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mercoledì 30 agosto 2017

Non c'avete un altro servizio sui negri cattivi?

Christian Raimo
Ieri sono andato come ospite in collegamento alla trasmissione "Dalla vostra parte" su Retequattro condotta da Maurizio Belpietro, insieme a me sempre in collegamento ma da Milano Alessandro Sallusti. 

È una trasmissione orripilante, che si compone essenzialmente di servizi, girati con i piedi, su neri che stuprano, neri che rubano, neri che minacciano bambini, neri che occupano le case degli italiani, neri che sono troppi, neri che se ne dovrebbero andare, neri che è già tanto che li sopportiamo e non li facciamo affogare tutti.

Si può parlare di immigrati, di migranti, di rifugiati, di islamici, di terroristi, di maghrebini, di stranieri, ma in fondo si parla sempre di neri. Islamico uguale terrorista uguale rifugiato uguale potenziale stupratore uguale illegale uguale clandestino uguale nero. Non c'è un minuto a parte la pubblicità che non sia dedicato al racconto di un paese devastato dallo schifo prodotto dai neri.
Io ero invitato a dire che ne pensavo, la domanda che mi ha fatto Belpietro era: “Perché c'è tanta informazione politicamente corretta? Perché non si può dire che chi stupra è immigrato? Che chi delinque è nero?”

Io gli ho risposto che si può dire, anzi che mi sarei aspettato ancora altri servizi sui neri che torturano i bambini, che sputano sui preti, che fanno abigeato. Avrei voluto proprio una trasmissione che non si intitolasse "Dalla vostra parte" ma proprio “Negri cattivi” con solo servizi sulle malefatte vere e minacciate dai neri.

Ma il razzismo, il razzismo elementare, ottocentesco, di Belpietro e Sallusti, non è il solo problema di “Dalla parte vostra”, trasmissione serale di una rete nazionale. Il problema è l'assoluta incapacità giornalistica, la povertà assoluta dal punto di vista del mestiere.

A un certo, visto che si parlava di occupazioni, ho chiesto a Belpietro, se si era preparato qualche dato sull'emergenza abitativa. Ha balbettato che glieli fornissi io. Gli ho detto: “Ma come hai fatto un pezzo di trasmissione su questo e non c'hai manco un dato?”, e poi glieli ho detti io.
Ho detto a Sallusti che tutto ciò che stava dicendo su immigrazione e occupazioni non aveva nessuna base dal punto di vista dell'informazione. Mi ha risposto che è vero è d'accordo anche lui che i giornali dovrebbero fare più inchieste; gli ho detto che gli basterebbe leggere mezzo libro, o qualche giornale fatto appena decentemente, e ripetere quello che c'è scritto lì.

Due giornalisti della redazione mi hanno telefonato poi complimentandosi con me e ridacchiando perché avevo sputtanato Belpietro in diretta. Mi dispiace per loro che certo devono lavorare e devono portare uno stipendio a casa, ma quello che stanno facendo è semplicemente manovalanza sottopagata per il peggiore megafono del razzismo, sono complici e omertosi, non ci trovo nessuna giustificazione.

Oggi sulla mia bacheca ci sono commenti di insulti, minacce di stupro a donne che commentano, la feccia della feccia. Risponderò ad uno ad uno, appena avrò tempo.
Ma gli risponderò con la stessa franca risata con cui, prima di andarmene a metà, ho opposto ieri a Sallusti che affermava che nel Corano c'è scritto di fare attentati terroristici. 


È una televisione che crea una paura che esiste solo nella loro pancia.
È ridicolo ciò che dicono, è imbecille, è la peggiore ignoranza storica e contemporanea, è una parodia. Il fascismo è sempre una parodia. Riempie un vuoto, e lo fa comodamente, prevedibilmente, stancamente, l'autobiografia infantile di una nazione.

Sta a noi di sinistra, semplicemente democratici, antifascisti, pensanti, fare argine a questo. Tocca a noi, in ogni momento, e sarà sempre peggio nei prossimi mesi.
Come scriveva In una delle ultime interviste prima di morire Roberto Bolaño, alla domanda su quali fossero le cose che lo annoiavano di più.
“Il discorso vuoto della sinistra, il discorso vuoto della destra lo do per scontato”.

