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lunedì 10 luglio 2017

i "complotti" dei complottisti

     
Nella storia recente sono accaduti dei fatti che nascondono un mistero. O, meglio la cui versione ufficiale non convince tutti. A questo punto  la gente si divide in due fazioni: quelli che credono alla versione ufficiale e quelli che la contestano raccontando, a volte, una versione alternativa dei fatti.Questi ultimi sono chiamati complottisti

Ecco un breve elenco dei più importanti e recenti di questi fatti

a)   15/2/ 1898 l’affondamento del Maine
b)    7/12/1941 attacco dei giapponesi alla base di Pearl Harbour
c)     5/08/1962 la morte di Marilin Monroe
d)   22/11/1963 assassinio di John Fitzgerald Kennedy
e)    4 /8/1964 Vietnam:  incidente del golfo del Tonchino  
f)   20/7/1969 allunaggio dell’Apollo 11
g)   11/9/ 2001 attacco alle torri gemelle di New York


 15 febbraio 1898 l’affondamento del Maine

            Versione ufficiale Era in corso la guerra tra Spagna e Cuba per la indipendenza dell’isola caraibica dall’occupazione ispanica. Il 5 febbraio 1898, al largo de l’Havana una nave da guerra statunitense (il Maine) esplose ed affondò. Morirono circa 200 marinai. Gli USA attribuirono l’incidente ad un attacco spagnolo ed entrarono nel conflitto, vinto il quale, ottennero come ricompensa, la baia di Guantanamo tutt’ora un possedimento USA.

        Versione complottista Gli Spagnoli  smentirono questa versione  dicendo che loro non ‘c’entravano nulla con quell’incidente. Perchè mai avrebbero dovuto coinvolgere nella guerra, contro loro stessi , una tale potenza militare? C’è anche da sottolineare (e si tenga presente anche per gli altri casi) che la Costituzione USA impedisce l’ingresso in guerra dell’armata stelle&strisce se gli stessi USA non subiscono un attacco



 7 dicembre 1941 attacco dei giapponesi alla base USA Pearl Harbour

         Versione ufficiale Era già scoppiata la 2^ guerra mondiale in Europa. Al mattino del 7 dicembre 1941 una intera flotta aereo navale giapponese attacca la base USA nel Pacifico: Pearl Harbour. Gli USA, sorpresi dall’evento, persero molte navi e circa 3000 uomini. Decisero quindi di dichiarare guerra al Giappone e quindi a tutti gli alleati dell’Asse (Germania, Giappone, Italia)

              Versione complottista. L’attacco giapponese ci fu davvero, ma gli USA erano a conoscenza del piano nipponico che, in parte avevano provocando stuzzicando i nipponici in varie circostanze nel pacifico. Questa versione è anche suffragata dal fatto che a Pearl Harbour non c’era nessuna unità navale di una certa importanza. Le tre portaerei presenti furono fatte allontanare con una scusa a molte miglia di distanza  episodio che è anche riportato nel famoso film di Hollywood Tora Tota Tora dove gli ammiragli delle tre navi allontanae obbedirono ma si mostrarono scettici ed increduli rispetto a questo ordine. Anche in questo caso gli USA, essendo stati attaccati, poterono dichiarare guerra al Giappone

mercoledì 16 settembre 2015

Karzai: Al Quaida è un'invenzione dell'Occidente!



https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=g580gB1bckI
l'ex leader afgano Hamid Karzai
Clamoroso  (per noi scontato): secondo l'ex presidente afgano Hamid Karzai, l'organizzazione terroristica denominata Al Quaida (quella di Bin Laden che avrebbe compiuto gli attentati dell'11 settembre 2001) non esiste.
O, per lo meno, di  questa organizzazione Karzai non avrebbe mai ricevuto una prova o un rapporto che ne provasse la sua reale esistenza.
 Clicca sulla foto ed ascolta l'intervista rilasciata alla Tv Al Jazeera

domenica 14 dicembre 2014

il rapporto sulle torture della CIA conferma che...

".....A seguito della pubblicazione degli estratti del rapporto, sembra che tutte le prove citate nella relazione della Commissione presidenziale d'inchiesta sugli attacchi dell'11 settembre e che collegano i suddetti attacchi ad al-Qa'ida, siano false.

