"Non si può assistere in silenzio al preminente tentativo di trasformare
il magistrato inquirente in un semplice burocrate inesorabilmente
sottoposto all’arbitrio del proprio capo, di quei dirigenti degli uffici
sempre più spesso, purtroppo, nominati da un Csm che rischia di essere
schiacciato e condizionato nelle sue scelte di autogoverno dalle pretese
correntizie e politiche e dalle indicazioni sempre più stringenti del
suo presidente (Napolitano ndr).
Non si può ricordare Paolo Borsellino e assistere ai tanti tentativi in
atto, dalla riforma dell’ordinamento giudiziario, a quella in cantiere
sulla responsabilità civile dei giudici, alla gerarchizzazione delle
Procure anche attraverso sempre più numerose e discutibili prese di
posizione del Csm. Non si può ricordare Paolo Borsellino
e assistere in silenzio a questi tentativi finalizzati a ridurre
l’indipendenza dei magistrati a vuota enunciazione formale con lo scopo
di annullare l’autonomia del singolo pm.
Voglio ringraziare tutti quei cittadini che si pongono a scudo di tanti
che, anche nella politica, continuano a calpestare quei valori che
furono di Paolo Borsellino, contro l’arroganza dei prepotenti e degli
impuniti. Le commemorazioni hanno un senso solo se sostenute dal
coraggio che dovremo dimostrare da domani. Rispetto alla strage di via
D'Amelio c’è il dovere etico e morale di cercare verità, anche se ci
rendiamo conto che quel cammino costi sempre di più lacrime e sangue,
per continuare a cercare la verità è necessario innanzitutto con onestà
intellettuale rispettare la verità e non avere mai paura a declamarla
anche se può apparire sconveniente.
Oggi ci troviamo davanti a un muro di gomma e di indifferenza
istituzionale. E c'è il pericolo di un clima di delegittimazione che si
nutre di silenzi colpevoli, ostacoli e tranelli disposti per arginare
quell’ansia di verità rimasta patrimonio di pochi.
Affermano il falso i tanti che, qualcuno per
strumentale interesse, continuano a ripetere che i processi delle stragi
hanno portato a un nulla di fatto fingono di ignorare che 22 persone
sono state definitivamente condannate per concorso in strage. In molti
anche all’interno delle istituzioni sanno ma continuano a preferire il
silenzio, certi che quell’omertà continuerà a pagare magari con
l’evoluzione di splendide carriere. Il cammino di liberazione dalla
mafia è rimasto a metà del guado, mentre ai ladri e ai corrotti si
assicura la sostanziale impunità.
In una sentenza definitiva della Corte di Cassazione è accertato che un partito politico, divenuto forza di governo nel 1994,
ha poco prima annoverato tra i suoi ideatori e fondatori un soggetto da
molto tempo colluso con gli esponenti di vertice di Cosa nostra e che
da molti anni fungeva da intermediario consapevole dei loro rapporti con
l’imprenditore milanese che di quel partito divenne esponente apicale.
Oggi questo esponente politico (Silvio Berlusconi, ndr), dopo essere stato definitivamente condannato per altri gravi reati, discute con il Presidente del Consiglio
in carica di riformare la legge elettorale e quella Costituzione alla
quale Paolo Borsellino aveva giurato quella fedeltà che ha osservato
fino all’ultimo respiro. E’ necessario non perdere la capacità di
indignarsi e trovare la forza di reagire tutti abbiamo il dovere di
evitare che anche da morto Paolo Borsellino debba subire l’onta di
vedere calpestato il suo sogno di giustizia”.
Nino Di Matteo, Palermo 19 luglio 2014 -
via D'Amelio a Palermo
commemorazione del giudice Paolo Borsellino
domenica 20 luglio 2014
giovedì 17 luglio 2014
Il massacro dei palestinesi
Israele vuole distruggere definitivamente
i palestinesi, è una guerra di puro sterminio. Sono nazisti puri e
forse un po' peggio di Hitler perché hanno anche l'appoggio delle grandi
democrazie occidentali".
Sono le parole pronunciate da Gianni Vattimo, ex parlamentare europeo, ai microfoni de "La Zanzara", su Radio24.
"Andrei a Gaza" - afferma Vattimo - "a combattere a fianco di Hamas, direi che è il momento di fare le Brigate Internazionali come in Spagna, perché Israele è un regime fascista che sta distruggendo un popolo intero. In Spagna non era niente in confronto a questo. Questo è un genocidio in atto, nazista, razzista, colonialista, imperialista e ci vuole una resistenza".
E aggiunge: "Ma siamo quattro gatti, perché tutta l'informazione, compresa la stampa italiana, piange sul fatto che c'è una pioggia di missili su Israele, però Hamas quanti morti ha fatto? Nessuno. I poveretti non hanno armi, sono dei miserabili tenuti in schiavitù, come tutta la Palestina. Hanno dei razzetti per bambini, e voglio promuovere una sottoscrizione mondiale per permettere ai palestinesi di comprare delle vere armi e non delle armi giocattolo. Cominciamo a distruggere il nucleare israeliano, Israele è lo stato canaglia che ha il nucleare".
Alla domanda di Cruciani se sparerebbe conttro gli israeliani, l'ex europarlamentare risponde: "Io sono un non violento, però contro quelli che bombardano ospedali, cliniche private e bambini sparerei, ma non ne sono capace". E aggiunge: "Gli ebrei italiani dalla parte di Israele sono gli ex fascisti, che adesso sono dalla parte dell'America. La comunità ebraica italiana è rappresentata da quell'ossimoro che è Pacifici, ma ci sono molti ebrei d'accordo con me. Li c'è uno stato nazista che cerca di sopprimere un altro popolo. E io ce l'ho con lo stato di Israele, non con gli ebrei"
Sono le parole pronunciate da Gianni Vattimo, ex parlamentare europeo, ai microfoni de "La Zanzara", su Radio24.
