole trasporto emotivo. I PRO TAV, invece, parlavano a vanvera e a pappagallo, senza passionee, sopratutto, non facendo capire nulla su quale fosse la vera utilità di quest' opera che essi definivano (senza motivarlo) i n d i s p e n s a b i l e per l'Italia e per l'Europa.

ecco gli argomenti NO TAV
1. l'opera è stata progettata 20 anni fa per il traffico passeggeri dall'Italia alla Francia e viceversa poi,visto il deciso calo della domanda, si è deciso che l'opera dovesse servire per le merci. Quindi una rincorsa alle motivazioni pur di fare questa TAV.

2. Anche il traffico merci tra Italia e Francia è in deciso trend calante non solo per il contingente effetto della crisi. Il traffico merci è in fortissimo calo da oltre 10 anni. E le previsioni per il futuro confermano il trend negativo. Nel 2000 il traffico riguardava 8 milioni di tonnellate. Oggi solo 2 milioni.Un calo del 75%!

3. esiste già una linea ferroviaria Torino Lione, che, recentemente ammodernata, funziona ad 1/3 delle sue possibilità. E la sua capacità attuale è di 20 milioni di tonnellate annue! 10 volte il traffico effettivo. Stando in attesa lungo la linea (che già esiste) si vedono passare sporadici convogli merci e spesso sono semivacanti. Inoltre le aree di interporto, dove i sostano i tir per la Francia , sono quasi deserte con pochi tir in attesa. A dimostrazione che le merci in transito non giustificano questa opera faraonica.

4. il territorio verrebbe devastato
5. è vero che si perderebbero fondi finanziari europei, ma l'Italia, che deve comunque contribuire con il 40%, risparmierebbe una immensa quantità di denaro che da solo potrebbe contribuire a risolvere gran parte degli attuali buchi di bilancio

6. prima di questa inutile e costosa opera sarebbe più utile al sistema paese impiegare gli stessi fondi per altre infrastrutture oramai al degrado (scuole, autostrada Salerno Reggio, raddoppio linee ferroviarie nel sud, ospedali ecc). E anche queste opere (certamente più urgenti, e più utili agli italiani) darebbero lavoro e sviluppo.

Ed ecco cosa via via andavano dicendo gli intervistati PRO TAV. Tra cuiilpresidente del Piemonte Cota ed il sottosegretario ai Trasporti del Governo in carica.

1. E' l'Europa che ce lo chiede
2. Non possiamo opporci al progresso
3. E' vero , le merci che viaggiamo sono poche, ma la TAV è come un fiume, basta costruire l'alveo che l'acqua arriva (?!?!?!) - frase pronunciata dal sottosegretario ai Trasporti del Governo in carica.
4. se non si fa perdiamo i fondi europei
5.E' necessaria per trasportare le merci da Kiev a Lisbona (!?)
6. fare la YAv significa creare molti posti di lavoro
7. Gli ambientalisti francesi non sono contrari
8. anche Cavour fu contestato quando fece fare il collegamento ferroviario con la Francia. Poi vinse Cavour
9. senza la TAV il paese crescerà di meno
10. E' più utile spendere i soldi per la TAV che per i servizi sociali (sempre parole del sottosegretario ai trasporti)

Mi permetto di dire (rispetto al punto 7) che gli ambientalisti francesi sono quelli che hanno (verosimilmente) consentito la costruzione di 58 centrali nucleari sul suolo francese per poi (recentemente) pentirsene amaramente.

Giudicate voi chi ha ragione. Giuro che quello che ho riferito è esattamente quello che i due schieramenti hanno detto.

Poi c'è anche il mondo politico quasi tutto schierato PRO TAV(sinistra radicale esclusa) , tra cui uno "splendido" Fassino (PD e sindaco di Torino) che ha letteralmente detto: "non possiamo certo fare alleanze con chi si oppone alla TAV" . Un pensiero politico di livello sublime!

Un ' ultima considerazione. Nessun PRO TAV (tra quelli intervistati ) era originario della Val Susa. O , se vogliamo, tutti i valsusini, sindaci compresi, erano tutti schierati con i NON TAV.

pippo vinci

domenica 23 ottobre 2011

si salvi chi può!


Ma ora basta! Non si capisce più niente.
Da quando, da qualche anno a questa parte, si parla della profonda e drammatica crisi dell'euro o del debito, da quando si minaccia il default per Grecia, Italia Spagna e Portogallo. Da quando si emanano ogni 3 mesi manovre per bloccare la crisi, non si capisce assolutamente nulla di quale sia la vera situazione della economia in Italia o in altri paesi d'Europa e del mondo. E non si capisce quale sia il veo pericolo che corriamo noi persone comuni. Anzi comunissime.

In verità non lo sa nessuno
e non lo sanno neppure i grandi scienziati della economia e della politica europea. Premier e ministri delle economie, fanno un summit alla settimana, tre incontri bilaterali al mese , dozzine di conferenze stampa, centinaia di dichiarazioni, minacce, promesse, rassicurazioni. Un giorno dicono che gli sforzi fatti vanno nella giusta direzione, il giorno dopo che c'è ancora tanto da fare e presto. Se no, si cade nel baratro.

Poi interviene la confindustria che da trenta e più anni dice che ci vogliono le riforme strutturali e che non c'è più tempo. Come non c'era trentanni fa. E vent'anni fa e dieci anni fa e il mese scorso.

Nel frattempo se uno disperato e disoccupato tira una pietra verso un blindato (blindato significa costruito per resistere alle pallottole e a qualche bomba) si grida alla violenza, se poi invece trucidano un prigioniero (Gheddafi) preso mentre cerca di scappare, si gioisce alla vittoria dicendo che giustizia è stata fatta.

Mi viene da ridere a pensare cosa avrebbero detto questi opinionisti d'oggi (casta intoccabile anche loro) se si fossero trovati a commentare i fatti durante la rivoluzione francese. Avrebbero parlato di violenza inaudita o dei principi ispiratori della rivolta, dei soprusi degli aristocraici sul popolo affamato?

Penso solo che non ci sia una (incomprensibile) strategia, ma una grande ed enorme carenza di uomini equilibrati, di valore e di grandi vedute in tutto il mondo! E sopratutto una carenza di personalità di spicco (e intellignti) che agiscano per il bene comune.
E per questo, solo per questo che temo che finirà male.

pippo vinci

venerdì 14 ottobre 2011

Nobel per la pace fu!


