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domenica 5 aprile 2015

Per Gesù c'è speranza per tutti, per Radio Maria, no!

il teologo Vito Mancuso
Mi sono sempre chiesto quale sarà il destino post mortem di una persona buona, corretta e generosa che però non crede in Dio. Ed allo stesso momento che fine farà l'anima di un credente che sia stato in vita cattivo e malvagio.

E la mia risposta è stata sempre che, nel caso Dio esista e che questi premierà i buoni con la vita eterna (alias il Paradiso), il primo (l'ateo buono) sarà salvato mentre il secondo (il credente cattivo) sarà dannato.

Molti miei conoscenti, cattolici, invece affermano che credere in Dio è la condizione sine qua non per conquistare il regno dei cieli. Poi, certamente, bisogna anche vivere una vita proba e piena di atti di bontà. Ma agli atei non è data alcuna speranza di salvezza!

A sorreggere però la mia tesi c'è una nota frase evangelica che Matteo attribuisce a Gesù "Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli"

Questa frase esprime letteralmente il mio pensiero.
E tale ipotesi è supportata dal teologo Vito Mancuso che nella sua opera "la vita autentica", dice testualmente:

 «Per una vita autentica è necessario credere in Dio? Sono convinto di no.» Il non credente può condurre una vita autentica escludendo ogni riferimento alla trascendenza quando agisca secondo il bene e la giustizia: come del resto è nelle parole di Cristo: «Non chi dice 'Signore, Signore' entrerà nel Regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre.» Ciò che conta cioè è un comportamento morale pratico piuttosto che il professarsi credente e agire contro il bene e la giustizia.

Insomma, un teologo che parla semplice semplice senza utilizzare metafore o concetti incomprensibili o giri di parole spesso senza senso. Un teologo che parla alla gente e non agli studiosi. Un teologo che enfatizza il messaggio buono del cristianesimo senza demonizzare chi la pensa in modo diverso.

Don Livio Fanzaga
Lo stesso non si può dire del direttore di Radio Maria, padre Livio Fanzaga secondo il quale gli atei sarebbero la peste della terra, la incarnazione del male, gli ispiratori dei totalitarismi (nazismo, stalinismo), della rivoluzione francese  e dei genocidi. E ancora ateo sarebbe chi vive senza speranze, senza umanità e incapace di affrontare i dolori della vita.

Per ascoltare cosa pensa Padre Livio degli atei  clicca qui

amedeo contino

venerdì 27 dicembre 2013

la salvezza è per tutti

Io ritengo che anche il più fervente credente (di qualsiasi religione egli sia), non possa avere  la certezza che Dio esista. E questo dubbio è quasi un dovere per il cristianesimo nel quale il Dio è volutamete nascosto. Se così non fosse, se cioè Dio si manifestasse a tutti , non ci sarebbe il libero arbitrio e la religione si trasformerebbe in una sorta di obbligo, di.... dittatura.

La teoria del Dio (volutamente) nascosto, indicata nella Sacra Bibbia , viene egregiamente ripresa e divulgata  da Vittorio Messori nel saggio che, dal 1976, hanno della sua pubblicazione,  lo ha reso universalmente famoso:  Ipotesi su Gesù (edizioni  SEI, tradotto in 22 lingue). Ricordo di averlo letto (in inglese) nell'anno 1993.


Partiamo da questo dogma biblico (il Dio nascosto) , e leghiamolo ad un'altra verità rivelata presente  nella seconda parte dello stesso testo, ossia nel  Nuovo Testamento, il Vangelo. In Matteo 7, 21.27 Gesù dice «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.


Il quadro è completo. Insomma, legando questi due concetti possimo dire , senza che un cristiano possa smentirci, che in primo luogo avere dei dubbi sulla esistenza di Dio è più che lecito, è doveroso. In secondo luogo che non è sufficiente (o necessario) seguire i precetti della Chiesa, l'importante è comportarsi da buon cristiano anche non essendolo.

E qui mi sovvengono i numerosi esempi di boss mafiosi che sono i primi ad aiutare la Chiesa con oboli e regali, che appaiono devotissimi a questo o a quel santo e che hanno , financo nei rifugi di latitanza, l'altarino infiorato davanti cui inginocchiarsi e pregare Signore Signore. Di contro la storia dell'uomo è piena di esempi di uomini e donne che hanno dato la loro vita per gli altri pur non essendo credenti.

Insomma la speranza di salvezza c'è per tutti  anche per coloro che non vogliono o non possono convertirsi al cristianesimo.

Vorrei terminare con una nota un po' audace se non blasfema.
Gesù Cristo, l'uomo Gesù Cristo, secondo quanto ci hanno narrato i Vangeli, ha sofferto moltissimo : lo hanno frustato e lo hanno crocifisso. Ma Egli si che era sicuro di tornare al fianco del Padre suo, Egli, sebbene rappresentasse Dio fattosi uomo, in una cosa sola non si è fatto uomo: nel dubbio sulla esistenza di Dio. Egli (e chi se no?) era SICURO della esistenza di Dio. Egli stesso è Dio, e Figlio di Dio. E le sue sofferenze avevano uno sbocco sicuro, Divino e meraviglioso: la vita eterna accanto al Padre.

La stessa cosa non si può dire degli uomini che soffrono e che anche sono morti per Lui. Loro non potevano essere sicuri dell'aldilà e del premio promesso per le loro sofferenze: la vita eterna accanto a Dio. Molti di questi avevano la Fede in Dio, ma la Fede  non si può paragonare alla certezza.
E' audace (e/o blasfemo) dire che le loro sofferenze valgono molto di più di quelle dello stesso Gesù Cristo?


 Bill Mac Stanton - Sidney
traduzioone di Pippo Vinci