"Andrei a Gaza" - afferma Vattimo - "a combattere a fianco di Hamas, direi che è il momento di fare le Brigate Internazionali come in Spagna, perché Israele è un regime fascista che sta distruggendo un popolo intero. In Spagna non era niente in confronto a questo. Questo è un genocidio in atto, nazista, razzista, colonialista, imperialista e ci vuole una resistenza".
E aggiunge: "Ma siamo quattro gatti, perché tutta l'informazione, compresa la stampa italiana, piange sul fatto che c'è una pioggia di missili su Israele, però Hamas quanti morti ha fatto? Nessuno. I poveretti non hanno armi, sono dei miserabili tenuti in schiavitù, come tutta la Palestina. Hanno dei razzetti per bambini, e voglio promuovere una sottoscrizione mondiale per permettere ai palestinesi di comprare delle vere armi e non delle armi giocattolo. Cominciamo a distruggere il nucleare israeliano, Israele è lo stato canaglia che ha il nucleare".
Alla domanda di Cruciani se sparerebbe conttro gli israeliani, l'ex europarlamentare risponde: "Io sono un non violento, però contro quelli che bombardano ospedali, cliniche private e bambini sparerei, ma non ne sono capace". E aggiunge: "Gli ebrei italiani dalla parte di Israele sono gli ex fascisti, che adesso sono dalla parte dell'America. La comunità ebraica italiana è rappresentata da quell'ossimoro che è Pacifici, ma ci sono molti ebrei d'accordo con me. Li c'è uno stato nazista che cerca di sopprimere un altro popolo. E io ce l'ho con lo stato di Israele, non con gli ebrei"
lunedì 23 giugno 2014
Renzi: prima legge ad personam, auguri!
![]() |
| renzimanìa |
A prescindere dal fatto se sia normale o meno avere – per l’ennesima volta – un
Presidente del Consiglio condannato, per un reato amministrativo grave, la
sentenza del 4 agosto 2011 accusa Renzi di essere stato “responsabile
dell’assunzione irregolare di quattro persone nello staff della sua segreteria,
con contratti a tempo determinato, quando era presidente della Provincia di
Firenze (tra il 2004 e il 2009)”, come ricorda Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano.
Ecco il danno
erariale, per cui “la Corte dei Conti ha condannato in primo grado Renzi al
risarcimento di 14 mila e 535 euro, il 30 per cento della cifra complessiva di
circa 50 mila euro, divisa con gli altri 20 condannati (tra cui figura l’ultimo
presidente della provincia di Firenze, Andrea Barducci).”
Nell’autunno
prossimo, quando il treno delle riforme potrebbe essere in procinto di arrivare
a destinazione, è prevista la sentenza d’appello. E una macchia indelebile
rischierebbe di infangare il vestitino pulito (?) del Governo Matteo I.
Probabilmente sarà per questo che, per spazzare via ogni dubbio e difendere il
segretario Pd dal processo (anziché nel processo), in pieno stile
berlusconiano, ecco arrivare in soccorso “un articolo tagliato su misura per i
guai del premier”, inserito abilmente nel testo del decreto legge Madia
(“misure urgenti per l’efficientamento della pubblica amministrazione e per il
sostegno dell’occupazione”).
A svelare
l’inghippo dei renziani ci ha pensato Rodano, che sul Fatto Quotidiano spiega:
“L’articolo 12 della riforma (“Disposizioni sul personale delle regioni e degli
enti locali”) introduce un paragrafo da aggiungere all’articolo 90 (secondo
comma) del Testo Unico degli Enti Locali del 2000. Recita così: “In ragione
della temporaneità e del carattere fiduciario del rapporto di lavoro si
prescinde nell'attribuzione degli incarichi dal possesso di specifici titoli di
studio o professionali per l'accesso alle corrispondenti qualifiche ed aree di
riferimento”. Traduzione: con questa norma negli enti locali (comuni, province
e regioni), le assunzioni a tempo determinato possono essere decise in modo
discrezionale a prescindere dal percorso professionale e dal titolo di studio
dei candidati.”
“Tra primo
grado e appello”, la chiosa di Teducci, “scomparirebbe la fattispecie che è
costata la condanna amministrativa a Renzi.”
Dal fatta la
legge trovato l’inganno siamo passati direttamente al fatto l’inganno
trovata la legge. Ribaltare la realtà a proprio piacimento, modellare la
giustizia secondo esigenze politiche e non sociali, proseguire nel percorso
tracciato dal berlusconismo negli ultimi venti anni, dove il Governo e il
Parlamento ci hanno regalato decine di leggi “ad personam”, buone solo a
difendere il Premier dai processi e non nei processi.
Tale padre
(politico), tale figlio. Buon renzismo a tutti.
fonte: infiltrato.it
Nonostante
i giornaloni italiani abbiano fatto a gara per nascondere al grande
pubblico la notizia della condanna di Renzi, tre anni fa l’attuale
premier è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti di
Firenze per danno erariale, come vi avevamo già raccontato con dovizia di particolari.
A prescindere dal fatto se sia normale o meno avere – per l’ennesima
volta – un Presidente del Consiglio condannato, per un reato
amministrativo grave, la sentenza del 4 agosto 2011 accusa Renzi di
essere stato “responsabile dell’assunzione irregolare di quattro persone
nello staff della sua segreteria, con contratti a tempo determinato,
quando era presidente della Provincia di Firenze (tra il 2004 e il
2009)”, come ricorda Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano.
Ecco
il danno erariale, per cui “la Corte dei Conti ha condannato in primo
grado Renzi al risarcimento di 14 mila e 535 euro, il 30 per cento della
cifra complessiva di circa 50 mila euro, divisa con gli altri 20
condannati (tra cui figura l’ultimo presidente della provincia di
Firenze, Andrea Barducci).”
Nell’autunno
prossimo, quando il treno delle riforme potrebbe essere in procinto di
arrivare a destinazione, è prevista la sentenza d’appello. E una macchia
indelebile rischierebbe di infangare il vestitino pulito (?) del
Governo Matteo I. Probabilmente sarà per questo che, per spazzare via
ogni dubbio e difendere il segretario Pd dal processo (anziché nel
processo), in pieno stile berlusconiano, ecco arrivare in soccorso “un
articolo tagliato su misura per i guai del premier”, inserito abilmente
nel testo del decreto legge Madia (“misure urgenti per l’efficientamento
della pubblica amministrazione e per il sostegno dell’occupazione”).
