domenica 3 maggio 2009

vizi privati e pubbliche virtù: 2. il traffico


Nel salotto:

- e' uno schifo non si cammina. Nessuno rinuncia alla macchina;
- Palermo è un città ideale per andare in bici. E' piano, c'è sempre il sole! Io quando posso lo faccio sempre.
- non si trova posto nemmeno a pagarlo. E' stupido girare in auto. E poi andare a piedi in bici fa bene al fisico. Guarda che pance che abbiamo;
- nessuno si ferma alle strisce pedonali. Per me il pedone è sacro;
- non ci sono controlli - dove sono i vigili? Dovrebbero essere di più e, sopratutto, più severi e inflessibili!
- gli autobus sono troppo lenti. tutta colpa di quei cretini che si ostinano ad andare sempre in auto. Anche per andare a comprare il pane dietro casa. Ma ti pare?;
- l'aria e' irrespirabile. la benzina per le auto rivate dovrebbe costare dieci volte tanto;
- la gente non e' educata. Ma con l'esempio di ognuno di noi...poco a poco... chissà!

usciti dalla cabina di Superman:

- ma siamo pazzi? - io prendere l'autobus?... non scherziamo!;
- ho gia' fatto il giro dell'isolato - non c'e' posto;ora parcheggio dove capita -anche gli "altri" sono in seconda fila e poi ...manco solo poco minuti, che può succedere?;
- neanche io lo faccio ma e' piu' forte di me. Maledico pero' gli
altri che lo fanno con me quando sono sulle strisce specie in
compagnia;
- oggi e' giorno pari, ma devo andare per forza in centro. Sta piovendo.
Rischio. Prendo l'auto "dispari". tanto non ti fermano mai!
- lascio l'auto in curva, non c'e' posto - speriamo che i vigili non
passino
. .. ah, c'è pure il divieto di sosta. Ma tanto sono tutti parcheggiati. Non sarà un VERO divieto di sosta!
- incredibile. Hanno fatto i cordoli. Li' e' difficile andare. Ma dove ci sono
solo le corsie preferenziali si risparmia un sacco di tempo.Tanto
gli autobus non passano mai. E se passano mi sposto. E' un attimo!
- ma perche' rinunciare all'auto proprio io? Al limite prendo il vecchio
motore, tanto, anche se non e' catalizzato, i motori non li fermano.

- ho urtato un macchina all'incrocio. La colpa e' di quel gran disgraziato
che non si e' fermato. E poi quello lì, giusto qui deve posteggiare? Comunque non si sarà fatto niente. E' inutile che mi fermo a vedere. Che sarà mai un graffio! E pensa alle camurrie dell'assicurazione. No , no,.. me ne vado.

(beppe)

martedì 28 aprile 2009

Vizi privati e pubbliche virtù: 1. il packaging


Ogni volta che si parla di ambiente, di energia, di convivenza civile, di legalità, di rispetto verso gli altri ecc, tutti siamo d’accordo. Tutti siamo onesti, ambientalisti, parsimoniosi e rispettosi delle regole e del prossimo.

Poi, abbandonato il luogo del confronto pubblico (es il salotto), si entra nella cabina telefonica e, come Superman, ci si cambia d’abito e si fa tutto tranne che agire in modo coerente con quello che si è appena detto, sentito e condiviso. Tanto, nel privato, nessuno ci vede

Ma analizziamo un problema per volta e cominciamo con quello dei rifiuti.
Tutti, in pubblico ed in salotto, siamo d’accordo nel dire che una (se non la migliore) delle possibili soluzioni sarebbe quella di limitare i rifiuti. Ossia di utilizzare accorgimenti che limitino, almeno nei prodotti di consumo, il ricorso agli scarti immediati e superflui.

Sui prodotti di consumo, infatti, noi consumatori possiamo, entro certi limiti, esercitare un controllo. E questo controllo lo possiamo esercitare nei punti di vendita della merci.
Ad esempio, l’eccessivo ricorso al confezionamento dei prodotti alimentari e non. Il packaging estremo.

Si sa che in molte catene di supermercati si sta introducendo la vendita dei prodotti sfusi. Detersivi, olio, latte, vino ecc.
Ma contemporaneamente, negli stessi punti di vendita, si aumenta il ricorso al confezionamento dei prodotti ortofrutticoli ed alimentari in genere.
Se infatti entrate in un negozio di alimentari per comprare delle mele, delle pere, dei pomodori, dell’insalata o financo del pesce o della carne, lo troverete solo dentro una comoda confezione di polistirolo e cellophane.

Noi, a quel punto, se siamo appena passati dalla cabina telefonica, non cambiamo negozio e neanche perdiamo tempo per approvvigionarci di quei pochi prodotti sfusi ancora disponibili.

No, riteniamo comoda la confezione sigillata e la acquistiamo. Anche se costa di più (in certi casi anche 2 o 3 volte di più). Anche se giunti a casa colmeremo in un baleno il secchio dell’immondizia. Anche se la sera prima avevamo detto che il problema dei rifiuti si dovrebbe combattere all’origine riducendo l’acquisto di confezioni inutili.

Poi la stessa sera andremo al solito salotto con gli amici. Prima ripasseremo dalla solita cabina di Superman e poi ci potremo (pubblicamente) lamentare dello smisurato crescere dei rifiuti e dei prezzi insostenibili dei prodotti alimentari.

Le prossime puntate di vizi privati e pubbliche virtù tratteranno i seguenti argomenti
1. spreco dell’acqua
2. spreco dell’energia
3. il traffico
4. le tasse

Ma se vi passate una mano sulla coscienza, almeno uno di questi 4 articoli lo potreste scrivere anche voi, no?

Se volete potrete inviare i vostri articoli/confessioni al seguente indirizzo email latrazzera@libero.it. Se non volete inviare un intero articolo , inviate almeno qualche spunto o qualche segnalazione sui vizi privati e le pubbliche virtù inerenti i 4 temi sopra elencati.


Se non volete fare nulla di ciò….. penso a tutto io! Come sempre.

(pippo vinci)

domenica 26 aprile 2009

26 aprile 1986


E' la data del disastroso incidente della centrale nucleare di Chernobil in Ucraina ( ai tempi Unione Sovietica)
I morti di quel giorno furono 31, ma in seguito ne moriranno a centinaia. Nessuno più li può contare.
La terra attorno alla centrale rimarrà contaminata per qualche centinaio (o migliaio) di anni.
E la carneficina non è ancora terminata. Si tramanderà ancora per qualche generazione.

... così, tanto per ricordare.

martedì 21 aprile 2009

disastro e interdisastro


L'ennesimo disastro naturale ha messo ancora una volta in evidenza quale sia il progetto clerico/capitalista su cui si basano e prolificano molti governi occidentali, tra cui quello italiano attuale.

Nelle fasi tra due disastri si deregola tutto a scapito della sicurezza, dell'ambiente, della equità sociale, della salute dei cittadini, della legalità, della giustizia, della fiscalità, della istruzione ecc.
L'imprenditoria d'assalto e/o mafiosa prolifera, si ingrassa, spande a piene mani elogi sul Governo grazie al possesso di tutti i mezzi di informazione.

Dipingendo la deregolamentazioni come grande opportunità per aumentare il PIL ed ampliare il numero degli occupati. E il popolo ci casca. Non tutto il popolo. Ma tanto basta il 50% + 1 di esso.

Nell'era dell'interdisastro aumentano i ricchi e aumentano i poveri. Inoltre i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.

La Chiesa, ovviamente, trova giovamento in questo perverso assetto in quanto più sono i poveri e i diseredati più sono coloro che si rivolgono alle parrocchie, ai vescovi ed ai santi.

Arriva il disastro.

Intanto il disastro è tanto più disastroso quanto più incisive saranno state le norme “deregolamentarizzanti”.

Poi nel momento del disastro non è elegante fare critiche, non è bello recriminare , non è giusto lucrare politicamente. Si deve solo piangere.

Ed è in questo quadro che il Governo, i Ricchi e la Chiesa danno il massimo di se.
E' infatti il momento dell'elemosina (dei Ricchi)
E' il momento della compassione (della Chiesa)
E' il momento delle promesse (del Governo)

E quindi tutti in coda per fare elemosina, per piangere i morti, per pregare il buon Dio, per dire “mai più come prima

Poi, lentamente, si torna nell'era dell'interdisastro. Si rideregolamenta , magari in settori non ancora o non recentemente disastrati, per preparare il nuovo, originale e imprevedibile disastro.

Che, più o meno puntualmente, si materializza. E tutto ricomincia per la gloria dei Ricchi, del Governo e della Chiesa.
(pippovinci)

domenica 19 aprile 2009

il sistema THOR per lo smaltimento dei rifiuti


Siamo alle solite: il problema dei rifiuti sovrasta le nostre città(ma non solo) ed ecco che il CNR rende nota la presenza di THOR (Total House Waste Recycling) un nuovo strumento già in sperimentazione in Sicilia che consente lo smaltimento completo dei rifiuti domestici.



Il nuovo “valorizzatore” è di tipo meccanico e consente alla spazzatura indifferenziata di essere finemente sbriciolata, con dimensioni di decimillesimi di millimetro attraverso una molitura accurata.

Questo trito fine diverrebbe un combustibile dalle caratteristiche simili al carbone ma senza zolfo e idrocarburi policicli e può essere utilizzato per gli scopi più svariati: sia come biomassa che come biodiesel che pellettato.