Cristian Raimo su facebook

sabato 27 luglio 2013

Inaudto, inaudito, inaudito

Continuano le volgari offese al Ministro per l' integrazione Keynge. Nientedimeno che alla festa del PD a Cervia, le sono state lanciate delle banane!

Secondo me è stato superato il limite ed il signor Napolitano, il sig Grasso ed il sig Letta che si indignano (ad arte) per molto meno, non muovono un dito!

Io al posto della Keynge farei un casino del diavolo fino a fare cadere questo ridicolo e dannoso governo e lo farei pure  se fossi un parlamentare di qualunque schieramento.

Il Ministro, inoltre, con questo suo atteggiamento minimizzante  e ironico ("...tutto cibo sprecato..") non fa certo del bene a tutti gli  immigrati quasi autorizzando o "depenalizzando" questo tipo di aggressioni che alla fine non hanno nessuna consegunza per chi li perpetua, ma solo per chi le subisce, tranne che non sia... un Ministro di questo Governo fantoccio!

Inaudito, inaudito , inaudito!

giovedì 25 luglio 2013

Ma tu, Galliani, cosa c'entri?

Durante una inutile e noiosa  amichevole precampionato tra il Milan e il Sassuolo, il giocatore rossonero  Constant ha deciso di lasciare il campo dopo essere stato oggetto di  beceri cori razzisti.
Galliani ha dichiarato che in questi casi è meglio che non si abbandoni il campo.

due cose 
a Constant: caro  signor Constant, quello che hai fatto è assolutamente giusto e  condivisibile, peccato che queste azioni clamorose le facciate solo durante le inutili e poco redditizie amichevoli estive e mai quando in gioco ci sono interessi maggiori e maggiore visibilità. Lo stesso episodio avvenne lo scorso anno durante una analoga gara amichevole di basso profilo e.... profitto. Allora fu Prince Boateng a lasciare il rettangolo di gioco.
Visto che cori analoghi si ascoltano purtroppo anche durante le partite di serie A e di Champions league, perchè non vi comportate in modo anlogo in queste più "visibili" occasioni? Non avete il coraggio? O  non vi conviene?

a Galliani: ma caro vicepresidente, la persona offesa non eri tu e non era tuo figlio. Quindi fatti gli affari tuoi! Credo che tu non possa e non  debba giudicare e  dire a Constant quello che deve fare. E' un giocatore del Milan è vero, ma è soprattutto un uomo con la sua dignità che difende come e quando vuole.
Come avresti reagito se un tuo giocatore ti avesse detto che non è giusto abbandonare la tribuna vip quando si prendono sputi in testa?

pippo vinci

sabato 15 maggio 2010

razzismo dei media! E cosa se no?

UNA NOTIZIA DI CRONACA: IVAN MASU, MASSACRATO PER UN FURTO DI CARBURANTE. IMMAGINATE FOSSE STATO ITALIANO
di Corrado Giustiniani - Il Fatto Quotidiano.
(20 aprile 2010)

Un operaio romeno seviziato, ucciso e poi sciolto nell’acido dal suo datore di lavoro, vale una notizia ad una o due colonne per i giornali italiani. L’informazione “due pesi e due misure” ha dato grande sfoggio di sé qualche giorno fa, con il caso del povero Ivan Masu, 42 anni, sospettato di aver rubato qualche litro di gasolio da un tir e crudelmente punito da Vincenzo Nappi, 50 anni, titolare di un parcheggio per camion a Piedimonte San Germano, in provincia di Frosinone.

Il delitto è stato scoperto adesso grazie a un’indagine congiunta di polizia e carabinieri, ma si riferisce al maggio del 2007. In quei titoli, o piuttosto titoletti, viene nascosta la nazionalità della vittima, che di norma campeggia se l’assassino è straniero. Un’agenzia di stampa ha persino occultato il nome del carnefice. Radio e tv ne hanno parlato pochissimo, tanto che per molti lettori la notizia sarà nuova.