A
svelare l’inghippo dei renziani ci ha pensato Rodano, che sul Fatto
Quotidiano spiega: “L’articolo 12 della riforma (“Disposizioni sul
personale delle regioni e degli enti locali”) introduce un paragrafo da
aggiungere all’articolo 90 (secondo comma) del Testo Unico degli Enti
Locali del 2000. Recita così: “In ragione della temporaneità e del
carattere fiduciario del rapporto di lavoro si prescinde
nell'attribuzione degli incarichi dal possesso di specifici titoli di
studio o professionali per l'accesso alle corrispondenti qualifiche ed
aree di riferimento”. Traduzione: con questa norma negli enti locali
(comuni, province e regioni), le assunzioni a tempo determinato possono
essere decise in modo discrezionale a prescindere dal percorso
professionale e dal titolo di studio dei candidati.”
“Tra
primo grado e appello”, la chiosa di Teducci, “scomparirebbe la
fattispecie che è costata la condanna amministrativa a Renzi.”
Dal fatta la legge trovato l’inganno siamo passati direttamente al fatto l’inganno trovata la legge.
Ribaltare la realtà a proprio piacimento, modellare la giustizia
secondo esigenze politiche e non sociali, proseguire nel percorso
tracciato dal berlusconismo negli ultimi venti anni, dove il Governo e
il Parlamento ci hanno regalato decine di leggi “ad personam”, buone
solo a difendere il Premier dai processi e non nei processi.
Tale padre (politico), tale figlio. Buon renzismo a tutti.
- See more at:
http://www.infiltrato.it/inchieste/riforma-pa-spunta-la-salva-renzi-cosi-liberano-il-premier-dalla-condanna-per-danno-erariale#sthash.XfLVYxoA.dpuf
Nonostante
i giornaloni italiani abbiano fatto a gara per nascondere al grande
pubblico la notizia della condanna di Renzi, tre anni fa l’attuale
premier è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti di
Firenze per danno erariale, come vi avevamo già raccontato con dovizia di particolari.
A prescindere dal fatto se sia normale o meno avere – per l’ennesima
volta – un Presidente del Consiglio condannato, per un reato
amministrativo grave, la sentenza del 4 agosto 2011 accusa Renzi di
essere stato “responsabile dell’assunzione irregolare di quattro persone
nello staff della sua segreteria, con contratti a tempo determinato,
quando era presidente della Provincia di Firenze (tra il 2004 e il
2009)”, come ricorda Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano.
Ecco
il danno erariale, per cui “la Corte dei Conti ha condannato in primo
grado Renzi al risarcimento di 14 mila e 535 euro, il 30 per cento della
cifra complessiva di circa 50 mila euro, divisa con gli altri 20
condannati (tra cui figura l’ultimo presidente della provincia di
Firenze, Andrea Barducci).”
Nell’autunno
prossimo, quando il treno delle riforme potrebbe essere in procinto di
arrivare a destinazione, è prevista la sentenza d’appello. E una macchia
indelebile rischierebbe di infangare il vestitino pulito (?) del
Governo Matteo I. Probabilmente sarà per questo che, per spazzare via
ogni dubbio e difendere il segretario Pd dal processo (anziché nel
processo), in pieno stile berlusconiano, ecco arrivare in soccorso “un
articolo tagliato su misura per i guai del premier”, inserito abilmente
nel testo del decreto legge Madia (“misure urgenti per l’efficientamento
della pubblica amministrazione e per il sostegno dell’occupazione”).
A
svelare l’inghippo dei renziani ci ha pensato Rodano, che sul Fatto
Quotidiano spiega: “L’articolo 12 della riforma (“Disposizioni sul
personale delle regioni e degli enti locali”) introduce un paragrafo da
aggiungere all’articolo 90 (secondo comma) del Testo Unico degli Enti
Locali del 2000. Recita così: “In ragione della temporaneità e del
carattere fiduciario del rapporto di lavoro si prescinde
nell'attribuzione degli incarichi dal possesso di specifici titoli di
studio o professionali per l'accesso alle corrispondenti qualifiche ed
aree di riferimento”. Traduzione: con questa norma negli enti locali
(comuni, province e regioni), le assunzioni a tempo determinato possono
essere decise in modo discrezionale a prescindere dal percorso
professionale e dal titolo di studio dei candidati.”
“Tra
primo grado e appello”, la chiosa di Teducci, “scomparirebbe la
fattispecie che è costata la condanna amministrativa a Renzi.”
Dal fatta la legge trovato l’inganno siamo passati direttamente al fatto l’inganno trovata la legge.
Ribaltare la realtà a proprio piacimento, modellare la giustizia
secondo esigenze politiche e non sociali, proseguire nel percorso
tracciato dal berlusconismo negli ultimi venti anni, dove il Governo e
il Parlamento ci hanno regalato decine di leggi “ad personam”, buone
solo a difendere il Premier dai processi e non nei processi.
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i giornaloni italiani abbiano fatto a gara per nascondere al grande
pubblico la notizia della condanna di Renzi, tre anni fa l’attuale
premier è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti di
Firenze per danno erariale, come vi avevamo già raccontato con dovizia di particolari.
A prescindere dal fatto se sia normale o meno avere – per l’ennesima
volta – un Presidente del Consiglio condannato, per un reato
amministrativo grave, la sentenza del 4 agosto 2011 accusa Renzi di
essere stato “responsabile dell’assunzione irregolare di quattro persone
nello staff della sua segreteria, con contratti a tempo determinato,
quando era presidente della Provincia di Firenze (tra il 2004 e il
2009)”, come ricorda Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano.
Ecco
il danno erariale, per cui “la Corte dei Conti ha condannato in primo
grado Renzi al risarcimento di 14 mila e 535 euro, il 30 per cento della
cifra complessiva di circa 50 mila euro, divisa con gli altri 20
condannati (tra cui figura l’ultimo presidente della provincia di
Firenze, Andrea Barducci).”