Alcune caratteristiche interessanti del Thor sono:
- portabilità: può essere caricato e trasportato;
- non necessita di siti di stoccaggio per i rifiuti;
- essendo meccanico può essere acceso o spento senza problemi;
- bilancio energetico positivo (ovviamente).

E’ sicuramente sbagliato utilizzare come modello un qualsivoglia sistema che non contempli il riciclo ed il riutilizzo dei materiali, tuttavia può essere utile in casi di estrema emergenza come la situazione campana che è ben lungi dall'essere risolta.



clicca qui e guarda il video

lunedì 13 aprile 2009

culi e tette pride ... every day


Quando si discute di diritti degli omosessuali, di PAC, di DICO e così via , c'è sempre , ad un certo punto, qualcuno che dice che , pur condividendo le lotte di chiunque per maggiori diritti e maggiore rispetto, afferma che “quello che non accetto è l'ostentazione della propria diversità nei così detti Gay Pride”.

A questa affermazione non ho mai saputo replicare. Non perché la condividessi, ma perché , pur ritenendola assurda e priva di fondamento , non riuscivo ad individuare il fondamento che privava di fondamento l'affermazione.

Insomma, la mia coscienza e la mia intelligenza mi imponevano di contrastare questa opinione , di rifiutarla, di attaccarla. Ma non riuscivo a trovare una motivazione convincente per supportare tale istintiva repulsione.

L'unica cosa che mi sentivo di dire era che ognuno, entro certi limiti, è libero di fare quello che vuole. Ed il gay pride è abbondantemente entro i certi limiti.
Ma non bastava. L'argomento della libertà di espressione, per quanto nobile fosse, era troppo poco specifico.

L'altra sera, l'illuminazione.
Guardando la TV.
Immagini che normalmente ci scorrono davanti agli occhi e che oramai accettiamo senza un minimo senso critico. Ci siamo troppo abituati.
Ma quella sera c'è stato il benefico corto circuito: ho collegato i gay pride con le routinarie trasmissioni televisive di intrattenimento (e non solo).

Ho collegato l'omosessuale che "ostenta" nel gay pride, con i culi e le tette delle subrettes, delle ballerine, delle semplici croniste, delle cuoche, delle showgirls, delle veline, delle vallette, delle letterine, dei maci, dei tronisti. Tette escluse per le ultime due categorie.

Fatto. E' scattata la scintilla . Ho trovato il fondamento nascosto:
perché gli eterosessuali possono ostentare (culi, tette e volgarità) tutti i giorni, ogni ora del giorno e della notte e gli omosessuali non possono farlo una o due volte l'anno?

Bene, da oggi in poi chi vorrà affermare di non condividere l'ostentazione degli omosessuali durante i gay pride toverà, nel sottoscritto, pane per i suoi denti.

E non solo.
Da una inchiesta effettuata non so bene da quale rispettabile università americana, è emerso che l'ostentazione gaypridesca, ha prodotto un maggiore rispetto verso gli stessi omosessuali nelle scuole, nelle famiglie e nei luoghi di lavoro.
I giovani omosessuali (e non solo i giovani), si sa, sono stati da sempre oggetto non solo di scherno e di umiliazioni pubbliche, ma anche di azioni violente se non pure assassine.
Ebbene, pare che l'avere portato il problema dell'omosessualità in piazza abbia prodotto un maggiore senso di rispetto per quegli individui che vivono in modo problematico, riservato ed educato la loro naturale tendenza omosessuale.

martedì 7 aprile 2009

Piano Casa


La natura è stata più svelta del governo e ha presentato il suo piano casa. È una fortuna che gli edifici crollati non fossero stati ancora ingranditi del 20-30 per cento, secondo i dettami del Cavaliere e dei suoi corifei, altrimenti il bilancio dei morti sarebbe più cospicuo.

E non osiamo immaginare il bilancio dei danni se, nel paese più sismico d’Europa, fossero già in piedi le cinque centrali nucleari e il Ponte di Messina (una delle zone più martoriate da terremoti) minacciati dal governo. Per capire in che mani siamo, ecco un comunicato della Protezione civile (1° aprile 2009): «Ieri si è riunita all’Aquila, nella sede della Regione Abruzzo, la Commissione Nazionale per la Previsione e la Prevenzione dei Grandi Rischi… per fornire ai cittadini tutte le informazioni disponibili alla comunità scientifica sull’attività sismica delle ultime settimane in Abruzzo: attività che viene costantemente monitorata, pur non essendoci nessun allarme in corso».

Il vicecapo della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis, filosofeggiava: «Bisogna saper convivere con le caratteristiche dei territori». La «comunità scientifica» confermava «che non c’è pericolo perché il continuo scarico di energia riduce la possibilità di eventi particolarmente intensi».

Quanto all’allarme di Giampaolo Giuliani, tecnico dei laboratori del Gran Sasso, su un imminente «terremoto disastroso», Guido Bertolaso si scagliava contro «quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false», chiedeva una punizione esemplare e denunciava Giuliani per «procurato allarme». Ecco, siamo in buone mani.

(dalla rubrica dell'Unità "Zorro" di Marco Travaglio)

giovedì 2 aprile 2009

firma la petizione contro la caccia selvaggia




In Parlamento sta per essre approvata una legge che contrbuirà a devastare il già limitato patrimonio faunistico italiano. La LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) intende inviare al presidente del Consiglio una petizione per fermare lo scempio. Collegati al sito www.lipu.it e firma la petizione che qui riportiamo integralmente.

(cerca la petizione dal menu a tendina posto in alto a destra della home page del sito della LIPU)


Signor Presidente del Consiglio,
desidero comunicarLe la mia ferma opposizione alle proposte di modifica della legge 157/1992 sulla caccia, che è anche l'unica legge italiana che tutela la fauna selvatica.
Il Senato, nell'ambito della Legge Comunitaria, ha approvato un emendamento dei senatori Carrara e Vetrella che allunga i tempi della stagione venatoria, rendendo possibile il prolungamento della caccia oltre il mese di gennaio e addirittura l'anticipo al mese di agosto, quando i cittadini e le famiglie sono in vacanza, in campagna.Già oggi i cacciatori cacciano per ben cinque mesi all'anno, potendo entrare indisturbati nelle proprietà dei privati cittadini.
La proposta di allungare i tempi di caccia è un fatto di estrema gravità, che va corretto alla Camera.
Così come vanno fermate le proposte, a partire dal testo del senatore Franco Orsi, oggi in discussione al Senato, che prevedono:
l'utilizzo di animali come esche vive e zimbelli,
la licenza di caccia a sedici anni,
l'allungamento dei tempi di caccia,
la mobilità del cacciatore su tutto il territorio nazionale,
la caccia nelle zone incendiate,
la caccia alle oche, alle peppole, ai fringuelli
,
e altro ancora.
Si tratta di un attacco alla natura ma anche alla sicurezza e alla tranquillità dei cittadini.
Signor Presidente, fermi tutto questo!
Fermi ogni tentativo di ampliare la caccia in Italia.

lunedì 30 marzo 2009

... e le scorie ai posteri


Ogni volta che si parla di nucleare l’atteggiamento preconcetto è quello di schierarsi pro o contro in funzione dell’appartenenza politico-ideologica.
Avviene in tutto il mondo.
Gli argomenti a favore sono:

- si riduce la dipendenza dal petrolio;
- si riduce il costo dell’energia per gli utenti;
- si riduce l’inquinamento da CO2 ;
- i nuovi impianti sono sicuri;
- l’Italia è circondata da centrali nucleari quindi il rischio , se c’è, ci coinvolgerebbe comunque;

I favorevoli, però , tralasciano di occuparsi del problema dello stoccaggio delle scorie radioattive, che saranno radioattive per sempre.


Ieri sera su Rai 3, la trasmissione Report ha trasmesso un’inchiesta sul Nucleare delineando un quadro completo ed esauriente del problema; andando a verificare, lì dove le centrali funzionano, quali siano i reali costi ed i rischi concreti degli impianti. La inchiesta ha evidenziato che:

1. la Francia, che è il paese più “nuclearizzato” d’Europa, è anche una tra le economie maggiormente dipendenti dal petrolio. Addirittura più dell’Italia denuclearizzata. Allo stato attuale questa fonte di energia (petrolio) risulta infatti insostituibile per la produzione di energia elettrica; o comunque non sostituibile dall’atomo;
2. la bolletta finale per l’energia , in caso di presenza di centrali nucleari, non diminuisce e, molto probabilmente, tende all’aumento;
3. pur mantenendo la dipendenza dal petrolio, il paese che decida di puntare sul nucleare, subirebbe anche le imposizioni di mercato non solo da parte dei pochi Paesi che detengono le residue riserve di uranio, ma anche di quelli cui bisognerebbe rivolgersi per il processo di arricchimento dell’uranio, e per la fornitura del combustibile ad uranio (tutti prodotti che l’Italia non fabbrica e non fabbricherà);
4. nonostante la relativa certezza che incidenti tipo “Chernobil”, non potranno più verificarsi, le centrali, nel loro normale status di funzionamento, producono inquinamenti nelle falde e nell’aria che ,sebbene siano definiti “accettabili”, provocano evidenti e dimostrati aumenti di malati di leucemia nelle zone circostanti. Soprattutto tra i bambini.Il termine accettabile è infatti un agghiacciante eufemismo economico che considera accettabili alcune morti in cambio di un vantaggio economico;
5. da quanto sopra esposto si capisce bene che le centrali nucleari oltre confine sono, per il popolo italiano, meno pericolose di quelle costruire vicino casa;
6. il problema delle scorie non è stato mai risolto da nessuno e le zone di stoccaggio sono e saranno ad alto rischio; oggi e , come e di più, in futuro;
7. l’unico elemento a favore dei "favorevoli" è la riduzione della CO2. Ma, come già detto, il consumo delle fonti di energia fossili, non subirebbe uno stimabile riduzione dall’ adozione delle centrali nucleari.

