martedì 25 aprile 2017

Il grande imbroglio dell'arte contemporanea



di Simona Maggiorelli
Tra la fine del Novecento e il primo quindicennio degli anni Duemila l'arte contemporanea sembra aver vissuto una lunga notte piena di incubi orrorifici, quanto improbabili. Si è dispiegato cosi un universo visivo di figure grottesche, di funeree nature morte, di trovate goliardiche e raccapriccianti.
Nell'era della riproducibilità tecnica sembra essere sparita l'opera d'arte. Ne resta solo una vacua aura. A prevalere è una produzione di installazioni, video, performance a effetto choc o che all'opposto (e in modo complementare, come se fossero le due facce di una stessa medaglia) cercano l'anestesia più totale con opere iper-concettuali, che celebrano il vuoto. 

Nella cosiddetta società delle immagini, della pubblicità, della fotografia, degli avatar e della realtà virtuale, pare non esserci più spazio se non per figurazioni svuotate di senso, e una desertificata astrazione. Cosi piace al ristretto e facoltoso pubblico che frequenta le aste a Londra, a New York, in Svizzera. Il valore economico delle mucche squartate e conservate da Hirst in teche simil-acquario è da capogiro. Non importa se fra dieci anni saranno poltiglia

Per gli artifici della finanziarizzazione dell'arte contemporanea, per i tycoon ultramiliardari che le acquistano, conta la spettacolarizzazione, il gigantismo, la dismisura, in spregio alla crisi. Non importa se l'effetto è palesemente kitsch. Il fatto che opere di questo tipo siano diventate uno status symbol per pochi (chi, anche volendo, potrebbe tenerle in salotto?) ha fatto strage di ogni altro significato. Ai galleristi non importa se tutto ciò abbia provocato un impoverimento culturale della proposta, gli interessa che l'opera abbia le caratteristiche per essere vendibile all'upper class. Il pubblico che frequenta le biennali, le gallerie e i musei del contemporaneo, del resto, non se ne lamenta. 

Il Nobel Mario Vargas Lllosa si è permesso di prendere in giro l'ossequio verso l'arte iper-concettuale che appare oggi generalizzato. Ha commesso questo 'peccato' nel 2016, scrivendo sul quotidiano spagnolo "El País" dell'esperienza che ha fatto durante una giornata libera a Londra. «Per dimenticare la Brexit», dice di aver deciso di andare a vedere il nuovo edificio della Tate Modern: «Come mi aspettavo, ci ho trovato l'apoteosi della civiltà dello spettacolo», tanto da voler rinunciare. 

Poi però, vedendo tanti giovani e turisti, si è messo in scia per cercare di capire i motivi del loro entusiasmo. Al primo piano del museo è stato colpito dallo zelo con cui una insegnante cercava di convincere la scolaresca che quel manico cilindrico, probabilmente di scopa, esposto con cura, era di fatto una scultura «a cui l'artista aveva tolto le setole di saggina o di nylon che l'avevano resa funzionale, come oggetto quotidiano per le faccende domestiche». Che fosse una scultura era evidente perché intorno al manico una corda formava un rettangolo che impediva agli spettatori di avvicinarvisi troppo e di toccarlo. 
 
La tentazione, confessa Vargas Llosa nel suo report, sarebbe stata dirle che ciò che stava facendo «con dedizione, ingenuità e innocenza, non era altro che contribuire a un imbroglio monumentale, a una sottilissima congiura poco meno che planetaria su cui gallerie, musei, illustrissimi critici, riviste specializzate, collezionisti, professori, mecenati e mercanti sfacciati si sono messi d'accordo per ingannarsi, ingannare mezzo mondo e, di passaggio, permettere che pochi si riempissero le tasche grazie a una simile impostura».



Benché negli anni Ottanta abbia tenuto a battesimo la Transavanguardia, lo stesso Achille Bonito Oliva ha denunciato l'effetto omologante della globalizzazione sull'arte. Visitando il MoMA, il Guggenheim di New York, il Centre Pompidou nel cuore di Parigi o la Tate Gallery vicina alla City di Londra, sarà capitato a molti di notare che le rispettive collezioni si assomigliano in modo impressionante, tanto da avere la sensazione di un continuo déjà-vu.


