giovedì 29 settembre 2016

la Sicilia è o non è un' isola di merda?

In un  discorso tenuto a Palermo, non si sa bene in quale occasione, e non ricordo bene quando, il noto cantautore milanese Roberto Vecchioni avrebbe detto che la Sicilia è un'isola di merda. Io, pur essendo siciliano , non sarei tanto in disaccordo con l'autore di luci a san Siro anche perché credo che Vecchioni si riferisse non alla terra originale magica e misteriosa che giace al centro del Mediterraneo e che ha accolto ed assimilato decine di culture e popoli provenienti dai 4 angoli del bacino, no Vecchioni si riferiva sicuramente a come questa terra è stata ridotta,, umiliata, devastata, stuprata dagli stessi siciliani. Che oggi, indignati, la difendono offesi dalle parole del musicista lombardo

E' vero, esistono centinaia di isole felici all'interno dell'isola trasparente, ma tutto ciò non fa di una terra una terra felice.


1) Cominciamo col dire che la Sicilia è la terra d'origine di un fenomeno schifoso e ... di merda che ha esportato in quasi tutto il mondo: la mafia. Quella mafia che ancora oggi determina il destino di molti territori , di molti siciliani, di molti giovani, anche di talento, spesso costretti ad emigrare proprio perché qui, grazie a cosa nostra, il posto di lavoro non dipende da te ma da Lei. Se non è merda questa....

2)città  come Palermo, se pure apprezzate da turisti ciechi e frettolosi,  sono ridotte ad essere  una discarica, una pattumiera, se non un letamaio grazie non solo ai suoi incapaci amministratori ,  ma soprattutto, a causa all'incuria e dell'inciviltà dei suoi abitanti. I quali rendono impossibile la vita a se stessi ed ai loro concittadini trasformando in. ... merda ogni cosa che dipende da loro: la circolazione stradale, i servizi pubblici, i luoghi dove si vive , dove si lavora, dove si soffre, si studia...

3) coloro che dovrebbero esercitare il controllo ed il contrasto di ogni forma di legalità o di inciviltà, essendo essi stessi siciliani, fanno finta di non vedere e spesso sono essi stessi colpevoli di atti e comportamenti che, nel pieno delle loro funzioni, dovrebbero combattere

4) per le strade dell'isola, negli uffici, nei negozi si assiste giornalmente ad azioni e atteggiamenti di
sopraffazione di ogni tipo. Con comportamenti che molti definiscono  propriamente.... mafiosi.

5) andando in giro per l'isola di merda si vedono campagne e periferie deturpare da immonde costruzioni ed inutili opere in calcestruzzo, strade sconnesse, opere incomplete, ruderi abbandonati, cumuli di immondizia. Andate da Palermo a  Monreale e, percorrendo  la strada che sale, girate lo sguardo a sinistra. Vedrete una immensa pianura che abbraccia il capoluogo siciliano, disseminato, anzi invaso da palazzi e palazzine di merda, spesso non definiti, non completati ed abusivi, che hanno preso il posto di quella che una volta si chiama conca d'oro, per i magnifici limoneti che la illuminavano. Nulla è rimasto di quella meraviglia. E quando arrivate a Monreale chiudete gli occhi e fatevi portare subito nella sontuosa cattedrale normanna: godetevi il Cristo , il chiostro ed ogni magnificenza che il luogo conserva. Poi richiudere gli occhi e scappate da quel posto caotico ed inospitale. Lo stesso metodo (occhi bendati ) usatelo per visitare i moltissimi punti Belli di questa isola. Fuori dai loro cancelli c'è solo merda. Dentro c'è il paradiso in terra, ci sono angoli goduriosi per i sensi e per l'anima : il barocco di Noto, le saline di trapani, la riserva naturale di Vendicari,  lo zingaro di Castellammare, le gole dell'alcantara, l'isola di ortigia, Taormina, la valle dei templi, il teatro Massimo di Palermo ecc ecc ecc


6) che dire, infine, delle orride periferie di quasi tutti i centri abitati dell'isola? Un insieme caotico di mostri di cemento, nessuno spazio verde, immondizia qua e là, fetore, strade dissestate, costruzioni lasciate a metà. Bello, no?

7)le coste! Le sterminate coste su cui si infrange un mare oramai fituso, sono state occupate da milioni di tonnellate di costruzioni orribili abusive spesso non rifinite se non anche abbandonate;che in molti casi impediscono pure di vederlo questo mare. Figuriamoci di raggiungerlo.

Per non parlare, in ultimo, della sanità, dei trasporti, del dissesto idrogeologico, degli impianti sportivi, delle scuole ..........



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