Nell’autunno
prossimo, quando il treno delle riforme potrebbe essere in procinto di
arrivare a destinazione, è prevista la sentenza d’appello. E una macchia
indelebile rischierebbe di infangare il vestitino pulito (?) del
Governo Matteo I. Probabilmente sarà per questo che, per spazzare via
ogni dubbio e difendere il segretario Pd dal processo (anziché nel
processo), in pieno stile berlusconiano, ecco arrivare in soccorso “un
articolo tagliato su misura per i guai del premier”, inserito abilmente
nel testo del decreto legge Madia (“misure urgenti per l’efficientamento
della pubblica amministrazione e per il sostegno dell’occupazione”).
A
svelare l’inghippo dei renziani ci ha pensato Rodano, che sul Fatto
Quotidiano spiega: “L’articolo 12 della riforma (“Disposizioni sul
personale delle regioni e degli enti locali”) introduce un paragrafo da
aggiungere all’articolo 90 (secondo comma) del Testo Unico degli Enti
Locali del 2000. Recita così: “In ragione della temporaneità e del
carattere fiduciario del rapporto di lavoro si prescinde
nell'attribuzione degli incarichi dal possesso di specifici titoli di
studio o professionali per l'accesso alle corrispondenti qualifiche ed
aree di riferimento”. Traduzione: con questa norma negli enti locali
(comuni, province e regioni), le assunzioni a tempo determinato possono
essere decise in modo discrezionale a prescindere dal percorso
professionale e dal titolo di studio dei candidati.”
“Tra
primo grado e appello”, la chiosa di Teducci, “scomparirebbe la
fattispecie che è costata la condanna amministrativa a Renzi.”
Dal fatta la legge trovato l’inganno siamo passati direttamente al fatto l’inganno trovata la legge.
Ribaltare la realtà a proprio piacimento, modellare la giustizia
secondo esigenze politiche e non sociali, proseguire nel percorso
tracciato dal berlusconismo negli ultimi venti anni, dove il Governo e
il Parlamento ci hanno regalato decine di leggi “ad personam”, buone
solo a difendere il Premier dai processi e non nei processi.
Tale padre (politico), tale figlio. Buon renzismo a tutti.
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Nonostante
i giornaloni italiani abbiano fatto a gara per nascondere al grande
pubblico la notizia della condanna di Renzi, tre anni fa l’attuale
premier è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti di
Firenze per danno erariale, come vi avevamo già raccontato con dovizia di particolari.
A prescindere dal fatto se sia normale o meno avere – per l’ennesima
volta – un Presidente del Consiglio condannato, per un reato
amministrativo grave, la sentenza del 4 agosto 2011 accusa Renzi di
essere stato “responsabile dell’assunzione irregolare di quattro persone
nello staff della sua segreteria, con contratti a tempo determinato,
quando era presidente della Provincia di Firenze (tra il 2004 e il
2009)”, come ricorda Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano.
Ecco
il danno erariale, per cui “la Corte dei Conti ha condannato in primo
grado Renzi al risarcimento di 14 mila e 535 euro, il 30 per cento della
cifra complessiva di circa 50 mila euro, divisa con gli altri 20
condannati (tra cui figura l’ultimo presidente della provincia di
Firenze, Andrea Barducci).”
Nell’autunno
prossimo, quando il treno delle riforme potrebbe essere in procinto di
arrivare a destinazione, è prevista la sentenza d’appello. E una macchia
indelebile rischierebbe di infangare il vestitino pulito (?) del
Governo Matteo I. Probabilmente sarà per questo che, per spazzare via
ogni dubbio e difendere il segretario Pd dal processo (anziché nel
processo), in pieno stile berlusconiano, ecco arrivare in soccorso “un
articolo tagliato su misura per i guai del premier”, inserito abilmente
nel testo del decreto legge Madia (“misure urgenti per l’efficientamento
della pubblica amministrazione e per il sostegno dell’occupazione”).
A
svelare l’inghippo dei renziani ci ha pensato Rodano, che sul Fatto
Quotidiano spiega: “L’articolo 12 della riforma (“Disposizioni sul
personale delle regioni e degli enti locali”) introduce un paragrafo da
aggiungere all’articolo 90 (secondo comma) del Testo Unico degli Enti
Locali del 2000. Recita così: “In ragione della temporaneità e del
carattere fiduciario del rapporto di lavoro si prescinde
nell'attribuzione degli incarichi dal possesso di specifici titoli di
studio o professionali per l'accesso alle corrispondenti qualifiche ed
aree di riferimento”. Traduzione: con questa norma negli enti locali
(comuni, province e regioni), le assunzioni a tempo determinato possono
essere decise in modo discrezionale a prescindere dal percorso
professionale e dal titolo di studio dei candidati.”
“Tra
primo grado e appello”, la chiosa di Teducci, “scomparirebbe la
fattispecie che è costata la condanna amministrativa a Renzi.”
Dal fatta la legge trovato l’inganno siamo passati direttamente al fatto l’inganno trovata la legge.
Ribaltare la realtà a proprio piacimento, modellare la giustizia
secondo esigenze politiche e non sociali, proseguire nel percorso
tracciato dal berlusconismo negli ultimi venti anni, dove il Governo e
il Parlamento ci hanno regalato decine di leggi “ad personam”, buone
solo a difendere il Premier dai processi e non nei processi.
Tale padre (politico), tale figlio. Buon renzismo a tutti.
- See more at:
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sabato 14 giugno 2014
una trazzera da gustare
Sono stato in vacanza a Capo D'Orlando sulla costa tirrenica della Sicilia in provincia di Messina. Mare cristallino, ospitalità , pulizia (per un paermitano è un paradiso) e , soprattutto .. la Trazzera.
| il pane fritto |
Oasi Trazzera.
E' naturale che mi sia fermato lì a gustare alcune specialità della casa. Ottime le granite e ottimo tutto compreso il pane fritto. Grandiose insalate e gustosissimi panini mentre è impossibile non gustarsi la vista del mare, il tramonto e l'aria pulitissima.
