La battaglia tra il Trump e la Clinton per la Casa Bianca sta interessando , credo, il mondo intero. Ma mentre all'estero (ci) arrivano gossip e notizie folcloristiche sui due contenenti, negli USA la battaglia è un po' più seria, articolata e complessa.
Non si capirebbe, infatti, come mai il temuto e impresentabile Trump possa essere ancora ad una incollatura dalla gentile e preparata signora Hillary Rodham in Clinton.
Il motivo è semplice, all' esterno degli States non trapela nulla delle idee politiche o del programma del miliardario con parrucchino e se ne parla solo in occasione di sue infelici e deprecabili uscite ora sessiste , ora razziste ora volgari. Noi, senza volere parteggiare per nessuno dei due (ritenendoli, peraltro, una peggio dell'altro), abbiamo voluto elencare i principali punti del programma di Trump che è non è solo un porco volgare, pazzo e scatenato. E gli americani, anche se un po' farfalloni, lo sanno.
All'estero, però, Trump fa notizia solo quando urla contro le donne o contri gli immigrati ink modo sgraziato e per nulla condivisibile.
Ma ecco, in estrema sintesi, le promesse elettorali del volgare miliardario Donald Trump candidato alla presidenza degli Stati Uniti d'America:
1 riduzione del numero dei mandati parlamentari
2 blocco delle assunzioni dei dipendenti federali
3 rinegoziazione del trattato NAFTA
4 abolizione di tutte le restrizioni che limitano lo sfruttamento di tutte le fonti energetiche negli USA(riducendo in tal modo la ricerca di fonti energetiche nei paesi esteri, fonte di conflitti internazionali)
5 riduzione dei esorbitanti trasferimenti finanziari all' ONU per utilizzarli in patria allo scopo di migliore le reti idriche nazionali
6 avvio delle procedure di espulsione degli oltre 2 milíoni di immigrati che hanno commesso reati
7 semplificazione delle procedure fiscali per la classe media
8 disincentivazione della delocalizzazione delle imprese USA riportando in patria molte industrie allo scopo, tra l'altro, di aumentare la occupazione interna
9 rilancio e rifinanziamento dell'istruzione pubblica
10 abolizione o ridimensionamento della riforma sanitaria di Obama che (secondo Trump) ha dato scarsi risultati, e riduzione dei prezzi dei farmaci
11 agevolazioni per l' assistenza sanitaria ed istituzione di una task force per anziani e bambini in difficoltà
12 istituzione di una task force per combattere il crimine
13 aiuti concreti ai reduci di guerra e riduzione degli interventi militari all'interno degli accordi con la NATO
14 aumento del dazio sui prodotti importati
15 aumento del carico fiscale sugli speculatori di Wall Street.
16 riduzione della tassazione al 35% per le famiglie con almeno due figli
17 dimezzamento delle tasse per le PMI (Piccole e Medie Imprese)
Va bene, sono solo promesse elettorali, ma di certo contrastano con la pessima immagine che il mondo (non USA) si è fatto del miliardario impresentabile!
E la Clinton ?
Ebbene per gli americani la Clinton rappresenta la continuità con il passato, più o meno recente (Bush, Obama), che ha visto solo crisi economiche senza fine e continui sprechi di imponenti risorse finanziari per interventi militari planetari di dubbia efficacia sia contro il terrorismo che contro la crisi economica interna.
Ecco perché la vittoria di Trump non è più una utopia come sembrava all'inizio di questa estenuante campagna elettorale
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lunedì 31 ottobre 2016
Il Trump che piace agli americani
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sabato 27 giugno 2015
militari tutti a casa!
I terrificanti fatti accaduti venerdì scorso con i quattro attentati in Tunisia, Somalia, Francia e Kuwait dimostrano, innanzi tutto, una cosa: fermare questi terroristi con la forza, con le sanzioni, con l'inasprimento dei controlli o la riduzione delle libertà personali , è pura illusione e insopportabile demagogia (comici e ripetitivi appaiono i proclami post attentati da parte di politici, opinionisti e presidenti di turno) Si promettono sempre gli stessi interventi totalmente inutili, privi di senso nonché costosissimi e, appunto, demagogici.
Un attentato può avvenire oramai ovunque e da parte di chiunque . Come fare? L'unico tentativo che potrebbe dare dei frutti (sebbene nel lungo periodo) sarebbe quello di rimuovere le vere cause di questo fenomeno oramai globalizzato che rischia di rendere insicuri tutti gli angoli abitati del pianeta.