Ad oggi non esiste più un solo indizio per attribuire gli attacchi dell'11 settembre ad al-Qa'ida o a qualsiasi altra organizzazione al di fuori degli Stati Uniti: non esiste alcuna prova che le 19 persone accusate di essere i pirati dell'aria si trovassero quel giorno su uno dei quattro aerei e che le testimonianze degli ex appartenenti ad al-Qa'ida, che rivendicavano gli attacchi, siano autentiche". leggi tutto

thierry meyssan 

giovedì 23 ottobre 2014

razionalità, saggezza e conoscenza dei fatti: ecco chi è il "complottista"


Studi scientifici: i complottisti sono più sani di mente - See more at: http://guardforangels.altervista.org/blog/studi-scientifici-i-complottisti-sani-mente/#sthash.UpNSmPQH.dpuf

L'assassnio dei fratelli Kennedy

 Studi scientifici: i complottisti sono più sani di mente 
tratto dal sito  Guard for Angel

Studi scientifici: i complottisti sono più sani di mente - See more at: http://guardforangels.altervista.org/blog/studi-scientifici-i-complottisti-sani-mente/#sthash.UpNSmPQH.dpuf
           Recenti studi scientifici realizzati da psicologi e sociologi statunitensi e britannici hanno chiarito che, al contrario di quanto tradizionalmente affermato dagli stereotipi diffusi dalla cultura di massa, le persone etichettate come ‘teorici della cospirazione’ siano più sane ed equilibrate rispetto a chi accetti supinamente le versioni ufficiali dei fatti contestati.

              Lo studio più recente è stato pubblicato lo scorso 8 luglio dagli psicologi Michael J. Wood e Karen M. Douglas dell’Università del Kent (Regno Unito), ed intitolato E l’edificio 7? Studio Psicologico Sociale di Discussione Online sulle Teorie del Complotto sull’11 Settembre. Lo studio ha confrontato numerosi commenti di tipo ‘cospirazionista’ e ‘convenzionalista’ (anti-cospirazione) postati da utenti di siti di notizie online.

La strage di Ustica
           Con grande stupore i ricercatori hanno scoperto che i commenti a supporto della teoria del complotto fossero numericamente maggiori rispetto a quelli che continuano a reputare valide le versioni dei fatti diramate dai media convenzionali. “Dei 2.174 commenti raccolti, 1.459 sono stati catalogati come cospirazionisti e 715 come conventionalisti.” In altri termini, coloro che non credono alle versioni ufficiali di eventi come l’11 Settembre e l’omicidio di JFK sono risultati essere più del doppio rispetto a quelli che credono alle versioni ufficiali. Il che in parole povere significa che il rapporto si è invertito, e che la saggezza convenzionale oggi è espressa dai cosiddetti ‘complottisti’ mentre le persone che non credono alle cospirazioni stanno diventando una sparuta minoranza.

                 Forse anche perché il loro parere ha smesso di essere espressione della  maggioranza, i commentatori anti-cospirazione tendono a tradire una forte rabbia ed ostilità: “Lo studio ha dimostrato che i soggetti che supportano la versione ufficiale dei fatti dell’11 Settembre si esprimano generalmente in modo più ostile nel tentativo di persuadere chi la pensi in modo diverso da loro.”

11 settembre 2001
                        Si è inoltre appurato che gli avversatori delle teorie del complotto, oltre che fortemente ostili siano anche più tendenti al fanatismo. Secondo costoro la versione in base a cui 19 arabi – nessuno dei quali provvisto di adeguate competenze di pilotaggio aereo – sarebbero riusciti a commettere il crimine del secolo sotto la direzione di un dializzato nascosto in una grotta in Afghanistan – sia indiscutibilmente vera. I cosiddetti cospirazionisti – dal canto loro – non pretendono di avere una teoria del tutto esplicativa degli eventi: “Coloro che sostengono che gli attentati dell’11 Settembre siano stati in realtà una cospirazione governativa, non mirano a promuovere una specifica teoria esaustiva, ma solo a smentire la versione ufficiale. “
                         In breve, lo studio scientifico elaborato da Wood e Douglas suggerisce che lo stereotipo negativo del ‘complottista’ – un fanatico ostile che sostiene con piglio ideologico le versioni ipotizzate dalla propria ‘setta’ di appartenenza – in realtà descriva accuratamente le persone che difendono le versioni ufficiali, non quelle che le contestano.

           Lo studio ha anche rilevato come i cosiddetti ‘complottisti’ abbiano una migliore visione d’insieme e discutano il contesto storico (ad esempio la contestualizzazione dell’assassinio di JFK rispetto ai fatti dell’11 Settembre) in misura maggiore degli anti-cospirazionisti. Ed ha verificato che i cosiddetti complottisti non amino sentirsi definire ‘complottisti’ o ‘teorici della cospirazione.’