Il resto lo gusterò dopo. Tanto Daniele e lì ad aspettarmi con tanta cortesia e simpatia.
pippo vinci
mercoledì 11 giugno 2014
da che pulpito!
Parliamo di espulsioni dai partiti, Tutti ricordiamo le ridondanti campagne anti grillo e grillini ogni volta che un pentastellato è stato espulso dal movimento
Non vogliamo entrare nel merito, come spesso non entrano nel merito i promotori di queste campagne, ma vi raccontiamo semplicemente un fatto successo a Nichelino, un comune piemontese abitato da 48 mila cittadini. Un grosso paese!
Il PD organizza le prmarie. A vincerle è Angelino Riggio, per soli 34 voti. Il PD non riconosce il risultato (democraticamente) e , sempre democraticamente candida un altro iscritto.
Riggio non si arrende si presenta da indipendente sostenuto da 4 liste civiche è (udite udite) viene eletto sindaco.
Ma perchè nessuno ne parla? Perchè così poco clamore?
Perche dei fatti antidemocratici del Movmento 5S tutti sanno tutto (ed è giusto che sia cosi) ma di quelli del partito DEMOCRAICO nessuno (o quasi) ne sa niente?
Perchè i giornalisti evidentemente non sono liberi come dicono o come credono e rispondono a chi li tiene per le palle!
ecco il breve trafiletto pubblicato sulla Stampa di Torino
Non vogliamo entrare nel merito, come spesso non entrano nel merito i promotori di queste campagne, ma vi raccontiamo semplicemente un fatto successo a Nichelino, un comune piemontese abitato da 48 mila cittadini. Un grosso paese!
Il PD organizza le prmarie. A vincerle è Angelino Riggio, per soli 34 voti. Il PD non riconosce il risultato (democraticamente) e , sempre democraticamente candida un altro iscritto.
Riggio non si arrende si presenta da indipendente sostenuto da 4 liste civiche è (udite udite) viene eletto sindaco.
Ma perchè nessuno ne parla? Perchè così poco clamore?
Perche dei fatti antidemocratici del Movmento 5S tutti sanno tutto (ed è giusto che sia cosi) ma di quelli del partito DEMOCRAICO nessuno (o quasi) ne sa niente?
Perchè i giornalisti evidentemente non sono liberi come dicono o come credono e rispondono a chi li tiene per le palle!
ecco il breve trafiletto pubblicato sulla Stampa di Torino
Nichelino
Ha vinto le primarie e non lo hanno riconosciuto come candidato del
centrosinistra, lui si è impuntato ha corso lo stesso con quattro liste
civiche e si è vendicato del suo partito (il Pd) che lo aveva messo in
un angolo nella maniera più dolce e più atroce insieme. Angelino Riggio,
67 anni, medico, ex consigliere regionale, è il nuovo sindaco di
Nichelino. Ha sconfitto Cistaro con uno scarto di 300 voti circa. Al
fotofinish, come al solito. Risultato finale: Riggio 8231 (51,8%),
Cistaro 7930 (48,2%).
giuseppe legato
Etichette:
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riggio
venerdì 6 giugno 2014
Accadde oggi: muore RFK
Il 6 giugno 1968, muore a Los Angeles Robert Fitzgerald Kennedy ucciso in un attentato la sera prima nei saloni dell'Hotel Ambassador.
Kennedy aveva 42 anni, aveva 11 figli e si era candidato alla presidenza degli USA per seguire le orme del ftratello John assassinao a sua volta 5 anni prima a Dallas.
Anche su questo assassinio, come su quello del fratello John si respira forte aria di complotto in quanto numerose furono le incogruenze della versione ufficiale che vedeva il solo Shiran Shiran copevole del delitto. Ma la verità è ancora sconosciuta.
Kennedy aveva 42 anni, aveva 11 figli e si era candidato alla presidenza degli USA per seguire le orme del ftratello John assassinao a sua volta 5 anni prima a Dallas.
Anche su questo assassinio, come su quello del fratello John si respira forte aria di complotto in quanto numerose furono le incogruenze della versione ufficiale che vedeva il solo Shiran Shiran copevole del delitto. Ma la verità è ancora sconosciuta.
mercoledì 4 giugno 2014
la guerra contro Grillo vale di più del massacro di civili in Ucraina
Mentre in Italia .. ed in Europa si parla solo del Grillo cattivone, in Ucraina l'esercito filo-NATO sta massacrando i civili filo-russi. ma che forse forse la colpa è di quel razzista di Beppe Grillo ?
ecco la cronaca dei fatti più recenti tratti dal blog Tzetze
Ucraina: l'esercito ucraino massacra i civili filo-russi, l'Europa dov'è? Scene di guerra. Siamo a Lugansk, nell'Ucraina orientale. Questa è una guerra che non interessa all'Europa. Un video finito in rete mostra il raid aereo che ha ucciso civili, distrutto auto, crivellato le abitazioni e il municipio. Si è trattato di un assalto dal cielo, condotto da un Sukhoi 25 dell'aviazione di Kiev.
Come scrive Nicolai Linin sull'Espresso, un bombardiere ha usato razzi "a saturazione", destinati a devastare una grande area senza possibilità di mira.
Un bombardiere che va all'attacco tra le case e le auto. I razzi che all'improvviso esplodono davanti al parco pubblico e portano la morte nella vita quotidiana di una città. Le immagini che arrivano da Lugansk, nell'Ucraina orientale, abbattono i giri di parole e gli eufemismi: è una guerra, vera. I filmati diffusi sulla Rete mostrano quello che è accaduto lunedì a Lugansk. Un raid che ha ucciso civili, distrutto auto, crivellato le abitazioni e il municipio.
