lunedì 13 aprile 2009

culi e tette pride ... every day


Quando si discute di diritti degli omosessuali, di PAC, di DICO e così via , c'è sempre , ad un certo punto, qualcuno che dice che , pur condividendo le lotte di chiunque per maggiori diritti e maggiore rispetto, afferma che “quello che non accetto è l'ostentazione della propria diversità nei così detti Gay Pride”.

A questa affermazione non ho mai saputo replicare. Non perché la condividessi, ma perché , pur ritenendola assurda e priva di fondamento , non riuscivo ad individuare il fondamento che privava di fondamento l'affermazione.

Insomma, la mia coscienza e la mia intelligenza mi imponevano di contrastare questa opinione , di rifiutarla, di attaccarla. Ma non riuscivo a trovare una motivazione convincente per supportare tale istintiva repulsione.

L'unica cosa che mi sentivo di dire era che ognuno, entro certi limiti, è libero di fare quello che vuole. Ed il gay pride è abbondantemente entro i certi limiti.
Ma non bastava. L'argomento della libertà di espressione, per quanto nobile fosse, era troppo poco specifico.

L'altra sera, l'illuminazione.
Guardando la TV.
Immagini che normalmente ci scorrono davanti agli occhi e che oramai accettiamo senza un minimo senso critico. Ci siamo troppo abituati.
Ma quella sera c'è stato il benefico corto circuito: ho collegato i gay pride con le routinarie trasmissioni televisive di intrattenimento (e non solo).

Ho collegato l'omosessuale che "ostenta" nel gay pride, con i culi e le tette delle subrettes, delle ballerine, delle semplici croniste, delle cuoche, delle showgirls, delle veline, delle vallette, delle letterine, dei maci, dei tronisti. Tette escluse per le ultime due categorie.

Fatto. E' scattata la scintilla . Ho trovato il fondamento nascosto:
perché gli eterosessuali possono ostentare (culi, tette e volgarità) tutti i giorni, ogni ora del giorno e della notte e gli omosessuali non possono farlo una o due volte l'anno?

Bene, da oggi in poi chi vorrà affermare di non condividere l'ostentazione degli omosessuali durante i gay pride toverà, nel sottoscritto, pane per i suoi denti.

E non solo.
Da una inchiesta effettuata non so bene da quale rispettabile università americana, è emerso che l'ostentazione gaypridesca, ha prodotto un maggiore rispetto verso gli stessi omosessuali nelle scuole, nelle famiglie e nei luoghi di lavoro.
I giovani omosessuali (e non solo i giovani), si sa, sono stati da sempre oggetto non solo di scherno e di umiliazioni pubbliche, ma anche di azioni violente se non pure assassine.
Ebbene, pare che l'avere portato il problema dell'omosessualità in piazza abbia prodotto un maggiore senso di rispetto per quegli individui che vivono in modo problematico, riservato ed educato la loro naturale tendenza omosessuale.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Fantasticoooo!!!
Condivido tutto ciò che dici e non solo per la volgarità ostentata in televisione.
Vai quest'estate al mare e osserva bene i quintali di carne, non più freschissima, ricoperti di stoffine piccole e leggere.
Hanno il certificato di eterosessualità? Credono di essere meglio di chi provoca durante il gay pride?
Avete mai visto un gay aggredire qualcuno perché non è in linea con i dettami della moda etero?
E' sempre lo stesso discorso: ma che vi frega delle storie di letto del prossimo? E se il prossimo è gay e si traveste per una festa a voi ...?
s.