E quali sono queste cause? L'invasione dell'Occidente, della NATO e degli USA in particolare, nei territori dove è più diffusa la fede islamica. E non solo (pensiamo alla nostra Europa completamente militarizzata dagli yankee!)
Una occupazione che, dal 1990 ad oggi, ha provocato oltre 4 milioni di morti nei paesi musulmani, soprattutto civili e innocenti, donne vecchi, bambini, perloppiù poveri. Altro che 29 facoltosi turisti in Tunisia. Che comunque sono anch'essi vittime innocenti e assurde.
Ecco, l'Occidente dovrebbe fare marcia indietro e ritirare tutte le truppe stanziate in quei paesi.
Seconda mossa sarebbe quella di dare finalmente pace, dignità ed uno Stato sovrano al popolo palestinese. Stato che è stato finalmente riconosciuto dal Vaticano di papa Francesco.
Io andrei oltre e proporrei che ogni nazione esistente in questo martoriato pianeta tenesse le sue forze armate dentro i propri confini. E li utilizzasse magari contro le invasioni aliene come avviene nei film catastrofici di Hollywood. Sempre che questi alieni si mostrassero ostili contro il genere umano.
Ma questa strategia significherebbe che gli USA dovrebbero rinunciare a qualcosa come 725 basi militari (113 solo in Italia) oggi stabilmente impiantate su territori stranieri. Che insieme ad altre forme di presenza fisica, meno invasive e visibili, raggiungono le oltre 840.000 istallazionî militari USA in 156 paesi del mondo. 156 su 200.
Chi è che dà a questa nazione il diritto di esportare armi e armati oltre i propri confini?
Chi è che dà a questa nazione il diritto di comandare (militarmente) l'intero pianeta?
Chi è che dà a questa nazione il diritto di rappresentare tutti i popoli "occidentali"?
Chi è che dà a questa nazione il diritto di decidere chi siano i buoni e chi siano i cattivi?
pippo vinci
Un attentato può avvenire oramai ovunque e da parte di chiunque . Come fare? L'unico tentativo che potrebbe dare dei frutti (sebbene nel lungo periodo) sarebbe quello di rimuovere le vere cause di questo fenomeno oramai globalizzato che rischia di rendere insicuri tutti gli angoli abitati del pianeta.
E quali sono queste cause? L'invasione dell'Occidente, della NATO e degli USA in particolare, nei territori dove è più diffusa la fede islamica. E non solo (pensiamo alla nostra Europa completamente militarizzata dagli yankee!)
Una occupazione che, dal 1990 ad oggi, ha provocato oltre 4 milioni di morti nei paesi musulmani, soprattutto civili e innocenti, donne vecchi, bambini, perloppiù poveri. Altro che 29 facoltosi turisti in Tunisia. Che comunque sono anch'essi vittime innocenti e assurde.
Ecco, l'Occidente dovrebbe fare marcia indietro e ritirare tutte le truppe stanziate in quei paesi.
Seconda mossa sarebbe quella di dare finalmente pace, dignità ed uno Stato sovrano al popolo palestinese. Stato che è stato finalmente riconosciuto dal Vaticano di papa Francesco.
Io andrei oltre e proporrei che ogni nazione esistente in questo martoriato pianeta tenesse le sue forze armate dentro i propri confini. E li utilizzasse magari contro le invasioni aliene come avviene nei film catastrofici di Hollywood. Sempre che questi alieni si mostrassero ostili contro il genere umano.
Ma questa strategia significherebbe che gli USA dovrebbero rinunciare a qualcosa come 725 basi militari (113 solo in Italia) oggi stabilmente impiantate su territori stranieri. Che insieme ad altre forme di presenza fisica, meno invasive e visibili, raggiungono le oltre 840.000 istallazionî militari USA in 156 paesi del mondo. 156 su 200.
Chi è che dà a questa nazione il diritto di esportare armi e armati oltre i propri confini?
Chi è che dà a questa nazione il diritto di comandare (militarmente) l'intero pianeta?
Chi è che dà a questa nazione il diritto di rappresentare tutti i popoli "occidentali"?
Chi è che dà a questa nazione il diritto di decidere chi siano i buoni e chi siano i cattivi?