La soluzione?
La soluzione, sempre sulla base di quanto scaturito dall’inchiesta, sarebbe quella di utilizzare vieppiù le fonti rinnovabili e, soprattutto, il risparmio. Ogni passo avanti tendente ad utilizzar queste due soluzioni costituirebbe , questo si, una sempre minore dipendenza dai combustibili fossili.

(amedeo contino)

mercoledì 25 marzo 2009

discorsi dell'aldilà e giustizia terra-terra


L’umanità si divide in due categorie. Quelli che credono in Dio e quelli che non credono in Dio.
Quelli che credono in Dio, generalmente, credono e sperano che ogni ingiustizia umana verrà punita nell’altro mondo confidando in un Dio Giudice Unico, Giusto e Inappellabile.

In tal modo chi queste ingiustizie le ha subite, avrà una Ricompensa che, variando da credenza a credenza, soddisferà pienamente chi in Lei confida.
Come bisogna quindi vivere la fede in Dio? Ecco 2 opzioni:



1) subendo ogni ingiustizia e pazientando nell’attesa del Giudizio Divino
2) lottando al fine di contrastare e limitare gli effetti dell’ingiustizia


Nel primo caso, spesso, il subire con pazienza e rassegnazione si trasforma, poco a poco, con il lento trascorrere dei mesi e degli anni, in un forte sentimento di rancore o di odio verso il presunto ingiusto. Un rancore che spesso può vanificare l’attesa della Ricompensa Eterna.
Questa, infatti, non spetta a chi nutre tale malvagio sentimento. E la situazione peggiora se, oltre a sperare nella Ricompensa Eterna, il presunto giusto spera in una eterna e giusta Condanna per l’uomo ingiusto

Nel secondo caso, la lotta.
Ma una lotta efficace e vincente prevede anche la sopraffazione dell’uomo ritenuto ingiusto e tale sopraffazione può spesso indurre l’ingiusto sopraffatto a ribaltare il giudizio.
L’ingiusto sconfitto si crederà giusto, attribuendo la qualifica di ingiusto all’antico giusto.
A questo punto sarà il Dio Unico, Giusto e Inappellabile a derimere la faccenda ed a decidere se e chi dei due avrà la Ricompensa Eterna . E a chi ingiungere la Eterna Condanna.
Tale timore spingerà il credente ad una lotta prudente. Una lotta prudente che spesso è anche sinonimo di lotta inefficace.
Non importa.
Infatti chi combatte in nome Dio sa che quella che si svolge sulla Terra è solo una battaglia interlocutoria e futile.
La battaglia vera, la guerra, è quella che si vincerà dopo la morte, al cospetto di Dio.
In definitiva, a ben guardare, nessuno dei due comportamenti potrà garantire la Ricompensa Eterna. E nessuno dei due atteggiamenti, inoltre, potrà portare con certezza la Giustizia Umana a trionfare in questo mondo.

Vediamo il caso della categoria dei non credenti. In questo caso i possibili comportamenti saranno 2:

1) vivere cercando di godere personalmente dei piaceri della vita
2) vivere lottando per far godere dei piaceri della vita il maggior numero di persone


In nessuno dei due casi egli si preoccuperà di una sentenza divina. In nessuno dei due casi egli si preoccuperà di interpretare la parte del giusto o dell’ingiusto, secondo i crismi e le regole dei credenti.

L’agire del non credente non verrà in alcun modo condizionato da questo Timore Supremo, potendo così utilizzare, nella lotta, anche espedienti estremi che urterebbero la coscienza di chi lotta da credente.

Ed allora si che il mondo potrà sperare di vedere la Giustizia Umana trionfare.
Che sarà piccola cosa rispetto alla supposta e probabile Giustizia Divina; ma sarà quantomeno certa e tangibile.
Una giustizia terra terra che ci farà vivere, anche se per soli 100 anni, in un mondo migliore.

(pippo vinci)

lunedì 23 marzo 2009

24 marzo 1944



ingresso delle Fosse Ardeatine a Roma

domenica 22 marzo 2009

un mistero (senza mistero) che dura da 30 anni


dal blog di Beppe Grillo)

E' spuntata una macchina scura... e una moto. Sono arrivate in tutto cinque persone... Ho visto che trascinavano Pasolini fuori dalla macchina, e lo riempivano di pugni e calci, picchiavano forte. Gridavano: "Sporco comunista, frocio, carogna". Ho avuto paura. Sono tornato quando tutto è finito...

Se tu uccidi qualcuno in questo modo, o sei pazzo o hai una motivazione forte: siccome questi assassini sono riusciti a sfuggire alla giustizia per trent'anni, pazzi non sono certamente. E quindi avevano una ragione importante per fare quello che hanno fatto. E nessuno li ha mai toccati.

Alla fine di questa brutta storia ho pagato solo io, che avevo solo 17 anni. Sono stato usato..." Giuseppe Pelosi, accusato della morte di Pasolini in un'intervista del 12 settembre 2008
"No, non fu una lite. Pier Paolo fu giustiziato. Qualcuno aveva deciso che doveva morire." Sergio Citti, regista.
"Il mio cognome si scrive cò due T. Salvitti Ennio... Lo scriva che è tutto 'no schifo, che erano in tanti. Lo hanno massacrato quel poveraccio. Pè mezz'ora ha gridato "mamma, mamma, mamma". Erano quattro, cinque." Ma lei questo l'ha detto alla polizia? "Ma che, sò scemo?" Da un'intervista a un baraccato di Furio Colombo, cronista della Stampa, poche ore dopo la morte di Pasolini.

Alberto Moravia, Laura Betti e Oriana Fallaci denunciarono un piano criminale per mettere a tacere Pasolini. Oriana Fallaci scrisse sull'Europeo di un gruppo di persone autrici del delitto. Per questo fu convocata in questura e in seguito condannata in primo e secondo grado per reticenza sulle fonti.
Pier Paolo Pasolini è stato ammazzato nel 1975, ma i suoi assassini e i mandanti sono ancora in libertà. Nessun processo pubblico sulle cause della sua morte. E' stato ucciso dal Potere. Da quell'oscena rappresentazione della realtà che va in scena in Italia dalla sua nascita.

Pasolini scriveva allora sul Corriere della Sera, non ancora piduizzato: "Io so i nomi dei responsabili delle stragi... io so il nome del vertice che ha manovrato...". Pasolini stava scrivendo un libro: "Petrolio" sulle connessioni tra l'ENI, la P2 e lo Stato. Sull'assassinio di Mattei e sui servizi segreti deviati.

Gli uffici di Genchi perquisiti, De Magistris indagato, un piduista a capo del Governo, condannati in primo grado per mafia in Parlamento, la procura di Salerno trasferita. La verità di Pasolini non ha più bisogno di una voce. Non dà più scandalo. Pier Paolo, forse sei morto per niente. Gli italiani sanno, sapevano tutto. Non amano chi grida la verità.
Chiedo la riapertura delle indagini sull'omicidio di Pasolini. Chi sa parli. Chi ha le prove le renda note.

lunedì 16 marzo 2009

il codice della vergogna


Il codice della strada dovrebbe essere il codice più conosciuto. Tutti quelli che hanno un permesso per condurre un veicolo su strade pubbliche, sono obbligati a conoscerlo.

Ma visto il caos del traffico nelle grandi città (soprattutto del sud d’Italia) c’è il forte sospetto che questo codice non sia poi così conosciuto. O, se è conosciuto, c’è il sospetto che sia coscientemente disatteso o snobbato.

Insomma, più a sud si va più ci si sente umiliati nel seguire le norme del codice della strada.

Che onta fermarsi al semaforo quando c’è il giallo!

Che vergogna posteggiare a 200 metri dal tabaccaio e poi farsela a piedi!

Si posteggia in seconda , in terza o quarta fila; si sorpassa da destra; si va oltre il 150 orari in autostrada; si parla al telefonino guidando con una mano; si tengono i bimbi in piedi con il tenero e fragile faccino a 20 centimetri da parabrezza; si suona il clacson per esplosioni di nevrosi o per la fretta; si passa tranquillamente col giallo dopo il verde o col giallo prima del verde(praticamente col rosso); si entra nelle rotonde senza dare la precedenza a chi nella rotonda c’è già; al semaforo ci si ferma oltre la linea di passaggio dei pedoni (i pedoni? ); si occupa l’incrocio anche se si è sicuri di non poterlo attraversare; si va dal meccanico amico per la revisione; si percorrono strade controsenso. Eccetera, eccetera eccetera.

Ma se succede un incidente?
Eh NO! Se succede un incidente, tutti sanno di chi è la colpa.
Se succede un incidente , tutti conoscono le regole della precedenza, tutti conoscono, persino, i metri necessari (e legali) per mantenere la distanza di sicurezza dalla macchina che precede.