Al Museo di Bolzano, nell'ottobre 2015, dopo una festa, gli addetti alle pulizie hanno gettato via per sbaglio un'opera di Goldschmied & Chiari intitolata Dove andiamo a ballare stasera?: pensavano che fossero i resti del banchetto.    

Scherzi da buontemponi, si dirà, come quella volta che alla Biennale di Venezia un visitatore si è divertito a mettere in posa un sacchetto pieno di spazzatura per godersi lo spettacolo di acritici spettatori che si fermavano a osservarlo con aria seria e contemplativa. Iper-realismo incellophanato, vacuo estetismo, provocazione fine a stessa compongono la trama invisibile che percorre tante Biennali anni Novanta e Duemila, da Venezia a Istanbul, passando per una fiera di tendenza come Frieze London, per la mostra mercato di Basilea e la prestigiosa DOCUMENTA di Kassel. Non credendo a Hegel e alla sua profezia sulla morte dell'arte, torna la domanda: cosa è accaduto? Come si è arrivati fin qui?

..... questo post è il riassunto dell'articolo  completo che potrete leggere cliccando qui sotto su "Link articolo" che vi porterà  su MicroMega on line dove è stato pubblicato l'articolo originale completo. 


Link articolo © Simona Maggiorelli © MicroMega online.
Simona Maggiorelli: Attacco all'arte. La bellezza negata (L'asino d'oro edizioni 2017).

sabato 22 aprile 2017

Miti da sfatare: S Martino e Calimero


Cominciamo con S Martino.
Secondo la nota leggenda, un giorno d’inverno, un cavaliere di nome Martino cavalcava per un sentiero in mezzo ad un bosco, armato di spada e avvolto nel suo caldo e rosso mantello. Faceva freddo. Molto freddo.

Ad un certo punto il fiero cavaliere vide un povero vecchio mezzo ignudo che soffriva come un cane per il freddo cane.
 Il buon Martino cosa fece? Prese la spada, tagliò il mantello in due parti (spero uguali) e ne diede una all’infreddolito viandante.
Tosto, il buon Dio fece spuntare il sole e la temperatura divenne tersa: l’estate di S Martino. Che si festeggia ogni anno l'11 novembre



Fino a poco tempo fa, leggendo questa leggenda utile a dimostrare (nonostante la spada) la bontà di Martino, nulla mi sembrava fuori posto. Tutto concordava e tutto conduceva alla considerazione che si, Martino ha fatto un bel gesto e Dio, onnipotente, lo ha immediatamente gratificato (su questa terra) facendo spuntare il sole e imponendo alla temperatura di alzarsi, presumibilmente, di diversi gradi centigradi.
Poi ho prestato più attenzione all’episodio tramandato e mi sono venuti dei seri dubbi:

1° dubbi
o
Se Martino era veramente così buono da meritarsi poi la qualifica di santo perchè tagliare il mantello? Perchè non donarlo tutto al povero e nudo viandante? S Francesco, nove secoli dopo, donerà tutto ai poveri, non la metà!

2° dubbio
Sappiamo, dalle Sacre Scritture che la ricompensa per una vita cristiana , sarebbe la vita eterna. O in ogni caso sarebbe una ricompensa importante, da riscuotere “nell’altro mondo” perché il Suo regno non è di questo mondo. Qui la banale ricompensa (mitigazione del clima) avviene quasi in tempo reale!

3° dubbio (forse il più pesante!)
Perchè fare spuntare il sole ora che il vecchietto congelato aveva di che scaldarsi? Si presuppone infatti che se Martino non avesse incontrato il pover’uomo , questi sarebbe rimasto infreddolito fino a morirne, no? Di conseguenza la mutazione climatica non è stata fatta per il poveretto, ma per il ricco e buon (?) Martino che oramai aveva solo mezzo mantello a disposizione, che quindi non lo tutelava totalmente. Povero Martino!

In sintesi : finchè il mantello lo aveva Martino, il tempo poteva rimanere inclemente ed il vecchio poteva morire di freddo. Appena Martino si è mezzo denudato ed il vecchio aveva di che coprirsi ecco che arriva l’estate.

Spero solo che Martino non sia diventato santo per questa leggenda, se dovessi scoprire questo, proporrei una sottoscrizione per annullare la santità del santo dell’11 novembre!