Il già premio Nobel per la pace Barack Obama, ha aperto un altro fronte di guerra inviando militari USA in Uganda......a fianco dei "buoni". Per ora sono solo 100 , ma il presidentechedovevacambareilmondo ha detto che il numero dei marines in Uganda aumenterà entro fine mese.

Forse qualcuno dovrebbe spiegare a Obama cosa vuol dire il termine "PACE". Concetto per il quale, ripetiamo, il presidentechedovevacambiareilmondo ha ottenuto il premio Nobel (preventivo) per la Pace, appunto.

giovedì 13 ottobre 2011

.. e poi i complottisti siamo noi!


ecco la "notizia": secondo l' FBI, il governo Iraniano avrebbe contattato i narcos messicani per far uccidere l'ambasciatore di Riad (Arabia Saudita) a Washington. I soggetti implicati (nella foto uno dei sospettati) avrebbero confessato e ora Obama non esclude nessuna opzione contro l'Iran.



Può essere mai?



L'unico elemento positivo di questa minchiata e che per avere la scusa per fare una guerra (all'Iran) non hanno ammazzato nessuno.

leggi l'articolo dal sito ComeDonChsciotte



pippo vinci

sabato 8 ottobre 2011

nell'era degli Iloti

E' l'anno 1941, Frank Capra gira un film che si intitola Meet John Doe con Gary Cooper.





In questo delizioso film, che consigliamo di vedere, c'è un monologo di un personaggio (l'amico di John Doe)che descrive esattamente la situazione in cui si trova il mondo in questi anni, da qualche decennio: è' il "mondo degli Iloti" un mondo in cui tutti siamo oramai schiavi del denaro e del consumismo.





E questo, Frank Capra, lo diceva nel 1941. cliccate qui (o sull'immagine) e seguite la sorprendente sequenza .





pippo vinci

martedì 4 ottobre 2011

Ma CHI deve pagare?




Il Ministro Alfano vorrebbe far "pagare" i giudici che in primo grado hanno condannato Amanda K. e Raffaele S.

Dice, il ministro, che i giudici che sbagliano devono pagare.

Ma chi decide quali giudici hanno sbagliato? Quelli che hanno assolto o quelli cha hanno condannato? Il Ministro ci indichi la strada per risolvere questo dilemma. Tranne che per lui sbaglia sempre il giudice che condanna!

pippo vinci

il perdono italiano.


La triste vicenda di Meredith dimostra ancora una volta che gli italiani amano perdonare gli imputati. Non entro nei particolari della vicenda che non ho seguito, perchè non si può seguire un processo se non si è un addetto ai lavori e non conosci tutte (tutte) le carte del dibattimento.

E così mentre tutti gli imputati (chi più e chi meno) diventano star, eroi, miti e modelli da seguire, le vittime (quelli assassinati voglio dire), non hanno il minimo della considerazione pubblica. Tanto sono già morti.

E c'è una spiegazione: il nostro è un paese di cultura cattolica, dove il perdono (e non la giustizia) è lo sport preferito.

Ma questi cattolici (non tutti, si intende) dimenticano che il perdono innanzi tutto lo possono dispensare le vittime o chi per loro , in secondo luogo che questo perdono è (per chi ci crede) una prerogativa di Dio.

E infine che la giustizia è una pratica che è affidata agli uomini e questa giustizia prevede anche la condanna. Condanna anche per quegli imputati simpatici (ma colpevoli) che diventano ricchi e famosi.

L'unico condannato rimane un ragazzo di colore, Rudy Guede. Un ragazzo (non so se colpevole o meno) che guarda caso però nessuno ha osannato, difeso o portato sotto le luci della ribalta... tanto è nero e manco americano! Africano è!

Luca

venerdì 30 settembre 2011

lunga vita all'agonia!


Medici, biologi, scienziati, premi Nobel e sciamani passano intere esistenze per cercare di allungare la vita degli esseri umani. Ma riflettiamo un attimo e vediamo se questo prolungamento vitale , da tutti considerato una vittoria della scienza, sia veramente una buona cosa.

Innanzi tutto, quello che gli scienziati allungano è genericamente la durata della vita, ma effettivamente è la durata della vecchiaia. Nessuno infatti riesce a prolungare la prima parte della esistenza di un essere umano, no.

Fino a 50 - 60 anni si vive, più o meno, come si è sempre vissuto ossia abbastanza bene, o benissimo, se si è fortunati; poi, dai 60 in su, comincia l'agonia.

Agonia intesa come sequenza di disturbi fisici e mentali, di solitudine, di abbandoni, di delusioni, di consapevolezza di un futuro che non senti più tuo, di figli ingrati, di femori rotti, di dolorosi ricordi e via dicendo. E questa agonia , per definizione, ci accompagna fino alla morte.

Certo ci saranno quelli in piena salute ed in piena forma fisica e mentale fino a 100 anni e oltre. Ma è solo l'eccezione. Ed io parlo della regola

Ecco quello che hanno combinato: hanno allungato l'agonia, non la vita. La vita, cari signori, è un'altra cosa.

Altro sarebe stato se fossero riusciti a prolungare i vent'anni, i trent'anni o i quarant'anni. Ossia la parte più intensa , produttiva e propositiva della vita.

Ma andiamo ad un altro aspetto. Con la scusa di questo allungamento della vita , che come abbiamo visto altro non è che il prolungamento di una agonia, i vari governi occidentali hanno deciso che si deve andare in pensione sempre più tardi. Uniamo le due considerazioni ed ecco il risultato: ci voglio fare lavorare agonizzanti.

Non solo, ma allungare la permanenza di un lavoratore in azienda o in ufficio significa ritardare l'ingresso dei "giovani" di cui tutti si riempono la bocca senza pensare ai danni che fanno loro con le frequenti riforme pensionistiche. E significa privare il mondo del lavoro della energia e della progettualità dei giovani. Significa, in sintesi , togliere vita al mondo del lavoro.

Insomma se la scienza ci ha dato tante "comodità", perchè questo allungamento di vita (peraltro non richiesto) ci deve dare solo dolori?

amedeo contino, 56 anni!

mercoledì 28 settembre 2011

più veloce dei neutrini

Ieri, smanettando tra le pagine del sito dell’Assemblea Regionale Siciliana, alla ricerca di un disegno di legge, mi sono reso conto che la scoperta del CERN di Ginevra (ossia che la velocità della luce è superabile dai neutrini) è una bazzecola in confronto alla velocità con la quale la Prima Commissione dell’ARS discute, studia e licenzia masse ciclopiche di documenti.