Insomma il sospetto è che in effetti il codice lo conoscano tutti, ma poi si sentano umiliati nel rispettarlo.
Per questo, pensano , ci devono pensare i vigili. Ma i vigili non ci pensano e se ci pensano sono “stronzi”. “perché proprio a me ?”.

Il vero codice della strada , non scritto , è in sostanza composto da due soli articoli:

Atr 1 : se tutti lo fanno lo posso fare pure io. Se nessuno lo fa vuol dire che non si può fare.
Art 2 : se non c’è il vigile si può fare tutto. Se c’è, ero distratto!

E forniamo due esempi a supporto dei due articoli

Art 1

L’altra sera sono andato al cinema con gli amici. Guidavo io. Al momento di posteggiare ho visto un parcheggio (di quelli che costeggiano i marciapiedi) completamente e stranamente libero. All’inizio del parking c’era il cartello del divieto di sosta. Considerato che erano già le 22,15 il divieto non aveva più valore.
Allora i miei amici mi hanno detto, che , non era così. Visto che non c’erano macchine posteggiate, il divieto valeva anche per la notte.
Io ho risposto loro che il codice della strada parla chiaro e, a meno di cartelli 0 – 24 , il divieto di sosta vale dalle 8 alle 20 e non vale dalle 20 alle 8.

I miei "saggi e sapienti" amici mi hanno risposto: “ma questa regola la conosci solo tu! Come mai qui non c’è posteggiato nessuno?.

"Semplice" ho risposto io "Perché sono tutti ignoranti come voi".

Art 2

Divieto di sosta. Stavo passeggiando con un amico sul marciapiede di una strada in periferia.
Si avvicina un automobilista in cerca di parcheggio e ci chiede se lì era possibile posteggiare.
Io gli ho risposto che no, li c’era il divieto di sosta come era facile constatare.
Allora il bravo automobilista ci dice “ si, grazie , lo vedo che c’è il divieto di sosta non sono certo orbo; ma io volevo sapere se passano i vigili a fare la multa! "

.....Ma che rispondi a uno di questi?

(amedeo contino)

lunedì 9 marzo 2009

invertire i dogmi e accodarsi al più forte


I primi anni di questo 3° millennio sono trascorsi nella convinzione globale di esserci messi alle spalle definitivamente l’era delle ideologie e dei credo. Questa convinzione è accompagnata da un sentimento di soddisfazione e di speranza in un futuro senza dittature e soprusi orditi da ciechi seguaci di questa o quella ideologia.

Ma è proprio così? I credo e le ideologie erano disastrosi in quanto tali? E non voglio certo riferirmi solo allo stalinismo o al nazismo. C'è l'ambientalismo, c'è il cristianesimo, c'è la socialdemocrazia, c'è il marxsismo-leninismo, c'è il tacherismo, c'è il liberismo, c'è il ....ismo.

Certo ammetto di essermi imbarcato in un terreno difficile, immenso e poco decifrabile. E le argomentazioni a favore, di avversione e di indifferenza sono dozzine e dozzine.

Ma esaminiamo solo un piccolo aspetto. Un piccolo caso.
Il caso Obama.
Prima di lui c’era Bush. Ed il mondo occidentale, tranne qualche piccola eccezione, era schierato con George Dabliu.
I metodi del texano erano sbrigativi e violenti, ma , si diceva, i tempi esigono questi atteggiamenti. E queste posizioni.
Ne elenchiamo solo alcune, di queste posizioni:
a) con l’Iran, i Talebani e Hamas non si tratta. Sono terroristi e possono essere solo annientati. Dalle bombe intelligenti.
b) Gli embrioni non possono essere distrutti per ricavarne cellule staminali per la ricerca scientifica. Gli embrioni sono vite e la vita è nelle mani di Dio;
c) I ricchi sono il motore della economia e non possono essere tartassati dalle imposte.
d) L’ambiente non corre rischi ed in ogni caso deve soccombere alle esigenze dell’economia


Tutto l’occidente si accodò a questi dogmi e chiunque osasse contestarli era definito , nell’ordine, amico dei terroristi, blasfemo, comunista, integralista verde.

Poi venne Obama che, in un sol colpo, ha invertito i dogmi. Nessun problema. Tutto l’occidente si accoda lo stesso.
E si accoda senza alcuna autocritica. Senza nessun pudore.

Voglio fare notare che in America i due differenti orientamenti erano sostenuti da due distinte persone. In Europa no. Le stesse persone che prima si accodavano a Bush oggi sbavano per Obama.

Prima non era così.

I seguaci di una ideologia (nobile o ignobile che fosse) vivevano la loro vita pubblica con coerenza. E prima di acclamare o contestare una linea politica altrui la confrontavano con la loro ideologia.
La eventuale differenza tra i seguaci riguardava il personale prestigio, la personale moralità, il personale percorso di vita.

Ma la coerenza progettuale, la visione della cosa pubblica, il progetto di sviluppo di una società erano montagne inamovibili. Punti saldi e pietre di paragone.
E per i cittadini era più semplice decidere per chi votare. Anzi era più semplice decidere per COSA votare.

Oggi, invece, l’unica coerenza è accodarsi al più forte. Che in questo caso sono Gli Stati Uniti d’America.

Per i leader Europei l’unica coerenza conosciuta è seguire l’Impero ovunque esso vada.
Per ora va dove vuole Obama.
Ma sarà sempre così?

(pippo vinci) (amico dei terroristi, blasfemo, comunista e integralista verde)

lunedì 2 marzo 2009

in difesa degli impiegati pubblici


Quante volte vi siete lamentati della burocrazia?

Quante volte vi è sembrata assurdamente lunga l’attesa per ottenere un documento?

Quante volte avete girato uffici “inutili” prima di incontrare (a volte per caso) quello che cercavate?

Quante volte vi hanno perso i documenti che avevate spedito?

Quante volte un funzionario vi ha detto che il collega che si occupa della pratica è assente?

Quante volte vi hanno chiesto documenti che poi sono risultati inutili?

Eccetera, eccetera, eccetera.

Per quanto elevati possano essere i numeri di risposta a queste domande, gli stessi numeri sono nulla rispetto a quelli che potrebbe dare un pubblico dipendente nell’esercizio della sue funzioni.

Mi spiego.

Ogni cittadino si trova, a volte, o anche spesso, a dovere fronteggiare i ritardi e le incongruenze della pubblica amministrazione.
Ma a volte e spesso sono meno di sempre. Ed è il dipendente pubblico infatti che si trova sempre, di fronte, il muro della burocrazia.
Tutti i giorni e tutte le ore del giorno.
E’ il suo lavoro.

Si, la cosa sembra clamorosa , ma è proprio così . L’impiegato pubblico è la prima vittima della burocrazia.

Egli, infatti, nell’esercitare le sue funzioni , ogni giorno deve affrontare ritardi, vizi, lungaggini e inefficienze di altri uffici con cui deve interloquire per svolgere il proprio lavoro.

A questo si aggiunga che lo stesso impiegato pubblico, a volte e spesso, si trova ad affrontare la burocrazia come “semplice cittadino”

Ma non è finita qui.

Quando il povero impiegato la sera , affranto, esce dal suo ufficio e decide di rilassarsi con gli amici al bar o in pizzeria, troverà sempre qualcuno di questi amici che lo riterrà responsabile della pesante giornata passata in fila al comune per rinnovare la carta di identità.

(amedeo contino)

giovedì 26 febbraio 2009

da svenire!


Viviamo in un’epoca in cui la normalità, nel linguaggio, è l’esagerazione. Nel bene e nel male.

Non esistono più cose belle o cose graziose. Solo meravigliose. Non ci sono più paesaggi dolci e romantici. Solo da urlo!
Non si può più essere semplicemente brutti. Solo mostruosi.

E se uno sta poco bene è morto; ma se non si sente male è un leone.

Un dolce non è più buono o gradevole o , ancora, gustoso , ma da svenire!

E la stampa certo non aiuta ad utilizzare i “mezzi termini” tanto che ad ogni piccolo problema che colpisca un qualsivoglia soggetto pubblico si parla di bufera, di rottura, di shock, di tragedia. Per poi smentire o ridimensionare tutto il giorno dopo. O mai.

Una volta c’era pure l’uso appropriato di una scala di valori i cui estremi, preventivamente indicati e dichiarati, oggi vengono, invece, sistematicamente scavalcati.
Esempio:
- uno domanda :”da 1 a 10, quanto ti è piaciuta la vacanza?”
- l’altro risponde : “100!”.

Ma come 100?!. Se il limite è 10?
Allora ci permettiamo di ricordare a tutti , a mo’ di esempio, una scala di valori che potranno essere utilizzati per descrivere la bellezza o la bruttezza di un paesaggio, di un quadro, di un volto e così via:

1. bruttissimo
2. brutto
3. bruttino
4. grazioso
5. bello
6. molto bello
7. bellissimo
8. meraviglioso

Se poi vogliamo giudicare un film possiamo invece usare le due seguenti serie “polimorfe non scalari

Giudizio negativo
1. noioso
2. mediocre
3. scadente
4. inguardabile
5. pretenzioso
6. discutibile
7. incomprensibile
8. shoccante (in senso negativo)
9. orribile

Giudizio positivo
1. interessante
2. sopportabile
3. appassionante
4. bello
5. eccellente
6. piacevole
7. divertente
8. schoccante (in senso positivo)
9. favoloso
10. indimenticabile

(pippo vinci)

martedì 24 febbraio 2009

Chavez eletto a vita?... ma quando mai!