           Questi risultati sono amplificati nel nuovo libro Conspiracy Theory in America del politologo Lance DeHaven-Smith, pubblicato all’inizio di quest’anno dalla University of Texas Press. Il prof. DeHaven-Smith spiega come mai la gente non gradisca essere definita: ‘complottista.’ L’espressione – infatti – fu coniata ed ampiamente diffusa dalla CIA per diffamare coloro i quali sollevassero dei dubbi sulla versione ufficiale dell’assassinio di JFK!
Apollo 11
            “La campagna della CIA per diffondere l’espressione ‘teoria del complotto’ ebbe l’obiettivo di rendere chi non credesse alle versioni ufficiali oggetto di scherno e ostilità da parte del resto della collettività, e bisogna ammettere – purtroppo – che si sia rivelata una delle iniziative di propaganda di maggior successo di tutti i tempi.”

               In altri termini, coloro i quali usino sotto forma di insulto le espressioni ‘teoria del complotto’ e ‘complottista’ stanno reagendo nel modo preventivato ad una documentata, indiscussa, storicamente reale cospirazione posta in essere dalla CIA per coprire l’assassinio di JFK. Quella campagna, tra l’altro, era completamente illegale, e gli agenti della CIA che vi furono coinvolti erano dei criminali; alla CIA infatti è legalmente proibito di condurre operazioni sul territorio ‘amico’, tuttavia è dimostrato che essa infranga regolarmente il divieto, compiendo operazioni su territorio nazionale che spaziano dalla propaganda agli omicidi.

                DeHaven-Smith spiega anche il motivo per cui coloro che dubitano delle versioni ufficiali di eventi criminali tendano ad analizzare il contesto storico. Nel suo testo fa notare che un gran numero di sinistre cospirazioni che si rivelarono autentiche appaiano fortemente relazionate a molti crimini di stato contro la democrazia non ancora provati. Un esempio evidente è il legame tra gli omicidi di JFK ed il fratello Robert FK, i quali hanno dato via libera a presidenze intenzionate a proseguire la guerra del Vietnam (e a delegare l’emissione della moneta a banche private – n.d.t.). Secondo DeHaven-Smith, è necessario discutere gli “omicidi Kennedy” al plurale, in quanto i due omicidi sembrano essere aspetti di uno stesso grande crimine.

le scie chimiche
                       La psicologa Laurie Manwell della University of Guelph concorda sul fatto che l’etichetta coniata dalla CIA: “teoria della cospirazione” ostacoli le normali funzioni cognitive. In un articolo pubblicato sulla rivista America Behavioral Scientist (2010), asserisce che le persone ‘anti-complottiste’ non siano in grado di ragionare con lucidità su tali apparenti crimini contro la democrazia proprio per effetto della loro incapacità di elaborare informazioni che siano in conflitto con una linea di pensiero che è stata loro inculcata precedentemente.

                  Nello stesso numero di ABS, il professor Steven Hoffman dell’Università di Buffalo aggiunge che gli individui avversi alle teorie cospirative siano soggetti a un forte bias di conferma (v. correlati) – cioè, piuttosto che prendere atto della realtà dei fatti cercano informazioni che confermino le loro convinzioni preesistenti facendo ricorso a meccanismi irrazionali (come l’etichetta di ‘complottista’) per evitare di confrontarsi con informazioni contrastanti.

               L’estrema irrazionalità di chi attacca le ‘teorie della cospirazione’ è stata abilmente esposta anche dai docenti di comunicazione della Boise State University Ginna Husting e Martin Orr. In un articolo del 2007 dal titolo Meccanismi Pericolosi: l’Idea di Complottismo Come Strategia di Esclusione Transpersonale hanno scritto: «Se io ti definisco complottista, mi importa ben poco se tu stia effettivamente dibattendo di una cospirazione realmente esistente o se hai semplicemente sollevato una questione che preferisco non vedere … Attraverso questa etichetta sto strategicamente escludendoti dalla sfera in cui discorsi pubblici e dibattiti generano dei conflitti.”
l'assassinio di Aldo Moro

                    Ma ora, grazie a internet, le persone che mettono in dubbio le versioni ufficiali non sono più escluse dal dibattito pubblico; dopo 44 anni di dominio la campagna ordita dalla CIA per soffocare il dibattito pubblico con la scusa del complottismo è giunta alla frutta. Negli studi accademici, così come nei commenti postati sotto le notizie, le voci che sostengono la possibilità del complotto sono ormai più numerose – e più razionali – di quelle che continuano a supportare le versioni ufficiali.
Per cui c’è poco da meravigliarsi se i cosiddetti ‘anti-complottisti’ appaiano sempre di più come una setta di ostili, paranoici individui manovrabili.