L’ordine del giorno della seduta del 20 settembre scorso prevedeva ben 22 punti: da esaminare 10 disegni di legge, e ben 12 pareri di altre Commissioni su altrettanti disegni di legge.


Ebbene, la Commissione , presieduta dall’On Vinciullo, ha iniziato i lavori alle ore 12,20 (!?) e li ha conclusi alle ore 13,20. Quindi 60 minuti per 22 “esami” . Non ho letto l’intera relazione, e non so se si siano discussi tutti i 22 punti. Se così fosse significa che per ogni disegno di legge sono stati utilizzati appena 2 minuti e 44 secondi circa. Non credo che i neutrini avrebbero saputo fare meglio di Vinciullo e soci.



Ma quello che è più sorprendente è la durata della sessione: 60 minuti! Quanto è costato, al minuto, questo incontro ai siciliani?


nella foto a destra l'Onorevole Vinciullo che ha guidato la equipe che ha sconfitto i neutrini del CERN


Pippo Vinci

lunedì 26 settembre 2011

Libia: le vere ragioni della guerra

leggi l'articolo di William Engdhal tratto dal sito Megachip

domenica 25 settembre 2011

ecco il discorso integrale di Ahmadinejad all'ONU








Come promesso vi diamo la possibilità (con un link al "blog dell'Iguano") il discorso integrale (in Italiano) che il presidente dell' Iran ha legittimamente fatto 2 giorni fa all'ONU. Prima del discorso il blogger che lo ha riportato ha inserito alcune (secondo noi giuste) coniderazioni ed alcuni titoli di testate occdentali che commentavano il fatto.

Voi ,se avete voglia di verità e tempo, leggete quello che Ahmadinejad ha detto veramente e poi confrontatelo con i titoli dei media dei giorni scorsi. Uno dei titoli trovati sul web lo abbiamo riportato in testa a questo post.

vai al testo

giovedì 22 settembre 2011

Ahmadinejad ha ragione quasi su tutto!


Dopo l'intervento del presidente dell'Iran all'assemblea dell'ONU, tutti i principali media occidentali si sono accaniti contro di lui accusandolo di avere negato l'olocausto, e di avere criticato la versione ufficiale sui fatti dell'11 settembre 2001.

Ma le cose non stanno proprio (e solo) così. Ahmadinejad ha invece parlato a lungo accusando gli USA (ed i suoi alleati) di arroganza e di eccessivo militarismo per risolvere le questioni internazionali spesso causate ad hoc dagli stessi americani, che poi interverrebbero per fornire sostegno finanziario ai paesi bombardati che si trasformano così in debitori insolventi nei confronti della potenza americana da cui poi dipenderanno a vita. E (aggiungo io) per ripagare questi debiti sono costretti a subire la costruzione di basi militari statunitensi sul loro territorio che diventa quindi assimilabile ad un possedimento coloniale*.

In più il presidente iraniano ha ricordato le colpe storiche dell'occidente a partire dalla "invenzione della schiavitu" , all'uso della atomica (unico caso nella storia) per finire con l'accusare Israele per a sua politica di odio contro i legittimi abitanti dell'area , i palestinesi.

In particolare il leader iraniano non ha (in questa sede) negato l'olocausto, ma ha detto che gli USA arrivano a minacciare militarmente chiunque cntesti la versione ufficiale dell'olocausto o dell'11 settembre letteralmente : they (USA) threaten anyone who questions the Holocaust and the September 11 event with sanctions and military actions,"

In attesa di avere una versione integrale del vero discorso , non filtrato dai media occidentali, vi riportiamo l'articolo ripreso dal sito di Al Jazeera

************

Mahmoud Ahmadinejad, Iran's president, has accused the United States of using the September 11, 2001, attacks as a pretext to launch wars on Iraq and Afghanistan.

He also attacked the US for its history of slavery, causing two world wars, using a nuclear bomb against "defenceless people," and imposing and supporting military dictatorships and totalitarian regimes on Asian, African and Latin American nations.

Ahmadinejad, in his speech at the United Nations General Assembly in New York that prompted a walk-out by US and other western diplomats, also called the attacks on the World Trade Centre "mysterious" and said the United States and its allies "view Zionism as a sacred notion and ideology" but fail to respect the rights of other divine religions.

"By using their imperialistic media network which is under the influence of colonialism they threaten anyone who questions the Holocaust and the September 11 event with sanctions and military actions," he said.

Mass walkout

After the Holocaust remarks, the US led a mass walkout. After a US diplomat who was in the assembly hall to monitor the speech left halfway through, the 27 European Union nations then followed in a coordinated protest move.

Without naming any country, the Iranian leader strongly attacked the role of the US and its allies in wars and the financial crisis and called on major powers to pay reparations for slavery.

"They officially support racism," Ahmadinejad said. "They weaken countries through military intervention and destroy their infrastructures, in order to plunder their resources by making them all the more dependent."

Critics of the Iranian president said he could have used his time before the assembly more appropriately.

"Mr Ahmadinejad had a chance to address his own people's aspirations for freedom and dignity, but instead he again turned to abhorrent anti-Semitic slurs and despicable conspiracy theories," said Mark Kornblau, a US spokesman.

Bin Laden

The Iranian leader also criticised the US for killing Osama bin Laden.

Ahmadinejad said: "Would it not have been reasonable to bring to justice and openly bring to trial the main perpetrator of the incident in order to identify the elements behind the safe space provided for the invading aircraft to attack the twin World Trade Center towers?"

He continued: "Hypocrisy and deceit are allowed in order to secure their interests and imperialistic goal. Drug trafficking and killing of innocent human beings are also allowed in pursuit of such diabolic goals."

Philippe Bolopion, UN director for Human Rights Watch, said the remarks should be taken in perspective, mentioning that Iran publicly executed a young man on Wednesday.

"While President Ahmadinejad is lecturing the world from the UN podium dissent is still being crushed ruthlessly in Iran and basic rights demanded by millions in the Arab world are brutally denied to Iranians who are demanding the same," ,'' Bolopion said.


* per saperne di più si consiglia la lettura shock del libro : confessioni di un sicario dell'economia di John Perkins che spiega in modo chiaro come gli USA operano ancora oggi per conquistare "economicamente e militarmente" ampie ed influenti aree del pianeta.

leggi la recensione

Superata la velocita' della luce?


Attesa conferma ufficiale. L'evento potrebbe rivoluzionare la concezione dell'universo


mercoledì 31 agosto 2011

11 settembre : i "complottisti" hanno sempre più ragioni da vendere!





