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mercoledì 5 settembre 2018

La trazzera vintage (12): è nato prima l'uovo o la gallina?


Se la teoria di Darwin è vera, ed è vera, la risposta alla domanda è semplice. E’ nato prima l’uovo.Secondo tale teoria, largamente dimostrata da evidenze scientifiche e sperimentali, l’evoluzione delle specie è avvenuta attraverso delle mutazioni genetiche che, sorte per caso, possono essere tramandate alla progenie.

Se la mutazione comporta una variazione che dà all’individuo capacità maggiori di resistenza e di sopravvivenza ad un habitat che muta, questa variazione diventa l’arma che ha il “diverso” per riuscire a sopravvivere ed a procrearsi a differenza dei suoi (ex) simili che, privi della nuova arma, sono destinati a soccombere.

Sono ovviamente “avvenimenti” che necessitano migliaia e anche milioni di anni per verificarsi ed assestarsi.

E’ allora evidente che la prima gallina, così come oggi noi la conosciamo aveva, come genitori, degli esseri molto simili a lei, ma non in tutto. La prima gallina era geneticamente differente dai suoi genitori (come sempre) ma questa volta la diversità era sostanziale, forse visibile, somatica, funzionale.

Una diversità che, per caso, era sopravvenuta, presumibilmente , nella fase che va dal concepimento alla “schiusa” dell’uovo. O anche prima, nell'ovocellula della mamma o nello spermatozoo del papà. L'uovo fecondato ha quindi originato un “coso” che per la prima volta appariva sulla faccia della terra: la gallina.

(amedeo contino)

post già pubblicato il 10 giugno 2009

venerdì 27 dicembre 2013

la salvezza è per tutti

Io ritengo che anche il più fervente credente (di qualsiasi religione egli sia), non possa avere  la certezza che Dio esista. E questo dubbio è quasi un dovere per il cristianesimo nel quale il Dio è volutamete nascosto. Se così non fosse, se cioè Dio si manifestasse a tutti , non ci sarebbe il libero arbitrio e la religione si trasformerebbe in una sorta di obbligo, di.... dittatura.

La teoria del Dio (volutamente) nascosto, indicata nella Sacra Bibbia , viene egregiamente ripresa e divulgata  da Vittorio Messori nel saggio che, dal 1976, hanno della sua pubblicazione,  lo ha reso universalmente famoso:  Ipotesi su Gesù (edizioni  SEI, tradotto in 22 lingue). Ricordo di averlo letto (in inglese) nell'anno 1993.


Partiamo da questo dogma biblico (il Dio nascosto) , e leghiamolo ad un'altra verità rivelata presente  nella seconda parte dello stesso testo, ossia nel  Nuovo Testamento, il Vangelo. In Matteo 7, 21.27 Gesù dice «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.


Il quadro è completo. Insomma, legando questi due concetti possimo dire , senza che un cristiano possa smentirci, che in primo luogo avere dei dubbi sulla esistenza di Dio è più che lecito, è doveroso. In secondo luogo che non è sufficiente (o necessario) seguire i precetti della Chiesa, l'importante è comportarsi da buon cristiano anche non essendolo.

E qui mi sovvengono i numerosi esempi di boss mafiosi che sono i primi ad aiutare la Chiesa con oboli e regali, che appaiono devotissimi a questo o a quel santo e che hanno , financo nei rifugi di latitanza, l'altarino infiorato davanti cui inginocchiarsi e pregare Signore Signore. Di contro la storia dell'uomo è piena di esempi di uomini e donne che hanno dato la loro vita per gli altri pur non essendo credenti.

Insomma la speranza di salvezza c'è per tutti  anche per coloro che non vogliono o non possono convertirsi al cristianesimo.

Vorrei terminare con una nota un po' audace se non blasfema.
Gesù Cristo, l'uomo Gesù Cristo, secondo quanto ci hanno narrato i Vangeli, ha sofferto moltissimo : lo hanno frustato e lo hanno crocifisso. Ma Egli si che era sicuro di tornare al fianco del Padre suo, Egli, sebbene rappresentasse Dio fattosi uomo, in una cosa sola non si è fatto uomo: nel dubbio sulla esistenza di Dio. Egli (e chi se no?) era SICURO della esistenza di Dio. Egli stesso è Dio, e Figlio di Dio. E le sue sofferenze avevano uno sbocco sicuro, Divino e meraviglioso: la vita eterna accanto al Padre.

La stessa cosa non si può dire degli uomini che soffrono e che anche sono morti per Lui. Loro non potevano essere sicuri dell'aldilà e del premio promesso per le loro sofferenze: la vita eterna accanto a Dio. Molti di questi avevano la Fede in Dio, ma la Fede  non si può paragonare alla certezza.
E' audace (e/o blasfemo) dire che le loro sofferenze valgono molto di più di quelle dello stesso Gesù Cristo?


 Bill Mac Stanton - Sidney
traduzioone di Pippo Vinci