L'opinione pubblica europea si è progressivamente disinteressata di quel che accade a est di Kiev. Questa è una guerra:
Quello che colpisce di quanto sta accadendo a Lugansk e prima ancora a Donestk è il disinteresse dei media occidentali per l'escalation bellica. Per togliere le città agli insorti, il governo ucraino sta usando sempre più spesso i bombardamenti aerei: attacchi indiscriminati, lanciati a ridosso delle case e dei parchi.
ecco la cronaca dei fatti più recenti tratti dal blog Tzetze
Ucraina: l'esercito ucraino massacra i civili filo-russi, l'Europa dov'è? Scene di guerra. Siamo a Lugansk, nell'Ucraina orientale. Questa è una guerra che non interessa all'Europa. Un video finito in rete mostra il raid aereo che ha ucciso civili, distrutto auto, crivellato le abitazioni e il municipio. Si è trattato di un assalto dal cielo, condotto da un Sukhoi 25 dell'aviazione di Kiev.
Come scrive Nicolai Linin sull'Espresso, un bombardiere ha usato razzi "a saturazione", destinati a devastare una grande area senza possibilità di mira.
Un bombardiere che va all'attacco tra le case e le auto. I razzi che all'improvviso esplodono davanti al parco pubblico e portano la morte nella vita quotidiana di una città. Le immagini che arrivano da Lugansk, nell'Ucraina orientale, abbattono i giri di parole e gli eufemismi: è una guerra, vera. I filmati diffusi sulla Rete mostrano quello che è accaduto lunedì a Lugansk. Un raid che ha ucciso civili, distrutto auto, crivellato le abitazioni e il municipio.
L'opinione pubblica europea si è progressivamente disinteressata di quel che accade a est di Kiev. Questa è una guerra:
Quello che colpisce di quanto sta accadendo a Lugansk e prima ancora a Donestk è il disinteresse dei media occidentali per l'escalation bellica. Per togliere le città agli insorti, il governo ucraino sta usando sempre più spesso i bombardamenti aerei: attacchi indiscriminati, lanciati a ridosso delle case e dei parchi.
lunedì 2 giugno 2014
le macche e le cespole.
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| una macca sacra |
Il racconto che segue si riferisce ad una fatto vero, ma è collocato in una città sconosciuta ed in un luogo misterioso. Una ambientazione volutamente celata per evitare malintesi, offese, vendette e reazioni violente.
Per comodità narrativa, però, sono costretto a dare ai luoghi ed ai personaggi dei nomi o dei ruoli. Ma naturalmente saranno ruoli e nomi di fantasia del tutto inventati e lontani dalla realtà.
C'è solo un riferimento individuabile: il protagonista, cioè io. Amedeo C.
Ed ecco i fatti....
Camminavo per le vie del centro, quando decido di acquistare un po' di frutta di stagione. Devìo dal mio percorso da diporto per entrare nel mercato del Sorgo Antiguo. Il mercato del Sorgo Antiguo è stato da poco ristrutturato. Le vie sono più pulite e ordinate di prima, non ci sono più buche. Ma gli ambulanti e i bottegai, con il passare dei mesi e degli anni, stanno riconducendo il mercato agli antichi fasti: sporcizia ovunque, macchine sul marciapiede, auto in controsenso, cani randagi malaticci e ditteri (mosche) tra le bancarelle, gazebi abusivi, odori nausebondi, ma ben distinti e riconoscibili.
I venditori di cadaveri marini vannìano (urlano) la freschezza della loro merce, freschezza che, per la verità, stride col puzzo che emanano i corpi flaccidi dei cadaveri marini. Orde di bravi ragazzi sfrecciano tra la gente a bordo di cavalli a due ruote , ma senza elmo che un antico editto aveva reso obbligatorio.
Beh, io ero lì per la frutta e quindi alla vista di una bottega di fruttaroli, mi fermo per acquistare cespole al modico prezzo di 1 talento e 20 per ogni libbra.
Il bottegaio prende quindi un sacchetto di carta di pane e , scartando le cespole buone poste in sottile strato in bellamostra in cima al cesto, scava nel fondo dello stesso per afferrare cespole nere, bucate, bacate, marce, striminzite e, suppongo, senza succo e senza sapore. Lasciando lì quelle buone, sane, lucenti e succose. Che fungevano da richiamo, ma che, evidentemente, non erano in vendita.
Decido allora di esternare il mio disappunto chiedendo al bottegaio di inserire nel mio sacchetto SOLO le cespole di superficie, più rigogliose.
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| cespole |
Tosto decido di abbandonare la contesa e la bottega senza effettuare l'acquisto.
Mentre mi allontano sento solo qualche triviale insulto provenire dalla bocca del losco venditore di cespole .
Ma io avevo veramente bisogno delle cespole ed allora mi dirigo verso un'altra bottega che, invero, esponeva cesti del frutto in buono stato. Il valore era un po' più sostenuto: 2 talenti; ma la qualità del prodotto li meritava tutti.
Al momento di pagare, il bottegaio riceve il mio giusto obolo (4 talenti per 2 libbre), ma non rilascia alcun documento cartaceo che dimostrasse l'avvenuta transazione. Per comodità narrativa chiameremo questo documento incidentino.
Anche in questo caso ho dovuto manifestare il mio disappunto chiedendo l'incidentino, ma il bottegaio delle cespole buone risponde alla mia rimostranza lamentandosi che il suo strumento di emissione di incidentini si era guastato pochi minuti prima.
Anche in questo caso ho chiesto la restituzione dei 4 talenti lasciando sul posto le buone cespole appena incartate. Ed anche in questo caso il bottegaio ha inveito contro di me lanciandomi insulti, epiteti, fatture e maledizioni della più truce tradizione locale.
Non restava che il bottegaio dell'angolo al confine del Sorgo Antiguo . La merce buona, tutta ordinatamente riposta in solidi contenitori in legno di recente fattura e quindi chiari integri e lindi. Tutta la merce, inoltre, era esposta all'interno della bottega al riparo da fumi velenosi, cani affamati, insetti caprofagi e pericolosi sbalzi di temperatura.
Anche qui ho chiesto le cespole. Erano belle, sane e succose. Prima di raccoglierle dai contenitori il bottegaio mi ha gentilmente invitato ad assagiarne una. Voleva essere sicuro che mi piacessero. Erano buone. Buonissime. Il prezzo invitante (1 talento e 60 a libbra).
Il bottegaio ha riempito il sacchetto con 2 libbre di ottime cespole. Non una era segnata dal tempo, dalla malattia o dall'incuria.