Su tutta la stampa nostrana (e occidentale) nei giorni scorsi abbiamo trovato i seguenti titoli
- Chavez eletto a vita!.
- Chavez a vita, il Venezuela al voto
- si è votato per nominare Chávez "dittatore a vita"
- il Venezuela è come Cuba

Ma in realtà Hugo Chavez, presidente del Venezuela eletto democraticamente in due elezioni supermonitorate da centinaia di osservatori internazionali, ha solo ottenuto, dal popolo venezuelano, l'approvazione della variazione della Costituzione che prevede, ora ,la possibilità di ricandidarsi oltre il secondo mandato. Se il popolo lo vorrà lo eleggerà. Se no, eleggerà un altro. Dov'è la dittatura?.

Berlusconi, Angela Merkel, Blair, Gordon Brown, Zapatero e altri, possono già presentarsi alle elezioni quante volte vogliono. E, se sono bravi e convincenti, possono anche essere eletti o nominati a vita.

Se si chiama ditattore Chavez, lo stesso termine dovrebbe essere usato per questi democratici signori. Se, viceversa, non si chiamano dittatori Zapatero e compagnia bella, non deve essere chiamato dittatore neppure Chavez.
A meno che non lo si voglia considerare dittatore per altri motivi, per altre ragioni.

Io credo, comunque, che nessuno, in un paese democratico, debba avere la possibilità di guidare una nazione per più di due mandati, anche se lo vuole il popolo. Così è negli Stati Uniti. E così dovrebbe essere in ogni paese democratico.

Ma questa è una alta (e altra) questione di carattere costituzionale. E non credo si debba attribuire a tale elemento la patente di "indicatore di democrazia". Senza contare che chi denuncia la dittatura di un Chavez "elegibile a vita" dimentica la storia della nostra Repubblica sintetizzata in questa tabella:

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO (mandati)
DE GASPERI (8 volte)
ANDREOTTI (7 volte)
FANFANI (6 volte)
RUMOR (5 volte)
MORO (5 volte)
BERLUSCONI (4 volte)

Come vedete noi di dittatori repubblicani ne abbiamo avuti 6 , il Venezuela 1 solo. Pivelli!

(pippo vinci)

mercoledì 18 febbraio 2009

religious, per non sentirvi soli


Sognate di vivere in uno stato Laico?
Sognate di vivere in uno stato dove ognuno rispetti gli altri e da questi sia rispettano indipendentemente dal proprio credo religioso?
Sognate di vivere in uno Stato dove un ateo, o un agnostico, o un non praticante si sentano liberi di dire la loro e non debbano nascondere la loro “areligiosità”?

Sognate di vivere in uno Stato dove possiate essere voi a decidere sulle vostre faccende private se queste non limitano la libertà altrui?

Se avete risposto Si ad almeno 3 delle 4 domande , andate a vedere il film Religious. Vi sentirete meno soli

(pippo vinci)

venerdì 13 febbraio 2009

tema: il cancellino


Da tempo oramai non frequento un’aula scolastica e non so neppure se le attuali suppellettili che ornano questo ambiente siano le stesse di una volta. Di tutto quello che c’è oggi in una classe, quello che mi incuriosisce di più è sapere se esiste ancora il cancellino.

Il cancellino, per quei pochi che non lo sapessero, era fatto da una lunga striscia di panno grigio arrotolata a mo’ di chiocciola o di fossile tipo ammonite. Il cancellino veniva usato, appunto, per cancellare le scritte in gesso sulla lavagna di ardesia, nera.

Questo, in effetti, era lo scopo principale della sua creazione, ma poi, in pratica, lo si utilizzava per ben altro. Soprattutto per lanciarselo (anzi tirarselo) addosso. Tra una lezione e un’altra. A volte durante.

Il bersaglio, una volta colpito, portava in giro un tatuaggio bianco a spirale che, sebbene spolverato, non scompariva mai completamente. Ed era usuale vedere in giro per il corridoi, durante la ricreazione, bimbi e ragazzi, bimbe e ragazze con tale patacca bianca sul petto, sulla schiena sulla gonna. Ovunque. Anche sui capelli.

Il cancellino era sempre intriso di gesso. Non ricordo di averne mai visto uno nuovo. Nessuno conosce il vero colore del cancellino. Qualcuno ipotizza che fosse persino nero.
E appariva senza limiti la sua capacità di assorbimento del gesso; se lo si spolverava si formava una nube tossica gigantesca. Ma mai si riusciva ad estrarre tutto il gesso contenuto. Una vera cava.

Quando invecchiava, il cancellino, si scioglieva, si srotolava. E si utilizzava aggruppandolo nel pugno in un ammasso scomposto. Ma era in queste condizioni che il suo uso principale appariva più efficace. Insomma il cancellino, conciato così, cancellava meglio. Forse perché venivano alla luce angoli interni (e vergini) della sua struttura. Certo che però, in tali condizioni, perdeva la sua caratteristica di strumento di offesa.

Il cancellino era anche un trofeo di guerra. Mentre in alcune classi mancava, in altre se ne potevano avere 3 o 4. Tutti bottini di guerra.

Qualche volta il cancellino di ordinanza veniva sostituito da tristi cuscinetti paffuti. Estremo era il ricorso alla carta accartocciata. Ma nessuno si è mai affezionato a questi succedanei. Il cancellino era insostituibile. Nel cuore, nelle menti e sui cappotti.

(pippo vinci)

mercoledì 11 febbraio 2009

Ecuador: una piacevole rettifica


Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un post riguardante la nuova Costituzione dell’Ecuador.
Il post conteneva un gravissimo errore. Le date. Contrariamente a quanto scritto, il referendum per l’approvazione popolare della Carta si è gia svolto (il 28 settembre 2008) con esito positivo
Il si alla Carta ha raggiunto il 62% dei voti.
Siamo quindi felici di apprendere che la Costituzione Ecuadoregna del buen vivir è già in vigore.

per saperne di più clicca qui

domenica 8 febbraio 2009

Eluana, Johnny e la farfalla


Qualcuno di voi sicuramente avrà visto il film e Johnny prese il fucile, qualcuno ha forse visto anche la pellicola lo scafandro e la farfalla.

Si parlava di persone inermi che non avevano più alcuna autonomia , quasi nessuna possibilità di comunicare col mondo esterno alcuna possibilità di comandare un solo muscolo utile del proprio corpo. Johnny poteva solo muovere entrambe le palpebre, e con queste comunicare la richiesta : u.c.c.i.d.e.t.e.m.i. , in alfabeto morse.

Dico questo, per cogliere solo uno dei tanti aspetti drammatici del caso di Eluana Englaro. I cosidetti Cattolici, i cosiddetti difensori della vita, affermano che Eluana prova ancora sensazioni. Se ciò fosse vero (speriamo di no) , pensate solo la immane sofferenza di questa donna che da 17 anni “sente” e “prova” impotente la sua indicibile e agghiacciante condizione.
Se fosse vero ci sarebbe un motivo in più per consentire a questa donna di porre fine alle sue sofferenze, a quelle dei suoi cari ed a quelle di coloro (cattolici e non) che difendono sul serio la vita.

(pippo vinci)

mercoledì 4 febbraio 2009

piccolo paese, GRANDE COSTITUZIONE


Pochi giorni fa l' Assemblea Costituente dell’Ecuador ha approvato la nuova Costituzione che sarà sottoposta a referendum il prossimo 28 settembre. La Carta mette in primo piano tre concetti il buen vivir, la pace e l’intercultura. Ecco, in breve, cosa prevederà la nuova Costituzione del piccolo paese andino, voluta dal giovane presidente Rafael Correa che si inspira ai principi del socialismo del XXI secolo

La nuova Costituzione ecuadoriana, come si diceva, è improntata sul concetto del buen vivir, il buon vivere, che rimette il cittadino e i suoi diritti al centro dello Stato. L’Ecuador, uno dei paesi più poveri del continente, garantirà l’educazione e la sanità gratuite per tutti nonchè l’accesso sicuro e permanente ad una alimentazione sana e sufficiente; l’acqua assurge a diritto umano inalienabile e si promuove la sicurezza alimentare.

Si proibisce l’ingresso nel paese di rifiuti tossici e scorie nucleari, così come la produzione, commercializzazione e trasporto di armi chimiche, biologiche e nucleari, di contaminanti altamente tossici, di agrochimici proibiti a livello internazionale e di organismi geneticamente modificati.

Ma non finisce qui. L’Ecuador viene definito «territorio di pace» e si proibisce la costruzione di basi militari straniere o di installazioni straniere per fini militari; allo stesso modo, si proibisce la cessione a stranieri di basi o installazioni militari nazionali. Gli indigeni vedranno finalmente sancito il carattere plurinazionale dello Stato mentre kichwa e shuar, i due principali idiomi ancestrali, diventano lingue ufficiali con il castigliano.


L’art. 15 della nuova Costituzione stabilisce che lo Stato promuoverà l’uso di tecnologie ambientalmente pulite e di energie alternative. In più, si riconosce il diritto della popolazione a vivere in un ambiente sano e si dichiara di interesse pubblico la preservazione dell’ambiente e la prevenzione del danno ambientale.