Per demolire le tesi dei sostenitori del "complotto" sull'11 settembre , molti seguaci della sempre più traballante versione ufficiale, hanno affermato che la "caduta delle torri gemelle" non può essere assimilata ad una demolizione controllata perchè queste provocano la caduta degli edifici dal basso. Ossia dai piani inferiori verso l'alto. In altre parole nelle demolizioni controllate gli esplosivi hanno una sequenza esplosiva dal basso verso l'alto.E non dall'alto verso il basso (top down) come è avvenuto a Ground Zero





Con il video che mostriamo si smonta anche questa critica fatta ai complottisti. Cliccate sulla foto e vedrete una demolizione controllata eseguita a Belfort in Francia proprio su due grattacieli gemelli. Come potete vedere la dinamica del crollo è identica (IDENTICA) a quella delle torri gemelle. Crollo top down.


Se ne deduce che i due metodi demolitivi possono entrambi essere utilizzati a discrezione dei tecnici demolitori. E quindi il crollo top down quanto meno NON ESCLUDE la possibilità che si sia trattato di una demolizione controllata anche per le Twin Towers. Fatto, per noi, oramai , fin troppo evidente!




venerdì 19 agosto 2011

preconto o pretruffa?


L'altro giorno sono andato al bar Alba di Mondello- Quello nuovo aperto da poco al posto (chissàperchè) del più antico e tradizionale Caflish che pure faceva affari d'oro, sopratutto in estate e non solo.
Comunque, finita la consumazione al tavolo (un tost ed un latte macchiato), ho chiesto il conto.

E mi arriva un pizzino stampato simil scontrino con la somma da pagare ed una dicitura piccola in fondo che diceva : per lo scontrino fiscale rivolgersi alla cassa.
Mi avevano portato il famigerato preconto, un pezzetto di carta senza alcun valore fiscale che molti di noi per ignoranza o per lagnusia, scambiano per scontrino fiscale.

Ed io ho protestato dicendo che lo scontrino fiscale non lo deve chiedere il cliente , peraltro facendo la coda ad una cassa affollata di gente che paga, ma è obbligo del gestore emettere lo scontrino e consegnarlo al tavolo del cliente
OVVIAMENTE, dopo la mia protesta lo scontrino è arrivato al tavolo. Ma quanti clienti fanno questo?

E non devono farlo. Il preconto è un tentativo di truffa che riesce nell'80% dei casi .Inoltre il cliente corre pure il rischio di dovere pagare una multa se viene beccato all'uscita senza il pizzino fiscale.
Insomma lo scontrino fiscale deve essere emesso sempre anche se il cliente non lo chiede o non lo vuole e lo lascia sul tavolo a suo rischio e pericolo. Ed in un periodo dove si chiedono sacrifici a (quasi) tutti gli italiani è veramente scandaloso che il noto e ricco bar Alba di Mondello usi questi trucchetti per evadere il fisco.
Che forse, forse la colpa di questa stangata è anche di chi usa questi mezzucci?

Pippo Vinci

mercoledì 17 agosto 2011

frasi celebri (26)



L'età della pietra non è terminata per mancanza di pietre

lo sceicco Yamani,
già ministro del petrolio dell'Arabia Saudita

venerdì 12 agosto 2011

e nessuno lo dice, e nessuno fa niente, e nessuno sa niente


La North Atlantic Treaty Organization (NATO) ha inferto un attacco massiccio sui civili libici nella notte dell’8 agosto e nelle prime ore del 9 agosto del 2011, approssimativamente dalle 2:00 a.m. alle 4:00 a.m. EET.

I cittadini di Tripoli e di molte altre città in Libia sono stati bombardati in modo indiscriminato dalla NATO.

C’è stato un gran numero di vittime nella città di Zliten, nel distretto di Misurata. A Zliten 85 persone sono rimaste uccise, tra cui 33 bambini, 32 donne e 20 uomini per la deliberata individuazione di aree residenziali e di infrastrutture civili come obbiettivo della NATO. Molte delle vittime ferite sono in condizioni gravi e vicine alla morte

mercoledì 10 agosto 2011

lasciamo l'Afghanistan



Dobbiamo ritirarci al più presto dall'Afghanistan. Il Paese è per l'80% in mano ai talebani. La popolazione, dopo i massacri di civili di questi anni, è con i talebani. Il mullah Omar, che al momento dell'invasione della Nato voluta dagli USA era il capo di Stato del Paese, ha già vinto la sua guerra.


Non si può sconfiggere un intero popolo. I talebani stanno attuando due azioni contemporaneamente. Trattano in segreto con gli americani e alzano il tiro colpendo le forze di occupazione e uccidendo i loro principali collaboratori.


Tutti sanno che entro due/tre anni la Nato sarà costretta ad andarsene e che l'attuale presidente, Karzai, non ha alcuna possibilità di rimanere al comando (e neppure vivo). Perché aspettare allora, quando il finale è già scritto? L'Italia deve immediatamente lasciare l'Afghanistan. Prima di altri morti.

dal blog di Beppe Grillo

domenica 7 agosto 2011

Errore fatale: attenti, inseguire la crescita annienterà l'occidente!


Fa una certa impressione leggere i patti multilaterali, gli appelli bipartisan alla coesione nazionale in nome della Crescita invocata come se fosse la Madonna miracolosa. Ma di cosa parlano sindacalisti, industriali, banchieri, politici?

Scrivono i ricercatori del Wuppertal Insitute (Futuro sostenibile. Le risposte eco-sociali alle crisi in Europa, a cura di Wolgang Sachs e Marco Morosini, Ed. Ambiente, 2011): “Da tre decenni i politici cercano inutilmente di combattere la disoccupazione attraverso una crescita economica forzata. Ma se la produttività del lavoro aumenterà, come ha fatto finora, del 1,5-2% all’anno, il Pil dovrebbe aumentare del 3 o 4% all’anno o anche di più nel lungo periodo per eliminare davvero la disoccupazione. Puntare a tassi di crescita del genere è vano” (p. 289). E stiamo parlando della Germania, della “locomotiva” – irraggiungibile – dell’Europa, del “modello” – inimitabile – di economia. Dal 1970 al 2005 la produttività del lavoro è aumentata del 2,5%, il Pil è più che raddoppiato, ma le ore lavorate sono diminuite dell’86%. Insomma, nei paesi a capitalismo maturo, i posti di lavoro diventano più produttivi e diminuiscono di numero: jobless growth.