Ho dato al bottegaio i suoi 3 talenti e 20. Il bottegaio mi ha dato subito il mio incidentino, mi ha salutato ed ha infine manifestato l'auspicio di un mio ritorno presso la sua bottega.
E la storia finisce qui, ma devo aggiungere un particolare: l'ultimo bottegaio era un uomo piccolo piccolo, dal viso molto scuro, olivastro; probabilmente veniva da un paese molto lontano; un paese dove, dicono, si adorano le macche sacre, ma dove sicuramente rispettano gli uomini e le leggi . Tutti gli uomini e tutte le leggi.
Amedeo Contino
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domenica 1 giugno 2014
Marcello Foa ci spiega il caos ucraino
Potete anche non credere a quello che dice il noto giornalista, ma ci sembra giusto sentire una campana diversa che ci aiuti a farci una opinione personale più consapevole e autonoma .
Clicca sull'immagine e ascolta il racconto di Foa
Leggi anche l'articolo sul genocidio perpetrato dall'esercito Ucraino contro i russofoni delle regioni sud orientali del paese.
....mentre nei nostri Tg si parla del pericoloso Grillo e delle balle di Renzi! E le notizie sull'Ucraina le ascoltiamo da Giovama Botteri corrispondente RAI a ... Washington!!!!!
p.s ma in Italia abbiamo un ministro degli esteri?
pippo vinci
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domenica 25 maggio 2014
F1: i piloti non contano un cazzo!
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| Griglia di partenza nel GP Monaco2014 |
Il sospetto c'è stato sempre: nelle gare di formula 1 l'abilità del
pilota vale meno che niente. Tutto dipende dalla macchina , punto e
basta. Per la pace di chi vede in questo o in quel pilota
un...campione che domina gli altri. I piloti sono tutti bravi , tutti allo stesso livello.
La ennesima dimostrazione si ricava dalla semplice
visione della griglia di partenza dell'odierno Gran Peremio di Monaco a
Montecarlo.
Le squadre in campo piazzano le loro coppie compatte una dietro l'altra a prescindere dal pilota.
Cade
così anche l'ultimo alibi che vede il pilota campione migliore
degli altri solo per il fatto che sappia guidare il team tecnico nelle
scelte tecniche migliori, vincenti. Niente di più falso. Con la supertecnologia e l'informatica applicata, anche le scelte tecniche vengono dettate dalle analsi tecniche ed elettroniche delle
automobili. O dalla scelta (sempre tecnocomandata) delle gomme.
E in definitiva chi ha più soldi può permetteri la tecnologia più costosa e le miglior posizioni in griglia ed in gara.
Altro
indicatore sono i numerosi piloti celebrati campioni, che poi annaspano nelle retrovie (cerca Button e Massa nella griglia di Monaco 2014) se cambiano squadra; o viceversa, emeriti sconosciuti che trovano spazio in team di prestigio (Ferrari, Red Bull o Mercedes) e... diventano campioni. Tipo.... Ricciardo
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| bolidi di F1 nel '70: i numeri erano enormi come i campioni |
Insomma se veramente questo circo fosse (come dicono) un campionato piloti, si dovrebbe dare a tutti i piloti la stessa automobile o fare come si fa nell'ippica in occasione di "campionati driver" dove i cavalli da guidare vengono sorteggiati ad ogni corsa valida per il campionato!
pippo vinci
martedì 20 maggio 2014
voto Grillo, ma auguri a Tsipras
Domenica
voterò per la lista del M5s, insieme alla Lega, unica vera opposizione
in Parlamento, prima al governo Letta e poi al governo Renzi. Sel, lo
dico onestamente, non mi ha soddisfatto su questo piano. E siccome di
votare Lega non mi passa neppure per la controcassa del cervello, non mi
resta che votare M5s. Ma ci sono anche altri motivi più profondi. Non
ignoro i limiti ed i problemi del M5s e su questo sito, chi mi legge
deve darmi atto di avere spesso criticato
le scelte tanto di Grillo, quanto del movimento in quanto tale. Non
ignoro affatto le sue difficoltà a darsi una cultura politica omogenea
ed un modello organizzativo soddisfacente. leggi tutto
di Aldo Giannuli
domenica 18 maggio 2014
accadde oggi: il cubo di Rubik
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| il cubo di rubik |
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| Erno Rubik |
Da allora il cubo è stato venduto in 300 milioni di esemplari risultando il giocattolo (brevettato) più venduto di tutti i tempi.
venerdì 16 maggio 2014
La sinistra è una Cassandra: ha ragione ,ma non viene creduta!
Pochi anni fa quando la crisi economica era ai suoi esordi, uno degli elementi che veniva sbandierato per giustificare il varo di norme restrittive era LO SPREAD!
Ogni giorno gli italiani ricevevao già a colazione la informazione sul livello dello spread. Con questo spauracchio si giustificava (lo faceva la destra, lo facevano i moderat, lo faceva il PD) tutto quello che si faceva contro i lavoratori, i disoccupati, le pensioni, il Pubblico Impego, le tariffe, le imposte, i prezzo del gas o della benzina, il rinvio delle elezioni, la elezione di Napolirano, il cacao sul cappuccino. leggi tutto
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martedì 13 maggio 2014
dolcezza ed emozoni: il tramonto sulla pianura
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| Frusta e Bertolotti |
dal 6 al 18 maggio al teatro Menotti di Milano
Se vi invitassero ad andare al teatro per sentire (come diceva Eduardo) una commedia ambientata in un ospizio per anziani, recitata da attori ultrasessantenni non professionisti e scritta da un autore (ancora ) semisconosciuto, credo che cerchereste sempre qualcos'altro da fare. O comunque una scusa per non andare.