Anche l’informazione dovrà tornare ad essere libera: tutti avranno diritto ad una comunicazione libera, diversificata e partecipativa, con uguali possibilità di accesso alle tecnologie dell’informazione e all’utilizzo delle concessioni radiotelevisive. Lo Stato promuoverà la pluralità dell’informazione e non permetterà il monopolio o l’oligopolio nella proprietà dei mezzi di informazione.

L’Ecuador è anche il paese con il maggior numero di sfollati e rifugiati del continente. Sono quasi tutti colombiani irregolarmente entrati nel paese, in fuga da un conflitto che dura ormai da 50 anni e che, dopo la liberazione di Ingrid Betancourt, rischia di sprofondare nuovamente nel silenzio e nell’indifferenza. Nonostante questo, la nuova Carta costituzionale ecuadoriana riconosce a tutti il diritto a migrare mentre lo Stato non considererà illegale nessun essere umano a causa della propria condizione migratoria. Ogni immigrato che vive in Ecuador potrà fare ritorno nel proprio paese e lo Stato si impegnerà a garantire che tale rientro possa avvenire in maniera sicura e dignitosa, indipendentemente dall’avere o meno i documenti in regola. Allo stesso modo, garantirà anche agli immigrati irregolari l’assistenza sanitaria ed un’alimentazione adeguata.

Per Costituzione, tutti avranno diritto alla ricreazione, al tempo libero e alla pratica di almeno uno sport. Chiunque avrà diritto a vivere in una casa sicura e dignitosa, indipendentemente dalla situazione sociale o economica, e si riconoscono i diritti delle coppie di fatto anche omosessuali.

Infine, tutti i diritti e tutti i doveri previsti dalla nuova Costituzione riguarderanno sia i cittadini ecuadoriani che gli stranieri presenti nel paese, senza discriminazione alcuna.


(amedeo contino)

lunedì 2 febbraio 2009

mafiosi collaudati


(dal sito Megachip)

Vi faccio una domanda. Come giudichereste se, per ricostruire le dighe crollate di New Orleans venissero chiamati gl'ingegneri che le fecero?
Oppure se, per portare giustizia in Sicilia, il governo italiano creasse una commissione di esperti mafiosi? Oppure se, per fornire i nostri ragazzi di una adeguata educazione civica, si formasse un corpo di docenti costituito di provati ladri e scassinatori? Oppure se, per fare fronte a una epidemia, si chiamassero medici abusivi, senza titolo e laurea? Oppure se, per spegnere un incendio si facesse ricorso all'albo dei piromani?

Queste domande mi sono venute alla mente guardando in tv i reportage dal Forum di Davos, I cui partecipanti, quasi tutti, in diversa misura, erano gli equivalenti degl'ingegneri pasticcioni, dei mafiosi collaudati, degli scassinatori di banche, dei medici abusivi, dei piromani inveterati.
Una galleria di facce toste a prova di bomba che, invece di spiegarci perché incendiavano i boschi della finanza mondiale e prendevano per questo laute prebende, ci davano nuove prognosi circa la profondità della crisi, la sua durata.

Ma, se hanno sbagliato tutte le previsioni (e infatti, nonostante la superficie bronzea dei loro visi, risultava loro difficile non mostrare un certo grado di sconcerto) perché adesso dovrebbero azzeccarle?
E come si spiega l'assoluto livello di imbecillità, professionale e intellettuale, dei commentatori che, invece di trattare piromani e farabutti vari per quello che erano e sono, mostrano di credere alle loro parole come fossero di oro colato?

I più divertenti, tra tutti, mi sono parsi gli economisti. Mai come oggi la disciplina che coltivano è meritevole dell'appellativo di “scienza sciocca”: l'unico che la descrive compiutamente. Ma lorsignori hanno continuato, a Davos, a raccontare la favola dell'uva, come se nulla fosse.

Ce ne fosse stato uno capace di fare l'unico gesto decente (oltre a quello di non andare a Davos per farsi ridere dietro dal resto del mondo): appendere la laurea sciocca al chiodo e dedicarsi a qualche attività più intelligente, o meno dannosa.
Un raduno illustre di coglioni, ma di coglioni pericolosi.


(Giulietto Chiesa)

mercoledì 28 gennaio 2009

fateli contenti, comprate ancora automobili!


Da un po’di tempo, esattamente da quando la crisi mondiale è entrata nel vivo e nella mente di tutti, si sente sempre più parlare di aiuti alle case automobilistiche. Aiuti che poi, alla fine, si concretizzano in incentivi per spingere i consumatori ad acquistare ancora automobili.

Molti si chiedono allora: perché aiutare sempre chi produce automobili, visto che la crisi si sente in quasi tutti i settori industriali?
Perché non aiutare chi fabbrica elettrodomestici, oppure bottoni, o ancora, computer, blue jeans, orologi a cucù, maionese, stivali o lampade al neon?

E ancora. Non si era sempre detto che nelle città c’erano troppe macchine? Perchè non approfittare della crisi per ridurre il numero delle automobili in giro?
No. Ora che la gente non compra più automobili (meglio, se ne compra una ogni 7/8 anni anziché ogni 3), i Governi cercano i trovare soluzioni per fargliele comprare. Ma allora perché le zone ZTL? Perchè incentivare l’uso dei mezzi pubblici? Perché consigliare l’uso delle bici? Insomma siamo al culmine della contraddizione. A meno che… a meno che dietro tutti queste preoccupazioni non ci sia il solito zampino. Quello dei soliti signori del petrolio.

(pippo vinci)

lunedì 26 gennaio 2009

un big bang non basta


La teoria più accreditata della nascita dell'universo è quella
del big bang.

Tale teoria si basa sull'idea che lo spazio ed il tempo abbiano
avuto inizio circa quattordici miliardi di anni fa, in un ipotetico
istante.
In tale istante la temperatura e la densità di energia tendono
all'infinito.
Le scoperte avvenute nell'arco degli ultimi trenta anni hanno
costretto i fisici a rivedere ed integrare questa teoria che con-
tinua a lasciare insoluti alcuni enigmi fondamentali, come
l'accelerazione dell'universo.
Inoltre non risponde al quesito più importante: che cosa ha
scatenato il big bang? cosa c'era prima?
Alcuni scienziati hanno messo a punto un modello dell'universo
alternativo,ovvero la versione più aggiornata del modello del
big bang.
La loro idea e' quella di un universo ciclico.
Secondo tali scienziati il big bang non e' il modello germinale
nella storia del'universo ma un evento periodico.
Dunque il big bang segna il confine tra la fine di un ciclo evolutivo
e l'inizio del successivo.
La nuova teoria sull'universo ciclico che sta incontrando proseliti tra gli astrofisici, è stata illustrata esaurientemente al recente Festival della Scienza di Genova dall'astrofisico statunitense Paul Steinhardt, che per la prima volta in Italia ha parlato del suo libro scritto con Neil Turok, "Universo senza fine" (in italia pubblicato da il Saggiatore e uscito nelle librerie il 23 ottobre scorso).


(Eta Beta)

giovedì 22 gennaio 2009

Nadal non accetterebbe la mia sfida


La sera, prima di addormentarmi, mi diverto a sognare ad occhi aperti. Decido quindi cosa sognare. E mi immagino una trama fantastica in cui il protagonista, ovviamente, sono io.
Da un po’ di tempo questa fiction ha un tema dominante: immagino che una mattina, alzandomi, mi accorgo di avere dei superpoteri…umani. Ossia delle capacità umane , non impossibili, ma di assoluta eccellenza.
Per esempio mi immagino di essere l’uomo più veloce del mondo. Oppure l’uomo più intelligente e così via.

Deciso questo, tutta la trama si sviluppa immaginando di utilizzare tale super potere per diventare famoso ed essere acclamato da tutti.
Per rendere la trama più interessante ho deciso che il superpotere selezionato abbia una durata limitata, per esempio 1 anno, e quindi il tempo per emergere è limitato.

Prendiamo il campo dello sport. Quale super qualità potrebbe , in un solo anno, essere meglio riconosciuta e sfruttata per conquistare fama e allori?
Ho analizzato vari sport. Il tennis no. In un anno non c’è tempo per scalare la classifica mondiale. E poi quale grande torneo accetterebbe me, illustre sconosciuto? Dovrei fare la trafila a partire dall’iscrizione ad un circolo del tennis e via dicendo. Troppo tempo. Oppure potrei sfidare Nadal e umiliarlo con un perentorio 6-0 6-0. Ma, a parte il superpotere, tutto il resto della fiction deve camminare su binari realistici. E certo Nadal non accetterebbe mai la mia sfida.

Il calcio neppure. Sia perché è uno sport di squadra, sia perché nessun grande club ammetterebbe ad un provino un uomo di oltre quarant’ anni.
Sono passato ad analizzate, a questo punto, lo sport più individuale e più popolare del mondo: l’atletica leggera. E qui ho avuto l’illuminazione. La maratona. Si, la maratona è la specialità ideale per questo scopo. Infatti basta iscriversi alla Maratona di New York e vincerla dominando tutti. Il gioco è fatto; non sarebbe necessario neanche aspettare un anno. Fama e allori arriverebbero in un solo giorno.
Ho deciso, stasera , prima di addormentarmi farò la Maratona di New York

(amedeo contino)

venerdì 16 gennaio 2009

affetto e rispetto


Tutti abbiamo (abbiamo avuto o avremo) degli amici. E tutti abbiamo (avevamo o avremo) dei parenti. Parlo dei parenti stretti come genitori e fratelli e magari zii e cugini. Escludiamo per un momento i figli. Che essendo “pezz' e' core”sono in pratica come noi stessi.