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martedì 12 agosto 2014
La Maschera di Obama non inganna più
Il mondo è in fiamme. Rumori di guerre si levano da ogni parte della terra. E sono rumori veramente assordanti. Ucraina, Palestina, Iraq, Centrafrica, Libia, Egitto. Siria, Mali sono solo alcuni esempi (sicuramente i più osservati e diffusi dai media).
La situazione appare davvero difficile da controllare, ma mostra un comune denominatore un protagonoista sempre presente , più o meno coinvolto:gli Stati Uniti d'America. Che finalmente hanno calato la maschera: non era il comunismo il vero nemico (se così fosse si mangerebbero la vicina e stremata Cuba in meno di 90 secondi). Senza il mostro sovietico, si diceva, il mondo sarà più giusto, più buono, più religioso (sconfitto l'ateismo di stato) e tutti potranno avere per quello che valgono, ricevere erp quello che danno.
No, il comunismo non c'entrava nulla come nulla c'entrava il nazismo, o il "finto" terrorismo inanziato dagli stessi Americani.
Una sola cosa c'entra: la volontà degli USA di dominare il mondo. Oggi i yankees non hanno scuse o nemici da ostentare ed oggi l'america del burattino Obama ha tolto la maschera. Non prende più scuse e , per questo, diventa molto più pericolosa come gli Unni di Attila o i mongoli di Gengis Khan, i macedoni di Alessandro e i nazisti di Hitler: comandare il mondo. Questo importa e questo stanno facendo!
pippo vinci
La situazione appare davvero difficile da controllare, ma mostra un comune denominatore un protagonoista sempre presente , più o meno coinvolto:gli Stati Uniti d'America. Che finalmente hanno calato la maschera: non era il comunismo il vero nemico (se così fosse si mangerebbero la vicina e stremata Cuba in meno di 90 secondi). Senza il mostro sovietico, si diceva, il mondo sarà più giusto, più buono, più religioso (sconfitto l'ateismo di stato) e tutti potranno avere per quello che valgono, ricevere erp quello che danno.
No, il comunismo non c'entrava nulla come nulla c'entrava il nazismo, o il "finto" terrorismo inanziato dagli stessi Americani.
Una sola cosa c'entra: la volontà degli USA di dominare il mondo. Oggi i yankees non hanno scuse o nemici da ostentare ed oggi l'america del burattino Obama ha tolto la maschera. Non prende più scuse e , per questo, diventa molto più pericolosa come gli Unni di Attila o i mongoli di Gengis Khan, i macedoni di Alessandro e i nazisti di Hitler: comandare il mondo. Questo importa e questo stanno facendo!
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domenica 13 ottobre 2013
musulmani e cristiani insieme contro il terrore
Una
catena umana composta da trecento musulmani ha protetto una chiesa
cristiana durante la messa per evitare possibili attacchi terroristici. E’
avvenuto in Pakistan, per proteggere la chiesa cristiana di Lahore.
L’iniziativa è stata organizzata dal gruppo Pakistan For All che annuncia una nuova catena umana per il 13 ottobre a Islamabad, davanti alla chiesa Our Lady Fatima. "I terroristi ci hanno fatto vedere cosa fanno la domenica", ha detto in piazza il coordinatore dell'associazione, il musulmano Mohammad Jibran Nasir, "e noi gli abbiamo mostrato cos'è per noi la domenica. Un giorno di unità"
fonte: goleminformazione.it
L’iniziativa è stata organizzata dal gruppo Pakistan For All che annuncia una nuova catena umana per il 13 ottobre a Islamabad, davanti alla chiesa Our Lady Fatima. "I terroristi ci hanno fatto vedere cosa fanno la domenica", ha detto in piazza il coordinatore dell'associazione, il musulmano Mohammad Jibran Nasir, "e noi gli abbiamo mostrato cos'è per noi la domenica. Un giorno di unità"
fonte: goleminformazione.it
Una
catena umana composta da trecento musulmani ha protetto una chiesa
cristiana durante la messa per evitare possibili attacchi terroristici.
E’ avvenuto in Pakistan, per proteggere la chiesa cristiana di Lahore.
L’iniziativa è stata organizzata dal gruppo Pakistan For All
che annuncia una nuova catena umana per il 13 ottobre a Islamabad,
davanti alla chiesa Our Lady Fatima. "I terroristi ci hanno fatto vedere
cosa fanno la domenica", ha detto in piazza il coordinatore
dell'associazione, il musulmano Mohammad Jibran Nasir, "e noi gli
abbiamo mostrato cos'è per noi la domenica. Un giorno di unità"
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