Il Tramonto sulla pianura, un testo scritto da Guido Conti e messo in scena da Emilio Russo e Caterina Spadaro in questi giorni al teatro Menotti di Milano, si può presentare così. Ma chi lo ha visto si è vergognato di quello che pensava prima
Alla fine della commedia, che dura poco più di 70 minuti che scorrono piacevolmente, tutti sperano che quello appena visto sia stato solo il primo tempo e vorrebbero continuare a sentire i dolci e romantici fraseggi tra il Duca, Frusta, Pucci , Bertolotti, Eugenio, Diego, Vetro, suor Donata e tanti altri ancora (sedici in tutto), in un susseguirsi di effetti nostalgici, atmosfere melanconiche, commovente autoironia e tanta, tanta eleganza sia nei testi che nei perfetti movimenti dei protagonisti sulla scena.
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| Il Duca |
Molti i momenti in cui l'applauso sfocia spontaneo: il monologo di Pucci, quello tagliente del cieco Vetro, la sorprendente e inaspettata performance musicale, le parabole apocrife di Frusta, i passaggi strazianti di Dadà, i ricordi pittoresci del nostalgico Pessina, le pillole di saggezza vesuviana del Duca. In altri istanti l'ovazione viene accennata, ma volutamente repressa per il timore di disturbare l'atmosfera magica e quasi mistica.
Di grande effetto le scene corali di un rosario surreale e di una tombola naif o di un canto molto ben eseguito sulle nota di un remoto successo di Nada Malanima. Toccante il canto finale che, inaspettatamente, coinvolge anche un pubblico che, in questo modo, trasmette un abbraccio di ringraziamento ai sedici protagonisti schierati in una ordinata e ammiccante fila sul bordo della scena.
Gli attori, inoltre, mostrano una padronanza dell'arte teatrale che è il frutto dell'apprezzabile lavoro fatto dei due registi, veri trionfatori delle serate al Menotti, per una rappresentazione costruita in poco più di un mese partendo da un gruppo di attori dilettanti molti dei quali in scena per la prima volta nella vita-.
Alla fine viene anche la voglia matta di leggere il libro, ma ci si trattiene per godersi per quache tempo ancora il dolce sapore che rimane sul palato.
pippo vinci
gli attori:Gianfranco Barili, Sonia Casoli, Maria Stella Cerana, Fiore Cesca, Mariella Clemente, Nadia Cortesi, Marco De Feo, Angelo De Maco, Domenico Galluccio, Diego Ghilotti, Pardo Kickhoeffel, Anna Maria Paino, Ninni Picone, Carlo Raimondi, Federica Rivoli, Enzo Trovato
Di grande effetto le scene corali di un rosario surreale e di una tombola naif o di un canto molto ben eseguito sulle nota di un remoto successo di Nada Malanima. Toccante il canto finale che, inaspettatamente, coinvolge anche un pubblico che, in questo modo, trasmette un abbraccio di ringraziamento ai sedici protagonisti schierati in una ordinata e ammiccante fila sul bordo della scena.
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| La tombola |
Alla fine viene anche la voglia matta di leggere il libro, ma ci si trattiene per godersi per quache tempo ancora il dolce sapore che rimane sul palato.
pippo vinci
gli attori:Gianfranco Barili, Sonia Casoli, Maria Stella Cerana, Fiore Cesca, Mariella Clemente, Nadia Cortesi, Marco De Feo, Angelo De Maco, Domenico Galluccio, Diego Ghilotti, Pardo Kickhoeffel, Anna Maria Paino, Ninni Picone, Carlo Raimondi, Federica Rivoli, Enzo Trovato
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giovedì 1 maggio 2014
Ma tutto questo Renzi non lo sa
Non so se vi serviva una prova del fatto che Renzi spesso non sa di cosa parla. Ma questo è il destino di chi parla molto, di chi millanta e di chi si sente più furbo degli altri... quando furbo non è.
Noi abbiamo la prova che la chiacchiera di Renzi è spesso vuota e inconsapevole.
Ieri (29 aprile) il nostro Primo Ministro ha esposto i punti salienti della riforma della pubblica amministrazione (P.A.).
Innanzi tutto non si capisce perchè un premier in carica debba fare annunci e promesse piuttosto che leggi, decreti e provvedimenti esecutivi. Ma lasciamo stare. Veniamo al punto.
Renzi ha affermato che per i dirigenti della P.A. si tornerà al ruolo unico. E poi ha aggiunto, per spiegare il concetto, "... in pratica niente più prima e seconda fascia"
Forse non siete addentro ai fatti della P.A. ma il ruolo unico con le fasce dirigenziali non ci azzecca proprio nulla.
Ruolo unico significa non avere più distinzione tra dirigenti tecnici e dirigenti amministrativi.
Le fasce, citate fuori luogo da Renzi, riguardando una sorta di grado di avanzamento di anzianità, di gerarchia, di carriera. E' come dire che nell'eserito non ci saranno più generali, colonnelli e capitani, Tutti ufficiali senza nessuna gerarchia. Vi sembrerebbe una bella idea?
Ma la verità sulla riforma del ruolo unico è ancora peggio della gaffe di Renzi:
Il ruolo unico, tragicamente in vigore in Sicilia, significa piuttosto l'omogeneizzazione di tutti i dirigenti annullandone i percorsi formativi, il curriculum e le capacità professionali.
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| clicca e ascolta la gaffe |
Il tutto si traduce nella deplorevole conseguenza che un dirigente tecnico (es agronomo) potrà essere assegnato a dirigere una struttura che si occupa di contenzioso amministratvo ed un giurista si potrebbe occupare di foreste o patate. Un geologo di trattamento economico ed un filosofo di infrastrutture stradali o di porti turistici.
Vi sembra una bella riforma?
Per i politici si, lo è!.
Loro, in un solo colpo, vedrebbero raddoppiati o triplicati i posti dove piazzare i propri protetti.
In altre parole se io (politico old stile) voglio piazzare un mio delfino con la laurea in ingengeria, avrò a disposizione tutte (dico TUTTE) le strutture della P.A.
Capite che pacchia?
In Sicilia questa riforma dura da oltre 14 anni ed ha provocato solo disastri.
Renzi quindi manco capisce cosa gli stanno facendo fare. Perchè lui NON sa cosa vuol dire ruolo unico.
.. e chissà quante altre cose non sa!
.. e chissà quante altre cose non sa!
pippo vinci
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