Le ragioni di questa divaricazione, di questo divorzio tra crescita e benessere, sono molte: la delocalizzazione delle produzioni industriali di massa, l’allargamento dei sistemi di mercato in nuove aree geografiche e settori produttivi, la finanziarizzazione dell’economia con i tassi di rendimento esorbitanti pretesi dai possessori di titoli di credito, altro ancora. Ma è certo che inseguire questa crescita è un vero suicidio per le società occidentali. Senza contare il fatto che questa crescita economica si porta dietro un carico ambientale semplicemente insostenibile. Serve ricordare le guerre commerciali (e non solo) in corso per l’accaparramento delle materie prime, delle utilities, del suolo fertile, dei genomi, di internet… e di quanti altri beni comuni ancora rimangono da saccheggiare? Per quanta droga finanziaria (speculativa nelle Borse o di stato nel sostegno ai titoli del debito pubblico) si possa immettere, la cosiddetta “economia reale” europea, quella fatta di merci vendibili e di lavoro vivo remunerato, non riuscirà mai a tenere il passo nella guerra competitiva senza confini e senza regole che si chiama concorrenza intercapitalistica internazionale, dove 500 società di capitale controllano il 52% del Prodotto lordo mondiale, dove una microscopica casta di cosmocrati stile Marchionne ha il potere di determinare le politiche industriali degli stati nazionali.

Difficile pensare che la crisi di un sistema si possa risolvere perseverandolo a tutti i costi.

Un altro che se ne intende, Tim Jachson, a capo di uno staff di consulenti del governo britannico, (Prosperità senza crescita. Economie per il pianeta reale, Ed. Ambinete, 2011) ha scritto: “Sono state le politiche attuate per stimolare la crescita a portare l’economia al tracollo”.

Sarebbe forse giunto il momento di mettere in dubbio l’imperativo della crescita. Le alternative esistono, ma sono quelle che non scritte nel “patto sociale”: redistribuire il lavoro attraverso una diminuzione degli orari (in Germania lo chiamano “tempo pieno breve per tutti” o “società a mezza giornata”) e l’introduzione di nuovi modelli di reddito (fissazione di limiti massimi e minimi con un reddito di base garantito per la valorizzazione del lavoro oggi non retribuito per attività di cura per la famiglia, la natura, la società); nuova fiscalità puntando su tasse ecologiche (carbon tax, pubblicità) e socialmente eque (Tobin tax); diversa gestione trasparente e pubblica della finanza (imponendo tassi di rendimento differenziati a seconda del periodo di recupero); economia solare, investimenti ecologici (conversione ecologica dell’industria secondo i modelli della Bleu Economy, a zero emissioni), revisione della contabilità nazionale (superare il Pil come indicatore del benessere sociale ed della sostenibilità ambientale). Insomma è necessario “disaccoppiare” (decoupling, come dicono gli economisti) il benessere, lo star bene, da quanto il mercato è disposto a darci, cioè dalla nostra capacità di solvibilità.

Per uscire davvero dalla crisi dovremmo far recedere il mercato (cominciando da quello finanziario, dei titoli di debito) aumentando gli spazi anche economici di autonomia della società. Sottrarre beni e servizi comuni (l’acqua è solo il primo esempio, quanti altri sarebbero possibili?) dagli artigli della “messa a valore” (rendimento monetario, profittabilità) di ogni cosa e di ogni relazione sociale. Insomma servirebbe un progetto di nuovo modello economico per la sinistra. Esattamente il contrario della crescita.


fonte carta.org

sabato 6 agosto 2011

accadde (e accade) oggi: giornata nera per gli States


giornata nerissima oggi per gli States. Sia dal puno di vista storico che per l'attualità:

O G G I

1) S & P declassa, per la 1^ volta in 70 anni, la affidabilità finanziara USA dal livello AAA al livello AA+. I cinesi , che sono i più forti e credibili creditori, battono cassa! Un altro grande insuccesso del salvatore del mondo e premio Nobel per la pace Barack Obama.

2) 6 agosto 2011:
nella infinita ed inutile guerra in Afghanistan, i Talebani abbattono un elicottero delle forze d occupazione occidentali. Muoiono 31 marines e 7 soldati dell'esercio regolare afgano.


I E R I

3)
Il 6 agosto 1890 nel penitenziario di Auburn a New York viene eseguita per la prima volta una condanna a morte con la sedia elettrica. Il primo uomo ad essere ucciso in questo modo è William Kemmler, condannato a morte per omicidio. Sottoposto a due scariche, cessa di vivere dopo otto minuti.

4) 6 agosto 1945 ore 8.15 .Avviene la distruzione nucleare di Hiroshima. Un bombardiere americano B29 sgancia il primo esemplare operativo di bomba atomica. Tutti gli edifici nel raggio di 800 metri dal punto dell'esplosione sono completamente rasi al suolo. Degli oltre 800.000 abitanti della città, circa 100.000 muoiono all'istante. Moltissimi altri moriranno nei giorni, nei mesi e negli anni successivi a causa delle radiazioni.

pippo vinci

sabato 30 luglio 2011

italiani fanno esso meglio!


Ci sono 2 metodi infallibili per imparare (bene, bene) l'inglese:
1 studiarlo con un insegnante madrelingua, in età prescolare (dai 2 ai 5 anni)
2 (se si è già adulti) trasferirsi per almeno 4 o 5 anni in un paese di lingua inglese.

Ogni altro modo è pressocchè inutile e costoso: corsi in Italia, corsi all'estero, DVD o CD, love story con partner anglofoni (costoso se si è lui, meno costoso se si è lei) ecc. ecc.

Qui noi ne vogliamo proporre uno nuovo, originale, mai visto sulla faccia della terra e di dubbia efficacia in quanto nessuno lo ha mai sperimentato. Esso prende spunto dal fatto che una delle più grosse difficolta della lingua inglese (per un italiano) è quella della struttura della frase, ossia dell'ordine delle parole all'interno di un discorso. Insomma alla fine di un qualunque corso tutti imparano a conoscere molti vocaboli, le poche regole grammaticali, le semplici forme verbali e qualche modo di dire.

Ma al momento di elaborare una frase ci si trova davanti al solito e invalicabile muro: la struttura della frase e ogni tentativo spesso dà luogo a mostri linguistici o a divertenti (per gli inglesi che ascoltano) nonsense!

Spieghiamoci con un esempio. E prendiamo lo spunto da uno degli ultimi commenti del post pecedente: italians do it better! Ossia : gli italiani lo fanno meglio.