Proviamo a immaginare la risposta mediatica a parti invertite: romeno l’assassino e italiana la vittima. La storia avrebbe avuto ben altro rilievo, guadagnando la prima pagina di molti quotidiani, conquistando lunghi servizi sui tg e magari resistendo per più di un giorno, invece di consumarsi alla velocità della luce. Il fatto grave è che non soltanto gli organi di stampa incantati dal verbo leghista, ma anche giornalisti normali di giornali normali distribuiscono pillole di xenofobia, e lo fanno quasi in buona fede, senza rendersene conto. Con il pilota automatico, si potrebbe dire, che indirizza il timone verso la verità più apprezzata dal mercato.

È assai ricca la casistica che dimostra il maltrattamento mediatico ricevuto dagli immigrati. La storia più orripilante che venga in mente, pensando al romeno sciolto nell’acido, è quella di Francesco Loi, un giovane sardo di 28 anni che a ferragosto del 2006, a Villasimius, taglia la testa a un ragazzo cinese di diciassette anni, dandola in pasto agli animali. La notizia viene ignorata da televisioni e giornali, con l’eccezione della Stampa.

Pochi giorni prima l’attenzione degli italiani era stata scossa dalla fine di Hina Saleem, una bella ragazza pachistana di vent’anni sgozzata dal padre e sepolta nel giardino di casa a Sarezzo, in provincia di Brescia, e subito dopo, sempre a Brescia, un sacrestano cingalese di vent’anni, di nome Camillo, aveva ucciso in chiesa una ragazza italiana, Elena Lonati. Pagine su pagine, attorno a questi due delitti.

Quello del ragazzo cinese, è come se rovinasse lo sdegno di un’intera nazione. Forse per questo è stato ignorato. Anche stavolta proviamo a immaginare se fosse stato lui a troncare la testa al ragazzo sardo. Truppe di inviati catapultate in Sardegna, servizi a tutte colonne, interviste a esperti su usi e costumi del Fujian, la regione della Cina dalla quale lo sventurato giovane proveniva.

Gli incidenti causati da automobilisti ubriachi offrono altri spunti di doppiopesismo. Trafiletti se il killer è italiano, col privilegio dell’anonimato, o delle semplici iniziali. Così, anonimo è rimasto il trentacinquenne che a Torino si è scagliato come un siluro contro la povera romena Carmen Maceac e senza nome il guidatore di 25 anni pieno di alcool e di cocaina che a Capena il 21 febbraio del 2009 ha travolto e ucciso Mihai Surdu, operaio romeno novello sposo: non fa scandalo neppure il fatto che il magistrato di turno lo abbia messo subito in libertà.

Per non parlare poi degli “zingari”, accusati persino del rapimento di bambini, un delitto contrario alla loro tradizione, come è accaduto nel maggio del 2008 prima a Napoli, quartiere Ponticelli, e poi a Catania, quartiere Zia Lisa. A metà settembre del 2009, l’omicidio di Sanaa ad opera di un padre che non tollera la sua relazione con un italiano, porta Isabella Bossi Fedrigotti sul Corriere a prendersela con l’Islam, dimenticando che, ancora nel 1981, in Italia esistevano le attenuanti per il delitto d’onore. Nessuno si accorge invece, due mesi dopo, che ad Ancona un operaio italiano ferisce quasi a morte la figlia Eveline, colpevole di avere una relazione con un giovane albanese.

Gran finale con le violenze sessuali. Delitti orribili, che per la maggior parte, secondo l'Istat, sono commessi da italiani su vittime conosciute, che poi non sporgono denuncia. I 4000 all’anno, oggetto invece di denuncia, metterebbero a dura prova una rubrica di cronaca, che dovrebbe ospitare ben 13 notizie al giorno. Ecco perché aver deciso addirittura l’apertura di prima pagina sullo stupro di un romeno ai danni di una studentessa africana, avvenuto alla stazione romana della Storta, il 20 aprile del 2008, a una settimana dal ballottaggio per la scelta del sindaco di Roma, è stata una scelta irresponsabile. I direttori di tutti i giornali di allora, in gran parte gli stessi di oggi, dovrebbero ammettere, con un po’ di vergogna, l’errore

(corrado giustiniani)
Il fatto quotidiano