E veniamo a Calimero

Negli anni 60 imperversava in TV la nota pubblicità del detersivo AVA (come lava!) che aveva in Calimero il suo virtuale (era un cartoon) testimonial.

Calimero , verso la fine dello spot, piange disperato perché tutti lo emarginano e lo evitano in quanto piccolo e nero. Ma subito una voce fuori campo lo consola dicendo, ".. no, Calimero tu non sei nero SEI SOLO SPORCO".

E' superfluo farvi notate, che questa ultima è la frase più razzista detta in TV da quando esiste la TV. Secondo il creativo che ha ideato lo spot, è meglio essere sporchi piuttosto che neri!P.S. Ma lo avete visto Calimero bianco dopo il lavaggio con AVA. Secondo me fa schifo!
Credimi Calimero, meglio nero che bianco!

venerdì 14 aprile 2017

unico stato canaglia: gli Stati Uniti

Perchè sono proprio gli USA a battezzare gli stati "canaglia"? Forse perchè nessuno meglio di loro sa cosa vuol dire essere uno stato canaglia.
Vediamo un po'
1) gli USA, fino ad oggi,sono stati l'unico paese al  mondo  ad avere utilizzato (e per ben 2 volte) la bomba atomica provocando una strage di innocenti a Hiroshima e Nagasaki in Giappone alla fine della seconda guerra mondiale. Le vittime dirette furono quasi 200.000, ma quelli che morirono negli anni successivi per malattie correlate alla esposizione radioattiva furono molte, me molte di più;
2) gli USA hanno ideato e affiancati attivamente  numerosi colpi di stato fascisti in America latina negli anni 70 e 80 provocando, anche qui, centinaia di migliaia di morti innocenti;
3) gli USA hanno inventato la guerra preventiva attaccando stati (definiti canaglia) adducendo false accuse . Vedi, in primis, l'Iraq di Saddam Houssein;
4) gli USA continuano la loro serie di attacchi sconsiderati in medio oriente con il falso obiettivo di combattere gli impalpabili terroristi, prima di Al Qaeda ora dell'ISIS ed uccidendo, al loro posto, civili innocenti compresi bambini;
5) gli USA hanno militarizzato l'intero globo installando basi militari quasi ovunque. Ad oggi se ne contano oltre 700 distribuite in 135 paesi , pari a circa il 70% delle nazioni del mondo che sono 196 in totale!.

........e questi sono solo i fatti più eclatanti e oggettivamente riscontrabili!

giovedì 2 marzo 2017

fumo passivo: digli di smettere

ll fumo passivo uccide 600.000 persone l'anno nel mondo, di cui 165.000 bambini sotto i 5 anni, secondo le stime pubblicate dalla rivista medico-scientifica britannica The Lancet. Se si aggiungono a queste cifre i 5,1 milioni di decessi causati dal fumo attivo, si arriva ad un totale di 5,7 milioni di decessi dovuti al tabacco ogni anno.

Gli autori dello studio - l'Istituto Karolinska di Stoccolma e dell'Oms (l'Organizzazione mondiale della salute) - hanno utilizzato dati relativi al 2004, i più recenti disponibili in tutti i 192 paesi analizzati.

I bambini sono le prime vittime del tabagismo passivo, poiché incapaci di sottrarsi alla principale fonte di esposizione, i genitori che fumano in casa. Nel 2004, il 40% dei bambini, il 35% delle donne e il 33% degli uomini non fumatori erano esposti al fumo passivo. I decessi sono stati raggruppati per causa di morte: 379.000 per problemi cardiaci, 165.000 per infezioni alle basse vie respiratore, 36.900 per asma, 21.400 per tumore al polmone.