Kevin Barrett

Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito Veterans Today
(la selezione delle foto è stata curata dal blog La Trazzera)


Fonte: anticorpi.info
Tratto da:
veteranstoday.com

domenica 17 novembre 2013

nessuna emozione

Domenica scorsa mi trovavo a Roma per partecipare al primo week end dell'ottavo festival del cinema. Di mattina ero "libero" da questo impegno ed avevo davanti due opzioni per me molto interessanti: la prima era di assistere alla proiezione  dell'ultimo film-inchiesta di Massimo Mazzucco sull'11 settembre. Con il regista in sala.
La seconda quella di assistere all'angelus di Papa Bergoglio.

Alla fine, incredibile e dirsi, ho scelto quest'ultima opzione. Dico subito che la delusione è stata forte E lo stesso avranno provato le migliaia di fedeli e curiosi che gremivano Piazza San Pietro. Lo posso dire sia perchè ho ascoltato con attenzione  i commenti, sia perchè gli appalusi durante  e dopo la "performance" di Francesco sono stati brevi e pochissimo calorosi.

Lo posso dire perché agli angelus di Woityla (visto) o di Giovanni XXIII (letto) e persino di Paolo VI (visto) , c'era gente che alla fine piangeva di gioia e di emozione. Qui  no!

Il fatto è che da questo Papa della svolta tutti si aspettano ogni giorno un pezzettino di questa svolta. Cosa che , in effetti, no è possibile; ma la sequenza di argomenti trattati e la incisività dei contenuti hanno lasciato quasi basiti (e non certo commossi) i "fedeli".

Ecco di cosa ha parlato Francesco:

1. ha letto (si, letto) una omelia che si riferiva al passo del vangelo della giornata. Una omelia ovvia e scontata di quelle che se ne sentono a migliaia nelle chiese. Nessuna sferzata di novità, nessuno slancio di ampio respiro o di nuova speranza che ha caratterizzato le sue prime mosse da papa. I soliti Dio vi ama; la morte non è la fine di tutto; o ancora tutti saremo uguali nell'aldilà;

2. poi ha ricordato, giustamente, la  immensa tragedia del tifone nelle Filippine;

3. infine ha letto un breve elenco di saluti rivolti ad alcuni gruppi di fedeli organizzati presenti in Piazza che, a turno, sentendosi citati, sventolavano colorate bandierine o bianchi fazzoletti

fine!

Chi era andato a Roma solo per assistere a questo momento, non credo sia rimasto particolarmente commosso o soddisfatto. In fondo ad  una predichetta del genere poteva assistere andando a piedi nella parrocchia sotto casa. Gli sarebbe anche costato molto di meno.

Ma quello che è mancato, a prescindere dalle parole,  è proprio quello che tutti si aspettavano: ossia una sorta di atmosfera di novità,  una tempesta di emozioni mistiche, un abbraccio caloroso e più umano  da parte di un papa che tante speranze ha riacceso nel cuore del popolo dei credenti.


pippo vinci
 

mercoledì 11 settembre 2013

accadde oggi: 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001

Augusto Pinochet Ugarte
11 settembre 1973, con un colpo di stato coordinato dalla CIA, il generale Augusto Pinochet rovescia il governo democratico socialista di Allende in Cile ed insataura una dittatura fascista che terminerà solo l'11 marzo 1990.  Durante questi 17 anni, si stima  che vennero  vennero uccisi  circa 40.000 dissidenti, altri 600.000 vennero arrestati e/o torturati.

George W Bush
11 settembre 2001, 4 aerei di linea vengono dirottati sui cieli degli stati uniti. Due di essi si schiantano contro le torri gemelle di New York, uno sul Pentagono a Washington. Il quarto precipita in Pennsilvanya. Muoiono in tutto circa 3000 persone. Ma molti dubbi esistono sulla versione fornita dal governo americano. Ed oggi, a 12 anni da quella data, in america cresce il numero di persone che crede che dietro questi attentati ci sia la mano dello stesso Governo degli Stati Uniti e dell'allora Presidente George W Bush

Le 50 domande tabù sull'11 settembre 2001 (di Massimo Mazzucco) 

martedì 25 giugno 2013

11 settembre: negli USA non dimenticano

Molti in Italia credono che i misteri sui atti dell'11 settembre 2001 siano oramai un fatto dimenticato e superato. Questo è vero nel nostro Paese e, probabilmente, in tutti i paesi europei. 