Ognuno nutre, verso gli amici, un sentimento di affetto che è diverso da quello che prova verso i parenti. Non voglio qui dissertare sull’intensità del sentimento, ma sulla qualità di esso.
E considerando che al cuor non si comanda, il sentimento che uno prova non può essere guidato, sospeso, incrementato, ignorato. Quello che è, è.

Ma nei confondi del prossimo (amico o parente che sia) c’è un altro atteggiamento che dobbiamo e possiamo (questo si) governare. E’ il rispetto.

Ordunque, una parentela stretta non dovrebbe essere messa in discussione da una mancanza di rispetto. E’ comunque raro che si allontani un parente per una offesa leggera . Succede, ma è raro.

Ma per una amicizia le cose cambiano. All’amico non basta il sentimento di affetto. L’amico deve essere rispettato. Come e più di un parente. L’amicizia dura non solo se c’è l’amore amicale. Non basta.

Un’ amicizia dura se c’è un forte e reciproco rispetto. Dell’amico ci si deve fidare, l’amico deve essere pronto sia a dare che a ricevere. Non basta solo il dare come non è sufficiente il solo ricevere. L’amico non deve essere ingannato, tradito, deriso, ignorato.
Quindi datevi da fare e rispettate di più gli amici che amate. Anche a costo di fare qualche piccolo torto ad un parente.

Quante amicizie, infatti, avete visto crollare per una ripicca, una offesa, un mancato invito ?

(pippovinci)

venerdì 9 gennaio 2009

uccidere senza inquinare


la polizia e l'esercito e americani si allineano finalmente al protocollo d Kioto, a Green Peace, ai verdi di tutto il mondo. Tra non molto, infatti, si doteranno di proiettili non inquinanti.
Sembra una barzelletta ma non lo è. Infatti le massime autorità militari e investgative statunitensi hanno deciso che per uccidere si può e si deve. Quando la guerra è giusta è giusta. Ma l'ambiene che colpa ha di trovarsi lì?
Ed allora stanno costruendo delle pallottole senza piombo. Che fa male ai pesci e su su per la catena alimentare potrebbe far ammalare qualche uomo. Magari lo stesso che stiamo uccidendo direttamente con la pallottola ecologica.
Ma che senso ha?.
Non lo dovrebbero capire pure loro che la pallottola più ecologica del mondo è quella che non si spara?

Inoltre la polizia ha deciso che le pallottole devono potere oltrepassare i corpetti antiproietti dei gangaster ed allo stesso tempo, in caso di assenza di corpetto, la stessa pallottola deve disintegrarsi nel corpo del "sospetto" devastandogli le carni, senza però uscire per colpire qualche "sospetto" innocente.
Allora questa pallottola magica (che è però in fase di realizzazione) funziona così
- se colpisce un sospettoa colpevole col giubbotto, lo uccide trapassando il corpetto.
- se invece ne colpisce uno senza corpetto, essa entra nel suo corpo, esplode e quindi non può più nuocere ad altri.
ma che sono pazzi sono?


(pippo vinci)

giovedì 8 gennaio 2009

Smontiamo alcuni luoghi comuni su Gaza


Vedere come i canali televisivi arabi e quelli occidentali hanno coperto gli avvenimenti è come affacciarsi a due mondi differenti. Influenzati dalla corrente d’opinione promossa dall'amministrazione di Washington, vicina ad Israele, i media europei e statunitensi hanno assunto mezze verità come fatti, ignorando la situazione complessiva della Striscia e molti dei recenti avvenimenti politici imprescindibili per capire che cosa sta accadendo.
Per comprendere il massiccio movimento di solidarietà che si sta vivendo nei paesi musulmani verso Gaza è necessario contestualizzare i fatti e smontare alcuni dei luoghi comuni. Questi sono alcuni esempi.

Primo luogo comune: “Hamas prese il potere con la forza nel 2007”
In realtà, il Movimento di Resistenza Islamica arrivò al potere nel gennaio del 2006 dopo aver ottenuto l’appoggio del 65% dei palestinesi nelle elezioni celebrate allora, in una massiccia vittoria che fu sorprendente dentro e fuori i territori occupati.
La supervisione internazionale riferì che non si erano prodotte irregolarità, ma il Quartetto (USA, UE, Russia e ONU), congelò i suoi aiuti ai palestinesi con il voluto obiettivo di obbligare Hamas a rinunciare alla violenza e indebolire il gruppo.
Da parte sua, Israele diede inizio ad una dura strategia di isolamento iniziata trattenendo i fondi che riscuote in nome delle autorità palestinesi a titolo di imposta, circa 40 milioni di euro vitali per la sopravvivenza dei Territori.
Inoltre, i soldati israeliani arrestarono la maggior parte dei deputati islamisti nella Cisgiordania e a Gerusalemme Est, fermando il Parlamento palestinese che rimase sprovvisto del “quorum” per poter lavorare.
Il confronto storico tra la fazione Al Fatah, sconfitta alle urne, e Hamas si aggravò più che mai, ma un sottile intervento internazionale ottenne che si passasse delle parole alle armi.
Secondo un'indagine della rivista “Vanity Fair” fondata su documenti confidenziali autenticati da fonti nordamericane, "si ebbe un'iniziativa nascosta approvata da Bush ed organizzata dalla segretaria di Stato Condoleezza Rice e dal vice consigliere per la Sicurezza nazionale, Elliott Abrams, per provocare una guerra civile palestinese".
Il piano consisteva nell’appoggiare le forze dirette da [Mohamed] Dahlan [leader di Al Fatah] e dotarle di un nuovo armamento fornito su richiesta nordamericana per dare a Fatah la forza necessaria per eliminare dal potere il governo democraticamente eletto di Hamas. Cioè, Washington promosse un conflitto civile interpalestinese per farla finita con gli islamisti.
Così, il leader dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP), Abu Mazen, (Mahmud Abbas) si rifiutò di consegnare il controllo delle forze di sicurezza ad Hamas che a sua volta organizzò le proprie. Gli scontri isolati tra le due fazioni proseguirono per quasi un anno e mezzo, fino a che, nel giugno 2007, sfociarono in una breve guerra intestina.
Agli islamisti furono sufficienti pochi giorni per avere il sopravvento su Al Fatah. Abu Mazen sciolse il governo eletto di Hamas per nominare un altro esecutivo, tacciato d’illegalità da alcuni esperti palestinesi che criticarono duramente anche l'azione di Hamas, e dividendo “de facto” i due territori palestinesi.

Secondo luogo comune: “Il blocco fu imposto dopo il “colpo di stato” di Hamas”
Il blocco cominciò giorni dopo che gli islamisti arrivarono al governo, a dispetto delle denunce delle organizzazioni umanitarie, le quali notarono che senza gli aiuti internazionali i territori erano esposti ad una crisi umanitaria.
Pochi mesi dopo la vittoria elettorale, le ONG denunciarono la scarsità di medicinali negli ospedali ed avvisarono del rischio di malattie infettive. Il peggio stava per arrivare. Dapprima ci fu la risposta israeliana alla cattura del soldato Guilad Shalit, che punì duramente la Striscia.
Un anno dopo, a seguito dei combattimenti interpalestinesi, Tel Aviv dichiarò Gaza entità nemica, permettendo l'entrata di appena 19 prodotti di base rispetto ai 3.500 che entravano prima.
Da allora, la prima crisi umanitaria creata espressamente dall’Occidente ha impoverito la popolazione fino a limiti insospettabili. Se, nel 2007, un milione di persone a Gaza, dove abitano 1,5 milioni di palestinesi, sopravvivevano grazie agli aiuti dell'ONU, oggi si calcola che 1,2 milioni mangiano grazie alle Nazioni Unite, le quali hanno smesso di ricevere gli alimenti vitali a causa della chiusura israeliana. Oggi, gli abitanti di Gaza hanno serie difficoltà a reperire il pane.

Terzo luogo comune: “La colpa dell'offensiva è di Hamas perché continua a lanciare i razzi”
Lo scorso 19 dicembre, Hamas diede per finita la tregua unilaterale di sei mesi nella quale gli islamisti non lanciarono la loro artiglieria casalinga salvo che per risposta ai bombardamenti israeliani, senza causare morti. In cambio, esigevano che Tel Aviv alleviasse l’assedio permettendo l'entrata di prodotti di base e di combustibile, cosa che non accadde mai.
In quei mesi la situazione umanitaria nella Striscia andò deteriorandosi, fino al punto che gli israeliani proibirono il passaggio degli aiuti delle Nazioni Unite e perfino il combustibile affinché le agenzie dell'ONU potessero assistere la popolazione.
"In quale altro posto l'ONU subisce un sequestro? Dove si sottomette l'aiuto alimentare a tante severe restrizioni?”, si interrogava il direttore dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, John Ging.
Da parte sua, l’alto commissario dell'ONU per i Diritti umani, Navi Pillay, denunciò che "il blocco è una violazione delle leggi internazionali ed umanitarie."
Il relatore speciale dell'ONU per i territori palestinesi, il professore ebreo statunitense Richard Falk, reclamò agli inizi di dicembre uno "sforzo urgente per applicare le norme che proteggono la popolazione civile palestinese dalle politiche di punizione che comportano un crimine contro l'umanità". Falk, che qualificò il blocco contro Gaza come una violazione "continuata, flagrante e massiccia della legge umanitaria internazionale", fu espulso da Israele quando cercò di ritornare nei territori per terminare la relazione che dovrà presentare davanti all'ONU a marzo.