I due terzi dei decessi si registrano in Africa e Asia del sud: "Le malattie infettive e il tabacco costituiscono un connubio mortale per i bambini di queste regioni", scrivono gli autori. Solo il 7,4% della popolazione mondiale vive oggi tutelato da una normativa antifumo.

da televideo RAI

giovedì 16 febbraio 2017

Frasi celebri (44)

A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che parlare e togliere ogni dubbio

Oscar Wilde

mercoledì 15 febbraio 2017

Orso e Toro


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Sapete perchè quando la Borsa sale si dice Toro e quando la Borsa scende si dice invece che è Orso?
Perchè il Toro è un animale che attacca dal basso verso l’alto (quindi in direzione di rialzo), mentre l’orso attacca dall’alto verso il basso (e quindi in direzione del ribasso).
A parte questa simpatica informazione , vogliamo fare due conti.
Spesso sentiamo dire che un titolo quotato in Borsa, dopo un tonfo (es – 3%) è in risalita (es +3%) ed ha coperto le perdite. Ma per coprire una caduta del 3% ci vuole un rialzo maggiore.
Ed ecco perché: facciamo un esempio con i numeri, ed usiamo numeri grossi per evidenziare meglio il concetto esposto.
Supponiamo che il titolo “valga” 1.000 e che subisca un calo del 50% pertanto il suo valore scenderà a 500 (1.000 – 50% di 1.000 = 500)
Supponiamo ora che il titolo, che vale ora 500, subisca un rialzo sempre del 50%.
All’apparenza se il rialzo (+ 50%) è uguale alla perdita (- 50%) non si dovrebbe riscontrare nessuna perdita. Ma in realtà non è così. Infatti un incremento del 50% su un valore di 500 non conduce al valore 1000 ,ma al valore 750. E questo perché il 50% di 500 è solo 250.
E il conto è presto fatto 500 + 50% di 500 = 750. E allora per riprendere un calo del 50% serve un rialzo pari al doppio ossia del 100%.
In definitiva per riprendere le perdite è necessario un rialzo percentuale più grande. In caso contrario , per vedere sfumare ciò che si è guadagnato con un rialzo, bastano percentuali di ribasso minori.
Per evidenziare quanto detto vi mostriamo le due tabelle che seguono. Nella prima si evidenziano le percentuali di rialzo necessari per riprendere le perdite, nella seconda le percentuali di ribasso che annullano i guadagni
rialzo per recuperare le perdite
somma iniziale ribasso entità del ribasso valore finale % rialzo necessaria a recuperare le perdite entità del rialzo valore conclusivo
100 1,00% 1,00 99,00 1,010% 1 100
100 2,00% 2,00 98,00 2,041% 2 100
100 3,00% 3,00 97,00 3,093% 3 100
100 4,00% 4,00 96,00 4,167% 4 100
100 5,00% 5,00 95,00 5,263% 5 100
100 6,00% 6,00 94,00 6,383% 6 100
100 7,00% 7,00 93,00 7,527% 7 100
100 8,00% 8,00 92,00 8,696% 8 100
100 9,00% 9,00 91,00 9,890% 9 100
100 10,00% 10,00 90,00 11,111% 10 100
100 15,00% 15,00 85,00 17,647% 15 100
100 20,00% 20,00 80,00 25,000% 20 100
100 25,00% 25,00 75,00 33,333% 25 100
100 30,00% 30,00 70,00 42,857% 30 100

ribasso per perdere i guadagni
somma iniziale rialzo entità del rialzo valore finale % ribasso necessaria a d annullare i guadagni entità del ribassso valore finale
100 1,00% 1,00 101,00 0,990% 1 100,00
100 2,00% 2,00 102,00 1,961% 2 100,00
100 3,00% 3,00 103,00 2,913% 3 100,00
100 4,00% 4,00 104,00 3,846% 4 100,00
100 5,00% 5,00 105,00 4,762% 5 100,00
100 6,00% 6,00 106,00 5,660% 6 100,00
100 7,00% 7,00 107,00 6,542% 7 100,00
100 8,00% 8,00 108,00 7,407% 8 100,00
100 9,00% 9,00 109,00 8,257% 9 100,00
100 10,00% 10,00 110,00 9,091% 10 100,00
100 15,00% 15,00 115,00 13,043% 15 100,00
100 20,00% 20,00 120,00 16,667% 20 100,00
100 25,00% 25,00 125,00 20,000% 25 100,00
100 30,00% 30,00 130,00 23,077% 30 100,00

lunedì 6 febbraio 2017

sette anni dopo il matrimonio


Lei: Ciao Luigi!
Lui: Finalmente, era tanto che aspettavo!
 Lei: Vuoi che me ne vada?
Lui: NO! Come ti salta in mente? Il sol pensiero mi spaventa!
Lei: Mi ami?
Lui: Ma certo! Ogni momento del giorno e della notte..
 Lei: Mi hai mai tradita?
Lui: NO! Mai!
 Lei: Hai voglia di baciarmi?
Lui: Si, sempre.. Lo farei in qualunque momento mi sia possibile!
Lei: Mi picchieresti mai?
Lui: Ma sei matta? Dovresti conoscermi oramai..
 Lei: Posso avere completa fiducia in te?
Lui: Si..
 Lei: Amore mio...