Non è così negli Stati Uniti dove i fatti sono ancora attuali e tanta gente e molte organizzazioni continuano a cercare la verità. Lo dimostrano gli enormi cartelloni affissi in questi giorni nelle zone centralissime di molte città statunitensi, canadesi e australiane. E Londra. Quello che mostra la foto è uno di questi enormi cartelli affissi nella centralissima Times Square di New York.

Lo stesso avviso campegggia nei centri delle seguenti città

lunedì 13 settembre 2010

11 settembre: anche "Le Monde" ha qualche dubbio


Sebbene con qualche colpevole anno di ritardo (9 per la precisione), il novero dei soggetti che dubitano sulla versione ufficiale dell 11 settembre, si arricchisce di uan testata tra le più importanti ed influenti , il francese "Le Monde". Ecco la traduzione fedele dell'articolo pubblicato adalla testata francese sabato scorso in occasione dle nono anniversario della strage

Titolo: Gli Stati Uniti non hanno ancora finito con l'11 settembre (originale)

di Heléne Bekmezian - [lemonde.fr] - 11 settembre 2010.


Già nove anni. Nove anni che gli aerei della American Airlines hanno colpito le torri gemelle del World Trade Center di Manhattan, uccidendo più di tremila persone e ferendone più di seimila in un attentato rivendicato da Al-Qa‛ida.

(almeno tre gravi imprecisioni sono contenute in queste tre righe iniziali, per finire con l'affermazione, completamente destituita di fondamento, secondo cui Al-Qa‛ida avrebbe rivendicato l'attentato, ma non ne segnaleremo le altre per non perdere tempo, ndr).

Oppure si trattava di aerei militari? E non ci sono state anche, piuttosto, settantamila feriti, se noi contassimo le vittime delle polveri tossiche? E quanto si dovrà attendere per giudicare gli autori presunti di tutto ciò? E perché Ground Zero è ancora un cantiere? Nove anni dopo, dunque, le domande rimangono e gli Stati Uniti sono ancora lontani dall'aver tratto le somme con l'11 settembre.

Ancora nessun processo. Un anno dopo aver annunciato che cinque presunti autori degli attentati dell'11 settembre 2001 saranno giudicati da un tribunale federale di New York, e non da un tribunale militare, la Casa Bianca non sembra oggi avere premura di giudicare questi uomini.

Secondo il «Daily News», il governo ha difficoltà a trovare una città pronta ad accogliere questo processo, che potrebbe durare anni e avere conseguenze sulla vita locale. Peggio ancora, con le elezioni di mezzo termine che si annunciano delicate per i democratici, questi ultimi non hanno interesse a riportare questo dossier dinnanzi a agli occhi del pubblico. (...)

Migliaia di vittime sono all'abbandono. Sono i dimenticati dell'11 settembre: circa settantamila persone - pompieri e squadre di soccorso - sono tuttora censite come vittime delle polveri tossiche prodotte dal crollo delle torri, con sintomi di difficoltà respiratorie, malattie dei polmoni, disturbi psicologici.

(...)

Domande senza risposte. Immediatamente dopo gli attentati sono apparsi dubbi sulla versione ufficiale dei fatti, in primo luogo i dubbi sollevati dalle famiglie delle vittime. In seguito sono fiorite su internet le teorie della cospirazione, attraverso video e siti web. Quasi ogni giorno, si può dire, decine di nuovi video vengono scoperti e pubblicati, alimentando i dubbi. Sebbene, puntualmente, le autorità abbiano contraddetto alcune teorie del complotto pubblicando nuovi documenti o nuovi video, non c'è mai stata una spiegazione globale e ufficiale capace di rispondere, una buona volta per tutte a tutte le domande che venivano poste (versioni contraddittorie sulla natura degli aerei, immagini che mostrano esplosioni sospette...).

I dubbi non hanno fatto che svilupparsi, tanto più che le autorità non hanno mai accettato di aprire un’inchiesta indipendente, che era chiesta dalle famiglie delle vittime.

In uno dei primi e più celebri filmati di questo genere, la serie "Loose Change" (dell'Associazione Reopen 911) , venivano evidenziati fatti giudicati sospetti e basati su dati documentati e testimonianze.

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i siti del dubbio