Se facciamo la traduzione letterale(dall'inglese) , la frase diventa : italiani fanno esso meglio
Ed ecco il metodo. Esso si sviluppa in tre fasi
1^ fase: imparare a parlare in italiano con la costruzione inglese (italiani fanno esso meglio);
2^ fase: studiare un po' di vocaboli inglesi (fase da saltare se si è già frequentato un corso di medio lvello)
3^ fase: tradurre letteralmente quello che si è detto: italians do it better

In tal modo una traduzione maccheronica, si trasformerà in un inglese perfetto.

Faccio notare (per inciso) che molti italiani che hanno frequentato i fatidici e inutili corsi direbbero "the italians do it better" anteponendo erroneamente l'articolo the al vocabolo italians. E questo è solo un piccolissimo esempio dei tantissimi errori che si fanno e che si potrebbero evitare con questo metodo.

Prendiamo altri esempi. Se io dovessi chiedere notizie sul tempo, in italiano direi più o meno come è il tempo? Per l'inglese la cosa si complica in quanto , come molti sanno (?) , per chiedere come è il tempo si deve usare what : what is the weather like?

E allora prima di imparare la frase in inglese il metodo prevede di dirla (letteralmete) in taliano:
1^ fase: cosa è il tempo come?
3^ fase: -traduzione letterale- cosa (what) è (is) il (the) tempo (weather) come (like)?

Allo stesso modo basta anche preporre l'aggettivo al sostantivo ed abituarsi a dire : giallo fiore, verde campo, blu cielo per avere subito (conosendo i vocaboli) la forma inglese yellow flower, green lawn, blue sky.

Per finire mi viene in mente un altro esempio. Tutte le fiabe del mondo iniziano (in italiano) così: c'era una volta. Bene per il nostro metodo dobbiamo abituarci a dire così: una volta sopra un tempo; che tradotto letteralmente diventa: once upon a time! Ed il gioco è fatto.

A questo punto la difficoltà diventa solo quella di imparare ad usare l'italiano con astruse costruzioni inglesi ma per lo meno utilizziamo la nostra lingua; poco a poco queste strane costruzioni ci verranno naturali ed al momento di cimentarsi in inglese, la traduzione diventerà facile facile.... o no?

P.S. so bene che questo metodo non sostituisce i 2 migliori citati all'inizio dell'articolo; so pure che è un metodo che presenta qualche dificoltà in quanto non è immediato e prevede (1^fase) un certo impegno ma, a mio avviso, potrebbe competere con tutti gli altri o almeno affiancarsi ad essi o integrarli nello stesso iter educativo. Basta sperimentarlo e (ovviamente) perfezionarlo. Io ho solo suggerito un'idea nuova.

amedeo contino

martedì 26 luglio 2011

Gli italiani si salvano più degli inglesi!


Vi ricordate la famosa battuta di Troisi sui nomi dei bambini? Chi ha il nome lungo (Massimiliano) crescerà scostumato, chi ha il nome corto (Ugo) crescerà educato e questo perchè il richiamo del genitore arriverà prima che il bimbo si sia allontanato

Prendiamo ora la parola aiuto! si, aiuto. Quando un italiano è in pericolo, può usare questa parola e la può gridare forte tenendo per lungo tempo l'ultima vocale: Aiutooooooooooo....! Oppure può optare di allungare anche la U: aiuuuuuuutoooooooo! Insomma, il grido è sicuramente efficace. Ed è molto facile che qualche soccorritore senta il grido e arrivi in tempo.

Molto più efficace di quando si debba usare una parola con una sola vocale e che per malasorte finisce pure per consonante: help!

Help, come tutti sanno, è il modo con cui gli anglosassoni gridano aiuto. Ma provate a gridare help. E provate a tenere la p per un po'. Impossibile. Anzi si annega meglio perchè la p ti impedisce pure di respirare.

Allora usando la stessa logica di Troisi gli italiani in caso di pericolo hanno molte più probabilità di essere salvati, no?

Propongo quindi di estendere l'uso della parola Aiuto in tutto il mondo, almeno in quello anglosassone. Forse ci sarebbero meno annegati...... nel Canale della Manica.

Non conosco bene come si dica aiuto nelle altre lingue, ma sfido chiunque a trovarne una più efficace del nostro AIUUUUUTOOOOO!

pippo vinci

sabato 23 luglio 2011

Club 27

E' ormai tristemente noto come il "club 27". Amy Winehouse e' morta a 27 anni (sett '83 - lug 2011), cosi' come altre grandi rockstar: Jimi Hendrix (nov '42 - sett ' 70), Brian Jones (feb 42 - lug '69), Janis Joplin (gen '43 - ott '70), Jim Morrison (dic 43 - lug 71) e Kurt Kobain ('feb 67-apr '94).

Ministeri ovunque

Bella idea!
Il sottosegretario Villari ha deciso di aprire un ministero a Napoli. Penso che a questo punto per rendere ridicola la mossa della Lega che "avrebbe" aperto 4 ministeri a Monza, ogni membro del Governo ne dovrebbe aprire uno sotto casa.

giovedì 21 luglio 2011

Ciao, ciao pensione!


Chi oggi ha trent'anni e trova un lavoro non percepirà pensione. Far slittare l'età pensionabile innalzerà ancora di più il tasso di disoccupazione giovanile. La manovra votata dalla casta non va. Ma la classe politica attuale non capisce che sta segando il ramo sul quale è appoggiata

L'età pensionabile slitta a 70 anni. Che è un po' come dire, in pensione non ci vai più...

E' proprio così. Questo slittamento continuo è una disperata ricerca di far quadrare il cerchio, perché la sostanza è che da un lato noi abbiamo un'assoluta mancanza di posti di lavoro per le nuove generazioni che richiederebbero un avvicendamento.

da una intervista a Giulietto Chiesa

martedì 12 luglio 2011

per quelli che ritengono che siano in pochi a pensarla così!





11 settembre : I “Toronto Hearings” – 8/11 settembre 2011


L’11 settembre 2011 ricorrerà il decimo anniversario dei fatti di New York e Washington che hanno avuto un ruolo drammatico nella storia moderna.


Il Centro Internazionale per gli Studi sull’11 Settembre ha deciso di sponsorizzare quattro giorni di Pubbliche Conferenze nella città di Toronto, in Canada, per il decimo anniversario dei fatti dell’11 settembre 2001. Queste Conferenze non saranno un processo-farsa né un tribunale simbolico. Verranno presentate le più serie, accurate e documentate analisi sulle prove migliori che sono emerse nei dieci anni dagli eventi dell’11 settembre.


