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lunedì 5 agosto 2013

i forzati delle spiagge

Alberghi, lidi, navi da crociera, resort, villaggi vacanze. Questi sono i luoghi dove la maggior parte dei "vacanzieri" trascorre giorni di ozio e relax a prezzi spesso "convenienti".

Ma cosa si nasconde dietro  questi "divertimenti low cost"?. Guardate bene in faccia i premurosi inservienti, le bellissime hostess, gli aitanti bagnini, i servizioevoli camerieri, i dinamici animatori, vi acorgerete di uno strana luce opaca in fondo ai loro occhi.

Quella luce che in voi è brillante di giorno e fosforescente di notte. Quella strana luce opaca è il segnale della frustrazione, dello sfruttamento, della sofferenza e dei soprusi che questi/e giovani (e non solo giovani) subiscono soprattutto nella stagione esiva (e non solo).

Turni massacranti di 8 -12 ore (benchè nei contratti ci sia scritto 6) , paghe orarie ridicole (2-3 euro per ora di lavoro), contratti in nero, nessuna giornata libera, nessun pasto incluso, sole cocente e alloggi angusti. Certo, ci sono le eccezioni e casi di pieno rispetto dei diritti dei lavoratori, ma sono poca cosa rispetto al dilagare del fenomeno, che diventa ancora più irritante se si confronta con gli irrisori canoni di affidamento di intere spiagge, sottratte, oltretutto, all'uso di intere fasce di utenti che non possono permettersi il lusso di  un posto al sole

Per avere una prima idea di come questi lavoratori vengono trattati leggete questo articolo, poi vedremo se avrete ancora il coraggio di andare in "vacanza" in questi luoghi di gioia e di sofferenza! E se comunque ci andrete, date almeno delle laute mance a questi ragazzi ed a queste ragazze che sfacchinano per voi.. nonostante tutto!

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amedeo contino

mercoledì 23 giugno 2010

il silenzio dei buoni

Ore 11,30, comune di Altofonte (Palermo). Il portiere-usciere mi indica la stanza dove ha sede l'ufficio anagrafe del comune. Io ringrazio e mi dirigo solerte nella speranza di non trovare folla.
La seconda speranza che coltivo in segreto riguarda il fatto che non sono residente ad Altofonte. Potrò, da forestiero, ottenere la documentazione che mi serve? In fondo è una semplice autocertificazione con o senza firma autenticata. Perchè dovrebbe servire la residenza ad Altofonte?

Ad aspettare davanti la porta dell'anagrafe ci sono solo due persone. Una sta seduta con un bimbo in braccio. L'altra passeggia in piedi andando su e giù per il corridoio. Domando chi sia l'ultimo del turno e mi accomodo felice di una attesa che si preannuncia abbastanza breve.

Mi sento furbissimo per essere venuto qui ad Altofonte (8 km da Palermo) piuttosto che impelagarmi in qualche affollata e caotica delegazione palermitana con auto posteggiata a diversi chilometri di distanza. Io, infatti, odio chi posteggia in 2^ fila, e , quindi, devo agire in coerenza con i miei ideali. Una fatica che , comunque, mi dà grandi soddisfazioni!

Arriva un anziano, poi un trentenne con occhiali da sole, infine uno di mezza età sicuro di se.Tutti seguono la trafila di routine: danno uno sguardo di ambientamento, chiedono chi sia l'ultimo, considerano in silenzio la convenienza dell'attesa, poi rimangono.

p.s. alla domanda "chi è l'ultimo?" c'è sempre il cretino che dice : "ora sei tu!". NON LO SOPPORTO!

Dopo appena 3 o 4 minuti, il trentenne con gli occhiali da sole, che aveva già l'aria di un deficiente con auto in 2^ fila, si catapulta dentro la stanza dell'anagrafe scavalcando tutti, e sparisce chiudendo la porta dietro di se'.

Nessuno fiata. Io mi alzo e chiedo, a voce alta, se qualcuno si fosse per caso accorto di quello che era appena successo sotto i loro occhi.
"...e che è successo?" fa uno.
"è successo" - faccio io - "che il signore che è appena entrato era il quinto della fila e quindi ci ha scavalcati tutti in un solo colpo".
Nessuno fiata. Mummie!

Allora prendo l'iniziativa e decido di entrare per "cazziare" il prepotente che, tranqullamente, stava al bancone degli utenti e procedeva ai fatti suoi con l'ignara impiegata che svolgeva solerte il suo lavoro al servizio del cittadino.
Io gli chiedo: "ma, si rende conto di quello che ha fatto?"
Lui : "si..ma.. deve capire, io volevo solo chiedere una informazione..."
Io :"Si, ma a parte il fatto che anch'io dovrò chiedere un'informazione, vedo che lei già sta operando e non si è limitato alla... informazione"
Lui : "si lo so, ma io ho chiesto il permesso alla signorina che mi ha gentilmente concesso di restare. La signorina poi ha fatto tutto".
Io: "ma caro signore, il permesso lei non lo deve chiedere alla signorina. Il permesso lei lo deve chiedere a tutti quei signori che sono fuori ad aspettare e che sono arrivati prima di lei"

Il signore comincia ad alzare la voce mentre le signorine, pensando di calmare me, mi offrono i loro servigi da impiegate.
Io: "Ma guardate che fuori c'è un turno e non tocca a me, io sono solo il terzo! E anche se vi sembra strano e originale, vorrei aspettare il mio turno!".

La lite contiua fuori davanti ai signori che sono stati appena scavalvati nel turno dal prepotente con gli occhiali.
Ma questi signori, vittime della prepotenza, stanno lì seduti in santa pace osservando la rissa che io sto affrontando anche per loro.
La guerra finisce qui. Il prepotente con gli occhiali va via con il suo bel certificato ed io rimango solo con le mummie. Che mi guardano e, sospirando, mi dicono : " ...e che ci vuole fare, oramai è così".

A questo punto non ho voluto infierire anche sulle mummie dicendo loro che il fatto che oramai sia così non è colpa del prepotente, ma delle mummie come loro che di fronte ad un sopruso evidente non dicono nulla, non regiscono. Sperando sempre che arrivi superman.

E qui mi vengono in mente le parole di qualcuno di cui non ricordo il nome : non è grave l'urlo dei cattivi , quanto piuttosto il silenzio dei buoni"

(pippo vinci)

sabato 1 maggio 2010

l'altro mondo delle donne

Qualche giorno fa ho ricevuto (da Steve) questo agghiacciante documento. Guardatelo. Spesso quello che si dice e che si legge è solo una pallida ombra della realtà. Queste immagini apportano (spero) un piccolo contributo per arrivare ad una visione più chiara della realtà o quantomeno ad una riflessione più profonda sullo stesso concetto di libertà, di giustizia e di reciproco ripetto in giro per il mondo. Non escludendo neppure la "civile" Europa.
Per una visione più chiara delle immagini cliccate sul pulsante in basso a destra del video (view on slideshare). Se volete inviato il file (in Power Point PPS) chiedetecelo all'indirizzo mail latrazzera@libero.it

title="Burka">Burka