giovedì 10 gennaio 2013

Facciamo ricorso!

l'avvocato Azzeccagarbugli
Uno degli sport preferiti dai dipendenti pubblici è quello di segare il ramo su cui sono seduti o ,se volete, quello di succhiare il sangue della propria mamma, la Pubblica Aministrazione detta amichevolmente P.A.

In un'epoca in cui il lavoro comincia a diventare una cosa rara, il lavoro stabile e la pensione sono animali in avanzata via di estinzione, le parola più frequente ascoltata tra i corridoi degli uffici della P.A. è: "ricorso".
C'è sempre una norma che è stata applicata male contro la quale valga la pena di ricorrere, in quanto (non si sa mai) un giudice attento (o disattento a seconda dei casi) potrebbe darti ragione e obbligare la tua amministrazione a risarcirti. Con tanto di arretrati!

Norme borboniche che si scoprono ancora in vigore, fantomatiche equiparazioni stipendiali riesumate da un solerte collega (spesso sindacalista) che passa il tempo a studiare noiose  norme sul lavoro e chilometrici contratti collettivi alla  ricerca del Santo Graal. Ed una volta trovatolo, sparge la speranza tra i corridoi riuscendo a pescare orde di colleghi da mandare presso famelici avvocati senza scrupoli che, senza rilasciarti alcuna ricevuta , ti chiedono ora 70, ora 100 ora 150 euro per iscriverti alla lista degli insoddisfatti. 

Pochi sfuggono alla tentazione; pochi vogliono corrre il rischio. Si, perchè se non fai ricorso corri veramente il rischio, tra qualche anno, di vedere arricchire il tuo collega di stanza. Tu non ha fatto il ricorso ed ora piangi per invidia e per miseria.

Infatti dopo la visita (con coda) dal famelico azzeccagarbugli,  si aspetta per mesi, per anni , a volte per lustri, nella speranza, un giorno, di trovarsi accreditato sul tuo conto corrente un tesoretto che manco più ti aspettavi. 
Manna dal cielo! Benedetti quei cento euro, benedetto quel collega (ca mischinu murìu*), benedetta la Pubblca Amministrazione. Che di questo passo morirà, portandosi nella tomba anche i suoi insoddisfatti dipendenti

un dipendente pubblico.. soddisfatto

*(che , poverino, è morto)


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