Scopo delle Conferenze:

1 - Presentare prove che l’indagine ufficiale del governo americano sui fatti dell’11 settembre 2001, …… come è stata perseguita dalle varie agenzie governative o incaricate dal governo, è seriamente lacunosa e manca di descrivere e di rendere accuratamente conto dei fatti dell’11 settembre.

2 - Presentare le prove più sostanziose sulla inadeguatezza dell’indagine governativa americana, organizzare e indicizzare queste prove, preservarle, renderle facilmente accessibili al pubblico e alle organizzazioni governative, non governative e intergovernative.

3 - Presentare una documentazione ed una sintesi delle Conferenze, insieme alle dichiarazioni firmate degli esperti, ai governi interessati, ai gruppi e alle agenzie internazionali, con la richiesta che venga istituita una indagine imparziale sugli eventi dell’11 settembre 2001, che sono serviti per dare inizio ad invasioni militari e a limitare i diritti dei cittadini.

4 - Coinvolgere l’attenzione del pubblico e dei media, attraverso le testimonianze come attraverso incontri con il pubblico e con la stampa, durante i quattro giorni delle Conferenze.Sede delle ConferenzeQueste Conferenze sono internazionali, e la scelta di una sede esterna agli Stati Uniti intende sottolineare questo concetto.

Allo stesso tempo vi sono buoni motivi per aver scelto un luogo ragionevolmente vicino agli attacchi dell’11 settembre 2001, in modo che le persone direttamente coinvolte in questi fatti, come ad esempio i familiari delle vittime, possano recarsi alle Conferenze. Toronto è a nove ore di macchina da New York. La sede specifica di queste Conferenze sarà l’università Ryerson di Toronto.

I partecipanti alle conferenze parteciperanno moderatori, esperti ed un Comitato di Cittadini. I moderatori guideranno gli esperti e il Comitato attraverso la presentazione e la discussione degli elementi di prova. Gli esperti (ma anche possibilmente dei veri e propri testimoni) parleranno dei risultati della loro ricerca e, laddove appropriato, presenteranno formalmente queste prove al Comitato.

Un gruppo internazionale di quattro personaggi altamente credibili ascolterà le testimonianze, prenderà in esame le prove, porrà domande, discuterà, e presenterà un rapporto finale alla conclusione delle Conferenze.

Ogni giornata delle Conferenze avrà uno o più temi. Ad esempio il terzo giorno delle conferenze (il 10 settembre 2011) sarà dedicato alla distruzione del World Trade Center. Le persone seguenti si sono dichiarate disponibili a partecipare come esperti in questa giornata: Niels Harrit, David Chandler, Richard Gage, Steven Jones and Jon Cole.

Le Conferenze saranno moderate da Michael Keefer e Matthew Witte, il rapporto finale sarà redatto da James Gourley. I temi delle giornate 1, 2 e 4 includeranno Al-Queda, la mancata difesa aerea, l’insider trading, anomalie del volo 77 e 93, la natura del terrorismo sotto falsa bandiera [false flag terrorism] e la resistenza psicologica verso le versioni che mettono in discussione quella ufficiale.

Esperti che hanno confermato la loro presenza sono Peter Dale Scott, David Ray Griffin, Laurie Manwell, Graeme MacQueen, Lance DeHaven-Smith e Kevin Ryan, è vi è una lista di altri esperti a cui presto verrà chiesto di partecipare.Vi saranno anche interventi, durante le giornate e le serate, da parte di testimoni oculari e di membri dei familiari delle vittime dell’11 settembre.

Chi sponsorizza questi eventi?Lo sponsor principale di queste conferenze è il Centro Internazionale per gli Studi dell’11 Settembre, fondato dall’avvocato americano James Gourley. Attualmente il Centro è conosciuto soprattutto per il suo successo nell’aver ottenuto il rilascio di circa quattro terabyte di materiale video finora trattenuti (e nascosti al pubblico) dal NIST.Organizzazione e pianificazione

Vi saranno un Comitato Dirigente, un Comitato Consulente e diversi Gruppi di Lavoro. Il Comitato Dirigente attualmente è formato da Kevin Ryan, Laurie Manwell, Graeme MacQueen and Adnan Zuberi. Il Comitato Consulente sarà un gruppo internazionale composto da circa una dozzina di esperti, familiari delle vittime dell’11 settembre, e personaggi importanti. Circa metà di questi consiglieri sono già stati scelti, gli altri verranno invitati nei prossimi mesi.

I gruppi di lavoro affronteranno videoconferenze, registrazioni, pubblicità, relazioni con i media, raccolta di fondi eccetera.Le prove Le prove che verranno presentate alle Conferenze saranno scelte secondo i seguenti criteri: alto livello di accertabilità, importanza, e consenso. “Alto livello di accertabilità” significa che le Conferenze si concentreranno non su ragionamenti ma su fatti che possono essere affermati con certezza. “Importanza” significa che le Conferenze si concentreranno su elementi della spiegazione governativa che sono fondamentali per tenere in piedi quella spiegazione. “Consenso” significa che le prove verranno scelte tra quelle che hanno causato minori controversie all’interno del movimento che critica la versione ufficiale.

[Traduzione di Massimo Mazzucco per luogocomune.net]FONTE: TORONTO HEARINGS HOMEPAGE

venerdì 8 luglio 2011

Amo le pareti nude.. o odio le "cose" appese?

Forse è una malattia delle psiche, o forse solo un alibi per non (potere) acquistare costosi quadri d'autore, ma io amo le pareti nude.
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mercoledì 29 giugno 2011

vita dura per gli inquirenti

Dopo mesi e mesi di indagini, dopo una sentenza di primo grado e dopo infinite discussioni anche al (da) bar, oggi si scopre che nel delitto di Meredith, forse i tecnici hanno sbagliato ad attribuire il DNA del sangue rinvenuto sulla lama del coltello alla stessa vittima così come si era stabilito. Non ho ben seguito il caso e non capisco cosa possa comportare questo "colpo di scena". Quello che si intuisce capisce con questa nuova notizia è che: la tecnica del DNA non è certa al 100%

Ed ecco che per gli inquirenti del mondo, il mondo si complica vieppiù: le impronte non danno mai la certezza; le intercettazioni non si possono (potranno) fare; davanti al giudice ci si puù avvalere della facoltà di non rispondere. E se uno dice una cosa durante le indagini , poi la può tranquillamente smentire in tribunale.

Insomma vita dura , anzi durissima per gli inquirenti.

e poi...... mi sovviene un altro dubbio: ma come hanno fatto gli americani con un test del DNA esaurito in poche ore (dico, poche ore) a stabilire con certezza che il tizio trucidato in Pakistan era propio il famigerato Bin Laden? boh?

pippo vinci

domenica 26 giugno 2011

Blogger uniamoci contro la pubblicità invadente!