.... sette anni dopo il matrimonio; leggi il testo al contrario dall'ultima alla prima frase..

giovedì 2 febbraio 2017

La Trazzera vintage: le rimpatriate


Con loro hai diviso gli anni migliori della tua vita, hai scherzato, hai tramato, hai litigato, hai amato, hai sognato.

Poi sono passati i mesi, gli anni, i lustri, i mezzi secoli e un giorno.... succede!

ORE 15,30. Giovedì. Primavera inoltrata. Hai appena finito di pranzare ed è l'ora delle pillole per la pressione, il colesterolo,l'ipertrofia prostatica e via soffrendo. Già stai pregustando il sonnellino di mezza giornata. Un sonnellino senza programmi. Forse durerà 20 minuti. Forse 3 ore. L'importante non è ....finire, ma cominciare.

Ma suona il telefono. Non il cellulare, no. Il telefono quello vero.

"... si? pronto?!..
".. pronto, sei Giuseppe Vinci?.."
".. si, chi parla?.."
".. sono Pintaudi!"
" CHI?!??!"
PIN-TA-U-DI, non ti ricordi? Eravamo compagni in terza media, al Garibaldi...."

E' l'inizio di una delle più grandi tragedie del 2° e 3° millennio: la rimpatriata!

Ci sono caduto una volta sola. E mi sono ritrovato a cenare in un noto e caratteristico ristorante del centro storico con un gruppo di persone che , praticamente , non conoscevo. E neppure riconoscevo. Persone completamente fuori dal mio mondo contemporaneo.

Nessuno di loro aveva mantenuto la fisionomia di allora. Non dico il peso, quello era mediamente triplicato, ma la impalcatura estetica. Si, proprio la forma dell'oggetto corpo era completamente difforme da quella che si aveva 40 anni fa.

Facendo mentalente il confronto tra i due oggetti omonimi quello che mi stava accanto era peggio di una caricatura. Era un mostro. E lo stesso dovevo apparire io ai suoi occhi. E voglio limitarmi all'espetto estetico. Il più evidente.

Ma se dovessi ora confrontare gli aspetti umani a distanza di 40 anni , direi proprio che la 3^ I del "Garibaldi" 1969 era defunta. Non esisteva più.

Ma il peggio viene quando si deve cominciare a chiacchierare fingendo di conoscersi, di essere vecchi amici. Ma quando mai!!!??

Ecco gli argomenti trattati ed i tempi dedicati:
1- i primi 7 - 8 minuti sono utilizzati per riconoscersi. "Sei Rizzo Pietro?...ma non ci posso credere!..."
2 - poi trascorrrono 20 minuti per dirsi quello che uno fa "... autista di autobus? Ma io non ti ho incontrato mai sul 101! - "..è perchè non lavoro a Palermo, ma a Sciacca; sai, mi sono sposato lì! Poi mia moglie è morta ma io sono rimasto per i figli."
40 minuti servono per ri-insultare i vecchi professori, oggi tutti morti. " quella pulla della Rizzo...";".. quel porco di La Fata"!
- 2 ore di nulla, imbarazzo e voglia di finire e di non farlo più.
8 minuti per salutarsi in fretta e scambiarsi numeri di telefono da cancellare appena giunti al parcheggio del ristorante.

Queste sono le rimpatriate. Statene lontano! E comportatevi così:

... si? pronto?!..
".. pronto, sei Giuseppe Vinci?.."
".. si, chi parla?.."
".. sono Pintaudi!"
" CHI?!??!"
PIN-TA-U-DI, non ti ricordi?Eravamo compagni in terza media, al Garibaldi...."
"...ehm..scusa ma ci deve essere un'omonimia io non ho mai avuto un compagno di nome PINTAUDI!"

