
E' una cosa di cui non tutti si sono accorti: ogni volta che in Tv c'è uno stacco pubblicitario, il volume aumenta "in automatico". Ed il messaggio pubblicitario, così invadente per la sua frequenza, diventa anche (subdolamente) invadente per il suo volume. E' una ulteriore ed eclatante prova che oggi tutti noi siamo considerati dei meri consumatori. Alto che cittadini, altro che gente, altro che opinione pubblica
Il problema della pubblicità invadente è tanto eclatante quanto sottostimato. Sottostimato sopratutto da coloro che dovrebbero pensare al bene comune. Ma eclatante è anche il fatto che se un cittadino (pardon..consumatore) alza la voce per lamentarsi ecco che gli si dice che la pubblicità serve, che senza pubblicità addio film o partite in tv; che senza pubblicità si perdono dei posti di lavoro e via discorrendo. E' ovvio che queste sono tutte giustificazioni di minchia!
Ricordo che la prima volta che andai in Russia, a Leningrado (ex e attuale San Pietroburgo) quello che più mi colpì fu la totale assenza di pubblicità per le strade. La città appariva avvolta in un romantico alone protettivo, quasi in bianco e nero (visto anche il clima) e fui pervaso da un senso di tranquillità e di serenità.
La città era unica. Nessun'altra città al mondo poteva essere uguale a Leningrado. Nessuna città al mondo infatti poteva avere quelle strade, quei palazzi, quei muri , quegli alberi, quei lampioni, quei marcipiedi , quelle vetrine dei negozi, quegli stadi, quelle piscine, quelle palestre, quei cinema, quei parchi : belli o brutti che fossero.
La stessa cosa mi successe pochi anni dopo, visitando le città povere dell'entroterra della Tunisia. Altra atmosfera, altro clima (politico e meteorologico), altro tutto. Ma il senso di serenità che avvertii fu lo stesso. Mi sentivo più presente, più vivo. Diciamo meno oppresso e condizionato da tutti quei suggerimenti gridati, giganteschi e colorati.
Era bello pure scoprire per caso un chiosco , un bar, un ristorante, un angolo caratteristico o un negozietto originale, piuttosto che esservi condotto per forza da tutti i suggerimenti gridati e sponsorizzati dal tour operator , dalla guida, dallo spot visto in TV o dal cartellone gigantesco e ammiccante che copre la facciata intarsiata di un antico palazzo.
Visitate oggi le città. Quasi tutte le città del mondo: ogni cosa è nascosta, deturpata, e trascurata dalla pubblicità che le usa semplicemente come supporto o, peggio, come pubblicità di se stessa. Si usa la splendida inferriata di uno splendido parco per apporvi un cartellone con reclame che sarà visto da tutti quelli che vanno a visitare lo splendido parco.Non rimpiango certo il regime sovietico, o la povertà dell'entroterra maghrebino, ma , cribbio!, ci sarà una via di mezzo, no?
E torniamo alla pubblicità in TV. Negli anni 60 e 70 con la Tv in BN, i programmi erano riconoscibili e di qualità; raramente (credo mai ) venivano interrotti dalla pubblicità. Non certo i film, non certo le partite. La pubblicità che ora, addirittura, si permette di urlarci; si perchè la pubblicità non urla, ma CI urla. E ci urla perchè non gli basta più mostrarci il prodotto, no, ci urla per impor-ci il suo prodotto.
Eppure negli anni '60 e 70 i beni prodotti si vendevano come oggi e molto più di oggi. C'era addirittura il boom dei consumi! Ma la pubblicità era molto, ma molto discreta. Qualcuno rifletta su questo.
Ebbene, negli Stati Uniti, patria di questa tragedia che è la pubblicità, qualcuno si è accorto che si sta esagerando e ora (ma sarà troppo tardi?) tentano di fare qualche passo indietro. Il Parlamento USA nel 2012 aveva promosso una legge per impedire l'innalzamento automatico del volume del televisore durante gli spot. Poi non se ne fece nulla. Che volete! Gli USA sono lapatria del consumismo e del marketing e della pobblicita, non possiamo sperare che in questo campo siano loro ad eliminare questo elemento di barbarie!
pippo vinci

Kim Collins è un