Quarto luogo comune: “Israele si difende dall'offensiva palestinese”
È certo che le fazioni armate palestinesi lanciano i loro razzi contro il sud di Israele, come è certo che Tel Aviv conduce offensive aeree contro la Striscia in quelli che definisce "assassini selettivi", che normalmente causano in generale vittime civili. La questione sta in che tipo di danno provocano gli uni e gli altri.
Secondo i dati del Ministero della Difesa israeliana, l'ONG The Israeli Project calcola che 23 israeliani sono morti tra l’inizio del 2001 e l'estate del 2008 a causa dei proiettili palestinesi. Secondo il Centro palestinese per i Diritti umani, in quello stesso periodo 3.800 palestinesi sono morti a causa degli attacchi israeliani, dei quali quasi 850 sono bambini.
D'altra parte, il Governo israeliano investe forti somme nella sicurezza della sua popolazione collocata nelle prossimità di Gaza, mentre i palestinesi non solo non hanno i bunker, ma neanche medicine, acqua o elettricità.

Quinto luogo comune: “Si tratta di un attacco contro l'infrastruttura militare di Hamas”
Le moschee, il canale della televisione di Hamas (Al Aqsa TV), l'Università Islamica di Gaza. Vari edifici civili sono stati attaccati nell'attuale offensiva di Tel Aviv, oltre a centri politici e militari.
Il problema è che qualunque attacco contro un obiettivo, perfino militare, a Gaza coinvolge numerosi civili, giacché la Striscia è una dei luoghi con maggiore densità di popolazione al mondo.
La maggioranza delle vittime sono state tra gli ufficiali della polizia palestinese affiliata ad Hamas, tra essi il loro massimo responsabile, nominato da Al Fatah, il che porta Israele ad affermare che sono stati colpiti obiettivi militari.
Tuttavia, secondo la IV Convenzione di Ginevra relativa alla protezione dei civili in tempo di guerra, i funzionari, compresi gli ufficiali di polizia, nei conflitti sono considerati civili e non combattenti, e per questo i gruppi dei Diritti umani denunciano un massacro.

Mónica G. Prieto

Mónica G. Prieto è stata corrispondente per Israele ed i Territori palestinesi tra il 2005 e 2007, e a vissuto a Gaza la vittoria elettorale di Hamas, le conseguenze del blocco e la situazione della guerra civile palestinese

dal sito www.ilbriganterosso.info

sabato 3 gennaio 2009

il silenzio di Obama (lettera a Giulietto Chiesa con risposta)

Caro Giulietto

Forse sarò prevenuto e forse esagero ma mi sembra che il silenzio di Obama sia drammaticamente chiaro.
Obama è filoisraeliano e non sarebbe poi una sorpresa.
Mi sono chiesto come mai questo durissimo attacco di Israele si sta svolgendo proprio nell'interregno tra Bush e Obama e la risposta non può che essere questa:
l'attacco è stato programmato prima , con l'apporto (attivo o passivo poco importa) di Obama. E il momento ideale è proprio questo . Bush , infatti, non può fare e dire più nulla . Obama e la Clinton, invece, si sentono "autorizzati" a non parlare.

Ma chi tace acconsente e molto di più , visto che chi tace è, già da qualche settimana, l'uomo più potente ed influente del mondo.

E vorrei andare un po' oltre dicendo che il razzo di Hamas, che è stato preso come scusa per il genocidio palestinese, ha una origine un po' misteriosa. Se siamo (e siamo) convinti del grande inganno dell'11 settembre, non ci vuole molto a pensare male anche di questo razzo "palestinese".
Sbaglio?
Nella foto a destra l'immagine di 5 bambine palestnesi uccise (mentre giocavano) dall'aviazione israeliana
(pippo vinci)
la risposta di Giulietto Chiesa
Non sbagli. Presto ci accorgeremo che Obama, come ha scritto Noam Chomsky, è la più formidabile operazione d'immagine escogitata dal Superclan. Questo silenzio di Hillary-Obama è solo l'antipasto. Sui razzi non so e quindi non dico. Faccio il conto dei morti. E, come ho già detto, quando lo squilibrio è di uno a 1000 non si può più parlare di guerra ma solo di strage, rappresaglia. Di tipo nazista. Tanto più invereconda quando la si fa al riparo della Shoà.
GC

martedì 30 dicembre 2008

Solidarietà al popolo palestinese


ROMA, 29 DICEMBRE 2008
L'assalto sanguinoso, e vile, di Israele contro la popolazione della striscia di Gaza è una vergogna per la comunità internazionale che ha permesso che avvenisse e che non ha fatto nulla per impedirlo e per fermarlo.

La stampa occidentale descrive gli eventi con la stessa, intollerabile faziosità con cui raccontò l'aggressione georgiana contro l'Ossetia del Sud, lo scorso agosto.
Vorrei che si ricordasse che la Russia fu condannata dal Parlamento Europeo per reazione "sproporzionata". Cosa firmeranno adesso i parlamentari europei che allora firmarono quella condanna? Se ne rimarranno in silenzio?

La mia solidarietà piena va al popolo palestinese, Popolo martire.
Il governo israeliano , con questo ennesimo massacro, dimostra di essere un pericolo per la pace del mondo . E, come accade sovente agli stupidi, finisce per essere un pericolo per se stesso, come tutti coloro che ignorano non solo la legge internazionale, ma anche la storia dei popoli.

Giulietto Chiesa Parlamentare europeo

non siamo mai soli: buon anno!

clicca sull'immagine per vederla più grande e più chiara

sabato 27 dicembre 2008

oltre 150 morti


Il Golia israeliano ha dimostrato ancor una volta come intende trattare il Davide palestinese: massacrandolo. Bilancio dell'aggressione: oltre 150 morti tra la popolazione civile, oltre 200 feriti. Caccia e missili contro kalashnikov. Raffinatezze tecnologiche contro povera gente inerme. Adesso si sentirà il solito coro: ma Hamas tirava i razzi su Israele.
Probabile, anzi vero. Bilancio dei razzi palestinesi: un morto. Si dirà che la contabilità dei morti è cosa miserabile.
Ma andatelo a spiegare alle mamme che hanno perso i loro figli nel bombardamento del Golia aggressore. Andatelo a spiegare ai palestinesi che si sono visti portare vie le loro terre e che adesso non possono neanche più vederle perchè sono dietro a un muro.
Ma, per noi europei, civilizzati e (ancora per poco) vincitori, esiste solo un muro, quello di Berlino, da ricordare fino alla nausea.
Si dirà che Hamas è organizzazione terrorista. Ma aveva vinto le elezioni. Bisogna spiegarselo. Si dirà - per spiegarselo - che i palestinesi sono cattivi e antidemocratici, mentre gli israeliani sono buoni e democratici.
Cioè si fara del razzismo. Dello sporco, intollerabile razzismo.
(dal sito di Giulietto Chiesa)
p.s. ad oggi (28 dicembre) i morti son già 400.

lunedì 15 dicembre 2008

suicidi nascosti


Crisi dell'Alitalia, CAI, cassa integrazione, drammi e suicidi. Si suicidi.
Due giovani hostess dell'ex Alitalia si sono suicidate e nessuno ne parla.
Ho scoperto la notizia seguendo l'ultimo spettacoo di Beppe Grillo intitolato Delirio. Tornato a casa ho voluto saperne di più . Il solo sito che ne ha dato velata notiza è quello di finanza.repubblica.it, che all'interno di un lungo articolo in cui si parla di "fatti economici e cassa integrazione" prosegue così:

.......Chissà quanto è pesata la paura del futuro e dell'ignoto nelle scelte estreme di B.B. una hostess romana di 39 anni e di F. P. una sua collega genovese. Entrambe si sono suicidate nel giro di una decina di giorni (il secondo caso è dell'altro ieri).
Nessuno osa collegare direttamente i loro gesti con la crisi della compagnia, ma tutti, parlandone a bassa voce tra un volo e l'altro, fanno ragionamenti tanto ovvi quanto agghiaccianti: "Ne discutevamo ieri con dei colleghi - racconta A. U. - Ci guardavamo, cercavamo di capire.
E' vero, nessuno può dir nulla di quello che succede nella testa e nel cuore di una persona... di quello che ti porta a una scelta così. Ma tutti eravamo d'accordo che se uno ha dentro una grossa fragilità, una sofferenza, un dolore personale; se uno sta male, tutto questo che sta accadendo a noi e intorno a noi può diventare una spinta importante, se non determinante a un gesto così grave e terribile".
Oltre, nessuno si sente di andare, ma qualcuno dovrà cominciare a pensare se due suicidi in dieci giorni in una categoria di poche migliaia di persone unite da un destino drammatico, sono ascrivibili alla normalità. ....

No nessuno ne parla. Si preferisce parlare di neve che cade copiosa in inverno (ma che strano!)!!!

Così come ad Agosto si parla di caldo afoso (ma va'?)!!
Questa è l'informazione in Italia : spazzatura!!!

(pippo vinci)