E tornate felici alla vostra terapia contro la ipertrofia prostatica. Ogni cosa a suo tempo!

lunedì 30 gennaio 2017

Immigrati Italiani negli USA. Ecco come ci vedevano gli americani!

"Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.
Non amano l'acqua. Molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane.Si costruiscono baracche di legno e alluminio nelle periferie delle città dove vivono vicini gli uni agli altri.

Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei , dieci.

Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina, ma sovente davanti alle chiese donne  vestire di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.

Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.. le nostre donne li evitano, non solo perchè poco attraenti e selvatici, ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.

I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare , tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare  e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.

Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione"

da una relazione dell'Ispettorato per l'immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti - ottobre 1912 - 

la tabella di Persepoli


Per ottenere le cinque frasi della Tabella si legga, a partire dalla colonna di sinistra, la parola riportata nell'ultima riga e quella riportata nella stessa colonna in un'altra riga a scelta, fino ad arrivare, senza mai cambiare la seconda riga scelta, alla colonna più a destra.

es. (4^ riga): Non - dite - tutto quel che - sapete - perchè chi - dice - tutto ciò che - sa - sovente - dirà - quel che - non deve

sabato 28 gennaio 2017

fannullone Tizio o fannullone Caio?

 Innanzi tutto diciamo che Fannullone è chi non fa nulla, mentre chi timbra e va a fare la spesa è un truffatore. Ora immaginate due situazioni
a)      Tizio entra in ufficio alle 7, 30. Fa il suo lavoro bene e con costanza. La sua produttività è molto alta. I suoi dirigenti sono contenti del suo lavoro. Alle 11 Tizio si concede una pausa di 5 minuti per un caffè. Esce, ma non timbra il cartellino. Torna in ufficio e riprende con  solerzia, costanza e perizia il suo lavoro fino alle 14, quando timbra l’uscita e torna a casa sua.

b)      Caio arriva in ufficio alle 7, 30 ,timbra, si siede alla sua scrivania ed invece di lavorare si fa i cazzi suoi: parla al telefono con gli amici, gioca al pc con solitari e roulette virtuali , chatta, e naviga sui social network. Ogni tanto prende un caffè dalla macchinetta interna al suo ufficio. Alle 14 esce timbrando regolarmente il cartellino
Domanda: chi dei due è il fannullone che danneggia la pubblica amministrazione ed i cittadini? Chi dei due andrebbe licenziato?
Bene, per i giornalisti, l’opinione pubblica, per diversi ministri responsabili del pubblico impiego e per diversi premier, il dipendente fannullone da licenziare è Tizio!
E’ giusto?
Ok Tizio, fiscalmente, ha sbagliato a non timbrare per andare al bar. Ma quei 5 o 6  minuti persi potrebbero semplicemente essere oggetto di richiamo, di un recupero orario, di un rimprovero da parte del dirigente. Ma non certo di un licenziamento!!!!! E’ Caio che si meriterebbe il licenziamento. Come quelli che non vanno al bar a perdere 5 minuti, ma in palestra o a fare la spesa, in barca  e via dicendo.
Io in effetti, se fossi il dirigente superiore di Tizio,  in quei minuti passati al bar avrei pure offerto la colazione all’impiegato modello Tizio, altro che licenziamento!


domenica 22 gennaio 2017

povertà, socialismo e cristianesimo


I passati  risultati delle politiche in Brasile e la sempre affermazione di alcuni leaders di sinistra in sud America suggeriscono, alla sinistra mondiale, una lettura ben precisa delle sue sorti: la sinistra trionfa lì dove c'è la fame, lì dove c'è la vera povertà. Anche le più celebri e imponenti rivoluzioni socialiste (quella di Russia e quelle di Cuba) ebbero successo grazie alla precedente gestione politica (Zar e Batista) che affamavano gran parte della popolazione.

Quando invece una società cresce economicamente, il denaro scorre con più vigore, gli agi e le opulenze si toccano con mano, ecco che il messaggio della sinistra diventa debole e perdente ed il popolo, salito in maggioranza nel girone della classe media, non riesece più a saziarsi di uguaglianza e diritti; no, il popolo si disunisce e diventa un insieme di individui anzi di gruppi i individui, avidi di agi, denaro e potere. Il popolo se ne infischia ( anzi se ne fotte) di chi sta peggio, dell'ambiente, della sanità e dell'istruzione gratuiti per tutti (tanto io me la posso pagare).