Forse siete assuefatti e non ci fate più caso, o forse pensate che il mondo debba andare così e che non si possa fare niente. Ma io continuo a non digerire la prepotente invadenza della pubblicità. Badate bene. Non parlo solo di televisione. Uno potrebbe anche non vederla , la televisione (anche se la vedo un po' dura).

Riviste, quotidiani e simili hanno il 30- 40% dei fogli impegnati per dare spazio agli annunci delle ditte. Le strade ed i palazzi sono spesso e fastidisamente ricoperti e nascosti da coloratissimi e poco discreti (ovvio) cartelloni pubblicitari.



Su internet non c'è quasi sito che prima di mostrare i suoi interessanti contenuti non ti obblighi a visionare uno spot e tu lì a cercare di cliccare sull'introvabile icona X chiudi, che spesso ritarda a funzionare.

Se apri la tua casella email devi prima passare 4 o 5 minuti a eliminare lo spam indesiderato con il pericolo, in agguato dietro l'amlgolo, di eliminare messaggi che invece ti interessano .

Gli androni dei palazzi senza portinaio (il 90%) sono cosparsi di giganteschi fogli pubblicitari dei grandi magazzini e questa mondezza poi si spande sui marciapiedi antistani e si aggiunge a quella che scivola giù dai parabrezza delle auto. Un oceano di cartacce che svolazzano di qua e di là per ore oper giorni interi.

Ma, va beh, parliamo anche di televisione. Che uno può anche decidere di non vederla. Ma se la vede, no dico, se la vede gli passa la voglia in pochi istanti .

Tutti (TUTTI) i progammi sono costantemenet e fastidiosamente invasi da pubblicità per non parlare di quella "infiltrata"nel corpo delle stesse trasmissioni.

O i bassi trucchetti dei pagatissimi conduttori dei telegiornali, che avendo esaurito tutte le notizie pronunciano a volte questa frase: dopo la pubblicità vi daremi le ultime notizie di agenzia. E invece dopo la pubblicita: non sono arrivate altre notizie dalle agenzie e il Tg finisce qui.


O ancora le notizie di sport (vera passione degli italiani ) , che sono messe in onda sempre dopo la pubblicità aopratutto alla radio.

Fate un esperimento: accendete la TV e spostatevi con il telecomando su 10 canali. Sono sicuro che su almeno la metà di essi vi imbatterete in un spot pubblicitario.

Allora usciamo e andiamo a goderci un film a cinema. Uguale! prima, durante (all'intervallo) e dopo il film ecco gli spot, sul grande schermo
Andiamo allo stadio. Uguale: cartelli e annunci pubblicitari ovunque a partire dalla maglietta dei giocatori della tua squadra del cuore e anche di quella degli odiatissimi avversari

Un'ultima considerazione la voglio riservare alla formula 1: fino ai tempi di Niki Lauda e Clay Regazzoni, su ogni monoposto risaltava, gigantesco, il numero di gara. A partire dal numero 1 che era riservato al campione del mondo in carica. E uno poteva seguire la competizione guardando i numeri di gara stampigliati praticamente su ogni lato della vettura e pure sul casco.
Oggi i numeri o non ci sono più o sono troppo piccoli da vedere. Perchè? Ovvio: perchè devono lasciare il posto alla pubblicità esplicita o submliminale richiamata da simboli e colori.

Provate a vedere un gran premio senza audio. Dovrete sforzarvi molto per capire se in testa ci sia Massa o Alonso e se sia stato Vettel a superare Webber o viceversa:

Si, la pubblicità è l'anima del commercio, serve per vendere e se vendi produci , e se produci dai posti di lavoro. Ma allora perchè c'è tanta crisi?

Io proporrei una piccola rivoluzione e inviterei tutti blogger a inziare una seria campagna non contro la pubblicità, ma contro questa eccessiva sua invadenza. Chissà se si potrà un giorno fare un bel referendum o, meglio, inserire in un programma elettorale la promessa per una norma che umanizzi la pubblicità e torni a considerare il cittadino come tale e non come mero e becero consumatore!

pippo vinci

martedì 21 giugno 2011

le tagliatelle

Di nonne, io, ne ho avuto due!

Così nonna Lilì, gilusedda, mi suggerisce di iniziare il mio nuovo racconto.

Ma come, io che t’haiu annacato, sprucchiatu, pasciutu, nutricato un cunti nenti di mia”?leggi tutto

martedì 14 giugno 2011

i visi pallidi col casco celeste!


Quando frequentavo le scuole elementari mi ritenevo abbastanza bravo nel disegno. Disegnavo bene gli alberi, le montagne , i fiori, i prati, le nuvole, gli animali. E anche le persone. Ma al momento di colorare le facce degli uomini e delle donne, dei vecchi e dei bambini, non riuscivo mai ad azzeccare il colore.

Si diceva che noi eravamo i bianchi, ma la faccia con la pelle bianca non rappresentava nessuna persona sulla terra, anche se morta o malata. Allora si tentava di interpretare il "colorito roseo" , ma anche usando questo pastello veniva fuori un faccione ridicolo e caricaturale.

Lo stesso avviene per i giapponesi che si dice siano gialli, come i cinesi. Io ho avuto una fidanzatina giapppnese e vi assicuro che il colore della sua liscia pelle non era affatto giallo, piuttosto diciamo che era sul grigio perlato chiaro.

Vogliamo parlare allora dei pellerossa? o dei nemici visi pallidi?

Insomma per farla breve il colore della pelle , per me, era ed è irriproducibile sulla carta. E infatti non faccio il pittore, ma il problema resta.

Nessuno sa definire con un solo termine il colore della pelle di un essere umano a qualsiasi etnia esso appartenga.

Ed infatti i colori delle pelli umane sono davvero indefinibili.

Alla fine si è arrivati ad una soluzione leggermente razzista: Il colore delle pelle è definito semplicemente "color pelle". Ma questo vale solo per i bianchi caucasici. E gli altri?

Ma se il colore delle pelli è indefinibile ed il vocabolario non aiuta , perchè ci dobbiamo complicare la vita dove il problema non esiste?


Insomma perchè i caschi dei caschi blu sono di colore celeste? E si che la parola celeste identifica esattamente il colore dell'elmetto dei soldati delle forze ONU . Molti dei quali sono americani, ossia visipallidi.

pippo vinci

venerdì 10 giugno 2011

SI

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