Insomma il popolo, da popolo che era, si trasforma in una massa di individui, di consumatori, Certo lì dove il socialismo diventa dittatura allora quello che prevale è il desiderio di libertà. Ma qui non vogliamo parlare di dittature, ma di popoli che scelgono con il libero voto i loro governi.

Ecco, in sintesi, spiegata la crisi della sinistra nei paesi liberi e democratici

Scusate ora l'accostamento blasfemo, ma la crisi della sinistra va a braccetto con la crisi delle religioni (quella cristiana in particolare). Ed infatti i paesi più devoti sono propio quelli più poveri dell'America Latina. Forse pochi sanno che i pellegrinaggi nei luoghi sacri del Messico (es. Guadalupe) o del Brasile (es. Aparecida do norte) raccolgono un numero di pellegrini due o tre volte superiore rispetto a quelli che visitano annualmene Lourdes o Fatima.

La ovvietà (spesso taciuta) è che sinistra e cristianesimo sono due realtà che camminano a braccetto ed entrambi sembrano legati al tenore di vita della popolazione in cui si radicano: più diffusa è la povertà più la gente si rivolge al Salvatore e maggiore è il successo dei partiti di sinistra. Così è stato in Europa e così è in Ameriva latina.

Ora , se la sinistra europea vuole risorgere deve trovare quella famosa terza via che fino ad oggi è stata un miraggio legato più alle figure di politici di successo come Clinton e Blair che a vere e proprie soluzioni politiche geniali. E la terza via deve essere trovata in tempo utile per evitare che l'America del sud faccia, in futuro, la fine di una Europa xenofoba e "P.I.L. dipendente" , che guarda sempre più a destra.

(nella foto in alto il presidente socialista dell'Ecuador Rafael Correa)

(amedeo contino)

sabato 14 gennaio 2017

la trazzera vintage: i miracoli di un Dio ingiusto

Ci sono molte persone che credono ai miracoli ed alle grazie divine ottenuti grazie ad atti di devozione, preghiere o voti. Chi guarisce da tumori, chi dalla cecità, chi da una paralisi , chi da semplici mal di schiena o da dolorose artriti (miracoli) ; c’è poi chi ottiene un posto di lavoro per il figlio, chi ritrova un fratello dopo decenni di litigi, chi supera un esame, chi vince una lotteria, chi ottiene il giusto matrimonio sempre per un figlio o una figlia (grazie divine).
Domanda: grazie e miracoli sono davvero doni del Signore (o dei Santi) che ripagano così il sacrificio, la preghiera, il pellegrinaggio di colui che ne beneficia?
Perché il Signore dovrebbe concedere a queste persone, spesso agiate, questo ulteriore dono? Anche se sono persone pie e devote?
Sapete che nel mondo ci sono bambini che muoiono di fame, bambini che vivono in condizioni igienico sanitarie ed economiche al limite della decenza e altri che, mentre giocano in un cortile pieno di immondizia, di macerie e di liquami , saltano in aria perché hanno scovato una bambola carica di tritolo? E perdono una gamba, una mano, un occhio o la vita. Dio gli avrebbe tolto le uniche cose che avevano? Mentre ad altri (che hanno tutto) fa pure passare il mal di schiena?
Ecco, se il Signore può intervenire per farci superare un esame all’università, credete che non lo faccia per salvare questi innocenti?
il mio regno non è di questo mondo” è una frase che i Vangeli hanno attribuito a Gesù. Cosa pensate che significhi?
I Primi cristiani (e non solo i primi) sono morti uccisi dopo dolorosissime torture. Cosa pensate che significhi?
Il premio per una vita pia , saggia e cristiana, non è la lotteria e non è neppure la guarigione da un tumore. No: è la vita eterna. Non vi basta? Volete anche una vita senza dolori? Allora non siete credenti. Se credi in Dio non devi chiedere ricompense su questa terra. Devi vivere correttamente per ottenere la vita eterna!
Ebbene io credo in Dio, ma non a quello dei miracoli. Quello dei miracoli è un Dio ingiusto e razzista. Quindi non il Dio di noi cristiani, non è il Dio di noi uomini.
E infine, relativamente alle “guarigioni”, tutto è spiegabile scientificamente. E se non lo è oggi lo sarà domani o dopodomani.

Bill Mac Stanton – Sidney / Australia
(faticosa traduzione di pippo vinci)
questo articolo è già stato pubblicato sulla trazzera nel mese di maggio 2008

venerdì 6 gennaio 2017

Immotivata paura in un cinema di Torino

Ieri a Torino è successo un fatto incredibile. In una sala cinematografica , durante la proiezione di un  film, i membri di una famiglia marocchina si sono scambiati dei segnali. Erano seduti in file diverse e due di loro erano sordomuti. Tutto qui

E in vece no; in sala è scoppiato il panico tra gli spettatori che hanno interpretato quei gesti come preludio di un attentato. Si sono quindi alzati e sono fuggiti costringendo, tra l'altro, il gestore del cinema, ad interrompere la proiezione.

A me sembra pura pazzia, una psicosi collettiva che unisce paura, razzismo, intolleranza e imbecillità.
Ma quello che scoraggia ulteriormente sono i diversi commenti alla notizia che si possono leggere sul sito di repubblica.it. La gran parte di essi  erano insulti contro la innocente famiglia magrebina e molti  ironizzavano sul fatto che dei sordomuti assistessero ad uno spettacolo cinematografico

A parte che un sordomuto può benissimo godere dello spettacolo cinematografico fatto anche (o soprattutto) di immagini, ma se uno è sordomuto, non può fare quello che fanno gli altri? Se non riesce a seguire bene il film, saranno o non saranno c..zzi suoi?  Insomma i commenti dei lettori di repubblica mi hanno scoraggiato più dello stesso deprecabile comportamento degli spettatori al cinema.

giovedì 29 dicembre 2016

denunciate all'ONU le scie chimiche

Rosalind Peterson , presidente e cofondatrice dell'Associazione per la Difesa dell'Agricoltura negli USA, interviene all'Assemblea dell'ONU e denuncia l'esistenza ed il pericolo delle scie chimiche. Clicca sull'immagine ed ascolta le dichiarazioni delle Peterson.
(sottotitoli in italiano)
Molti debunkers hanno contestato e ridicolizzato l'intervento delle Peterson in quanto la stessa non appartiene a nessuna istituzione legata all'ONU e per il fatto che sia una "accanita e prevenuta" sostenitrice della teoria delle scie chimiche

Noi crediamo che chiunque venga invitato a fare una conferenza di fronte ai membri dell'assemblea dell'ONU e possa parlare liberamente per oltre 20 minuti, ascoltata con grande attenzione e rispettoso silenzio, debba godere di un certo grado di credibilità.

Insomma non penso proprio che ad un ciarlatano qualsiasi (tale, più o meno, è la definizione che i debunkers affibbiano ai sostenitori della teoria delle scie chimiche) sia data una tale opportunità.

sabato 24 dicembre 2016

la trazzera vintage:Auguri, se non ci vediamo

Auguri, se non ci vediamo


Auguri, se non ci vediamo, ”questa è la frase che segna l’avvicinarsi di una delle seguenti 3 ricorrenze: Il Natale, il Capodanno, la Pasqua.

Problema: da quanti giorni prima si può cominciare ad usare questa frase? E fino a quanti giorni prima si può continuare a dirla?

Se è detta troppo presto può esser interpretata come un atto liberatorio che autorizza chi la dice a non vedere più chi la riceve. Almeno per il periodo che separa entrambi dall’augurato giorno

Se è detta troppo tardi lascia trapelare un eccessivo attaccamento alla persona destinataria la quale potrebbe non gradire il rivedere così spesso il suo affezionato interlocutore.

La logica vuole che, caso per caso, uno dovrebbe capire quando ed a chi rivolgere questo tipo di augurio, ma noi vogliamo lo stesso tentare di regolamentare il fenomeno assegnando delle date limite per ognuna delle tre occasioni.
Date da—a quando è sensato pronunciarla
Natale :dall’8 al 19 dicembre
Capodanno: dal 26 al 28 dicembre
Pasqua: dal martedì al giovedì santo.